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Pedagogia dei cicli di vita in età adulta

Comprendere ed orientare le crisi e i cambiamenti nel corso dell’esistenza

Capitolo 1. Per una pedagogia dei cicli di vita

Post-moderno e nuova paidea

Il post-moderno è caratterizzato dalla complessità pedagogica dello stare, crescere e dare senso all’orizzonte plurale, precario, liquido, incerto, in cui siamo costretti a costruire “casa” — viene meno il significato della comunità e della solidarietà sociale; prende il sopravvento il disagio, l’incertezza, la mancanza di senso dovuta alla globalizzazione, la disoccupazione, la crisi ecologica. Il soggetto stesso entra in crisi perché senza più né Terra (radici-fondamenta) né Cielo (valori). L’Io perde la centralità, rischiando di diventare un “io minimo”, perché disorientato dai turbamenti della contemporaneità, si limita a lottare per la mera sopravvivenza.

Per Bauman gli esiti sociali della post-modernità identificano una sorta di “modernità liquida”, caratterizzata da una forte libertà, ma anche una sostanziale solitudine. Il passaggio dalla solidità alla fluidità è caratterizzato dal non avere più principi certi a cui riferirsi — l’opportunità vincente sembra essere quella del cambiamento continuo. Tutto ciò viene vissuto con una modalità esistenziale caratterizzata da una sorta di adolescenza perenne: il processo di crescita sembra non avere più confini precisi e la transazione da una fase all’altra della vita sembra non determinare più la rottura dell’appartenenza con la precedente età; ciò determina confusione tra atteggiamenti che potrebbero e dovrebbero appartenere ad età diverse, e fluidità tra le età con una prevalenza di una sorta di limbo postadolescenziale. Vi è inoltre la totale incapacità di dare significato all’invecchiamento.

Tutti questi sconvolgimenti, pedagogicamente, non hanno portato alla morte del soggetto, ma ad una sua riproblematizzazione. Tutto questo stimola all’elaborazione di una Nuova Paideia, sviluppando al suo interno forme più complesse, dinamiche, duttili, con le quali confrontarsi per comprendere ed articolare il proprio modo di essere anche nelle diverse età della vita. La forma unica che attiene alla propria anima è quella più stabile, ma pur sempre duttile.

Temporaneità e identità

Il tempo è contemporaneamente categoria dell’esserci e categoria pedagogica. È dimensione imprescindibile della persona, dimensione fondamentale di ogni intervento educativo. Nella modernità liquida il tempo stesso sembra frantumarsi insieme alla frammentazione delle certezze. Eppure la temporalità è una dimensione costitutiva dell’esistenza dell’essere umano: nel cercare il suo senso, egli si volge al passato e al futuro.

La temporalità come categoria umana è una categoria della coscienza: il tempo esiste nella nostra coscienza — il tempo è una dimensione assolutamente umana, che nell’interiorità del soggetto riceve il suo senso. La costruzione dell’identità come fondamentale dimensione formativa, trova nel tempo della memoria uno dei propri fattori costitutivi.

Il tempo è, dunque, sempre tempo interiore, fluido e circolare, che attende dalla coscienza il proprio significato dinamico e stabile insieme. Anche nel senso d’identità personale c’è qualcosa di stabile e qualcosa di dinamico. L’itinerario formativo nella sua più ampia progettualità va dalla costruzione dell’identità dell’io alla strutturazione della coscienza come dimensione di compartecipazione profonda con tutti gli esseri.

Persona e incarnazione

Il soggetto postmoderno è persona, poiché dell’individualità decanta l’unicità, la costruttività, la problematicità. Ma è persona in quanto si costituisce come tale, operando scelte fissando gerarchie, testimoniando fedeltà, attivando responsabilità. Per Mounier “la persona è il volume totale dell’uomo”. Vocazione, incarnazione e comunione sono le tre dimensioni della persona — l’incarnazione rimarca l’indivisibilità di corpo e spirito; la comunione esprime la parte del pensiero che valorizza il rapporto con l’altro; la vocazione orienta la persona all’universale, portandola indefinitamente al di là di se stessa.

Oltre che spazio di originalità, creatività, unicità, autenticità, è insieme a tutto ciò apertura ai valori universali superindividuali ed è apertura alla trascendenza, alla spiritualità. Possiamo considerare l’esistenza umana sotto molti aspetti, eppure la sua natura è tale che non riusciamo a coglierla da nessun punto di vista in modo esauriente. Uno di questi sta nella tensione tra l’identità della persona e il mutamento dei tratti che la qualificano nelle diverse fasi della vita.

Per quanto riguarda il concetto di incarnazione, oggi siamo ben lontani dal personalismo cristiano: il corpo ora non è più considerato come espressione della persona, bensì come una sorta di involucro da mostrare, che non sembra attraversato dall’unicità del soggetto che di fatto lo abita. Si ricorre sempre più spesso alla chirurgia estetica per fermare il tempo sulla nostra pelle, ma è tempo di riscoprire i significati dell’invecchiare nell’animo e nella pelle.

Cicli di vita o corsa di vita? Forme per una Nuova Paideia

La strutturazione e l’evoluzione dell’identità, l’amplificazione della conoscenza della persona, sono così tessute di temporalità con una modalità che varia nelle differenti età della vita. La suddivisione della vita in fasi è in discussione da un lungo tempo. Sicuramente la cultura assume un ruolo principale, influenzando i vari passaggi da uno stadio ad un altro. Nonostante ciò i punti di svolta più o meno coincidono, fermo restando che ogni essere umano attraversa e determina il proprio ciclo/corso di vita in maniera unica.

Ciclo: termine antichissimo che può essere ricondotto alle teorie filosofiche e religiose di Pitagora, Platone e testi buddhisti e indu. In questo caso si faceva riferimento alla ciclicità del tempo. O ancora si può far riferimento al mondo agrario, al ciclo delle stagioni, dei mesi.

Corso: mette l’accento sulla continuità dello sviluppo, del cambiamento nell’arco della vita.

Capitolo 2: quali direzioni di Senso?

Per un equilibrio tra l’io e il sé, tra istanze psicologiche ed istanze etico-religiose

Tra i grandi autori, Erikson è il primo a cui va il merito di aver esteso le teorie psicologiche dello sviluppo all’età adulta. Egli va oltre la teoria freudiana, che intende completare in senso psico-sociale. Egli sostiene che lo sviluppo si articola a partire dalla realizzazione di tre processi tra loro intrecciati e complementari: c’è un processo biologico di organizzazione gerarchica dei sistemi organici che costituiscono il corpo; c’è poi un processo psichico che organizza l’esperienza individuale attraverso la sintesi dell’io, e c’è infine un processo di natura comunitaria dipendente dall’organizzazione culturale entro la quale si realizza l’interdipendenza degli individui. Via via che l’essere umano cresce, interagisce prima con gli interessi sociali della comunità cui appartiene, per poi ampliare le sue interazioni anche oltre.

Negli otto stadi individuati da Erikson, oltre che una crisi da superare, vi è una virtù da realizzare. Tra le virtù fondamentali che possono essere conquistate nei vari stadi, vi sono speranza, fedeltà, cura. Alcune virtù non possono essere perseguite in qualunque momento del percorso evolutivo. In ogni stadio, le due forze in contrapposizione indicano una dinamica dialettica in cui la forza finale postulata non potrebbe emergere senza una delle due qualità contrastanti.

In prospettiva pedagogica, i compiti da affrontare nelle varie età della vita sono, per Erikson, evolutivi e personali allo stesso tempo e ribadiscono la fondamentale importanza dell’apporto educativo nel far sì che ogni persona viva meglio ogni stadio, pur nella possibilità di rivedere successivamente le crisi non superate delle età precedenti ritornando su di esse.

L’evoluzione della coscienza dalla Natura alla Civiltà

Secondo l’autore Jung, i problemi che si presentano al giovane adulto nel vivere civile, rappresentano una possibilità di espansione della coscienza, unita all’obbligo di dire addio a tutto quanto in noi vi è ancora di incoscienza infantile e istintiva. Jung descrive questo progressivo allargamento della coscienza come una sorta di vittoria della Civiltà sulla Natura, che comincia appena la coscienza stessa appare nei fanciulli.

Nel processo evolutivo delle età adulte, accade che l’enorme ricchezza possibile del mondo della personalità viene selezionato in relazione a ciò che può effettivamente essere realizzato sul piano della realtà, ma ciò porta ad un depauperamento dell’evoluzione possibile — secondo Jung non si raggiunge lo scopo sociale, se non a scapito dell’intera personalità. Jung individua l’espansione della conoscenza come allargamento della visuale, che, nell’equilibrio tra le polarità, si orienta verso la realizzazione del Sé, che, a sua volta rappresenta l’aspetto universale della coscienza, l’essenza più intima e profonda dell’uomo, la nostra identità autentica.

Il Sé non può essere inteso staticamente, ma solo dinamicamente, come sintesi dell’evoluzione, come crescita dal Me (piano psico-fisiologico), all’Io (piano psico-sociale) al Sé (piano etico-relazionale-spirituale). Questa crescita verso il Sé come amplificazione della conoscenza, e come processo di individuazione che ricopre tutto l’arco della vita, risuona con l’espandersi nell’interiorità del soggetto prospettata da Erikson.

La dialettica tra fasi e totalità, tra Tempo ed Eternità

Per Guardini, la persona è mistero inoggettivabile, ed è orientata a realizzare la vocazione originale che la caratterizza, proiettandosi sempre oltre se stessa — ogni forma di vita che conosciamo esiste nella forma del divenire, questa tensione propulsiva è ciò che determina nell’essere umano i processi di autoformazione per divenire se stessi. In tutto ciò gli opposti sono pensati sempre come polarità in interazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Natascia.9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Naccari Alba.
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