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Io non sono proprio straniero - Bolognesi

Multiculturalità: scelta ideologica o condizione di vita?

L'immigrazione produce multiculturalità e spesso il termine viene connotato da attributi negativi, ma ci sono fattori che sviluppano la multiculturalità di una società a prescindere dalla presenza degli immigrati come: globalizzazione dei mercati, crescita del turismo e delle comunicazioni di massa, calo delle nascite nei paesi ricchi con richiesta di forza-lavoro, creazione dell'Unione Europea.

Ciò crea conflitti che le diverse agenzie educative sono chiamate a gestire allo scopo di far emergere la paura dello straniero; la nostra cultura non è superiore alle altre. La sostanza della progettualità interculturale è utilizzare uno sguardo universale che ci fa vedere l'altro come un essere umano nella pienezza dei suoi diritti.

Strumenti della progettualità interculturale

Gli strumenti possono essere: il decentramento culturale, costruzione di percorsi che mettano in rilievo la pluralità delle identità, consapevolezza che gli apprendimenti hanno bisogno di un substrato affettivo e relazionale stabile, tutela dell'identità del bambino, utilizzo del mediatore culturale che non può essere considerato un semplice interprete, ma deve essere visto come una figura di riferimento della famiglia e del gruppo sociale, valorizzazione delle differenze e uguaglianze, intreccio tra democrazia e nonviolenza.

Accoglienza nella scuola

  • La pedagogia interculturale propone una visione reciprocativa dell'educazione e dell'apprendimento con le diversità e le differenze, sottolineando la necessità per tutti di apprendere dall'incontro.
  • Vengono individuati due grandi temi: accoglienza e convivenza che sostengono un modello pedagogico rivolto allo sviluppo della reciprocità.
  • Nella prima metà del '900 troviamo una pedagogia compensativa fondata su un pensiero etnocentrico: stato nazionale = cittadino italiano; la scuola sceglie la strada dell'omologazione e del monoculturalismo.
  • I primi riferimenti di una riflessione interculturale nella scuola li troviamo nei programmi della scuola media del 1979, poi abbiamo la circolare 207/86 sulla scolarizzazione degli alunni zingari, nomadi e viaggianti, con la circolare 205/90 l'educazione interculturale compie il suo ingresso nel mondo della scuola: deve esserci un approccio interculturale anche in assenza di stranieri per educare tutti all'incontro con le differenze.

La scuola dell'infanzia viene chiamata a centrare la progettualità sull'identità del bambino e a lavorare per un'identificazione non esclusiva ed etnocentrica, ma rivolta alla comprensione di culture diverse dalla propria. Il DPR 394/99 chiarisce il diritto/obbligo all'istruzione scolastica indipendentemente dalla regolarità della posizione.

Linee guida per l'accoglienza

La riforma Moratti non parla di educazione interculturale, ma di educazione alla convivenza civile, avvicinando le diversità alla disabilità. La CM 24/06, Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri, propone un'equilibrata distribuzione della presenza di alunni stranieri suggerendo un'intesa tra scuole ed enti locali e sono individuati tre settori d'intervento per il percorso di accoglienza che ogni scuola dovrebbe predisporre:

  • Amministrativo: iscrizione e raccolta documenti anagrafici, sanitari e scolastici.
  • Comunicativo-relazionale: formazione degli insegnanti, relazione con la famiglia, uso di strumenti plurilingue, intervento dei mediatori culturali.
  • Educativo-didattico: iscrizione in classi corrispondenti all'età anagrafica, tempo scuola trascorso nel gruppo classe eccetto che per i percorsi di prima alfabetizzazione.

Progetti di accoglienza

Un progetto di accoglienza si concentra su predisposizione degli spazi (come renderlo mediatore di ascolto, relazione, reciprocità), promozione di risorse e strumenti (nomina commissione e figura strumentale per l'interculturalità con redazione protocollo che definisce una prassi per l'accoglienza condivisa) e sperimentazione di progetti innovativi (scaffali multiculturali, stanze dei genitori, mediatori culturali).

Le differenze possono incuriosire, attrarre, ma anche imbarazzare, irrigidire; la costruzione del "noi" avviene in base a caratteristiche socioculturali comuni, quella del "loro" su elementi non comuni, ma l'omogeneità del "noi" è apparente, quindi è inevitabile interrogarsi sulla relazione che ognuno ha con le differenze. Insegnanti e genitori dovrebbero problematizzare in modo positivo la realtà perché quello che il bambino sperimenta non è la problematicità, ma un

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher donatellateatro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bolognesi Ivana.
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