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RELAZIONI EDUCATIVE ED APPRENDIMENTO

ASPETTI PSICOLOGICI DELL’APPRENDIMENTO

Per lungo tempo : modello pedagogico diffuso  rigida trasmissione di saperi e nozioni  analoga rappresentazione

della mente umana come un recipiente passivo di conoscenze. Questo modello pedagogico passivo è stato chiamato

“didattismo” da un ricercatore belga negli anni 70 ( Avanzini , 1972) ed entrò in crisi nel XX secolo a causa di due

fattori: avvento di scolarizzazione di massa e comparsa di teorie di matrice psicodinamica e ricerche in campo

cognitivo (mente umana: sistema altamente complesso dotato di una propria autonomia interna).

Dunque nuova idea: la possibilità di apprendere è legata ai vissuti emotivo- affettivi delle persone e alla rete dei

sistemi socio-culturali in cui queste vivono. Dunque le doti principali di buon insegnante: capacità di ascolto e

relazione,abilità nel trasformare i contesti,una volta letti, in occasioni di apprendimento; dunque la competenza

disciplinare non è sufficiente a formare persone in grado di inserirsi attivamente nella società del terzo millennio.

MOTIVAZIONI E BISOGNI: MASLOW,ROGERS E LA PSICOLOGIA UMANISTICA

Autori di indirizzo umanistico: Carl Rogers, Abraham Maslow, Erich Fromm,Henry A. Murray e altri. Questi: matrici

teoriche diverse tra loro però uniti dalla lettura della personalità quale sistema unitario e coerentemente

organizzato;sostengono il ruolo attivo di un soggetto nella gestione della propria vita.

Carl Rogers : lavoro significativo nel periodo dagli anni 30 agli anni 70. Sviluppa una psicoterapia fondata

sull’empatia e sull’ascolto aperto e sinceroil terapeuta deve sostenere e accompagnare il paziente,che sarà in grado

autonomamente di procedere verso la comprensione della propria realtà psichica. Incontro “ da persona a persona”.

Abraham Maslow vero iniziatore della corrente umanistica; scopo del lavoro: sviluppare scientificamente la teoria

umanistica attraverso lo studio degli self actualizers (persone positivamente realizzate).Approccio

umanistico,condiviso da questi autori, basato sul rispetto profondo della persona,sul riconoscimento dell’altro come

individualità definita,dotata di forza vitale positiva.

Accanto ad un orientamento sulla personaaccento sulla dimensione interpersonale della relazione(importanza

rapporto con gli altri nella relazione educativa e nello sviluppo della personalità).

LA TASSONOMIA DEI BISOGNI DI MASLOW

Bisogni fisiologici:

base della piramide; necessità di garantire la sopravvivenza; comuni a tutte le forme di vita.

Orientano i comportamenti umani più di ogni altra cosa.

Maslow nota che la presenza di un bisogno fondamentale insoddisfatto non condiziona solo il presente,ma fa mutare

anche il modo di vedere il futuro del soggetto. Diversi regimi autoritari ne hanno compreso l’importanza e da quiun

buon metodo x controllare gruppi di persone :minacciare la loro sopravvivenza.

L’energia di tutti:impiegata per garantirsi la sopravvivenza

BISOGNO DI SICUREZZA

Quasi ogni cosa appare meno importante della sicurezza quando questa viene a mancare. Particolarmente presente nei

bambini(maggiormente dipendenti e quindi + vulnerabili alle minacce esterne ed eventi traumatici).

La soddisfazione del bisogno di sicurezza è condizione necessaria per strutturare un apprendimento significativo. Solo

negli ultimi anni si è parlato di <<alfabetizzazione emotiva>> e di progetti aventi come fine la creazione di un clima

di classe disteso e positivo.

Uno degli elementi che trasmette sicurezza è la presenza di routine regolari. Per crescere bene occorre che il bisogno

di sicurezza venga soddisfatto ;il bambino ha bisogno di un mondo organizzato e strutturato.

In persone con disturbi mentalibisogno di sicurezza: rituale ossessivo.

In termini di psicologia delle masse : i bisogni di sicurezza divengono pressanti quando ci sono minacce alla

incolumità personale e all’ordine della societàreazione della popolazione: più si sente insicura,più delegherà

governo e potere a una figura forte,decisa e affidabile.

Un persona che si sente al sicuro non sente più pericolo-da qui nuovi bisogni.

BISOGNO DI APPARTENENZA E AFFETTO

Ogni soggetto sente il bisogno di relazionarsi con altre persone,desidera un posto all’interno di un gruppo sociale e di

una famiglia. Questo bisogno è particolarmente presente in età adolescenziale,e sfruttato dal mercato

consumistico(stessi telefonini,vestiti,zaini,..).

Minaccia esternaagisce sul bisogno di appartenenza:in presenza di pericolo le persone si sentono + sicure se in

gruppo(assemblee,aggregazioni,gruppi formali o informali )tenuti assieme dallo scopo dell’autodifesameccanismo

con origini ancestrali: osservato anche in specie animali.

In ambito scolastico: bisogno di appartenenzasoddisfatto dall’organizzazione degli alunni in classi; tuttavia ,l’idea di

appartenenza si basa anche sul concetto di identità,per cui non è sufficiente aggregare le persone per ottenere un

gruppo che soddisfi i bisogno di appartenenza degli individui. Un insegnante che voglia creare un gruppo

classesviluppare clima basato sul riconoscimento identità delle persone,valorizzazione del contributo dei

singoli,sull’ascolto.

BISOGNO DI STIMA

Bisogno di stima: della persona. Autostima e stima da parte degli altri.

All’interno di questa categoria: due classi diverse di bisogni bisogni di forza,padronanza di sé,libertà e

competenza( per affrontare con successo il mondo); bisogni di esterni di reputazione e prestigio sociale,di fama,di

dominio.

Presenza di questi due aspetti : genera un sistema ambiguo in alcune persone l’autostima poggia sulle opinioni

altrui;dunque,questi soggetti divengono schiavi delle persone da cui dipende l’immagine sociale.

In questo caso, raramente la scuola è apparsa capace di lavorare sul bisogno di stima potenziando gli aspetti interni alla

persona . Il clima educativo ha fatto leva su una stima basata su elementi esternidistorsione del sistema di premi e

rinforzi negativi teorizzato dal comportamentismo. Risultato di ciò: indurre gli alunni a comportamenti messi in atto

per ottenere il consenso degli adulti.

BISOGNO DI AUTOREALIZZAZIONE

Autorealizzarsipoter sviluppare pienamente le potenzialità.

La forma nella quale si realizza varia da persona a persona. Non dipende tanto da un riconoscimento esterno ma dallo

stato di quiete e soddisfazione che ciascuno prova nel sentire realizzate le proprie potenzialità.

SICUREZZA E APPRENDIMENTO

Maslow evidenzia come l’esigenza di apprendere e comprendere sia presente già negli animali superiori. Lo studio di

persone psicologicamente sane mostra che esse sono attratte da ciò che è loro ignoto e che appare come una possibile

fonte di conoscenze. Al contrario,coloro che sono affetti da psicopatologie(ad esempio nevrosi di tipo

ossessivo,compulsivo o determinate psicosi come,ad esempio,l’autismo) mostrano una paura irrefrenabile per ciò che

è loro ignoto o non perfettamente controllabile.

Sul piano evolutivo, curiosità e ricerca della conoscenza appaiono in maniera naturale in determinate fasi dello

sviluppo(solitamente a partire dai 2-3 anni di età).Si può “distruggere” la curiosità del bambino attraverso forme di

educazione oppressiva.

Per quale motivo c’è una spinta innata alla conoscenza? Questa dà luogo ad un’esperienza gratificante(quando

riesce),un’emozione che genera un impulso in grado di far superare le frustrazioni legate ai fallimenti temporanei.

L a crescita di un soggetto psicologicamente sano avviene per spinta naturale,la quale è il risultato di due forze

contrapposte:da un lato il bisogno di sicurezza( verso la stasi),dall’altro una forza che spinge verso la

crescita,attraverso la curiosità,la voglia di esplorare e conoscere.

Chi verso situazione staticacerca rifugio dalla paura e dall’ansia generate da una situazione ignota. La libertà e

l’indipendenza fanno paura perché prevedono l’allontanamento temporaneo da una base sicura.

Chi verso la crescita: asseconda istinto naturale all’autorealizzazione,alla piena ricerca del proprio sviluppo. E’ guidato

dalla fiducia nelle proprie capacità e un ottimismo di base verso le potenzialità offerte dal mondo esterno.

Per farlo,deve mettere in gioco la propria autostima e sicurezza.

Tendenza alla stasifavorita dall’esaltazione dei pericoli e dalla scarsa considerazione delle novità. La spinta verso la

crescita: sostenuta da una valutazione positiva delle novità e da una minore paura del pericolo.

Entrambe le forze,secondo Maslow,sono presenti in ciascuno di noi;la spinta generata dai bisogni di sicurezza è

comunque molto fortese questi minacciati il soggetto regredisce e non vi è più crescita; dunque l’unico modo per

guidare un bambino verso la crescita e l’indipendenza è garantirgli una base solida e sicura,poiché,in sua assenza,i

bisogni di sicurezza prevarranno su quelli di crescita.

(PAG 23)

Da qui una riflessione sul sistema educativo nelle scuole: per molto tempo si è fatto leva su un clima sociale che non

favoriva la sicurezza della persona(esempi : competizione,isolamento,nozionismo).

La scuola finiva per mettere a rischio la sicurezza della persona ,tanto che le minacce raggiungevano perfino il livello

fisico(punizioni corporali).Anche l’esposizione al rischio di un brutto voto o di una brutta figura coi compagni

compromette la sicurezza della persona. In questi casi l’apprendimento è il risultato di una coercizione esterna,non di

una spinta naturale.

Altro fattore individuato da Maslow : processo di costruzione dell’identità  questa può agire come un bisogno di

sicurezza e quindi ostacolare o incoraggiare la crescita e gli apprendimenti.

Un bambino è fortemente dipendente dagli altri: approvazione dell’adulto  importanza vitale; idea di perdere gli altri:

minaccia primaria dai contorni terrificanti.

Pertanto,se ad un bambino viene posta l’alternativa tra la scelta di esperienze gratificanti e l’approvazione degli

altri,tenderà a scegliere quest’ultima.

Questo sistema : di fronte ad un bivio: Il sé proprio o il sé degli altri?

Se ,scegliendo il proprio sé,la conseguenza è quella di perdere approvazione altrui allora il bambino adotterà l’identità

proposta dall’esterno.

Dunque un educatore dovrebbe ricercare percorsi che garantiscano la strutturazione del Sé senza minacciare la vita di

gruppo. Tuttavia ,è fondamentale per un buon educatore rispettare le forze difensive e regressive ,poiché la sicurezza

è una condizione fondamentale per lo sviluppo sano,dunque se le difese rigide vanno comprese(in particolare nelle

situazioni di bambini ospedalizzati,dove è necessario,ancor prima di proporre un percorso scolastico,agire sul

rafforzamento dell’identità della persona malata e sul ricostruzione dei legami affettivi e amicali).

La scelta della sicurezza appare preferibile quando serve ad evitare un dolore o uno stress superiore alla tolleranza

personale.

Dunque il criterio che dovrebbe guidare l’educatore è quello dell’ascolto e del rispetto delle soggettività,adottando un

“lasciar fare aiutando”,creando occasioni significative che il soggetto si senta portato a scegliere,dunque vengono

valorizzati i bisogni di crescita e ,allo stesso tempo,si accolgono timor e le regressioni.

Effetto positivo dell’apprendere: non rinforza solo la parte cognitiva della mente,ma dà anche impulso alla sicurezza e

rafforza autonomia dall’oggetto di attaccamento.

Il senso di appartenenza: elemento che facilita i processi di apprendimento. Quasi tutto l’apprendimento,formale o

informale,avviene in gruppi di appartenenza; in primis la famiglia,il secondo è la scuola,l’ultimo il gruppo dei pari.

“L’APPRENDIMENTO LIBERO” DI CARL ROGERS

Carl Rogers : due tipi di apprendimento dal collo in su e significativo.

Dal collo in su non tiene conto di valori individuali e non investe la totalità del soggetto.

Significativo desta interessi sinceri nel soggetto che apprende perché connesso all’esperienza; caratterizzato da

diverse condizioni di realizzazione:

-il bambino è naturalmente portato a conoscere

-l’apprendimento comporta una partecipazione globale della px

-è auto motivato( impulso dall’interno)

-apprendimento: significativo se autovalutazione del percorso e dei risultati conseguiti

-acquisito tramite l’agire: dunque è necessario insegnare collegando la teoria alla soluzione pratica di un problema.

-comporta dose di dolore(per difficoltà di raggiungere traguardo o sofferenza interiore dovuta alla necessità di superare

sicurezze in precedenza.

In entrambi i casi,l’apprendimento viene messo in atto. Al contrario,se apprendimento visto come minaccioso per il Sé

 resistenze.

Se l’apprendimento è incoraggiato da un ambiente protetto progressi, perché funzioni cognitive non più congelate

dalla paura e dall’umiliazione.

COLTIVARE LE TRE INTELLIGENZE

Sternbergautore della triarchia dell’intelligenza;

Secondo egli,l’intelligenza si realizza nelle capacità delle persone di adattarsi agli ambienti in cui si trovano,di

selezionarli in base ai propri scopi. Quando le tre forme di intelligenza sono usate in modo equilibrato si realizza una

sintonizzazione con l’ambiente.

L’intelligenza critico-analitica si riferisce ai processi cognitivi interni; persone che,di fronte ad un problema,lo

analizzano e poi cercano di risolverlo. Sono brave ad analizzare le idee degli altri,ma non sempre di crearne di

proprie.

L’intelligenza creativo-sintetica  persone abili nella realizzazione indipendente di idee e progetti.Sanno osservare la

realtà e interpretarla in chiave originale. Le persone creative corrono il rischio di non essere molto valorizzate

dall’ambiente in cui si trovano. Appaiono poco conformiste.

Intelligenza pratico-contestualepersone dotate di abilità particolari,spesso non hanno voti scolastici alti.

Intelligenza dell’uomo nel districarsi nella giungla della vita quotidiana riflette la maniera con la quale le persone si

rapportano con il mondo esterno.

Secondo Sternberg,solo l’intelligenza critico-analitica è riconosciuta,valutata e ipervalorizzata dalla società,nonostante

tutte e tre le intelligenze rivestano uguale importanza.

Secondo Sternberg,la scuola valorizza solo i bambini dotati di intelligenza analitica e i bambini imparano a ragionare

quasi esclusivamente con questo tipo di intelligenza. Teoria di Sternberg fu validata da numerosi studi di matrice

multiculturale. Sternberg ha dimostrato l’importanza di misurare l’intelligenza e le abilità delle persone con modalità

compatibili con il tipo di capacità richieste dall’ambiente socioculturale in cui queste vivono e di creare programmi

educativi che tengano conto di queste richieste sociali. Fu svolta una ricerca a riguardo in Kenya e fu rilevata

l’importanza delle aspettative delle famiglie,le quali ritengono che sia più importante insegnare abilità pratiche

piuttosto che nozioni della scuola tradizionale,in quanto la maggior parte di loro farà il contadino.

Sternberg e collaboratori hanno svolto decine di ricerche in numerosi paesi e culture e hanno rilevato che l’intelligenza

è legata ad aspetti socioculturali locali,influenzati a loro volta dall’ambiente di vita. Dunque per comprendere

veramente l’intelligenza,è necessario studiarla tenendo conto delle diversità nel mondo. Sternberg è convinto che le

tre intelligenze possano essere sviluppate; da qui la creazione di una vasta gamma di programmi didattici e

indicazioni metodologiche per svilupparle in ambito scolastico.

STUDIARE PER IMPARARE O STUDIARE PER IL VOTO?

Carol Dweck,autrice che si occupò dello studio della relazione tra apprendimento,autostima,motivazione e teorie del

Sé.Secondo questa,esistono due tipi di studenti: quelli guidati da obiettivi di performance e quelli che cercano

l’apprendimento e lo sviluppo di competenze.Quelli guidati da obiettivi di performance: studiano per il bel

voto,autostima legata ai risultati scolastici,sensibili al fallimento.Se esiti negatividemotivazione xk non più voglia di

avventurarsi verso nuovi apprendimenti.

Studenti guidati dal desiderio di apprendere: non preoccupati dalla possibilità di prendere voti bassi perché errore

considerato processo naturale dell’apprendimento,elemento necessario per risoluzione finale del problema.

Ragione di due comportamenti così diversi? Xk due concezione opposte dell’intelligenza.

Quelli centrati sul votol’intelligenza non si può migliorare,è ben determinata. Sostengono quelle che Dweck chiama

“entity teories”:alcune persone intelligenti,altre no.

Considerano il risultato del loro lavoro come indice di quanto siano o non siano intelligenti ;inclini

all’ansia.Reagiscono alle difficoltà con strategie che risultano essere disordinate,disorganizzate;

Studenti apprendimento: pensano che l’intelligenza si possa migliorare con l’impegno e la fatica.

Difficoltà scolastichecome una sfida che può essere vinta con lo studio e l’impegno.Il voto è legato alla padronanza

della singola materia scolastica.

Persone che desiderano imparare cose nuove,sono attratte dalle sfide e dalle novità.

Studio del 1994 da Dweck e collaboratori : differenze di modalità di risposta emotiva nei confronti di fallimenti ed

errori in bambini di età prescolare;

78 bambini esaminati di scuola materna e primo anno di scuola elementare ai quali veniva chiesto di risolvere puzzle

con diversi gradi di difficoltà e costruire torre con mattoncini.Si sono individuati bambini centrati sul compito e

quelli centrati sulla prestazione e si è individuato lo stretto legame tra processi di apprendimento e sistemi affettivo-

emotivi.

Tre modalità di risposta differente:

-incapacità di tollerare l’insuccesso,quindi rinuncia all’apprendimento

-intolleranza alla frustrazione e sentimenti come rabbia e aggressività

-capacità di sopportare ansia e frustrazione

Quali sono i meccanismi attraverso i quali un bambino interiorizza sistemi di valore orientati in base alla performance

piuttosto che in base agli apprendimenti?

Dweck e collaboratori indicano che vi sia la possibilità che ci siano collegamenti tra aspetti che riguardano

atteggiamenti dei genitori e interiorizzazione di diversi sistemi di valore.

Dweck ritiene quindi che educatori e genitori dovrebbero cercare di lodare bambini per l’impegno ,evitando

riferimenti all’intelligenza come abilità innata,dunque non dire a un bambino che è intelligente se fa bene qualcosa,se

no penserà che commettere errori vuol dire essere poco intelligenti.

Nel lavoro di Dweck,l’aspetto più ricco di implicazioni dirette per educatori ed insegnanti è il fatto che le le

prestazioni scolastiche possano essere migliorate attraverso le teorie incrementali dell’intelligenza,vivendo con più

serenità errori ed apprendimenti.

Le teorie incrementali possono essere insegnate e le persone che le apprendono acquisiscono maggior fiducia in loro

stesse.

ENTRARE IN CONTATTO CON LE PROPRIE EMOZIONI: L’EDUCAZIONE RAZIONALE EMOTIVA

Esistono metodi personali efficaci per rispondere a situazioni difficili e ansiogene. Inoltre,un valido ambiente

contenitivo con positive modalità personali di gestione delle emozionicrea il massimo benessere personale e lascia

uno spazio all’apprendimento e allo sviluppo sempre maggiore.

Albert Ellis,psicoterapeuta statunitense,sviluppò negli anni Cinquanta un sistema terapeutico chiamato Rational

Emotive Therapy(RET) ,esteso al campo educativo e formativo,generando programmi di educazione socio affettiva.

In ambito scolastico,l’educazione razionale emotiva fu perfezionata dagli anni Settanta attraverso il progetto pilota

chiamato “Living School of New York”,all’interno del quale il normale curriculum scolastico veniva integrato con

percorsi educativi attraverso i quali gli alunni venivano educati a gestire positivamente gli aspetti di natura

emozionale; infine questo curriculum fu integrato nel percorso scolastico ordinario.

La RET spiega le risposte emotive individuali attraverso il modello ABC dell’emozione:

AEVENTO ESTERNO ALLA PX

B PENSIERI DELL’INDIVIDUO A PROPOSITO DI QUANTO AVVIENE NEL PUNTO A.

C REAZIONI EMOTIVE DIPENDENTI DAL PUNTO B.

Secondo la RET,le risposte emotive dipendono in gran parte da pensieri interni,in conseguenza di un evento.I pensieri

sono detti irrazionali quando ci conducono ad avere reazioni esageratamente negative in risposta a una data

situazione. Chi lascia che questi prendano il sopravvento si trova spesso verso atteggiamenti depressivi e

passivizzanti.

La RET agisce su tre piani diversi: quello del pensiero logico-razionale,quello immaginativo e quello

comportamentale. Essa aiuta a superare convinzioni irrazionali e sostituirle con altre più verosimili,maggiormente

legate alla realtà.

I programmi di educazione razionale emotiva sono applicabili da parte di tutti.I suoi limiti,risiedono nel fatto di

considerare solo aspetti razionali di cui si è consapevoli,ignorando il ruolo svolto dalle dinamiche intrapsichiche più

profonde; In ambito educativo,dunque,secondo l’autore,l’applicazione della RET può avere senso solo all’interno di

un sistema formativo che integra i suoi strumenti con spazi di cooperazione sociale,attività di cogestione

pedagogica,momenti di attenzione e condivisione di gruppo e attenta ricerca di mediatori nella comunicazione.

LE DINAMICHE AFFETTIVE E IL RUOLO DELLE SCUOLE PSICOANALITICHE

Secondo questo filone di studi l’apprendimento è soggetto a mediazione operata dal mondo interno del soggetto che si

trova a conoscere. Il contatto con il mondo esterno è la fonte primaria dell’apprendimento,ma l’apprendimento

dipende invece dalla qualità emotivo-affettiva dell’incontro con gli oggetti del mondo esterno. Per il bambino,la

prima importante esperienza del mondo esterno è costituita da azioni che gli forniscono cibo e affetto,e queste

provengono dalla figura materna.

LA COSTANZA DELL’OGGETTO EMOTIVO

Oggetto emotivocostituito dall’oggetto d’amore primario,la figura materna;il processo di costruzione dell’oggetto

emotivolento e articolato. Il raggiungimento della costanza oggettuale: considerato dalla Mahler come l’ultimo

stadio di un rapporto maturo con l’oggetto.

I fattori che determinano apparizione di oggetto emotivo stabile: 2

1) Presuppone l’aver sperimentato un alleviamento dalla tensione provocata dal bisogno,che produce fiducia e

sicurezza. La figura materna può quindi divenire immagine interna stabile nel tempo.

2)comporta acquisizione cognitiva della rappresentazione simbolica interna dell’oggetto permanente,che si riferisce a

un oggetto d’amore.

Vi è un’alta carica libidica con l’oggetto materno e le frustrazioni nel caso di fallimenti possono essere molto alte. Nel

periodo successivo ai 3 anni di età,comportamenti ambivalenti: amore x figura materna e paura di essere

abbandonati. Quando ambivalenza accentuata,la rabbia provocata dall’allontanamento della madre può indebolire la

figura interiorizzata precedentemente. Quando costanza oggettuale stabilizzataimmagine mentale interna della

figura materna,che resta stabile anche nei momenti di disagio e bisogno. Inoltre,la figura materna appare

completamente integrata: comprende tanto la “buona madre” quanto la “madre cattiva”,che lascia il bimbo da solo.

La presenza dell’immagine mentale permette di entrare nel gruppo dei pari in modo capace di costruire un rapporto di

reciproco scambio,alla base di una buona relazione di apprendimento.

Le condizioni per un sano sviluppo mentale e sociale del bambino sono due:

-aver sviluppato una sufficiente costanza dell’immagine della madre interna.

-aver raggiunto un buon grado di autostima.

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO DI JOHN BOWLBY

La teoria dell’attaccamento può essere considerata come una teoria della distanza nello spazio tra persone che hanno

un legame affettivo: quando sono vicino a chi amo acquisisco coraggio,quando sono lontano divengo impaurito.

L’esplorazione del mondo diviene dunque una minaccia-distanza non tanto in metri ma quella percepita dai soggetti.

L’attaccamento può avere natura sicura e insicura; se insicura vi sono emozioni contrastanti:amore e voglia di

indipendenza,paura e rifiuto.

Un attaccam di tipo insicuro renderà più difficoltosa l’esplorazione del mondo. Inoltre,il comportamento di

attaccamento tende a emergere solo quando è presente una minaccia di separazione. Quindi,una scuola che valorizza

l’identità dei bambini,la cultura e la storia personale è una scuola che rafforza la base sicura connessa

all’attaccamento. In un processo subentrano anche fattori ambientali: ambiente vissuto come ostile farà sentire di più

l’allontanamento,rispetto ad un ambiente accogliente,che farà sentir meno l’allontanamento. Se la base sicura non

esiste la persona adotta facilmente manovre difensive per minimizzare la sofferenza per l’angoscia della

separazione.

LA TEORIA DELLE RELAZIONI D’OGGETTO

Wilfred Ruprecht Bion ha studiato i processi psicodinamici che hanno importanti conseguenze nel campo

del’apprendimento;

Secondo egli lo sviluppo può realizzarsi sono all’interno di una relazione tra persone e ,nell’ambito della sua teoria sul

contenimento emozionale,questa si configura come un rapporto tra contenitore e contenuto. Esso si configura sin

dalla vita embrionale e la nascita è la prima grande separazione della vita perché abbandono dell’utero materno

(primo contenitore,biologico); successivamente il bambino vive un passaggio verso altre esperienze di

contenimento,dall’aspetto fisico,affettivo e psicologico : contenitore diviene sempre più psichico.In pratica contenere

significa comprendere empaticamente.

Successivamente la funzione di contenimento viene svolta da altre figure adulte che rivestono un ruolo significativo,in

primis da chi insegna.

Questa relazione educativa appare simile alla relazione terapeutica tra analista e paziente; similmente chi apprende

comunica le proprie incertezze all’insegnante ; dunque,l’apprendimento assume significato xk basato sulla capacità

di entrare in sintonia con l’altro. Dunque non sono le nozioni che educano(sono solo lo strumento di lavoro) ma la

relazione con altri compagni e la capacità d contenimento dell’insegnante.

Per far sì che l’alunno sperimenti un contenimento efficace è necessario che l’insegnante sia in grado per primo di

gestire le proprie insicurezze,per svolgere funzioni di contenimento dei propri alunni. L’operazione di contenimento

è rassicurante perché dimostra all’alunno che se l’insegnante è in grado di accettare le proprie paure significa che

queste non siano così negative,dunque l’alunno può re introiettare,attraverso la mente dell’insegnante i suoi problemi

dotati di senso.Egli giunge a introiettare anche un oggetto buono che è la capacità di pensare.L’adulto dunque

insegna ben oltre il contenuto della disciplina,perché mette in gioco la propria individualità nella relazione educativa.

L’INSEGNANTE “SUFFICIENTEMENTE BUONO”

La funzione di contenimento descritta da Bion è simile per certi aspetti a quella di Winnicott.L’esperienza principale

vissuta dal bambino è quella di dipendenza dalle cure della madre e il contenimento materno si basa

sull’empatia,cioè sulla comprensione emozionale della madre.

E’ necessario che l’oggetto buono sia interiorizzato per permettere l’autonomia del bambino e rendere possibile nuovi

apprendimenti.

Tuttavia,la funzione di contenimento materna può fallire in due casi:

-presenza eccessiva troppe regole,certezze,obblighisituazione di costante dipendenzano autonomia e panico e paura

quando momenti di solitudine

-l’assenza o eccessiva distanza emotiva- una madre emotivamente assente assomiglia a quegli insegnanti che vanno in

classe solo per dettare appunti e non gestiscono un vero dialogo.I bambini non accuditi emotivamente crescono

troppo presto e perdono il contatto con i loro bisogni più autentici e sviluppano un falso Sé,che assume la funzione

difensiva di nascondere l’autentico Sé agli occhi del mondo. Dunque, comportamento falso e compiacente per

rispondere alle richieste del mondo esterno.

La funzione di contenimento dell’insegnante è importante perché deve fare in modo che chi apprenda esprima il vero

Sé,facendo diventire la persona più autentica,sincera e creativa ,libera da ansia e timore.Un buon insegnante sarà

dunque quello che non evita le incertezze e le novità,ma ci si immerge assieme agli alunni per trovare soluzioni

diverse e vie d’uscita.

Un buon insegnante è dunque quello che sa cercare e sa insegnare a farlo.

ASPETTI ESSENZIALI DELL’APPRENDIMENTO SECONDO LA SCUOLA PSICOANALITICA

Ogni processo di apprendimento causa un certo grado di dolore mentale,che è l’insieme delle frustrazioni,ansie e paure

che la vita riserva a ciascuna persona. Ogni apprendimento inizia con una situazione di difficoltà,che implica un

grado di incertezza e delusione;dunque capacità di apprendere è connessa alla capacità di modulare questa sofferenza

,in vista della padronanza di nuove conoscenze e dunque nuove possibilità di sviluppo. Un apprendimento autentico

riguarderà anche la consapevolezza che è possibile gestire la fatica e la frustrazione per raggiungere obiettivi che ci

si era proposti.

PRIMATO DEL MONDO INTERNO

Secondo psicoanalisi,il mondo interno della persona : il primo elemento da tenere in considerazione in una relazione

educativa,anche perché la percezione esterna viene mediata da esso. Il mondo interno influenza:

-il modo in cui un soggetto percepisce

-il modo in cui interpreta

-il modo in cui si comporta

Attività educativa riconoscere lo stato emotivo delle persone e non riconoscerlo come estraneo al processo di

apprendimento.

IMPORTANZA DELLA RELAZIONE

Lo sviluppo della persona è possibile solo all’interno di una relazione; la prima e più importante relazione è quella tra

madre e bambino,la quale influenzerà la maniera con cui il bambino interpreterà il mondo esterno e il suo modo di

apprendere.

Il processo educativo può essere visto come una relazione tra menti: insegnante e alunno e/o come una rete complessa

piena di connessioni che evolvono di continuo. Se nell’attività educativa è presente un contenimento simile a quello

offerto da una buona madre,chi impara si sentirà più protetto e sicuro. Dunque il docente e il gruppo svolgono una

funzione di mediazione tra la realtà esterna e il mondo interno di chi apprende . Percorso anche bidirezionale: anche

gli altri bambini e il docente si rafforzano effettuando un contenimento efficace,anche loro apprendono qualcosa

dalla relazione. La rete esterna dei rapporti evidenziati dalla scuola psicoanalitica è un insieme di elementi in

scambio osmotico tra loro: la società influenza la scuola,che contiene in gruppo classe,un docente,un alunno e così

via,..

Ogni apprendimentonella rete complessa di fattori interni ed esterni alla persona che interagiscono tra loro. Dunque il

ruolo dell’insegnante è quello di saper raccogliere i fattori di crescita permettendo al soggetto di elaborarli in maniera

autonoma e personale.

Il riconoscimento della rete relazionale non può avvenire in un momento separato da quello dell’apprendimento

;dunque,è mentre si insegna a leggere e scrivere che ci si deve occupare degli aspetti di contenimento e relazione.

Dunque,oltre al sistema relazionale “esterno” la teoria psicoanalitica afferma che è presente una rete interna alla

mente che,durante l’apprendimento,attiva non solo elementi cognitivi ma anche emotivo-affettivi. Dunque la scuola

psicoanalitica mette in dubbio che possa esistere una corrispondenza precisa e universale tra la realtà ambientale e

l’immagine mentale,perché il processo di apprendimento trasforma la realtà ambientale esterna in immagine interna e

viene influenzato da due ordini di fattori: la funzione introiettivo-protettiva e la metabolizzazione mentale.

La funzione introiettivo-protettivastudiata e analizzata in maniera approfondita da Melanie Klein; secondo la

psicoanalista,l’operazione mentale iniziale che conduce alla costruzione di oggetti interni è quella durante la quale il

bambino proietta sugli oggetti esterni le proprie emozioni. Questa dinamica prospettiva ci fa vedere le cose per come

sono avvertite in relazione ai nostri sentimenti a riguardo,dunque gli oggetti del mondo esterno sono avvertiti da

bambini molto piccoli come buoni o come cattivi;quelli buoni sono quelli che nutrono,in senso fisico,sociale e

mentale;quelli cattivi sono quelli che causano dolore e frustrazione.Dunque la scuola e l’apprendimento possono

assumere un significato ambivalente a seconda della maniera con cui vengono visti.

La metabolizzazione mentale indica che il processo di introiezione non è automatico ,poiché la realtà esterna è filtrata

da una serie di funzioni che appartengono al soggetto: i suoi sensi,la sua capacità mentale di elaborare le

informazioni sensoriali,che si combinano con i suoi sentimenti e le sue emozioni,legate all’oggetto percepito e allo

stato emotivo del bambino.

Difatti l’oggetto da introiettare passa per un filtro caratterizzato da immagini mentali che hanno una risonanza con

esso.

LE FUNZIONI COGNITIVE SUPERIORI RICODIFICANO LA REALTA’ SU BASI EMOTIVO-

AFFETTIVE

Il comportamento dell’uomo e i suoi pensieri sono generati da processi emotivo-affettivi profondi,radicati

nell’inconscio. La capacità di pensare e agire dipende dalla possibilità che abbiamo di entrare in contatto con le

nostre emozioni. La rete socioculturale svolge dunque un ruolo importante: capire di non essere il solo a dover

affrontare un problema permette di vederlo in modo più distaccato e di poter attivare processi mentali necessari alla

soluzione del problema,cercando tra soluzioni e alleanze possibili,procedendo per tentativi ed errori,senza cadere

nell’ansia.

Svolgere un’operazione di contenimento significa dunque saper condurre l’alunno attraverso il processo di crescita

,senza abbandonarlo all’angoscia,dunque andare a trovarlo dove si trova emotivamente ,senza tirarlo fuori a forza e

senza abbandonarlo a se stesso. Dunque,il risultato formativo di una corretta operazione di contenimento mentale è

quello di creare un stile di apprendimento ricco di funzioni introiettive ed elaborative che sanno gestire elementi

emozionali senza perdervisi dentro. Dunque lasciare spazio al pensiero creativo e divergente,in quanto in grado di

cogliere,nell’esperienza pensata,aspetti nuovi ed originali. Al contrario,senza opera di contenimento da parte

dell’alunno l’elaborazione mentale lascerà posto a uno stile mentale predisposto all’espulsione e al rifiuto,incapace di

contenere ansia e frustrazione.

SINTESI

Analizzati gli aspetti psicologici dell’apprendimento,prendendo in esame il contributo di autori che si possono

collegare a tre approcci teorici diversi.

Il primopsicologia umanistica: accento sull’importanza di rispettare libertà di chi apprende. Secondo questi:

apprendimento: fatto naturale scopo di chi educa: creare condizioni favorevoli per l’autorealizzazione e il pieno

sviluppo di sé. L’insegnante diviene quindi colui che crea condizioni favorevoli che agevolino il processo di

apprendimento dei singoli e del gruppo.

Poi presi in esame tre contributi ricondotti al dibattito sulla meta cognizione:

-la teoria triarchia dell’intelligenza efficace di Sternberg,con le sue tre componenti e la concezione dell’intelligenza

dipendente da elementi multidimensionali,tra i quali importante il sistema socioculturale di riferimento.

-ricerche sulla motivazione di Dweck e collaboratori che dimostrano come la spinta ad apprendere sia legata alla

concezione che gli alunni hanno della propria intelligenza,che può esser vista come elemento fisso o come qualcosa

di dinamico,arricchito con l’apprendimento e l’impegno personale.

-i programmi di alfabetizzazione emotiva che derivano dalla terapia razionale emotiva di Ellis.

Infinecontributi della scuola psicoanaliticail fondamento affettivo di una buona relazione di apprendimento è legato

alla capacità dei bambini di costruire un sano rapporto di reciproco scambio con gli altri e l’ambiente.

Infine il tema della comunicazioneil sistema comunicativo,inteso sia come comunicazione intrapsichica sia come

interpsichica ,se buono,permetterà di mettere in relazione apprendimento ed insegnamento in una circolarità

funzionale che consenta un miglioramento e una crescita reciproca dei soggetti coinvolti.

CAPITOLO 2 : LA COMUNICAZIONE POSITIVA

Una relazione educativa significativa è permessa grazie ad una comunicazione di buona qualità. Alcuni codici

comunicativi danno luogo a messaggi conflittuali.

La qualità del processo comunicativo dipende dalle abilità di decodifica degli atti comunicativo-linguistici e dalla

capacità di generare messaggi che siano comprensibili agli altri. Gran parte di queste capacità dipende dal contesto in

cui la comunicazione ha luogo.

E’ importante che l’insegnante non solo trasmetta contenuti disciplinari ma ascolti e dia spazio alle diversità degli altri

dentro di sé e nel contesto scolastico,in vista di un proficuo contatto comunicativo e mentale.

Il primo obiettivo superare la logica della relazione duale insegnante-alunno. Questa relazione va ripensata situandola

in una struttura sistemica di comunicazione,che comprenda tanto l’insieme delle caratteristiche personali,quanto

elementi socioculturali della realtà di appartenenza dei soggetti. Tutti questi elementi costituiscono strutture mobili di

convergenza e divergenza comunicativa.

Gli insegnanti dovrebbero guardare all’istituzione scolastica in cui operano ponendo un’attenzione particolare a codici

di mediazione sociale (=gerarchie,organizzazione,struttura logistica),con lo scopo di incrementare la flessibilità del

sistema,concorrendo a creare nuove condizioni di lavoro,individuali e di gruppo,che hanno ricadute positive sulla

qualità del fare scuola. Questo atteggiamento,più libero e più critico nei confronti della rigidità istituzionale permette

di rendere più flessibili i modelli di scambio comunicativo. Per comprendere meglio la natura delle correlazioni

sistemiche ci si può riferire al modello della comunicazione di Jakobson.

IL SISTEMA COMUNICATIVO

-mittente,messaggio ad un ricevente: nucleo del sistema comunicativo

Trasmissione del messaggio: attraverso un canale;per poter essere trasmesso ,il messaggio necessita di un codice

sufficientemente condiviso dall’emittente e dal ricevente.Inoltre comunicazione in un contesto,anch’esso condiviso

sufficientemente condiviso.

Diverse funzioni:

-funzione emotiva se lo scopo del soggetto che parla è esprimere direttamente il proprio atteggiamento o stato

d’animo

-funzione conativaspingere il soggetto verso una determinata azione

-funzione poetica attenzione sulla forma linguistica del messaggio

Funzione referenziale consente la trasmissione di un’informazione su un contenuto o aspetto dell’esperienza.

Funzione fatica si esplica in messaggi che servono x stabilire e matenere la comunicazione; è dunque orientata sul

canale,quasi a verificare che il circuito operativo sia sempre operativo.

Funzione metalinguistica quando il discorso è focalizzato sul codice.In questo caso il messaggio fa del codice stesso

l’oggetto della comunicazione.

Jakobson parla di un <<fascio di funzioni>> organizzate in maniera gerarchica,alla base di una comunicazione,che

dunque non è mai caratterizzata da un’unica funzione.

Per essere efficace,la comunicazione dovrebbe curare anche le funzioni sottese a quella dominante. Dal punto di vista

del ricevente,il significato del messaggio è delineato dal sistema dell’intero fascio di funzioni. Per poter stabilire

comunicazione educativa aperta e completa i soggetti: al di là dei contenuti formali dello scambio

verbale,allargando il campo comunicativo includendo anche aspetti emotivo-affettivi, soggettivi , interpersonali. Il

risultato finale di una comunicazione che usa e finalizza tutte le funzioni del dialogo è rappresentato dal reale

arricchimento di tutte le persone che partecipano al sistema;quando relazione aperta entrambi escono arricchiti

dall’incontro. L’insegnante che lavora in questa prospettiva sarà in grado di ampliare il proprio stile

comunicativosaprà ricorrere a modi comunicativi diversi,offrendo a tutti la possibilità di intervenire,aumentando le

occasioni di interazione degli alunni con il docente e tra di loro,ricorrendo a domande aperte e non retoriche e

valorizzando i contributi personali.

LA COMUNICAZIONE NELLE RELAZIONI EDUCATIVE

Gli elementi osservabili di una classe sono il risultato di qualcosa che non appare agli occhi dell’osservatore: la

relazioni tra i bambini e gli adulti,le emozioni e i sentimenti che animano ciascun soggetto in un dato momento,…

Questo sistema di elementi non visibili è chiamato “faccia nascosta della classe”; essa costituisce l’insieme delle

dinamiche che spiega e motiva i modi di essere e di fare di ciascuna persona in un gruppo.

Le relazioni che legano la rete di elementi della faccia nascosta della classe possono essere ignorate,vissute come dei

vincoli o considerate parte attiva della relazione educativa.

Una relazione trasmissivacentrata sui contenutila comunicazione: passaggio di informazioni

Un approccio centrato sull’apprendente si orienta verso la risposta di conferma l’attenzione si sposta dal messaggio al

significato percepito (soggettivo,personale).

La comunicazione non passa solo attraverso le parole scambiate serie di componenti che possono rafforzare il

messaggio o indurre l’ascoltatore a cogliere un significato differente da quello inteso dal’interlocutore.

Quali sono le caratteristiche di una comunicazione positiva?

Carl Rogers era convinto che la mente umana potesse risolvere autonomamente i propri problemi grazie all’aiuto di un

terapeuta che sapesse applicare tre condizioni di base : l’empatia,l’accettazione non giudicante e la congruenza.

Successivamente Rogers si rese conto che questi aspetti erano importanti anche nel campo della relazione educativa.

L’empatia

E’ un processo che ci consente di metterci nei panni dell’altro,per capire veramente il suo stato d’animo e i suoi

sentimenti.L’empatia è il processo di essere con l’altro. La modalità empatica è uno dei canali di comunicazione

emotiva più importanti,perché aiuta l’interlocutore a prendere coscienza dei suoi sentimenti attraverso il “rimando

empatico” : l’ascoltatore che si mette nei panni dell’altro avverte le sue emozioni e le ricomunica al’altro,agendo

come uno specchio emotivo.

La persona che dialoga con un ascoltatore empatico prova la sensazione di essere capita fino in fondo.

Si trova incoraggiata dal “rimando empatico” a guardarsi dentro e se il processo è efficace giunge a scoprire aspetti

che prima non venivano percepiti a livello cosciente.

La comunicazione empatica è diversa dalla comprensione di tipo giudicativo, nella quale chi insegna esprime

valutazioni sull’alunno affrettate e cerca di adattare il comportamento e lo stato d’animo di quest’ultimo basandosi

sui propri punti di vista.

In campo educativo empatia : importante perché allarga le prospettive della comunicazione. Nell’approccio sistemico

si dà valore all’universo emozionale che interagisce con il gruppo classe e con i processi individuali di

apprendimento e condiziona lo stato d’animo di insegnante e alunni.

Infine,l’empatia è un modo vero di essere in relazione con l’altro. Non si può simulare un rimando empatico,poiché,se

l’interlocutore non è sincero,il processo empatico si blocca.

LA CONSIDERAZIONE POSITIVA INCONDIZIONATA

Definizionenell’accezione indicata da Carl Rogers,si riferisce all’accettazione della persona nella sua totalità,così

come esiste.

In campo educativo è la capacità dell’insegnante di accettare l’altro anche se porta valori diversi dai propri; quindi è

la facoltà di non giudicar a priori ma di accogliere l’individualità altrui. L’accettazione non giudicante è la base per

un’educazione libera e democratica.

Esso significa garantire agli alunni che la loro individualità posa su una base sicura,che nessuno metterà in

discussione. Quando la base sicura viene garantita,l’alunno si sente più sicuro di esplorare l’ambiente perché non

teme che la sua persona sia rifiutata.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher i.caracciolo6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale con laboratorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Kanizsa Silvia.

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