Cinema e psicanalisi – Christian Metz
Concetti principali per l'esame pedagogia generale della professoressa Galanti
Il libro è suddiviso in quattro sessioni: il significante immaginario, storia e discorso sui due voyeurismi, film di finzione e il suo spettatore (analisi metapsicologica), metafora-metonimia.
L'immaginario e l'oggetto buono del cinema
In questo paragrafo si assiste al tentativo di sganciare "l'oggetto cinema" dall'immaginario per annetterlo al simbolico. Il cinema è infatti visto come "tecnica dell'immaginario" (tecnica come caratteristica della società capitalistica e industrializzata). Immaginario nel senso puro di finzione (racconti basati sull'immaginario e trasmessi tramite foto e fonografia) e nel senso lancaniano (immaginario + simbolico).
Specchio lacaniano
Lacan - nella prospettiva di questo pensatore l'immagine si fonde al simbolico e dà vita all'illusione dell'io (io idealizzato). Questo concetto è esplicato nel tema dello specchio: abbiamo una madre che tiene in braccio il proprio bambino (di un'età compresa tra i 6 e i 18 mesi) e si riflette nello specchio. Il bimbo specchiandosi vede per la prima volta se stesso e vede il doppio del suo doppio (la madre, con la quale nutre una relazione di simbiosi e adesività, vista come prolungamento di se stesso).
L'immaginario in Lacan è quindi dato dall'identificazione del bimbo con un sé idealizzato (percepisce un fantasma, un riflesso, della sua immagine) e il simbolico dall'alienazione da se stesso attraverso il riflesso della madre (vista come doppio del suo doppio).
Melanie Klein - sostiene che nutriamo delle relazioni d'oggetto con i film che si traducono in relazioni fantasmatiche (si rifanno solo al contesto immaginario, non al simbolico).
Cinema come istituzione
"L'istituzione-cinema" è una continua ricerca dell'oggetto buono in una prospettiva storico/sociale. Questa istituzione è formata da tre macchine:
- Esterno -> industria del cinema: carattere economico (industria che lavora per ricavare un guadagno per garantire la produzione dei film) + carattere metapsicologico (invogliare la gente ad andare al cinema per continuare a autosostenersi).
- Interno -> spettatore: il quale dovrà avere una buona relazione d'oggetto con i film per garantire l'istituzione cinema. Sarà in rapporto di metafora con essi (film come uno specchio, come un modello rovesciato) e in rapporto di metonimia (voglia di guardare un film come riflesso).
- Colui che scrive di cinema: critico, teorico e storico. Anche essi sono intenti a preservare una buona relazione d'oggetto con il cinema.
Storico: è come un custode di una cineteca immaginaria dove si preserva la memoria sociale legata a un determinato film o registro di film. Le proprietà del film non sono viste in maniera oggettiva ma analizzate come risorse.
Critici e teorici: i loro scritti sul cinema dovrebbero riguardare il film stesso e analizzarlo tramite il discorso (che di per sé svolge una funzione simbolica). In realtà il loro amore per il cinema li porta ad avere una relazione di protezione e giustificazione e così invece di analizzare l'oggetto reale (film), analizzano l'oggetto immaginario (fantasma).
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