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Le pedagogie del novecento

Attivismo

Inizio Novecento – fine anni '50

  • Il bambino, i suoi bisogni e le sue capacità
  • Il fare deve precedere il conoscere
  • L'apprendimento pone al centro l'ambiente e non il sapere codificato e sistematico

Scuole nuove: Europa occidentale e Stati Uniti – richiamo all'attività del fanciullo con libera manifestazione delle sue inclinazioni primarie, libero dai vincoli dell'educazione scolastica e familiare. Anche voce di protesta contro la società industriale e tecnologica. Concezione individualistica. La comunicazione con gli altri è essenziale ma non deve intaccare l'autonomia della coscienza e la libertà personale.

Inghilterra

Cecil Reddie: 1889 – il ragazzo deve diventare un uomo completo per essere in grado di assolvere tutti gli scopi della vita. La scuola deve divenire un piccolo mondo reale, pratico e collegare l'intelligenza e l'energia, la volontà, la forza fisica, l'abilità manuale e l'agilità.

Haden Badley: scuola – internato. Valorizza il sistema di autogoverno ed autoeducazione.

Edmond Demolins L'Ecole de Roches: 1899 – posta in campagna, i bambini si muovono in piena libertà, in case che richiamano l'ambiente casalingo. Ha l'obiettivo di formare in maniera globale il fanciullo, dal punto di vista intellettuale, fisico, morale e sociale.

Germania

Gustav Wyneken: pone al bando l'autorità della famiglia per valorizzare la libera iniziativa di giovani che devono organizzarsi in maniera autonoma. Più spazio alle lingue moderne e conoscenze scientifiche.

Georg Kerschensteiner: Scuola del lavoro – il lavoro è al centro dell'educazione infantile, per cui la scuola deve mirare a raggiungere una formazione professionale, morale e sociale del fanciullo.

Italia

Giuseppe Lombardo Radice: Scuola serena – ideale di continuità tra scuola e famiglia, valorizzazione delle attività artistiche e visione del fanciullo come artista spontaneo.

Maria Boschetti Alberti: Il diario di Muzzano, La scuola di Agno – la scuola dipende dal ruolo che viene ad assumere il maestro, dal suo impegno e coscienza educativa. Il lavoro accademico-scolastico si articola in (si propone di sviluppare nel fanciullo il senso del bello), controllo lavoro libero (l'insegnante segue ogni giorno una diversa materia) e attività verso cui i ragazzi si sentono maggiormente attratti. Troppo legato all'iniziativa individuale per essere generalizzato.

Rosa Agazzi: metodo basato sul principio di continuità tra asilo infantile e atmosfera familiare. Tra fanciulli forte senso di collaborazione; invenzione più significativa è il materiale non preordinato, non scientifico e occasionale.

Giuseppe Pizzigoni: La Rinnovata – entrata nella scuola dell'esperienza diretta dei fanciulli e collega la vita scolastica con quella sociale; precedenza assoluta dell'esperienza dell'alunno rispetto alla parola del maestro.

Ernesto e Anna Maria Codignola: Scuola-città Pestalozzi – Firenze 1945. Formazione dei ragazzi, rendendoli consapevoli dei loro diritti e doveri civici, per cui l'organizzazione rispecchia quella della comunità adulta e viene gestita direttamente dai ragazzi. La vita si articola secondo un ideale di interazione tra attività intellettuale e manuale.

Robert Baden Powell: Boy-Scouts 1908 - I caratteri attivistici sono: legame con l'ambiente naturale, valorizzazione della vita di gruppo, entusiasmo verso ciò che è selvaggio.

Stati Uniti

Kilpatrick: Metodo dei progetti – pone l'accento sulla motivazione pratica del momento intellettuale. Il progetto è un'attività intenzionale ed è rivolto al conseguimento di un fine, che può svilupparsi in varie forme: produttore (si costruisce qualcosa); problema (addestramento o apprezzamento); esecuzione di un compito; conseguire una particolare abilità.

Helen Parkhurst: Dalton Plan – individualizzazione dell'insegnamento, libera scelta del lavoro scolastico. Il programma è organizzato in unità minime di studio, le aule non sono assegnate ad una classe, ma ad un determinato insegnamento. Ogni allievo ha un compito mensile e l'insegnante interverrà solo per consigliare e controllare il lavoro. Una giornata scolastica è composta da: attività di laboratorio, organizzazione del lavoro e lezioni.

Washburn: Scuole del Winnetka (Chicago) - cercò di sviluppare un insegnamento individualizzato secondo il metodo di libero raggruppamento degli alunni. La scuola preparerà in modo completo e scientifico a partecipare alle attività che li attorniano. Il programma si divide in una parte comune (conoscenze e tecniche di base) e una parte creativa e libera. Il lavoro creativo permette al ragazzo di differenziarsi dagli altri.

Proposte educative

Proposte educative come una somma conclusiva e matura dei movimenti attivistici:

Roger Cousinet: Un metodo di lavoro libero per gruppi – permette ai ragazzi di agire, istruirsi ed educarsi da sé stessi. L'ambiente deve essere capace di stimolare e soddisfare la curiosità infantile e favorire processi di socializzazione, per cui l'apprendimento deve avvenire attraverso attività di gruppo. Nella scuola, i documenti con cui lavorare sono preparati dal maestro, organizzati in schedari ma non sistemati, in modo da permetterne un uso libero da parte del bambino. In Educazione nuova (1950), afferma che alla base della scuola attiva ci sono tre correnti: psicologia infantile, pedagogia nuova e pedagogia sperimentale, rivolte a valorizzare il bambino e la sua attività, il suo apprendere motivato in un ambiente in cui dovrà essere un buon scopritore e osservatore.

Celestin Freinet: Metodo basato sulla cooperazione e incentrato sull'uso della stamperia a scuola. L'obiettivo è quello di orientare questa esperienza ed arricchiarla attraverso un testo libero svolto in comune dai fanciulli. Al centro del lavoro scolastico vi è il giornalino scolastico e comunicazione verso l'esterno. Opere come La stamperia a scuola e Nascita di una pedagogia popolare collegano interessi didattico-educativi e il forte impegno politico del pedagogista, orientato verso posizioni socialiste.

Teorici dell'attivismo (puerocentrismo, valorizzazione del fare, motivazione, centralità dello studio dell'ambiente, socializzazione, antiautoritarismo e anti-intellettualismo).

Decroly: arrivò ad occuparsi dei problemi educativi partendo dalla pedagogia differenziale, che permetteva di conoscere meglio il fanciullo avviando così un processo di individualizzazione, capace di rispettare i tempi di maturazione e gli atteggiamenti affettivo-cognitivi. Il carattere dominante della psiche infantile è quello della globalizzazione, in quanto la conoscenza si rivolge verso un tutto. I processi di apprendimento si sviluppano attraverso tre momenti: osservazione (punto di partenza di ogni conoscenza), associazione (organizza l'ambiente in direzione di tempo e spazio), espressione concreta e astratta.

Claparede: La scuola di Ginevra – L'opera pedagogica si svolse soprattutto in relazione alle nozioni di educazione funzionale e scuole su misura. La scuola deve rispettare la natura del bambino e soddisfarne i bisogni, organizzare processi di apprendimento individualizzati.

Ferriere: atteggiamento di difesa dei diritti del fanciullo ed i suoi bisogni fondamentali. Lo scopo principale della scuola è educare alla libertà attraverso la libertà, mettendo al centro sia il gioco che il lavoro.

Maria Montessori

Nata a Chiaravalle, si forma a Roma, dove organizzò asili presso alcune case popolari e fondò la Prima casa dei bambini (1907). Le sue dottrine ebbero un maggiore influsso all'estero piuttosto che in Italia. Morì ad Amsterdam.

Alla base del metodo Montessori c'è uno studio sperimentale del fanciullo, che pone l'accento sia su esercizi di vita pratica sia attraverso un materiale didattico scientificamente organizzato. La sua riflessione sull'educazione si sviluppò intorno ai principi di: liberazione del fanciullo, ruolo formativo dell'ambiente, concezione della mente infantile come mente assorbente. La liberazione è crescita ricca e armonica, sviluppo della persona sotto la guida del maestro, che deve essere scientificamente consapevole dei bisogni dei fanciulli. Il ruolo dell'ambiente è essenziale ma secondario nei processi di crescita o apprendimento, deve essere adatto al fanciullo, riorganizzato secondo le sue esigenze fisiche e psichiche. La mente infantile è vista come dotata di un forte potere di assimilazione, spesso inconscio. Il suo metodo è stato criticato perché troppo angusto resta nel suo pensiero il centrale rapporto tra scuola e società e l'entusiasmo per i valori di tipo umanitario o religioso troppo semplicistico. In realtà la Montessori sviluppò un forte impegno nella valorizzazione dell'educazione alla pace e alla solidarietà dei popoli. Inoltre ha il merito di aver coniugato il momento della richiesta di un'indagine scientifica con quello della liberazione del fanciullo e dell'uomo. Il suo metodo è esplicato nell'opera Metodo della pedagogia scientifica applicato all'educazione infantile nelle case dei bambini, i cui caratteri fondamentali sono il richiamo all'originalità e specificità dell'infanzia. Il metodo è soprattutto una guida per i maestri, che si devono far guidare dalla pedagogia scientifica, che consente di valorizzare il vero spirito del bambino. Alla fine degli anni '50 l'attivismo è accusato di essere responsabile della formazione insoddisfacente delle nuove generazioni e all'inizio degli anni '60 si è avviato un lento tramonto della corrente pedagogica, sostituito da un indirizzo di tipo cognitivo e tecnologico.

Idealismo italiano

All'inizio del Novecento si formano nuove teorie capaci di ripensare in modo nuovo l'identità e il ruolo della pedagogia. In Italia, il secolo nasce con le critiche di Gentile al positivismo, a Herbart e alle pedagogie scientifiche, per sottolineare l'identità soltanto della filosofia della pedagogia, poiché scienza dello spirito. Gentile dà vita a una nuova pedagogia incentrata intorno all'identità spirituale del soggetto umano. In Europa, la voce più radicale è quella del marxismo, che è orientata in senso politico e sociale. In America, si sviluppa il modello pedagogico più ricco e duraturo, quello di Dewey, che da una parte si propone un rinnovamento della scuola (egualitaria ed emancipata), dall'altra una pedagogia che opera in una precisa direzione politica e cognitiva.

Gentile: Elabora l'attualismo. Si formò a Pisa, insegnò a Napoli, Palermo e Roma. Fu ministro della pubblica istruzione (tra il '22 e il '24) e varò la riforma della scuola del '23. Direttore dell'Enciclopedia italiana e Presidente dell'Accademia d'Italia, fu ucciso a Firenze dagli antifascisti. Per Gentile, la pedagogia si fa veramente scienza solo se diviene filosofia. Espone la sua concezione sull'infanzia in Sommario di pedagogia come scienza filosofica, affermando che la scuola è il luogo specifico dove si compiono processi di formazione spirituale e infatti l'obiettivo è quello di affermare l'unità della vita spirituale, che si compie attraverso l'affermazione della centralità dell'insegnante, della sua cultura e autorità. Quindi la scuola di Gentile è la scuola del maestro e della cultura. In Preliminari allo studio del fanciullo, Gentile distingue tre diversi tipi di fanciullo: fanciullo eterno (si incontra in qualunque età e si può ritrovare in ognuno, nel proprio animo), fanciullo fantoccio (fanciullo mitico costruito dalla psicologia dell'infanzia) e fanciullo reale (esistente in carne ed ossa, che deve essere il vero argomento di studio). Per quanto riguarda la didattica, Gentile ritiene che l'insegnamento sia una forma di comunicazione-creazione che si qualifica come generazione del sapere. Essa si articola in tre momenti: arte (momento soggettivo, elemento costruttivo della personalità umana), religione (momento oggettivo, una legge/verità che deve essere rispettata e alla quale ci si deve adeguare), filosofia (spirito come autonomia, unità e farsi). La concezione pedagogica di Gentile influenzò la Riforma scolastica del '23, in cui si riaffermava la centralità del maestro e la lezione passiva, si riduceva la pedagogia a filosofia.

Lo schieramento attualistico non si presentò sempre compatto. Infatti altri rappresentanti presentarono posizioni diverse e distanti da quelle gentiliane:

  • Giuseppe Lombardo Radice: Sul piano teorico si attenne ad un rigoroso idealismo in termini gentiliani, legato alla concezione dello spirito come svolgimento attivo e dinamico.
  • Emergono alcuni aspetti di dissenso: rapporto tra io individuale e io universale, risolto con comunione di spiriti vita di una maggiore attenzione ai diritti del me. Lo spirito diviene e...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RosannaB di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof D'Agnese Vasco.
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