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Riassunto esame pedagogia generale, docente Corbi, libro consigliato Le pedagogie del 900, Cambi Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di pedagogia generale e della prof. Corbi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Le pedagogie del 900, Cambi, dell'università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Unisob. Scarica il file in PDF!

Esame di Pedagogia generale docente Prof. E. Corbi

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La famiglia è considerata la sede principe per la prima forma di

educazione: l’autorità dei genitori non viene messa in discussione ma deve

clima familiare fondato sull’affetto e sulla

ispirarsi ad un nuovo

solidarietà. E’ all’interno di quest’ambiente familiare che nasce il

benessere del bambino. GRAMSCI si oppose ad ogni idea di materialismo

ritenendo essenziale lo sguardo pedagogico sulla realtà. Le istituzioni

educative mirano alla formazione di “intellettuali organici”, ossia di

elementi che sono fondamentali per la costruzione dell’egemonia della

cultura nella società che influenza la formazione di ogni cittadino.

La pedagogia cristiana e il personalismo ( capitolo 5)

Nell’Ottocento la Religione Cristiana ha perso terreno nella formazione

dell’uomo, sia per l’evoluzione della società che si trasforma in un sistema

nel quale l’elemento razionalistico è centrale. Tuttavia, è riuscita

comunque a resistere ed a mantenere il proprio ruolo. La Chiesa

s’interessò al problema educativo con LEONE 13°, il quale ribadiva il

ruolo centrale della dottrina tradizionale nella questione educativa,

sottolineando il ruolo della famiglia ed i valori di cui la religione cristiana

è portatrice. Nell’Enciclica di PIO 10°, si ribadisce il ruolo assoluto

dell’educazione cristiana nella formazione dell’uomo . Alla Chiesa è

riconosciuto un ruolo importante nell’educazione dei giovani in quanto la

sola in grado di poterli portare alla salvezza, insieme alla famiglia che è

stata creata da Dio a cui è stata data la missione di educare la prole da un

punto di vista fisico e soprattutto morale. In seguito al Concilio Vaticano

II, l’educazione non è più considerata un diritto della Chiesa, ma si lega

alla sua missione di apostolato e di comunità ecclesiale:l’obiettivo resta la

Si riflette anche sull’approvazione di

formazione della persona.

un’educazione sessuale prudente e di un avvio alla vita sociale, ribadendo

ancora una volta il diritto della famiglia ad essere la principale agenzia

educativa della società. Si crea, con il passare del tempo, una vera e

propria rete formativa con l’intento di risvegliare la coscienza cristiana e

metterla al servizio della società: nascono l’OPUS DEI e COMUNIONE E

LIBERAZIONE, con le quali il mondo cattolico entra ancor di più a stretto

contatto con la società. Diversi sono stati i Pedagogisti e gli Educatori

cattolici che hanno dato un notevole contributo alla questione relativa la

formazione dell’uomo. Un esempio è stato senza dubbio DON BOSCO

che ha speso tutta la propria vita nella cura dei ragazzi di strada. Un

che si è diffuso nel corso del ‘900, ha sottolineato

orientamento

l’importanza del dialogo con la Pedagogia laica, con il desiderio di

assimilare al proprio interno anche le nuove istanze psico-pedagogiche

delle scienze dell’educazione. MANJON concepisce un modello di

educazione cristiana che prende dalle “scuole nuove” l’importanza di stare

all’area aperta (quindi a contatto con la natura), la valorizzazione del gioco

ed il richiamo alla centralità del lavoro. Il suo sistema educativo si

indirizzò ai figli dei popolani che dovevano venir istruiti per la propria

salvezza ( salvezza che rimanda,quindi, all’elemento religioso). DEVAUD

si oppose al “naturalismo pedagogico” poiché ritenuto colpevole di non

aver tenuto in considerazione le necessità del soggetto e le finalità della

sua vita. Si diffonde in questi anni, il PERSONALISMO che intende

sviluppare una concezione dell’esperienza educativa globale attraverso la

centralità dei valori sia oggettivi che trascendenti:la persona è radicata

nella trascendenza, quindi il compito del personalismo è quello di

interpretare il valore della persona per realizzarlo a pieno. FORSTER

ritiene la Pedagogia legata alla Filosofia ed alla Teologia; la sua idea è

quella di un’educazione integrale del sapere, nella quale si valorizzino la

coeducazione dei sessi, l’importanza dell’educazione fisica e del lavoro e

dell’impegno sociale della scuola. Inoltre, sostiene il valore

dell’obbedienza. HESSEN sottolineava la supremazia dei valori e la loro

unità fondamentale. Secondo quest’ottica la Pedagogia si caratterizza per

una “filosofia” applicata che si alimenta grazie alle scienze educative e si

organizza nella “teoria morale” e nella “teoria della cultura”. Queste idee

portano l’autore ad allontanarsi dal naturalismo biologico ed al

L’educazione della persona si caratterizza per un

sociologismo.

propensione versi i valori e verso la ricerca di essi. Egli, conferisce una

nuova interpretazione della scuola caratterizzata da una forte democrazia:

in questa nuova forma di scuola, l’insegnamento avviene secondo una

struttura specifica che riguarda la presenza di tre caratteristica principali

quali tutto, gerarchia ed autonomia che si ritrovano poi in ogni tipologia di

apprendimento. MARITAIN vede la Pedagogia come una scienza

metafisica che vede la persona in continuo contatto con i propri valori

spirituali. Lo scopo dell’educazione è individuato nella conoscenza della

Inoltre, l’educazione deve

verità in riferimento a diversi gradi di sapere.

essere liberale ossia destinata a tutti, sempre orientata verso la sapienza.

Questa tipologia di educazione dovrebbe continuare fino ai 18 anni e

s’ispira all’idea cristiana dell’uomo valorizzandone il messaggio ed anche,

MOUNIER si concentra su un’idea di

però, una certa disciplina.

“personalismo” che ha una forte matrice pedagogica. Favorisce uno

sviluppo dell’educazione in senso comunitario per incrementare nel

soggetto la propria capacità di essere responsabile, creativo e partecipativo

attraverso le tre energie che lo compongono ( verso il basso, ossia in

riferimento al corpo; verso l’alto, ossia in riferimento allo spirito; verso il

L’amore è posto al centro del

largo, ossia in riferimento alla comunione).

suo discorso pedagogico, intendendo l’incontro tra l’uomo ed il dialogo

che si costruisce in comunione ( in accordo). STEFANINI, rifiuta il

funzionalismo esasperato della scuola nuova, proponendo un modello

educativo contrato sulla “maieutica della persona”, che vede al centro il

ruolo del maestro come guida intellettuale e morale del fanciullo.

ritiene che l’educazione dell’uomo si compia attraverso la

CASOTTI,

limitazione della libertà del bambino ed una severità che lo porta al

ritrovamento dei veri valori della vita.

Totalitarismi e educazione ( capitolo 6)

L’educazione è stata utilizzata dai regimi autoritari soprattutto nel corso

del Novecento. Uno stato si definisce autoritario quando controlla ed

unifica in un progetto comune la società tutta, l’aspetto autoritario si

democrazia mediante l’annullazione

caratterizza per ogni opposizione alla

di tutti i diritti degli individui. Questa situazione si realizzò nei grandi

regimi totalitari quali fascismo, nazismo e comunismo: l’educazione di

stampo totalitario si organizzava nelle scuole, nelle associazioni ed in tutte

le agenzie educative. Il governo attraverso una Pedagogia totalitaria mira

ad assumere il controllo della società. Il primo regime totalitario ad

utilizzarla su il Fascismo che elaborò una nuova strutturazione del sistema

scolastico, dell’educazione extrascolastica ma di tutta la cultura in

generale; inizialmente, ci fu solo un’attenzione verso la conservazione del

sistema-scuola, attuato poi da GENTILE. Questo sistema scolastico era

rigido e separava le scuole secondarie di stampo umanistiche da quelle

tecniche. Quando il Fascismo crebbe di consensi e quindi si prese sempre

più potere, la situazione mutò avviando il processo di “fascizzazione” della

società. Venne introdotto un testo unico per le elementari, venne esteso

alle scuole di ogni grado l’insegnamento della Religione Cattolica, fu

istituita la scuola media unica ed il biennio della scuola del lavoro. Ma fu

soprattutto nel settore extrascolastico che ci furono le iniziative più forti: il

tempo libero venne considerata la chiave di volta per riuscire ad

influenzare le vite dei più giovani, ecco che furono istituiti giochi e gare

ginniche nelle quali grande importanza veniva data all’inculcazione

dell’obbedienza e dell’amor di patria. La propaganda di regime fu un

elemento essenziale anche per il Nazismo che ancor più fortemente

s’impegnò nell’opera di influenza sulla popolazione. Nella scuola, trovava

ampio spazio la politica estremistica del regime, l’ideologia del purismo

ariano. Anche per il Nazismo intervenire sul tempo libero dei più giovani

era fondamentale per la costruzione della coscienza di regime. Un esempio

è la Gioventù Hitleriana che accoglieva i bambini a partire dai sei anni fino

nell’esercito. Il

ai diciotto, quando erano pronti per entrare

condizionamento ad ogni costo è stata una caratteristica peculiare anche

del regime comunista. STALIN condannò ogni forma di attivismo

pedagogico, per lasciar spazio a metodi didattici sempre più vicini

all’ideologia di Stato. Come è stato sottolineato, i regimi totalitari hanno

degli elementi in comune e molto simili: l’educazione della masse,

soprattutto, è uno degli elementi che li accomuna? Perché? Il motivo è

molto semplice: per forgiare una popolazione fedele ai principi del regime,

occorre utilizzare la formazione e l’educazione. Solo così l’uomo sarà

disposto ad accettare l’imposizione e la negazione dei più semplici principi

L’educazione diventa in questo modo uno

di libertà e democrazia.

strumento di semplice controllo,perdendo la sua funzione di sostegno allo

sviluppo del soggetto.

La crescita scientifica della pedagogia ( capitolo 7)

Il Novecento ha visto la Pedagogia cambiare e cambiare volto, mettendosi

al servizio dell’infanzia ma anche delle donne realizzando diversi modelli

pedagogici grazie al contributo della Filosofia. Ma tale cambiamento è

stato reso possibile soprattutto grazie al contributo della scienza. Infatti, in

questi anni, si sviluppa una nuova Pedagogia di tipo sperimentale ma

o la sociologia dell’educazione.

nascono soprattutto le psicopedagogie La

Pedagogia sperimentale si espande soprattutto in Europa e negli Usa.

Grazie a BINET e SIMON, si sviluppano le prime ricerche sulla lettura e

sulla scrittura. Ma soprattutto questa nuova pedagogia intende studiare il

bambino in tutte le sue sfaccettature, studiandone anche le componenti

psicologiche . La sociologia, invece, s’impegna a studiare l’integrazione

che cerca di promuovere con ogni mezzo. Ancora la sociologia affronta

sociale e l’immissione nel

anche il rapporto con la scuola, la stratificazione

mercato del lavoro.

Educazione e pedagogia nei paesi extraeuropei ( capitolo 8)

La Pedagogia del ‘900 comprende che deve ampliare i propri orizzonti e

quindi inizia a preoccuparsi dei problemi mondiali. Uno di questi riguarda

senza dubbio l’alfabetizzazione di massa nei paesi nei quali vigeva ancora

Grazie alla scienza dell’Antropologia, i

una cultura prettamente arcaica.

Pedagogisti del ‘900 hanno potuto conoscere le caratteristiche e le

difficoltà di popoli diversi dai propri, ma soprattutto hanno potuto

conoscere culture diverse dalle proprie. LEVI-STRAUSS ha sottolineato il

ruolo, ad esempio, della famiglia all’interno delle culture tribali. Egli

aveva parlato delle pratiche educative degli indiani delle zone del Mato

Grosso come molto significative: soprattutto a colpirlo è il rapporto tra

genitori-figli da una forte connotazione affettiva che si manifesta

attraverso gesti di grande e profonda tenerezza. I componenti di queste

famiglie hanno un rapporto molto diretto a livello corporeo,

contraddistinto da abbracci e carezze. Ciò rendeva i soggetti felici e

gioiosi. MEAD fece una ricerca sulla questione adolescenziale nelle

popolazioni primitive svoltasi a Samoa; la studiosa rilevò che in queste

alcuna crisi adolescenziale e dei tipici conflitti dell’età.

culture non esiste

A Samoa la sessualità è libera, i giovani sono rispettati ed il passaggio al

periodo adulto è meno problematico rispetto all’Occidente. L’educazione

particolarmente permissiva di questo luogo, porta alla crescita di soggetti

meno squilibrati e più socializzati. Ma anche in Italia è possibile, rivenire

delle differenze sostanziali tra nord e sud: quest’ultimo si caratterizza per

un’attenzione alla natura ma soprattutto ad una mentalità arcaica che

ancora ruota intorno al ruolo della famiglia come sostegno e pilastro

dell’educazione dell’individuo. Tornando allo sguardo internazione, due

sono le grandi questione che devono essere affrontate dai teorici: una

riguardante il colonialismo, l’altro la decolonizzazione. Con la

colonizzazione di nuovi territori ( America Latina ecc), sono stati importati

modelli pedagogici ed educativi tipici dell’Occidente, andando a snaturare

l’humus culturale preesistente. Per rendere possibile un’organizzazione

democratica di questi territori, ci si è impegnati con un’alfabetizzazione di

Un altro aspetto importante è quello relativo all’educazione degli

massa.

adulti, coinvolgendoli nel processo di alfabetizzazione.

Dalla pedagogia alle scienze dell’educazione ( capitolo 9) & “Guerra

fredda” e pedagogia ( capitolo 10)

Durante il ‘900 la Pedagogia ha cambiato abito assumendo sempre di più

nuove connotazioni; progressivamente si passò alle Scienze

dell’Educazione, quindi da un sapere unitario ad uno più aperto ma

soprattutto dal ruolo centrale della Filosofia a quello delle Scienze

dell’uomo. CLAUSSE ha sottolineato che questo processo si è verificato

attraverso una trasformazione storico-sociale: con una società sempre più

aperta e dinamica, si sente l’esigenza di una formazione dell’uomo nuova

che sia diversa dalle precedenti, per renderlo capace di far fronte alle nuovi

innovazioni in campo sociale e culturale. Il sapere pedagogico si è

pluralizzato,quindi, acquisendo sempre più peculiarità e diventando

“ipercomplesso”, cioè costruito da vari elementi che sviluppano anche

un’autoriflessione interna alla stessa Pedagogia. La trasformazione del

sapere educativo non è un processo che si può invertire, in quanto sarebbe

impossibile pensare di risolvere problematiche educative utilizzando i

è stato l’evento più

metodi tradizionali. Ancora, questa trasformazione

importante della Pedagogia contemporanea cambiandone l’identità: essa si

è articolata in varie scienze ed ha predisposto un sapere più efficace

organizzato sull’esperienza per guidarla e modificarla. Ma la Pedagogia

nuova teorizzazione riguardo la sua funzione all’interno

subisce anche una

della società. Specialmente in un periodo storico particolare quale la

“guerra fredda”. Questo è il momento delle opposizioni culturali. La

Pedagogia, cosi come la Filosofia, si è schierata in quanto modalità di

interpretazione del mondo e delle due civiltà. Ad Ovest, ad esempio, la

Pedagogia si è impegnata nella difesa della democrazia liberale,

dell’autonomia dell’individuo e della libertà dei popoli e gruppi, ponendosi

All’Est la Pedagogia è diventata dogmatica e ha

al servizio della libertà.

risentito delle trasformazioni causate dal marxismo. L’Italia, invece, si

poneva sul limite tra le nuove caratteristiche della Pedagogia del ‘900. Si

affermano varie correnti di pensiero in seno alla visione pedagogica, un

fronte di questo è quello rappresentato dai laici-progressisti che hanno

delineato una pedagogia prettamente attivistica, attenta agli apporti delle

scienze e con l’obiettivo di accompagnare il bambino alla costruzione della

propria personalità improntata alla democrazia. Altri orientamenti si sono

diffusi in altre parti del mondo,come in Cina e a Cuba. Nel 1945 venne

varata una nuova legge scolastica in Ungheria, nel ’46 in Albania,

Germania orientale ed in Romania, nel ’48 in Bulgaria e Cecoslovacchia e

nel ’49 in Jugoslavia. Tra gli anni ’57-58, in questi paesi come in Russia,

si assiste ad un richiamo forte verso l’unità di scuola, di vita, di cultura e di

lavoro. SUCHODOLSKI, pedagogista polacco, si è interessata a questa

tematica parlando di una ricomposizione tra uomo e società, mediante il

L’esperienza cinese,

progresso che richiede sforzo ed impegno personale.

invece, fu particolare in quanto centrata sull’accentramento dell’istruzione

nelle mani dello stato, mantenendo comunque due tipologie di scuola, una

“generale” ed una “specializzata”. Nel ’66 MAO ZE-DONG avviò la sua

rivoluzione culturale sostenendo che il paese dovesse trasformarsi in una

scuola, nella quale gli studenti non devono vivere il lavoro, la cultura e la

politica in modo separato. Anche la rivoluzione cubana ha portato a dei

risultati particolari come quella di sviluppare un orientamento educativo

che possa aiutare la popolazione più povera a risollevarsi dalla propria

condizione. Il governo s’impegnò con un programma di lettura di un testo

che veniva scomposto in sillabe, in modo da far apprendere la scrittura e la

“cubana”

lettura. La pedagogia ha cercato di arrivare alla formazione di un

nuovo tipo di uomo attraverso la diffusione della cultura. Un’esperienza

simile in Italia è avvenuta grazie al Partito Comunista ed all’opera do

GRAMSCI:l’obiettivo era quello di portare ogni uomo ad essere un

intellettuale utile alla classe operaia, in modo da rendere ogni individuo

stesso tempo “governante” e “governato”.

allo

La pedagogia cognitivistica: da Piaget a Gardner ( capitolo 11)

Intorno alla metà degli anni ’50, la Psicologia Cognitivistica attuò una vera

e propria rivoluzione che investì ogni aspetto della cultura e della

formazione. Contribuirono a questa anche conquiste in campo informatico,

sottolineando le strutture del pensiero e riconoscendo in queste, le

caratteristiche della mente dell’uomo. Si diffuse in questo modo una nuova

sociali, dell’apprendimento e

concezione di Pedagogia, attenta ai problemi

dell’istruzione soprattutto scientifica. Idea questa che è stata sviluppata da

ricerche psicopedagogiche sull’apprendimento e sulla costruzione del

linguaggio ma anche in ricerche didattiche. Jean PIAGET era uno

dell’età evolutiva, della quale studiò le tappe di evoluzione e le

Psicologo

strutture che corrispondono ad ognuna di queste. Egli considerava la mente

infantile composta da un’intelligenza soggettiva, che si adegua e diventa

oggettiva avvicinandosi gradualmente ai concetti logici per regolare il

proprio sviluppo mediante i principi biologici di “assimilazione” ed

“accomodamento”: questi collegano la mente infantile all’ambiente.

Questo processo si chiarisce soprattutto nel linguaggio che passa da una

nell’infanzia ad una di tipo formale nell’età adulta.

visione egocentrica Il

pensiero infantile attraversa quattro fasi principali:

-fase senso motoria(0-3anni): il pensiero è egocentrico e non distingue tra

soggetto e cose;

-fase intuitiva(3-7 anni): il bambino inizia a distinguere tra sé e il mondo;

-fase operatorio-concreta ( 7-11anni): il pensiero interagisce con le cose e

soprattutto riconosce regole e rapporti tra le cose;

-fase ipotetico-deduttiva ( 11-14 anni):il pensiero diventa maturo e

definisce le attività che regolano il pensiero stesso.

La Pedagogia deve svilupparsi intorno a questi principi fondamentali di

orientamento psicologico, anche se deve integrarli per poter lavorare su di

essi. Questo perché la Pedagogia ha una propria autonomia in qualità di

disciplina operativa che si concretizza nella scuola attiva, poiché mira a far

apprendere a tutti i bambini un metodo che servirà per tutta la loro vita

andando ad intervenire sulla loro mente e sullo sviluppo culturale.

L’insegnamento diventa intellettuale. Ma lo psicologo ha conferito un

ruolo primario anche allo studio delle scienze e delle procedure didattiche

che devono sostenere l’insegnamento.

Il ’68: critica ideologica dell’educazione e pedagogie radicali ( capitolo

12)

Le manifestazioni ed i movimenti studenteschi che si sono verificati nel

’68, hanno portato ad una vera e propria “rivoluzione culturale” che ha

investito istituzioni e luoghi nei quali i saperi si apprendono. In Italia

questo movimento partì dal contesto sindacale ed operaio, quindi si

caratterizzò per essere altamente politicizzato degenerando,poi,

nell’attivismo del Potere Operaio e di Lotta Continua. Comunque il germe

della rivoluzione giovanile attraversò l’Europa tutta, intendendo affrontare

vari problemi relativi all’educazione come: una nuova interpretazione

dell’istituzione scuola e famiglia e nuove riflessioni pedagogiche.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giusybisogni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Corbi Enricomaria.

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