INTRODUZIONE ALLA
PEDAGOGIA GENERALE
FORMARE E AGGIORNARE GLI INSEGNANTI DELLE SECONDARIE
Silvia Kanizsa e Anna Marina Mariani
CAPITOLO 1. EDUCARE: DALL’EDUCAZIONE ALLA PEDAGOGIA
Punti chiave del capitolo:
• Concetto di educazione
• Educazione formale, non formale, informale
• Ruolo assunto dalla pedagogia e dalle scienze dell’educazione nel qualificare i processi educativi
Educazione Il termine educazione non si presta a una semplice e univoca
= interpretazione.
Definizione non univoca
1.1 DALL’ETIMOLOGIA: I NUCLEI DI SIGNIFICATO
Due diverse radici La parola educazione ha due diverse radici etimologiche.
Éduco (<edere) Nutrire, allevare, far crescere
Educo (< ex-ducere) Trarre fuori, far uscire
Doppia direzione Nella prima etimologia la direzione tende dall’esterno verso l’interno,
mentre nella seconda etimologia c’è un cammino opposto. Ciò che
risiede all’interno del soggetto è invitato ad uscire ed emergere.
Immagine simbolica genitori Queste etimologie si possono ricondurre metaforicamente dalle
di Socrate professioni esercitate dai genitori di Socrate: la madre è levatrice (ex-
ducere) e il padre è scultore (edere).
Codici: materno e paterno Questa doppia accezione invita alla riflessione sulla doppia funzione
dell’educazione e dell’educatore:
• Accogliere, contenere, aver cura, proteggere (materno)
• Incoraggiare a “venir fuori”, richiesta di prestazione, induce a
scambio-negoziazione (paterno)
No legame con il genere In questo caso ‘paterno’ e ‘materno’ non sono strettamente connessi
al maschile e al femminile.
Movimento &necessità vitale A partire dall’ etimo è possibile sottolineare inoltre altri due elementi
connessi al termine educazione:
• Ha a che fare con il cambiamento. L’educazione si confronta
con il soggetto, l’essere umano, che si trasforma e vive nel
mutamento 2
• L’educazione costituisce una necessità vitale. Ogni soggetto
non vive solo grazie ad automatismi meccanici, ma avverte la
necessità di attribuire significato al tempo della propria
esistenza
1.2 UN TRA DUE POLI
CONTINUUM
Il concetto di educazione si può riferire a un continuum in cui estremi sono rappresentati da due poli
differenti:
Adattamento al contesto L’educazione è un processo di adattamento al contesto socioculturale.
Dall’esterno all’interno.
Riappropriazione di sé L’educazione è un processo di natura personale in cui il soggetto è
considerato nella propria globalità ed interezza. Dall’interno
all’esterno. È un percorso dunque di appropriazione e di
riappropriazione di sé.
Entrambi i poli = importanti L’idea di educazione riconosce l’importanza di entrambi i poli. Siamo
ben lontani da una logica disgiuntiva o definitivamente risolutiva.
Queste due dimensioni devono coesistere.
Processo di mediazione Il processo educativo è un’opera di mediazione e sintonizzazione tra il
tra il soggetto e il mondo soggetto e il mondo. L’educazione come mediazione.
L’educazione può essere definita come un processo
vitale perché è una necessità per ciascun essere umano
relazionale perché avviene in un rapporto di scambio di confronto con
l’altro
personale perché è espressione dell’unicità di ognuno
socioculturale perché orientata ai valori e ai criteri e modelli che
caratterizzano il contesto in cui esso si realizza.
Educazione come proposta L‘intervento educativo è sempre una proposta, mai un’imposizione,
mai neutrale animato dalla promozione del soggetto. L’educazione non è mai
neutrale: qualunque intervento prende le mosse dall’epoca e dal
contesto in cui si realizza.
1.3 L’EDUCAZIONE NEL TEMPO
L’essere umano è educabile perché è soggetto al cambiamento (sia a livello personale che per il contesto
storico-culturale in cui vive). 3
Necessità storica L’educazione soddisfa l’esigenza di trasmettere alle generazioni successivi. Ogni
dell’educazione epoca ha la propria educazione.
Gentile, sostenitore dell’educazione come formazione dell’uomo:
In ogni epoca e in ogni luogo l’educazione è stata intesa
come formazione dell’uomo e a seconda del diverso
concetto che si ebbe dell’uomo, l’educazione fu indirizzata a
diversamente, e intesa diversamente. Diversa fu
l’educazione in Atene e a Sparta, nella Grecia e in Roma, nel
mondo classico e nel cristiano, il medioevo e nella
rinascenza, avanti e dopo la Rivoluzione francese.
Educazione- L’azione educativa è sempre una questione antropologica. Rappresenta una
antropologia risposta storico-culturale rispetto alla domanda universale: che cos’è l’essere
umano e quali caratteristiche deve possedere un’esistenza degna di essere
vissuta.
Contestualizzazione I processi educativi devono essere contestualizzati e collocati criticamente
delle questioni all’interno dell’orizzonte della contemporaneità.
educative nel tempo
Formazione Nell’epoca contemporanea alla parola educazione si accompagna o viene
preferita la parola formazione. Il cambiamento terminologico è frutto di un
cambiamento non solo teoretico, ma anche socioculturale. La parola educazione
si riferisce alla età evolutiva, mentre il termine formazione accompagna l’intera
esistenza. Se il termine educazione è considerato troppo obsoleto, quello di
formazione è meno ideologicamente connotato.
Life-long Learning Questa espressione evidenzia l’importanza dei processi educativi e formativi,
non solo in riferimento all’età evolutiva, ma durante l’intera esistenza umana.
1.4 L’EDUCAZIONE NEGLI SPAZI
L’educazione è ubiquitaria, ovvero si può esprimere in diversi modi e in pluralità di ambiti.
Formale Non c’è una gerarchia tra i diversi approcci educativi, ma si intende sottolineare
Non formale la ricchezza e pluralità degli interventi educativi.
Informale Sono 3 gli ambiti dell’educazione: formale, non formale e informale.
Intenzionalità L’azione educativa è intenzionale perché mirata.
Progettualità La progettualità è la capacità dell’educatore di pensare la propria azione
all’interno di un processo che ha luogo nel tempo e segue alcune tappe. 4
FORMALE È una forma di educazione che si svolge in termini intenzionali e progettuali e in
confini istituzionali riconosciuti. Comprende principalmente l’ambito scolastico.
C’è una particolare attenzione al profilo cognitivo e alle competenze dei soggetti
in crescita. Sono centrali: l’insegnante, il soggetto che apprende e il contesto. Il
docente è colui che aiuta il soggetto a costruire la propria conoscenza e a
imparare ad imparare.
NON FORMALE Anch’esso possiede caratteristiche progettuali e intenzionali, e si svolge nel terzo
settore in relazione alla promozione di particolari abilità (associazionismo,
organizzazioni sportive, culturali, …). Educatori di professione, ma anche
allenatori sportivi, animatori e volontari.
INFORMALE Comprendono tutte le occasioni di cambiamento e trasformazione, anche se non
formalizzate o progettate. È la stessa vita vissuta ad educare. L’educazione
informale dimostra quanto l’educazione sia un processo diffuso e quotidiano. Il
semplice stare al mondo implica la possibilità di trasformazione. Le occasioni di
educazione informale possono essere innumerevoli.
1.5 L’EDUCAZIONE IN OGNI EDUCATORE
Riassumendo sul concetto di educazione:
• l’estranea famigliarità di un concetto usato in modo abituale
• la tensione tra adattamento all’ambiente e individualizzazione dei soggetti, attraverso la
valorizzazione delle potenzialità di ognuno: questa dialettica rivela uno spirito conservativo e uno
generativo.
• Il problema educativo è una questione antropologica
• Intenzionalità e progettualità
• La formazione di sé stessi avviene insieme e grazie agli altri e costituisce un continuo
riposizionamento nel mondo
Pedagogia ed Ogni educatore possiede una propria idea di educazione implicita, frutto della
esperienza vissuta propria personale esperienza nella realtà.
“Pedagogia Jerome Bruner definisce questa forma di sapere come pedagogia popolare,
popolare” ovvero quella frutto dell’esperienza diretta e non analizzata criticamente:
Qualsiasi innovazione che voi, come il vero teorico di
pedagogia potete vorrei voler indurre, dovrà scontrarsi,
sostituire o modificare in qualche modo le teorie popolari
che già guidano insegnanti e allievi 5
Essere professionisti dell’educazione significa passare da una conoscenza
ingenua una conoscenza più consapevole e critica. Da un ‘si è sempre fatto così
a ‘faccio così perché’.
Un cammino di È proprio in questo stretto rapporto tra educazione e di esperienza personale
decentramento che si nasconde il primo passo da compiere per chi voglia occuparsi
riflessivo professionalmente di educazione. Ritornare riflessivamente e criticamente alla
propria educazione e dare vita a un processo di autoformazione.
Se partire da sé stessi è la condizione necessaria ma non sufficiente per educare
gli altri, la possibilità di proseguire lungo un cammino di decentramento riflessivo
può essere offerta dall’acquisizione di una disposizione scientifica.
1.6 LA NECESSITÀ DELLA PEDAGOGIA E DELLE SCIENZE DELL'EDUCAZIONE
Dewey Con la figura di Dewey e è possibile il passaggio da una concezione di Scienza
dell'educazione a Scienze dell'educazione. Questo avviene tra gli anni '50 e la fine
degli anni '60. La disposizione scientifica e la caratteristica fondamentale per le
professionalità educative.
Nessuna conclusione di una ricerca si può convertire immediatamente in una norma
dell'art ed educare. Non vi è infatti alcuna pratica educativa che non sia fortemente
complessa: vale a dire che non contenga molti altri fattori e condizioni oltre a quelli
inclusi nel ritrovato scientifico. (Dewey, 1990)
L'esercizio di una Nella pratica educativa l’educatore di professione accetta di ritrovarsi
razionalità pratica contemporaneamente nella condizione di sapere e di non sapere.
All’educatore è richiesto l’esercizio di una razionalità pratica: né un
atteggiamento esclusivamente conoscitivo-contemplativo, né solo metodologico
e strumentale.
1.7 DALLA PEDAGOGIA ALLE SCIENZE DELL'EDUCAZIONE
Definizione di La pedagogia è la scienza che è raggruppa le conoscenze intorno all'educazione
pedagogia e che si occupa della gestione dell’azione educativa. (Chiosso, 2002)
Grecia antica Fin dalla antica Grecia abbiamo testimonianza della parola pedagogia. il
pedagogo era lo schiavo colto liberato che provvedeva al fanciullo (pais),
accompagnandolo a scuola (ago). La paideia indicava la formazione dell'uomo
greco, ma anche indica una caratteristica specifica della condizione spirituale 6
dell'uomo. La pedagogia era quindi l'occasione di emancipazione personale e di
costruzione culturale.
Le jam e con altre fin dalla fine del 16º secolo inizia 17º secolo la pedagogia rimane collegata alla
discipline dimensione filosofica, letteraria, politica e teologica. Come ad esempio ai
dialoghi platonici, gli scritti aristotelici, le epistole di Seneca o le riflessioni di
Agostino.
Pedagogia come È solo a partire dalla fine del 16º secolo che è possibile individuare la costituzione
sapere autonomo della patologia come un sapere autonomo.
Riforma protestante all’interno del periodo compreso fra la Riforma Protestante e la Controriforma
e controriforma Cattolica viene a svilupparsi la scuola popolare e la crescente importanza
dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione. A partire dal 17º e 18º secolo la
pedagogia viene vista come una “scienza del metodo”.
Vedi Rationes studiorum – Padri Gesuiti
Didactica Magna J.A. Comenio -> prima opera di pedagogia moderna. Il suo
sottotitolo: trattato dell’insegnare tutto a tutti, viene sottolineata l'importanza
del diritto di ogni soggetto a ricevere un'istruzione adeguata. Comenio propone
formativo capace di rispettare i tempi dello sviluppo e le capacità dei singoli
soggetti in formazione. Un metodo di insegnamento fondato sulla partecipazione
attiva e diretta dell’allievo. Sorgono anche le prime scuole di formazione per gli
insegnanti.
Rousseau Un ulteriore passo in avanti venne fatto con la costituzione della pedagogia come
Kant un sapere autonomo. Jean Jacques Rousseau scrisse nel 1762 Emilio in cui si
esplicita la necessità di una teoria pedagogica autonoma. Kant nel 1803 scrive
Sulla Pedagogia in cui viene valorizzato il momento pedagogico come distintivo
per l'essere umano. Viene evidenziata quanto la questione educativa è il più
grande difficile problema che poteva essere posto, dal momento che l'uomo era
la sola creatura che doveva essere educata.
Herbart Herbart è il primo pedagogista nel senso moderno del termine. Scrive nel 1806
Pedagogia generale dedotta dal fine dell'educazione. In questo testo propone il
primo tentativo di un’elaborazione sistematica della pedagogia intesa come
scienza autonoma. Si propone come una scienza pratica e applicata.
Positivismo Con l'affermazione della cultura positivistica del 19esimo secolo si arriva alla
centralità assunta dall' osservazione della realtà. Ciò pone le basi per qualificare
anche la pedagogia come una scienza sperimentale. Il progressivo
distanziamento della pedagogia da posizioni teoretico-speculative o da
convinzioni religiose la rendono una vera e propria “scienza dell'educazione”. 7
Dewey Dewey sostiene il passaggio dal paradigma di scienza dell'educazione a quello di
scienze dell'educazione. Nel 1929 scrive Le Fonti di una Scienza dell'educazione
in cui individua nella pedagogia un sapere interdisciplinare, nel quale convergono
i contributi di molte scienze.
1.8 PEDAGOGIA E SCIENZE DELL’EDUCAZIONE
La transizione al paradigma delle scienze dell'educazione, preconizzata da Dewey venne avvalorata nel
corso del 20º secolo, sollecitata anche dalla nascita di nuovi saperi come la psicologia dell'educazione o la
sono sociologia dell'educazione.
Istituto di Ginevra L'istituto delle scienze dell'educazione “J.J. Rousseau” di Ginevra diede un grosso
impulso agli studi in questo ambito. Qui studiano personalità come: Claparède,
Ferrière, Piaget. Essi adottano una prospettiva interdisciplinare.
’50 – ‘60 Nuovo impulso nel senso dell’affermazione delle scienze dell'educazione si ebbe
tra gli anni '50 e '60 fino alla costruzione dei primi corsi accademici di Scienze
dell'educazione, attivi in Francia in Belgio a partire dagli anni '70.
Panorama italiano Dopo il secondo conflitto bellico, la pedagogia italiana fa i conti con l'eredità della
figura di Giovanni Gentile. Riforma scolastica ridefinisce il sistema istruzione
italiano nel 1923. Esplicita una visione della pedagogia strettamente connessa
alla filosofia, in favore dei contenuti. Negli anni '80 ci fu una crisi verso questo
approccio paideico – filosofico - politico che venne visto come insufficiente.
L'affermazione del paradigma delle scienze dell'educazione è certamente anche il prodotto delle
trasformazioni storiche e socioculturali. Dopo il secondo conflitto bellico l'interesse sociale per
l'educazione e la formazione va intensificandosi. Vedi gli studi di Adorno sulla personalità autoritaria negli
anni '50.
1.9 QUALE RUOLO PER LA PEDAGOGIA OGGI?
Nella realtà contemporanea sono molti i saperi che si interessano all’educazione, tra i quali la psicologia,
la sociologia, l'antropologia. Più recentemente anche i risultati delle ricerche che provengono dal
panorama delle neuroscienze coinvolgono in modo esplicito l'educazione. Si determina la formazione di
una sempre più puntuale specializzazione settoriale: per esempio, la pedagogia dell'infanzia, la pedagogia
del lavoro, la pedagogia della famiglia. 8
CAPITOLO 2. EDUCARE OGGI: PROBLEMATICHE APERTE
Punti chiave:
• definizione per negazione dei processi educativi
• necessità di fondamenti per l’azione educativa
• difficoltà attuali dell’educazione
• l’importanza di non perdere l’entusiasmo e impegno nelle azioni educative
2.1 Introduzione
Questioni da discutere Tra tante problematiche riusciremo a discuterne sono alcune. L’edito
dell’educazione può essere considerato in sintesi:
• conoscere le esperienze pregresse che ci hanno condotto a quel che
siamo (passato)
• riconoscere per tempo le occasioni formative (future) che la vita
pone sul cammino o che ciascuno può contribuire a creare
Disagio personale e Ogni epoca ha le sue crisi. Occorre un’analisi che chiarisca la tipologia di
sociale disagio sociale e personale che siamo attraversando per trovare attraverso
l’educazione un rimedio.
Malessere dell’intera Alcuni approcci sociologici insistono sul concetto del ‘disagio’ originato non
civiltà solo da crisi personali, ma come un malessere dell’intera civiltà.
Disagio: due ambiti di Il termine disagio possiede due ambiti di significato nettamente distinti.
significato Condizione sgradevole ha origine da una privazione oggettiva
è specifica. Situazioni oggettive
Sgradevolezza di una situazione
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