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Rossi Federica, feder.rossi@hotmail.it

NUOVE TECNOLOGIE E MEMORIA

Noi attualmente ci affidiamo per ricordare a noi stessi ma anche a strumenti esterni (es: USB e SD).

Quanto più noi affidiamo i nostri ricordi a uno strumento esterno, tanto più la nostra memoria si “rimpicciolisce” e si atrofizza

→ non si mettono in atto dei processi di tipo mnemonico.

Oggi noi ci affidiamo molto a questi strumenti esterni e ciò diventa solo un sottrarsi rispetto all'impegno del ricordare.

Nietzsche: Ci viene un sorta di “furia collezionista”, l'uomo diventa una enciclopedie ambulanti.

L'illusione di cui si alimenta questa “ossessione archivistica odierna” è quella di una memoria potenzialmente capace di

conservare tutto, perchè nulla le sfugge. In realtà, l'infallibilità che si cela dietro l'onnipresenza dei mezzi di registrazione è

solo fittizia: le pratiche di archiviazione tecnologica non sono immuni da possibilità di oblio.

Le nuove tecnologie sono una risorsa solo se funzionano da supporto, altrimenti diventano un pericolo in quanto

sostituiscono la nostra memoria.

Persino Platone si era accorto del pericolo delle innovazioni:

Dal momento in cui arriva la scrittura, “gli uomini cesseranno di esercitare la memoria, perchè fidandosi dello scritto,

richiameranno le cose alla mente non più dall'interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei” (Fedro).

La vastità della ricezione, del carattere impersonale e immane rispetto alla capacità dei soggetti di farne propri i contenuti,

rende il passato “artificiale” → radicalmente e sostanzialmente diverso da quello custodito dalla tradizione.

È più un insieme di informazioni e dati che un universo di cultura e di significati.

È diverso infatti raccontare una storia (in cui si inseriscono anche riferimenti personali, commenti, o altri particolari che

rendono la storia unica) piuttosto che leggerla.

Persino la sfera sensoriale subisce il “fascino” della comodità delle protesi tecnologiche, che procura una crisi della

rappresentazione e del contatto con la materia → fenomeno chiamato da Virilio Estetica della sparizione.

QUALE MEMORIA SI DEVE ALLORA COLTIVARE E METTERE IN ATTO?

La memoria corretta dovrebbe basarsi sul principio di “necessario oblio” per il quale l'uomo non deve riempirsi di dari, si

deve invece accettare il fatto che non è necessario archiviare qualunque cosa, ma si deve imparare a trattenere solo le

esperienze significative, che rappresentano una reale garanzia per rinnovarci.

I rischi del non attuare questo tipo di memoria sono:

 PASSATO ARTIFICIALE → L'uomo non è più in grado di cogliere lo spessore delle proprie esperienze; viene

meno la dimensione dell'esistenza.

 ALTERAZIONE DEL CICLO TEMPORALE → I dati che l'uomo archivia, sono tutti sospesi in un tempo presente.

Se io racconto le mie esperienze do un ordine temporale, con le foto invece il tempo è indefinito, non c'è differenza

tra prima e dopo. Ciò comporta un senso di disorientamento e perdita di significato nell'uomo e priva l'uomo del

senso della storia.

 DIFFICILE DISTINZIONE TRA REALTA' E SIMULAZIONE → Non si distingue più cosa sia reale e cosa invece

non lo è, e quindi si creano relazioni sulla finzione.

 INDUSTRIALIZZAZIONE DELL'OBLIO → Se non riusciamo a collocare gli eventi è come se avvenisse una

dimenticanza tale per cui non conosco la motivazione dei fatti. L'uomo ha l'illusione di possedere ogni risposta, di

sapere tutto ciò che succede nel mondo, ma in realtà, noi vediamo solo ciò che viene riportato dai vari giornalisti.

La formazione di una memoria autentica presuppone una sorta di relazione

maieutica, risppndente ai bisogni profondi e alle esigenze antropologhe del nostro

tempo. 27

Rossi Federica, feder.rossi@hotmail.it

QUALE IMPEGNO EDUCATIVO SI DEVE METTERE IN PRATICA PER CAMBIARE LA REALTA' ATTUALE?

1. RIPRISTINARE IL RUOLO ATTIVO DELLA COSCIENZA.

Aiutare le persone a riattivare la propria coscienza critica. Si devono aiutare i soggetti a non accontentarsi di ciò che viene

dato loro, infatti essi non devono solo assorbire e adattarsi ma attivarsi in modo critico ed elaborare la realtà. Ciascun

soggetto impara quindi a rielaborare personalmente e in modo consapevole la realtà, proponendo nuove alternative →

lotta al conformismo.

2. ELABORARE VISIONI PIU' COMPLESSE DELLE NUOVE TECNOLOGIE.

Possibilità di formulare approcci più complessi e articolati rispetto alle nuove tecnologie; non si deve essere solo pro o

contro, ma sviluppare pensieri meno semplicistici per non demonizzarli ma nemmeno affidarsi esclusivamente agli

strumenti tecnologici. (guarda paragrafo sopra).

3. NON DISATTENDERE LE QUESTIONI DI SENSO.

Aiutare le persone, quando pensano al passato, a non fermarsi solo sui fatti, ma provare ad andare oltre e mettersi alla

ricerca dei significati dei vari eventi. Cercando il senso di quello che è successo l'individuo arriva a mettere in pratica le

“questioni di senso”, ossia impara a pensare e a riflettere sulle proprie azioni, e a dare più valore ad esse. Questo

passaggio permette di applicare la capacità di raccontare, comunicare e condividere i nostri pensieri.

4. ESERCITARE UN PENSIERO MEDITANTE/RIFLESSIVO.

Per fare tutto ciò ci si deve dare del tempo per interrogarsi sulle proprie azioni. La fretta e l'impulsività sono nemiche del

senso. È presente un filone pedagogico, che si è diffuso anche in Italia, chiamato “la pedagogia della lumaca”, secondo il

quale l'uomo deve rallentare i ritmi dell'educazione, fermandosi e aiutando i bambini a pensare, altrimenti essi crescono

nell'ansia di dover sempre fare perdendo di vista il fatto che competenze, conoscenze, ecc, sono utili solo se si

interiorizzano. DARE VALORE ALLE RELAZIONI E ALLE ESPERIENZE.

Sintesi dei 4 punti →

In ambito educativo si devono mettere al primo posto le relazioni e tornare a scambiarsi le esperienze, attraverso la

narrazione, il racconto e la condivisione. Si deve sottolineare il fatto che le esperienze non sono mai banali, ma

nascondono sempre una risorsa di significato per noi.

_ Dare un significato alle proprie azioni, progetti ed esperienze

L'uomo quindi cosa deve fare? _ Assumersi la responsabilità delle proprie esperienze

_ Capire che anche i fallimenti hanno in sé un significato da cui imparare

_ Attivare un approccio narrativo (es: tenere un diario personale)

ESPERIENZA → non tutto ciò che viviamo è esperienza! L'esperienza è l'azione nella quale io provo qualcosa, ciò

che è significativo per me. esperienze

O ciò che K. Jaspers definisce

ERLEBNIS ERFAHRUNG limite : che segnano una sorta di passaggio

Esperienza vissuta Esperienza accumulata, ossia ciò che io ho qualitativo, in quanto sono rivelatrici della

interiorizzato e che diventa il mio patrimonio. consistenza del sé → in quanto introducono

alla domanda di senso.

Tramite l'esperienza si ha la possibilità di aprire un nuovo orizzonte, come una chiave che mi apre un mondo di significati, e

che mi rende più capace di rielaborare la realtà. Anche le esperienze degli altri possono insegnarci qualcosa: quello che le

persone vivono può diventare un'occasione per tutti di avere maggiore consapevolezza di sè.

W. Benjamin riferendosi all'esperienza afferma che dinanzi all'accelerazione dei mutamenti storici, è necessaria una

riappropriazione del senso dell'accadere degli eventi, rivelando la pregnanza di significato dell'esperire umano.

Tutto ciò deve essere teso alla ricerca dei significati.

Le trasformazioni cui è soggetta l'esperienza temporale richiedono una precisa attenzione pedagogia. È indispensabile

invocare con forza un impegno educativo in direzione di un ritorno dell'uomo alla propria capacità di fare esperienza,

rispondendo al flusso inarrestabile del tempo con la possibilità di dare un senso all'esistere e di lasciare una traccia del

proprio essere, un potenziale ricordo. 28

Rossi Federica, feder.rossi@hotmail.it

Solo in questo modo è possibile promuovere un reale apprendimento dall'esperienza.

L'appiattimento sul presente, la difficoltà di rappresentarsi il futuro, il vissuto di estraneità rispetto al passato, rendono arduo

STORIA

il compito di conferire senso alla .

QUALE SENSO HA LA STORIA? (Intesa non come insieme di fatti, ma come significati che ognuno dà agli eventi)

Riscoprire la propria storia → le varie situazioni che si ha vissuto (belle o brutte che siano) ci hanno insegnato

qualcosa. Se noi abbiamo elaborato qualsiasi fatto, allora quello ha contribuito a renderci quello che siamo.

Ridefinire il proprio presente → e vivere la nostra vita come un tempo impegnato

Tempo dell'impegno → tempo che ci fa conoscere nuovi valori e significati.

presente sfuggente

Il presente si configura come un , simbolo di

smarrimento del senso della storia. In realtà però si può leggere dietro questo

affidamento al presente un desiderio di prendere coscienza di una dimensione

rispetto alla quale ci si scopre in ritardo, poiché incapaci di pensarla nella sua

effettiva consistenza, spesso eccessivamente ancorati alle certezze del passato

o idealisticamente proiettati in un futuro in ci rifugiarsi,

Il presente è la struttura grammaticale del tempo → la sua struttura

fondamentale, atta a rivelare che il tempo non è un dato di esperienza

bensì l'insieme delle regole sintattiche dell'esperire.

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LA MEMORIA COME LUOGO DIALETTICO DELL'IDENTITA'

tracciare una continuità narrativa tra le diverse esperienze

La memoria svolge la funzione educativa di

passate, presenti e future . Ne consegue che la perdita del senso del rapporto con il proprio passato può avere come

esito un'eclissi della continuità esistenziale e dell'identità personale.

La formazione dell'identità concilia il carattere della novità assoluta recata da ogni istante, in quanto continuo processo di

creazione, con la conservazione del passato.

La costruzione e ri-costruzione della propria identità si avvale della scoperta di avere origini, radici, indizi da cercare.

P. Bertolini scorge nella memoria il segno di questa continuità del tempo

che egli ritrova nella forma della spirale, in quanto → se è un intreccio tra

presente e passato, essa è da intendersi anche come un possibile utilizzo

del passato e del presente per il costruirsi del futuro.

Si tratta di un processo formativo di crescita continua e nella continuità.

COME REAGIRE ALLA DISPERSIONE DELL'IDENTITA'?

Partecipazione attiva alla costruzione della propria esistenza, ossia dare significato agli eventi.

Le persone devono ridefinire la propria storia con un pensiero critico.

Per diventare attivi si deve imparare appunto da rielaborare gli eventi, in quanto molte delle cose che ci

succedono non dipendono dalla nostra volontà e spetta a noi renderci protagonisti della nostra vita senza subirla

passivamente. PASSATO VIVENTE

Alcuni filosofi parlano di → Noi non possiamo cambiare i fatti, ma ogni volta che guardiamo al

passato potremmo vedere qualche effetto diverso, provare qualche sensazione nuova. Si può lavorare quindi sui significati

degli eventi, ossia rivederli con una prospettiva diversa.

Per quanto riguarda l'accezione oggettiva, il passato è collocato su una linea cronologica, mentre invece in un senso di

tempo soggettivo, si può rielaborare in diverse prospettive.

COME?

RISCOPRIRE LA DINAMICITA' DELL'IDENTITA' → La nostra identità non è un processo statico ma dinamico,

 grazie soprattutto alla storia che si forma intorno alla nostra identità, la quale sarà sempre influenzata dal nostro

passato. L'IRREVERSIBILITA

VALORIZZARE ' → Il nostro passato è irreversibile (non si può cambiare), infatti gli eventi

 non possono essere modificati, ma varia il valore e il significato che diamo a quegli eventi.

E. Paci in “Tempo e relazione” riflette sul nesso tra irreversibilità e possibilità. Sembra un paradosso, ma in realtà rivela

l'apertura di ogni cammino esistenziale alla novità e alla libertà.

L'irreversibile infatti non ammette riproposizioni dello stato precedente, quindi è sempre novità e in quanto tale, intrinseca

apertura al poter essere. Ogni riferimento al passato è una possibilità nuova, un'occasione formativa.

L'accostamento al passato possiede feconde implicazioni educative: proprio perchè gli eventi permangono, costituiscono

per il soggetto l'occasione di ri-trovarli e ri-significarli in vista dell'elaborazione originale e autonoma della propria identità.

L'irreversibilità quindi non esclude né la novità (nuove prospettive) né la libertà (la libertà dell'uomo consiste nel poter

interpretare i vari eventi a seconda di nuove prospettive, possibilità di dare nuovi significati agli eventi).

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L'ATTESA

L'attesa è condizione esistenziale e profondamente formativa, animata da un telos e orientata ad un compimento.

Coltivare il tempo dell'attesa significa altresi collocarsi in una logica di criticità pedagogia, che permette di non asservirsi

alla casuale successione degli eventi, poiché ci si pone in atteggiamento di vigilanza.

Tale stato di attenzione offre ulteriormente al soggetto la possibilità di non intendere univocamente gli eventi medesimi, ma

di conferirvi la propria impronta originale e sempre nuova.

Nel tempo dell'attesa, il soggetto può interpretare il dato storico-temporale secondo libertà, cogliendo il senso del suo

attuarsi negli accadimenti con atteggiamento non solo constatativo bensì progettuale.

“La traccia significa senza far apparire”.

Emmanuel Levinas sosteneva che

I nostri ricordi sono delle tracce che segnano la nostra storia,

ma non sono chiare, bensì sono degli enigmi da interpretare.

Gettare lo sguardo sul passato quindi è come percorrere

ogni volta una molteplicità di possibilità interpretative.

Non esiste un io statico e immobile nel tempo, piuttosto c'è un'impronta fedele e

continua nel tempo, rispetto alla quale il sé si esprime in modo innovativo e originale.

La sfida dell'educazione è di formare uomini che sappiano collocarsi nel proprio vivere concreto, nella quotidianità,

guardando al passato e prefigurando il futuro; non disorientati dai processi di rottura.

La memoria deve quindi essere:

Possibilità di sperimentare delle immagini inedite (significati nuovi) di noi stessi. Quindi la memoria è sempre

 dinamica. Il processo dinamico vale sia per la storia personale che in generale.

Riscatto di un “passato redento” (W. Benjamin, ebreo che vive nel tempo del nazismo e sviluppa il tema della

 memoria). Egli afferma che anche se lui stesso muore, finchè ci sarà qualcuno che ricorderà quello che è

successo, potrà continuare a rivivere. È come se il passato fosse lì ad aspettare la redenzione (perdono,

assoluzione dei peccati), nel senso che aspetta qualcuno che lo riprenda con i ricordi per liberare i suoi significati,

come se chiedesse di essere compreso nei suoi più diversi significati.

Apertura al possibile. Il passato infatti può aprirsi alle nuove possibilità/prospettive. Gli eventi passati “sono stati ma

 non ancora del tutto” → c'è ancora qualcosa che possiamo scoprire.

Ricerca ininterrotta dei significati del passato

 Ciò che pone l'uomo dinanzi alla propria limitatezza ossia che mostra l'impossibilità di ricordare tutto.

 Per la pedagogia pensare la memoria diventa quindi opportunità per ri-pensare il senso

dell'agire e dell'essere educativi, storicamente radicati ma ontologicamente trascendenti

la mera storicità del divenire personale. 31

Rossi Federica, feder.rossi@hotmail.it

MEMORIA E PROGETTUALITA'

DIVENIRE

Il → L'uomo trasforma il proprio essere nel divenire del suo percorso di formazione, ossia nel prender forma

dell'humanum che lo contraddistingue.

Non si dà percezione di divenire senza una previa consapevolezza di qualcosa che permane, la cui essenza non muta pur

nella contingenza spazio-temporale.

Vi sono tre tipi di memoria:

ontologica → memoria che giudica gli eventi

 storica → memoria che permette di dare un fondamento al nostro presente

 storico-ontologica → memoria come unione delle precedenti.

La struttura ontologica della persona postula la memoria come fattore attraverso il quale l'essere personale possa svelarsi

nella sua unicità e cogliersi come io nella fenomenologia del suo divenire esistenziale. La memoria rivela quindi la natura

profondamente incompiuta dell'uomo e lo apre ad un avveramento incessante del proprio essere.

Memoria e progettualità sono due concetti opposti, uno passato e l'altro futuro, ma legati tra loro.

Gli ebrei infatti dicono che ricordare il passato è come sprigionare “la silenziosa forza del possibile” → forza collegata al

ZAHKOR

concetto di (ricorda) tramite quale si utilizza ciò che è successo in passato per diventare più consapevoli di

quello che può accadere nel futuro, capire gli errori commessi e “andare avanti”.

Il ripensamento (ritornare con la memoria sugli eventi), non è mai solo un atto nostalgico, ma apre a nuovi orizzonti, nuove

possibilità e nuove prospettive con cui vedere la realtà.

“La speranza nasce dal ricordo” → La speranza al futuro nasce dallo sguardo al passato.

COME EDUCARE QUINDI TRA MEMORA E PROGETTO?

Aperta alla progettazione del futuro, la memoria funge da agente protettore rispetto al riproporsi degli errori del passato.

L'atto pedagogico dell'imparare dalla propria e dall'altrui storia, anziché interrompere il processo formativo dell'uomo,

conduce quest'ultimo a considerare la propria storia come una scuola (luogo da cui impara).

In un certo senso, la memoria attua una conversione dell'evento passato.

Per questo motivo l'atto della memoria è già parte costituente del progettare: è un'azione orientata da un fine e proiettata

nell'avvenire. Si tratta di un processo dinamico, evolutivo, guidato dalla ricerca di senso, nonché di natura eminentemente

formativa, nel significato etimologico del dare forma.

Le immagini del passato sono quindi rimodellate in vista del futuro.

RICORDARE IL SIGNIFICATO DEL PASSATO PER AVANZARE E TRASFORMARSI.

L'esperienza educativa consiste proprio nella capacità di indurre una serie di cambiamenti, di mutamenti, di trasformazio

avvalorando in senso adattivo il passato e aprendosi costantemente a un futuro inteso come l'infinito campo del possibil

Il futuro è quindi tempo del progetto, fondato però sui significati del passato.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Pedagogia della persona, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente M.Amadini: "Memoria ed educazione", Amadini. Votazione: 30/30
Gli argomenti trattati sono i seguenti: Tempo, spazio ed educazione. Valore educativo della memoria. Nuove tecnologie e memoria. La memoria come luogo dialettico dell'identità. La progettualità. L'oblio. Famiglia e generazioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione (BRESCIA - PIACENZA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher feder.rossi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia della persona e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Amadini Monica.

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