Riassunto esame “Pedagogia della famiglia”
docente “Certini Rossella”, testo consigliato
“Coppie e famiglie. Non è questione di
natura” autore “Saraceno Chiara”
Di che cosa parliamo quando parliamo di famiglia?
Questo insegnamento si pone come obiettivo quello di de naturalizzare la famiglia, mostrandone varietà di
forme, ma anche di significati nel tempo e nello spazio. All'interno di una famiglia apparentemente comune
ciascuno sperimenta che quella degli amici è un po' diversa dalla propria. Legami di sangue formalmente
simili hanno una sostanza familiare diversa a seconda ei soggetti concreti che vi sono coinvolti. Quando si
passa dall'esperienza quotidiana al tempo storico e all'orizzonte delle diverse civiltà. La varietà dei modi di
fare famiglia non può più essere letta come manifestazione delle possibili varianti di un fenomeno che
rimane universale. Anni fa, due sociologi hanno proposto una classificazione delle differenze della famiglia
all'interno della società inglese. Ne indicarono cinque principali: culturale, sociale, organizzativa, di coorte,
di ciclo di vita. La prima riguarda il fatto che le culture nazionali, etniche e religiose organizzano e regolano
in modi molto diversi i rapporti tra i sessi e le generazioni. Queste differenze appaiono nei confronti di altre
società , ma anche in una stessa società, in particolare quando questa è interessata da fenomeni di
immigrazione.. le altre variazioni che i sociologi notano possono sembrare a prima vista marginali ma
mostrano in realtà quanta eterogeneità possa esserci. Un altro tipo di diversità può esprimersi nei modelli
organizzativi delle famiglie, che a loro volto sono espressione di differenze nella divisione delle
responsabilità tra uomini e donne. Secondo i Rapoport nelle società contemporanee le coppie in cui lavorano
entrambi i coniugi si riferiscono a modelli diversi da quelli in cui vi è una chiara divisione delle
responsabilità. Infine i Rapoport segnalano come il tempo sia u potete elemento di diversificazione nei modi
di fare e di intendere la famiglia a due livelli: in primo luogo il tempo storico in cui si nasce e , in secondo
luogo, il modo in cui il tempo differenzia le famiglie che ha a che fare con il ciclo della vita, in base al
momento che la famiglia si trova a vivere. Ci sono le famiglie che hanno già figli adulti, quelli ce stano per
averne ecc...
Oltre la famiglia naturale
• Alla ricerca (vana) di un minimo comun denominatore
È praticamente impossibile trovate un nucleo fondativo universale della famiglia. Neppure il rapporto madre
figlio può esserlo. In alcune società infatti la maternità non è considerata fondante se non avviene entro
rapporti socialmente normati come legittimi. Quella che p stata chiamata la globalizzazione dell'infanzia,
ovvero la diffusione di immagini della buona infanzia e di buoni genitori e buone famiglie trascina con sé
molte dissonanza è in questa prospettiva che è stata criticata da alcuni antropologi la Dichiarazione
internazionale dei diritti del bambino perché fondata su un'idea di infanzia tipicamente occidentale. Più
recentemente è stato lo sviluppo delle tecnologie riproduttive e rompere il esso tra procreazione e
genitorialità. La prima può avvenire senza la seconda
• Sono le norme a costruire la famiglia
Dire che la famiglia è costruita dalle norme no significa che vi sia un'unica fonte normativa. Anche
rimandando all'interno della riproduzione di norme giuridiche, esiste una pluralità di fonti che non sempre
coincidono nella definizione di famiglia. La storia delle forme di regolazione della famiglia in Occidente
storia dei progressivi allargamenti del campo di ciò che è riconosciuto come socialmente possibile e lecito e
al contempo di ridefinizioni dell'equilibrio tra obbligazioni e diritti individuali. Le trasformazioni normative
sono avvenute on perché si è ampliata la conoscenza della natura, piuttosto si è modificata la percezione d
ciò che è socialmente accettabile e più soggetti sono entrati nella negoziazione e nella definizione
• Gli assetti familiari come esiti di equilibri dinamici e complessi
Goran Therbor, un importante studioso svedese, i una ricerca sui cambiamenti della famiglia nel mondo
nell'ultimo secolo, scrive che l'organizzazione familiare rappresenta sempre un equilibrio storicamente e
socialmente situato tra rapporti di sesso e di generazione che sono anche rapporti di potere. È un equilibrio
che si costituisce come risposta a bisogni interni, ma anche a circostanze esterne. Due studiosi francesi
Dandurand e Ouelette (1995) parlano a questo proposito di famiglia come di un campo sociale che si
struttura nelle negoziazioni e nei conflitti tra i diversi attori e agenzie attorno alla questione della definizione
e del controllo del lavoro di riproduzione e rinnovamento del patrimonio umano. I modi di fare famiglia
differenziano in grado maggiore e minore le varie culture e gruppi. I modelli di formazione della famiglia
appartengono a fenomeni di lunga durata. Ciò significa che resistono, pur trasformandosi, anche a
cambiamenti radicali nell'assetto politico e sociale. Cambiano e si diversificano le forme riconosciute come
familiare ma cambiano anche i contenuti di relazioni familiari che apparentemente rimangono gli stessi
• Arazzo o caleidoscopio?
Diversi anni fa la sociologa Barrie Thorne osservò che la famiglia è come un arazzo: molti fili di colori
diversi compongono un disegno che all'osservatore appare unitario ma che è il risultato dell'intersecarsi di
una molteplicità di dimensioni. A seconda del filo che guardiamo il disegno complessivo può apparire in
parte diverso le analisi femministe avevano appunto individuato uno di questi fili: il costrutto sociale del
genere. La metafora dell'arazzo è interessate ma restituisce un'immagine statica della famiglia ove il
cambiamento sta nell'occhio di chi guarda. Forse la metafora del caleidoscopio sarebbe più aderente.
Prendendo atto del fatto che la famiglia è una costruzione storico sociale, occorre esserne cauti nel
proclamarne la crisi. Ciò che appare come crisi può essere la complicata transizione da un modo a l'altro di
fare famiglia
Mutamenti dall'interno: la rivoluzione demografica
• Famiglie e relazioni intergenerazionali sempre più lunghe ma anche sempre più magre
L'invecchiamento della popolazione è anche invecchiamento delle parentele. Ciascun individuo può
ricoprire più di due ruoli o posizioni generazionali nel corso della vita, anche simultaneamente. Succede
inoltre che sono pochi, in una rete familiare coloro che appartengono alla generazione più giovane, mentre
sono comparativamente di più gli anziani. Così i bambini hanno pochi o nessun fratello/cugino,
simmetricamente aumenta la possibilità di avere i nonno per un lungo arco della vita. Le reti generazionali
sono diventate radicalmente più vecchie, più lunghe e più magre. La metafora per descriverle è canna per
piselli.
• Cambiano anche le carriere generazionali
La forte presenza di anziani e di reti parentali e generazionali lunghe non implica necessariamente l'aumento
delle famiglie in cui tre o più generazioni vivono insieme. Al contrario, nelle società sviluppate questo
fenomeno è molto ridotto, prevale il modello della famiglia neo locale in cui ogni generazione adulta fa tetto
e case a sè
• Differenze tra paesi
Questi fenomeni sono presenti in tutti i paesi sviluppati e cominciano a presentarsi anche nei paesi in via di
sviluppo. All'interno dei paesi sviluppati vi sono due importanti elementi di diversificazione: uno interno a
ciascun paese e l'altro tra paesi. In primo luogo anche tra i componenti di una stessa generazione le vicende
familiari si diversificano nel tempo in seguito a scelte individuali, oltre che per eventi casuali. In secondo
luogo, il timing e l'intensità del processo di verticalizzazione e dimagrimento delle reti parentali e delle
catene intergenerazionali differiscono da un paese all'altro a motivo delle differenze pregresse nei modi
prevalenti di fare famiglia. Come segnato dal demografo Laslett ad esempio, il processo di allungamento e
dimagrimento delle reti parentali Italia è stato più evidente e radicale che in Francia e Svezia perché è
avvenuto i un arco di tempo più breve e concentrando fenomeni diversi. La riduzione della fecondità in Italia
infatti è iniziata più tardi che negli altri paesi europei ma è proceduto con velocità maggiore. Il numero di
figli ritenuto normale si è dimezzato da una generazione all'altra in un contesto tradizionalmente
caratterizzato da un'età al matrimonio e alla nascita del primo figlio relativamente alta in confronto ad altri
paesi. Le differenze tra paesi non sono solo demografiche. Riguardano anche l'intensità dei rapporti tra le
generazioni e i modelli di solidarietà intergenerazionali. Il primo dato da segnalare è che le ricerche
mostrano che la solidarietà intergenerazionale è ancora molto presente
Le ricerche mostrano anche che ci sono differenze nell’intensità e nella selettività dell’aiuto, sia finanziario
che di cura. In particolare nei paesi mediterranei europei sembra che il sostegno sia insieme più consistente
in termini di finanziari e di cura, e più selettivo ovvero più rivolto a chi ha più bisogno anziché essere
indistintamente rivolto a tutti i figli
• Nonni e nipoti: due posizioni generazionali relativamente nuova
L’esperienza di nonno/a, se apre una fase della vita del tutto nuova dalla vicenda umana, modifica tuttavia
anche quella delle generazioni più giovani. Si costruisce insieme a quella di nipote. Moltissime ricerche si
sono occupate delle modalità di vita degli anziani ma scarsissima è l’attenzione per il punto di vista dei
nipoti. Se il miglioramento delle speranze di vita permette oggi ai nonni e nipoti di avere un rapporto che
dura molto tempo, altri fenomeni incrinano questa possibilità. Uno è ovviamente la mobilità geografica
lunga. Lo sviluppo tecnologico ha in parte modificato l’impatto della distanza. Ci sono nonni che hanno
cominciato ad usare internet per stare vicino ai nipoti che abitano lontano. Le stesse vicende familiari, in
particolare coniugali, possono essere motivo di allontanamento del rapporto con alcuni nonni. Spesso
allentano anche il legame con uno dei genitori, per lo più il padre, e di conseguenza anche con la sua
famiglia. Diverse ricerche in vari paesi hanno mostrato che una separazione può rafforzare i legami con la
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