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Riassunto esame “Pedagogia della famiglia”, docente “Certini Rossella”, testo consigliato “Coppie e famiglie. Non è questione di natura” autore “Saraceno Chiara" Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di pedagogia della famiglia e della prof. Certini, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dalla docente Coppie e famiglie. Non è questione di natura, Saraceno. Scarica il file in PDF!

Analisi della famiglia tradizione e dei suoi mutamenti socio culturali con particolare riferimento alla società... Vedi di più

Esame di Pedagogia della famiglia docente Prof. R. Certini

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• Alla ricerca (vana) di un minimo comun denominatore

È praticamente impossibile trovate un nucleo fondativo universale della famiglia. Neppure il rapporto madre

figlio può esserlo. In alcune società infatti la maternità non è considerata fondante se non avviene entro

rapporti socialmente normati come legittimi. Quella che p stata chiamata la globalizzazione dell'infanzia,

ovvero la diffusione di immagini della buona infanzia e di buoni genitori e buone famiglie trascina con sé

molte dissonanza è in questa prospettiva che è stata criticata da alcuni antropologi la Dichiarazione

internazionale dei diritti del bambino perché fondata su un'idea di infanzia tipicamente occidentale. Più

recentemente è stato lo sviluppo delle tecnologie riproduttive e rompere il esso tra procreazione e

genitorialità. La prima può avvenire senza la seconda

• Sono le norme a costruire la famiglia

Dire che la famiglia è costruita dalle norme no significa che vi sia un'unica fonte normativa. Anche

rimandando all'interno della riproduzione di norme giuridiche, esiste una pluralità di fonti che non sempre

coincidono nella definizione di famiglia. La storia delle forme di regolazione della famiglia in Occidente

storia dei progressivi allargamenti del campo di ciò che è riconosciuto come socialmente possibile e lecito e

al contempo di ridefinizioni dell'equilibrio tra obbligazioni e diritti individuali. Le trasformazioni normative

sono avvenute on perché si è ampliata la conoscenza della natura, piuttosto si è modificata la percezione d

ciò che è socialmente accettabile e più soggetti sono entrati nella negoziazione e nella definizione

• Gli assetti familiari come esiti di equilibri dinamici e complessi

Goran Therbor, un importante studioso svedese, i una ricerca sui cambiamenti della famiglia nel mondo

nell'ultimo secolo, scrive che l'organizzazione familiare rappresenta sempre un equilibrio storicamente e

socialmente situato tra rapporti di sesso e di generazione che sono anche rapporti di potere. È un equilibrio

che si costituisce come risposta a bisogni interni, ma anche a circostanze esterne. Due studiosi francesi

Dandurand e Ouelette (1995) parlano a questo proposito di famiglia come di un campo sociale che si

struttura nelle negoziazioni e nei conflitti tra i diversi attori e agenzie attorno alla questione della definizione

e del controllo del lavoro di riproduzione e rinnovamento del patrimonio umano. I modi di fare famiglia

differenziano in grado maggiore e minore le varie culture e gruppi. I modelli di formazione della famiglia

appartengono a fenomeni di lunga durata. Ciò significa che resistono, pur trasformandosi, anche a

cambiamenti radicali nell'assetto politico e sociale. Cambiano e si diversificano le forme riconosciute come

familiare ma cambiano anche i contenuti di relazioni familiari che apparentemente rimangono gli stessi

• Arazzo o caleidoscopio?

Diversi anni fa la sociologa Barrie Thorne osservò che la famiglia è come un arazzo: molti fili di colori

diversi compongono un disegno che all'osservatore appare unitario ma che è il risultato dell'intersecarsi di

una molteplicità di dimensioni. A seconda del filo che guardiamo il disegno complessivo può apparire in

parte diverso le analisi femministe avevano appunto individuato uno di questi fili: il costrutto sociale del

genere. La metafora dell'arazzo è interessate ma restituisce un'immagine statica della famiglia ove il

cambiamento sta nell'occhio di chi guarda. Forse la metafora del caleidoscopio sarebbe più aderente.

Prendendo atto del fatto che la famiglia è una costruzione storico sociale, occorre esserne cauti nel

proclamarne la crisi. Ciò che appare come crisi può essere la complicata transizione da un modo a l'altro di

fare famiglia

Mutamenti dall'interno: la rivoluzione demografica

• Famiglie e relazioni intergenerazionali sempre più lunghe ma anche sempre più magre

L'invecchiamento della popolazione è anche invecchiamento delle parentele. Ciascun individuo può

ricoprire più di due ruoli o posizioni generazionali nel corso della vita, anche simultaneamente. Succede

inoltre che sono pochi, in una rete familiare coloro che appartengono alla generazione più giovane, mentre

sono comparativamente di più gli anziani. Così i bambini hanno pochi o nessun fratello/cugino,

simmetricamente aumenta la possibilità di avere i nonno per un lungo arco della vita. Le reti generazionali

sono diventate radicalmente più vecchie, più lunghe e più magre. La metafora per descriverle è canna per

piselli.

• Cambiano anche le carriere generazionali

La forte presenza di anziani e di reti parentali e generazionali lunghe non implica necessariamente l'aumento

delle famiglie in cui tre o più generazioni vivono insieme. Al contrario, nelle società sviluppate questo

fenomeno è molto ridotto, prevale il modello della famiglia neo locale in cui ogni generazione adulta fa tetto

e case a sè

• Differenze tra paesi

Questi fenomeni sono presenti in tutti i paesi sviluppati e cominciano a presentarsi anche nei paesi in via di

sviluppo. All'interno dei paesi sviluppati vi sono due importanti elementi di diversificazione: uno interno a

ciascun paese e l'altro tra paesi. In primo luogo anche tra i componenti di una stessa generazione le vicende

familiari si diversificano nel tempo in seguito a scelte individuali, oltre che per eventi casuali. In secondo

luogo, il timing e l'intensità del processo di verticalizzazione e dimagrimento delle reti parentali e delle

catene intergenerazionali differiscono da un paese all'altro a motivo delle differenze pregresse nei modi

prevalenti di fare famiglia. Come segnato dal demografo Laslett ad esempio, il processo di allungamento e

dimagrimento delle reti parentali Italia è stato più evidente e radicale che in Francia e Svezia perché è

avvenuto i un arco di tempo più breve e concentrando fenomeni diversi. La riduzione della fecondità in Italia

infatti è iniziata più tardi che negli altri paesi europei ma è proceduto con velocità maggiore. Il numero di

figli ritenuto normale si è dimezzato da una generazione all'altra in un contesto tradizionalmente

caratterizzato da un'età al matrimonio e alla nascita del primo figlio relativamente alta in confronto ad altri

paesi. Le differenze tra paesi non sono solo demografiche. Riguardano anche l'intensità dei rapporti tra le

generazioni e i modelli di solidarietà intergenerazionali. Il primo dato da segnalare è che le ricerche

mostrano che la solidarietà intergenerazionale è ancora molto presente

Le ricerche mostrano anche che ci sono differenze nell’intensità e nella selettività dell’aiuto, sia finanziario

che di cura. In particolare nei paesi mediterranei europei sembra che il sostegno sia insieme più consistente

in termini di finanziari e di cura, e più selettivo ovvero più rivolto a chi ha più bisogno anziché essere

indistintamente rivolto a tutti i figli

• Nonni e nipoti: due posizioni generazionali relativamente nuova

L’esperienza di nonno/a, se apre una fase della vita del tutto nuova dalla vicenda umana, modifica tuttavia

anche quella delle generazioni più giovani. Si costruisce insieme a quella di nipote. Moltissime ricerche si

sono occupate delle modalità di vita degli anziani ma scarsissima è l’attenzione per il punto di vista dei

nipoti. Se il miglioramento delle speranze di vita permette oggi ai nonni e nipoti di avere un rapporto che

dura molto tempo, altri fenomeni incrinano questa possibilità. Uno è ovviamente la mobilità geografica

lunga. Lo sviluppo tecnologico ha in parte modificato l’impatto della distanza. Ci sono nonni che hanno

cominciato ad usare internet per stare vicino ai nipoti che abitano lontano. Le stesse vicende familiari, in

particolare coniugali, possono essere motivo di allontanamento del rapporto con alcuni nonni. Spesso

allentano anche il legame con uno dei genitori, per lo più il padre, e di conseguenza anche con la sua

famiglia. Diverse ricerche in vari paesi hanno mostrato che una separazione può rafforzare i legami con la

famiglia del genitori con cui vivono i figli della coppia separata. Quando è seguito da un matrimonio o dalla

formazione di una nuova coppia, il divorzio può aprire le porte a nuovi rapporti nonno-nipote.

• Famiglie corte e individui senza discendenza

Il fatto che le reti parentali si siano fatte più lunghe e magre riduce la possibilità delle relazioni parentali per

chi non appartiene a reti intergenerazionali dirette. Figli unici che non hanno avuto figli non possono

neppure avere nipoti per via laterale. Alcune ricerche segnalano come spesso queste persone si costruiscano

delle famiglie con legami di elezione: adottando o facendosi adottare da persone di generazioni più giovani

con cui hanno relazioni familiari.

Coppie e famiglie: una coincidenza non scontata

• Forza e debolezza della coppia intima come fondamento della famiglia moderna

L’emergere della famiglia coniugale intima ove è centrale la qualità della relazione tra i coniugi costituisce

una rottura con il modello passato. Con l’emergere del modello della coppia coniugale intima l’avvento

viene posto sulla coppia come origine. La coppia non deve più trovare giustificazione nell’alleanza tra

parentele . non deve neppure trovarla nell’obiettivo di avere gigli. La relazione di coppia diviene un

obiettivo in se stessa. Questo cambiamento inizia in Europa e negli Stati Uniti nella seconda metà

dell’Ottocento e riguarda dapprima solo le classi alte. Molti studiosi hanno segnalato come questa

concezione della coppia sia non solo tipicamente occidentale ma anche fortemente connotata in termini di

classe e di genere. Da un lato infatti la stessa idea di intimità richiede spazi agevoli, un lavoro non

abbrutente, la libertà dalle necessità della vita quotidiana. Dall’altro la costruzione della sfera coniugale

intima era basata su una distinzione degli spazi e delle responsabilità tra marito e moglie. La coppia è

l’esito della costruzione di un modello di normalità che ha precise caratteristiche di classe e di genere. Negli

anni più recenti la fusionalità della coppia è stata incrinata e messa in discussione sul piano sia pratico che

concettuale. Si parla a questo proposito di un crescente processo di individualizzazione. Non si cerca più

l’altra metà perché ci si considera già interi. Il “disagio senza nome” di cui parla la Friedman ne La mistica

della femminilità è il malessere che provavano donne intelligenti e istruite a motivo dello scarto che

sperimentavano tra l’adesione all’ideale della casalinga appagata e felice nell’unità realizzata con il marito e

la propria personale insoddisfazione. Il processo di individualizzazione e la resistenza a identificarsi

totalmente nel rapporto di coppia hanno prodotto nuove modalità della relazione di coppia, meno fusionale e

più negoziale. Una sociologa francese, Irene Thery, l’ha definita coppia conversazione. Una coppia cioè che

si costruisce non nella fusione ma nel dialogo e nel confronto tra due persone che mantengono la propria

parzialità e individualità e che non sono alla ricerca di una metà che realizzi un intero. Giddens parla a

questo proposito di relazione pura: un rapporto basato sulla comunicazione emozionale in cui i vantaggi

derivati da tale comunicazione sono il presupposto perché il rapporto continui. Questo modello di coppia

non è necessariamente condiviso da tutti i gruppi sociali di tutte le società. Dentro ciascuna coppia possono

coesistere stratificazioni più o meno consapevoli di modelli diversi. A seconda delle fasi della vita e delle

circostanze può emergere l’una o l’altra. Lo spostamento dell’accento sulla relazione di coppia produce

ulteriori cambiamenti. Il primo e in un certo modo paradossale, è l’indebolimento del matrimonio. Se il

benessere della coppia diventa un valore e un fine, il venir meno della qualità della relazione legittima la

rottura. Non si tratta di egoismo, bensì di fedeltà alla nuova concezione del matrimonio. Persino le norme

giuridiche si sono adattate a questo cambiamento culturale, nella misura in cui non esiste più il divorzio per

colpa ma basta la dichiarazione di non più sostenibilità del rapporto. Il secondo cambiamento riguarda la

progressiva equiparazione della coppia di fatto alla coppia coniugale nella misura in cui il fondamento di

entrambe è lo stesso. Il terzo cambiamento riguarda l’indebolimento dell’eterosessualità come unico

fondamento di una relazione di coppia. Se infatti la relazione nasce con il fine e il mezzo dell’amore

reciproco, e viene meno l’obiettivo della genitorialità, l’assenza di capacità riproduttiva non può essere

considerata un impedimento

• Ci può essere famiglia senza coppia?

Per ogni individuo la prima appartenenza familiare è quella che si ha come figlio. Nessuno, salvo gli orfani

abbandonati, è originariamente senza famiglia. È vero che la coppia può iniziare una nuova famiglia e

insieme creare nuove costellazioni familiari/parentali. Ma affermare che c’è una famiglia solo se c’è una

coppia appare francamente riduttivo. Del resto la stessa Costituzione, il cui articolo 29 è assunto come

fondamento di una definizione univoca del 30, stipula che non solo la relazione di coppia ma anche quella

che genera vita dà origine a una famiglia. In questo caso è la presenza dei figli, non il matrimonio che

origina una famiglia per quanto naturale e non legittima. In caso di assenza di relazione di coppia entrambi i

genitori assumono responsabilità nei confronti dei figli. Proprio perché i padri sempre più includono

dimensioni di cura come dimensione rilevante della propria identità, sempre meno, in caso di separazione

coniugale, accettano di essere considerati genitore secondario dal punto di vista relazionale. Un fenomeno

che si sta diffondendo soprattutto nei paesi nordici è quello della famiglia di elezione: la condivisione di

spazi domestici, di cura reciproca tra persone non legate da vincoli familiari, come scelta elettiva per

l’organizzazione della vita quotidiana. È un fenomeno particolarmente evidente nel caso di gay e lesbiche

forse a motivo delle maggiori difficoltà incontrate nella famiglia d’origine. Se la coppia non è necessaria per

fare famiglia, ciò può valere anche per la parentela, almeno per quanto riguarda la formazione di forti e non

effimeri rapporti di intimità, solidarietà e reciprocità

Figli e genitori si diventa, in molti modi

• Nascere non è sufficiente per diventare figlio

In alcune società le stesse norme sociali distinguono tra genitori biologici e genitori a tutti gli effetti.

Crescere un figlio implica diversi ruoli e attività che non sempre sono svolti esclusivamente e

principalmente dai genitori. Anche in società come la nostra, presso i ceti più privilegiati, alcune attività di

accadimento sono state delegate ad altri. Potremmo considerare i servizi per l’infanzia contemporanei come

una forma più democratica e molto ridotta della delega di attività genitoriali che avveniva un tempo.

Mediata dalle norme legali e sociali, la trasformazione di un bambino in un figlio e di adulti in genitori mette

in moto processi di lunga durata


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Riassunto per l'esame di pedagogia della famiglia e della prof. Certini, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dalla docente Coppie e famiglie. Non è questione di natura, Saraceno. Scarica il file in PDF!

Analisi della famiglia tradizione e dei suoi mutamenti socio culturali con particolare riferimento alla società occidentale per affrontare un panorama moderno costellato da una pluralità di tipologie di famiglia


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'infanzia
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher clapclap929 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia della famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Certini Rossella.

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