Il museo sensibile
Nel corso della storia museale, si è dibattuto frequentemente del rapporto fra museo fisicamente conchiuso in uno stabile e il territorio che lo circonda (in e out). Dagli anni '70, con l’ingresso di un nuovo settore museale, quello dell’archeologia industriale, il dibattito su questo tema è divenuto attuale. Il museo diventa quindi articolato su un’intera area territoriale delimitata da un perimetro anche se rimane legato alle regole convenzionali proprie di un museo (il primo è in Inghilterra).
In Francia nasce l’Eco museo che coincide con una comunità e non con un ambito territoriale rigido. Un’altra categoria di musei che si è inserita nella questione in e out è quella dei musei archeologici nei quali il tema è quello dell’integrazione fra strutture museali, nelle quali proteggere i beni recuperati negli scavi, e i nuclei archeologici veri e propri. Il museo archeologico di Alicante ha risposto a questa necessità.
Categorie di musei e integrazione
- Musei della città - Va creato un nesso fra la storia della città e le evidenze architettoniche e monumentali della stessa.
- Musei storici (campi di battaglia) - Va creato un nesso fra i campi di battaglia e la narrazione degli eventi (spesso si riutilizzano rievocazioni storiche nei siti delle battaglie).
- Musei di storia naturale e simili - Va creato un nesso fra reperti e territorio.
Negli ultimi anni le nuove tecnologie stanno cambiando le modalità di fruizione dei musei il cui evolversi è, per ora, imprevedibile. Il primo effetto è la convergenza tra esperienza fisica dei musei (IN) e quella virtuale (OUT). Contenuti digitali e dispositivi mobili hanno fatto diventare superata la questione dei limiti fisici del museo o dell’accessibilità degli spazi esterni. Oggi il visitatore può evocare a piacere all’interno del museo un ambiente esterno e viverlo seppur virtualmente (virtuale e concreto si confondono).
Da un lato c’è un certo conflitto tra il linguaggio statico delle esposizioni di reperti e quello dinamico interattivo del mondo digitale. I nuovi linguaggi hanno la potenzialità di coinvolgere in maniera più efficace il visitatore grazie anche alla contaminazione fra i vari linguaggi. La presenza del multimediale rende l’esperienza del visitatore più affascinante facendo risaltare l’esperienza culturale, rendendola più significativa e più d’impatto. Nella vastità dei contenuti informativi che il web offre, il museo si pone come motore di ricerca nell’esperienza OUT, diventando una sorta di aiuto nella selezione delle informazioni.
La questione è la sfida che i musei si trovano ad affrontare: riusciranno a mantenere una certa autorevolezza come luogo di racconto e conoscenza utilizzando le nuove tecnologie e permettendo al visitatore un’esperienza più completa o risulteranno superati?
Dispositivi ICT e musei
I beni culturali (testi, dipinti, sculture…) mediano la nostra relazione con il mondo attraverso la costruzione di significati che a essi associamo e che sviluppano la nostra formazione. I musei con la loro mediazione dovrebbero produrre effetti formativi attraverso oggetti culturali. La possibilità di produrre tali effetti dipende dall’efficacia di tale mediazione.
Le nuove tecnologie sembrano espandere a dismisura la possibilità di fruire in maniera efficace e partecipe delle informazioni. Non basta affidare strumenti tecnologici nelle mani degli utenti; occorre alfabetizzare operatori e utenti per renderli in grado di fruire della possibilità che viene data loro. Per educazione al patrimonio si intende l’ambito degli studi e delle attività educative che si dedicano alla valorizzazione, tutela e conoscenza del patrimonio culturale.
Lo schema concettuale di riferimento
L’interesse pedagogico e didattico della fruizione dei beni culturali si colloca nell’ambito degli studi della pedagogia dei saperi (studi sull’educazione dedicati agli specifici problemi legati alla trasmissione dei saperi nei contesti educativi) ed in questo caso in istituzioni formative quali musei, siti archeologici…
Partiamo dal presupposto che un bene culturale oltre ad essere un oggetto fisico, simbolico… è un oggetto di conoscenza la cui fruizione consapevole contribuisce allo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo del cittadino. In pratica sono saperi cristallizzati in certe forme particolari (materiali = manufatto, immateriali = brano musicale, compiuti = dipinto) che contengono coscienza teoriche e pratiche intorno alle quali è possibile costruire esperienze formative efficaci.
Istituzioni formative ed efficacia formativa
All’interno delle istituzioni è possibile individuare secondo il criterio di formatività (capacità di produrre un’esperienza formativa in grado di produrre nel soggetto un miglioramento) le istituzioni formative (per esempio, istruzione, biblioteche, famiglia, musei…). Possiamo poi distinguere all’interno delle istituzioni formative quelle che sono in grado di produrre effetti formativi attraverso i saperi. Con questo termine si indicano le istituzioni che si occupano non solo della conservazione e della tutela dei beni culturali ma anche della loro valorizzazione e fruizione. Sono quindi il luogo della relazione e dell’incontro tra Soggetti, Oggetti e Istituzioni.
Il museo si configura come un’istituzione formativa che produce esiti lungo la direzione individuata dalla formazione dei saperi ossia, appunto quella.
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