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La professione di assistente sociale

La professione di assistente sociale appartiene al sistema che struttura le professioni all’interno di ordini e al subordinamento di determinati requisiti: professione protetta.

Processo di professionalizzazione

  • Dpr 14 del 1987 – Valore abilitante del diploma di assistente sociale.
  • L.n. 84 del 1993 – Riconoscimento della professione e istituzione dell’albo.

L'albo professionale rappresenta una condizione di legittimazione (possibilità di esercitare quella professione) e esclusività (attività può essere esercitata solo da chi ha i requisiti).

  • Dpr 328 del 2001 – Disciplina l’esame di stato.

La professione è sempre collegata al lavoro subordinato.

Valli: studio della professionalizzazione nei paesi anglosassoni

Passaggio da non professione a semiprofessione.

  • Flexner: No professione perché manca delle conoscenze scientifiche.
  • Saunders: Semiprofessione. Contestualizzazione della professione all’interno dell’organizzazione per cui lavora: aggiunta del modello istituzionale al modello sociale.
  • Etzioni: Semiprofessione causata dalla femminilizzazione preposta all’assoggettamento al controllo amministrativo, formazione più breve e status meno legittimato.
  • Toren: Professione sviluppatasi come le altre professioni in relazione ai fenomeni sociali politico istituzionali. Da semiprofessione a professione in via di sviluppo.
  • Barber: Professione emergente: né a un livello troppo basso né troppo alto. Analisi della leadership delle comunità professionali: rafforzamento status attraverso l’istituzione del codice deontologico; organismi associativi e sviluppo formazione universitaria.
  • Greenwood: Raggiunto lo status di professione ma è ancora fragile in termini di prestigio e autorità.
  • Hughes: Riconoscimento dell’assistente sociale come professionista in seguito allo sviluppo e specializzazione dell’attività filantropica.

In Italia

  • Professionalizzazione dopo il riconoscimento giuridico e istituzione dell’albo.
  • Problema di indagine sulla propria identità professionale.
  • Niero individua diversi focus presi in considerazione: anni '50 sviluppo sul caso, anni '70 sul contesto sociale, anni '80 aspetti metodologici e anni '90 lavoro integrato con le reti solidaristiche.

Fasi di professionalizzazione in Italia

45/60: Inserimento assistente sociale negli enti assistenziali.

60/70: Sviluppo servizi territoriali.

90 in su: Aumento servizi e diffusione del managerialismo.

Prima fase: periodo fascista

  • Diffusione lavoro sociale di fabbrica.
  • Epoca fascista (assistente sociale fascista).
  • Lavoro negli enti assistenziali e previdenziali.

Seconda fase: secondo dopoguerra e il congresso di Tremezzo (anni '40)

  • Secondo dopoguerra: separazione professione con passato fascista.
  • Competenza degli assistenti sociali di riformare il sistema assistenziale; riconoscimento della professione da parte del congresso di Tremezzo.
  • Anni '40: istituzione CNAS – trasformato in ANAS. Unire la comunità professionale. Istituzione Comitato italiano per il servizio sociale: scopi promozionali e di integrazione internazionale.
  • Anni '40 primo convegno nazionale degli assistenti sociali: obiettivi di autonomia della professione, perfezionamento tecnico e riconoscimento giuridico.

Anni '50

  • Aumento enti assistenziali per una moltitudine di categorie assistibili.
  • Tentativo degli assistenti sociali di contrastare l’atteggiamento clientelare dell’ente attraverso il case work; lavoro sul singolo.

Anni '60

  • Sviluppo sistema assistenziale.
  • Aumento assistenti sociali.
  • Dell’Orto: potenzialità dell’assistente sociale all’interno dell’organizzazione: atteggiamento democratico; tecnica specializzata; discrezionalità.
  • Forme di collocamento dell’assistente sociale all’interno degli enti:
    • Burocratizzazione più diffusa.
    • Politizzazione strumentalizzazione.
    • Autonomia.
  • Ciononostante, si assiste a uno sviluppo e informazione di tecniche metodologiche.

Anni '70

  • Stagione delle norme e riforme.
  • Scioglimento enti assistenziali con Dpr 616/1977.
  • Sviluppo partecipazione cittadini e servizi (nuovi operatori).
  • Gerarchia ridotta; più informalità.
  • Maggiore autonomia operatori.
  • Emergere di nuove professioni (psicologo, educatore).
  • Scaglia: emergere di movimenti sociali -> solidarietà: aumento valore professioni sociali.

Anni '80

  • Riconoscimento della formazione universitaria con Dpr 14/1987.
  • Maturazione disciplinare.

Anni '90

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Baltimora11 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione e amministrazione dei servizi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Ilari Cristina.
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