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Relazioni interorganizzative e teorie organizzative

Le relazioni interorganizzative

Le relazioni interorganizzative sono tutti quei collegamenti che hanno luogo tra due o più organizzazioni. Questi collegamenti possono essere: consegne di lavori, di beni e di servizi, transazioni economiche (vendite e acquisti), e anche alleanze e partecipazioni azionarie. Un’organizzazione difficilmente è contenta di avere delle relazioni interorganizzative perché non vuole perdere la sua autonomia, ma spesso è necessario per la vita stessa dell’organizzazione.

Un ecosistema organizzativo è rappresentato da tutte quelle organizzazioni che indirettamente hanno delle relazioni con un determinato settore produttivo di riferimento e quindi influenzano la sua attività. Un esempio potrebbe essere l’inquinamento. Governo, imprese, organizzazioni no profit che operano in settori diversi, fanno fronte comune per affrontare e scongiurare il problema dell’inquinamento.

Un tempo le organizzazioni si consideravano autonome e separate e cercavano di superare le altre. Oggi, un numero sempre più grande di organizzazioni si considerano invece parte di un ecosistema. In un ecosistema, le organizzazioni possono collaborare e quindi avere un rapporto cooperativo, o possono competere, e avere un rapporto competitivo, in base allo scopo per cui la relazione fra le organizzazioni è nata. Negli ecosistemi il ruolo dei manager sta cambiando per fare in modo di aumentare lo sviluppo delle relazioni orizzontali con le altre organizzazioni. Questo è un punto fondamentale perché le competenze di relazioni con le altre organizzazioni stanno diventando sempre più importanti per il bene dell’organizzazione stessa.

Quadro delle relazioni organizzative

Le relazioni tra organizzazioni possono essere organizzate in un quadro in base al fatto che le organizzazioni siano simili o differenti e che le relazioni siano competitive o cooperative. Questo quadro schematizza la tipologia di relazione che intercorre fra due o più organizzazioni. Acquisendo una conoscenza di questi approcci, i manager possono valutare gli ambienti nei quali operano e adottare diverse strategie. Questi quattro approcci sono:

  • Teoria della dipendenza delle risorse esterne;
  • Teoria dei network collaborativi;
  • Teoria dell’ecologia delle popolazioni organizzative;
  • Teoria istituzionale delle organizzazioni.

Teoria della dipendenza delle risorse esterne

Questa teoria sostiene che le organizzazioni dipendono dall’ambiente ma cercano di ottenere il controllo sulle risorse per minimizzare tale dipendenza. Le organizzazioni sono vulnerabili e perdono in parte la loro autonomia se altre organizzazioni controllano le risorse esterne, e per questo si viene a creare una grande competitività fra organizzazioni che cercano di essere più indipendenti possibili.

Per mantenersi autonome, le organizzazioni che già dispongono di risorse finanziarie abbondanti, tenderanno a non costruire altri collegamenti. Mentre le organizzazioni che non hanno abbastanza risorse finanziarie tenderanno ad instaurare nuovi collegamenti, a discapito della loro autonomia.

Esempio: il servizio di corrieri DHL ha perso milioni di dollari cercando di assumere il controllo del mercato statunitense. Alla fine, DHL ha dovuto unirsi a UPS, che è sempre stato il suo maggiore rivale, per affidargli le sue consegne negli Stati Uniti.

Le organizzazioni che operano seguendo la filosofia della dipendenza delle risorse faranno qualsiasi cosa sia necessaria per evitare un’eccessiva dipendenza da altre organizzazioni e mantenere il controllo sulle risorse, riducendo così la loro incertezza e la dipendenza da fattori esterni che non possono essere controllati. Il grado di dipendenza è dato da:

  • L’importanza di una determinata risorsa per l’organizzazione;
  • Il potere monopolistico dell’organizzazione che controlla quella risorsa, che varia a seconda del numero delle altre aziende che dispongono di quella risorsa.

Quando il grado di dipendenza è alto, l’organizzazione prova in tutti i modi ad eliminare o a diminuire questa dipendenza, e ci sono diverse strategie per fare questo.

Strategie per i collegamenti interorganizzativi

Parliamo prima delle strategie che riguardano i collegamenti interorganizzativi, che sono:

  1. Acquisire proprietà di altre aziende. Questa è la strategia che offre la maggior quantità di controllo in quanto l’impresa acquirente assorbe tutte le risorse, le tecnologie, le strategie dell’organizzazione in considerazione. L’acquisizione comporta l’acquisto di un’organizzazione o di una sua quota in maniera tale che l’acquirente ne assuma il controllo, proprio come la Google ha comprato YouTube o come eBay ha comprato la PayPal. La fusione invece consiste nell’unificazione di due o più organizzazioni in modo tale da formarne una sola. La fusione consente di poter unire le risorse per poter assumere una posizione più competitiva nel mercato.
  2. Alleanze strategiche formali, ovvero un accordo di collaborazione fra due o più organizzazioni che conferiscono risorse per una causa comune, pur mantenendo la loro individualità, proprio come nell’esempio di DHL e UPS. Una tipologia molto diffusa di alleanza strategica è il franchising, è un contratto attraverso il quale un’organizzazione concede i diritti di distribuire i propri prodotti ad una serie di punti vendita che poi si impegnano a vendere esclusivamente il prodotto dell’organizzazione che concede questi diritti. È una formula che permette al produttore di avere un controllo sul distributore. Questa è una strategia molto diffusa, basti pensare che tutti i settori dell’abbigliamento, dei mobili o dei rivenditori auto, sono basati sul franchising. Un’altra tipologia di alleanza strategica è costituita dal Joint Venture, che è una strategia nuova che consiste nel fatto che due o più organizzazioni collaborino insieme per sviluppare un progetto o una tecnologia condivisa. Sebbene queste organizzazioni competano l’una con le altre, sanno che insieme possono essere più competitive;
  3. Cooptazione e CDA collegati, che consiste nel mettere i top manager (amministratore delegato, direttore generale) in posizioni strategiche.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LiviaCascio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Ingrassia Raimondo.
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