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27/6/2021 iCloud Mail - Posta inviata (184 messaggi)

CAP 13

Il processo decisionale è un processo di identificazione e risoluzione dei problemi. Si prendono

decisioni perché c’è il bisogno di risolvere problemi di vita quotidiana dell’azienda, ma capire quale sia il

problema spesso non è semplice. Esistono, a tal proposito delle azioni di identificazione del problema che

prevedono che vengano raccolte e acquisite informazioni riguardo al problema e che vengano analizzate

le cause che lo hanno provocato. La fase di risoluzione del problema, che avviene solo dopo

quest’analisi, può avvenire in diversi modi e bisogna prendere quindi una scelta.

Vediamo quindi quali sono questi diversi tipi di decisioni.

Nel 1978 Helbert Simon ha vinto il premio Nobel proprio per la sua teoria delle decisioni. Egli notò due

tipologie di decision, che chiamò: decisioni programmate e decisioni non programmate.

Quando si svolgono delle attività quotidiane e si prendono delle decisioni che sono ripetitive nel tempo,

quando si prendono decisioni basate su procedure aziendali e regole ben definite, quando si ha

esperienza di quel problema, si sta parlando di decisioni programmate. Per esempio, se il problema fosse

la scelta del markup dei prezzi, la soluzione sarebbe frutto di regole e procedure perché il prezzo di

vendita di un prodotto deve essere una percentuale ben definita del costo unitario dello stesso, e quindi

parliamo di decisioni programmate.

Quando bisogna prendere un decisione che non si basa su procedure e su regole ben definite, quando vi

è un’ambiguità degli obiettivi da raggiungere, quando bisogna risolvere un problema che non è mai stato

affrontato e quindi manca l’esperienza, quando un determinato problema non è risolvibile grazie alla

teoria, parliamo di decisioni non programmate. Un esempio potrebbe essere dato dalla ricerca per un

nuovo progetto o da un nuovo prodotto offerto da un ristorante.

La decisione individuale del manager può essere presa attraverso due approcci: un approccio razionale e

una prospettiva della razionalità limitata.

Approccio razionale

Attraverso questo approccio si prendono delle decisioni razionali, ovvero dettate da una logica ben

precisa. Il processo decisionale può essere articolato in 8 fasi, 4 delle quali riguardano la fase

dell’identificazione del problema e le altre 4 che riguardano la fase della risoluzione del problema, e sono:

Analisi dell’ambiente;

Definizione della natura del problema;

Analisi delle cause del problema;

Definizione dei nuovi obiettivi;

Sviluppo delle scelte alternative;

Valutazione delle alternative;

Scelta di un’alternativa;

Realizzazione della scelta.

Prospettiva della razionalità limitata

Questa si utilizza quando un approccio razionale non sarebbe possibile, ovvero quando bisogna prendere

decisioni su circostanze ambigue oppure quando bisogna prendere decisioni riguardo a variabili di tipo

personale. Questi limiti fanno in modo che una decisione razionale assoluta non possa essere presa e, di

conseguenza, si decide sulla base dell’esperienze e del giudizio soggettivo, soprattutto quando il

contesto è complesso.

Parliamo ora delle decisioni organizzative. Queste sono decisioni prese da più unità organizzative per

la gestione aziendale nel suo complesso, e tengono conto della struttura interna aziendale e

dell’incertezza ambientale.

Esistono 4 approcci allo studio delle decisioni organizzative: l’approccio delle scienze manageriali, il

modello Carnegie, il modello incrementale e il modello del contenitore dei rifiuti.

Approccio delle scienze manageriali (approccio razionale), che corrisponde all’approccio razionale

preso dai singoli manager. Questo approccio nasce durante la seconda guerra mondiale, in ambito

militare, e in questo periodo era molto diffuso il fatto che i problemi venissero risolti attraverso formule

matematiche e statistiche. L’approccio delle scienze manageriali infatti si basa proprio sull’utilizzo di

metodi matematico - statistici. La scienza manageriale ha avuto tantissimo successo in ambito militare e

successivamente si è diffuso anche nelle aziende, in cui questo modello viene utilizzato per quantificare

le variabili rilevanti e per sviluppare una rappresentazione quantitativa delle diverse soluzioni e della

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probabilità che ciascuna di esse potesse essere la soluzione adatta. Quindi, in generale, diciamo che

questo modello può essere utilizzato quando i problemi sono analizzabili e quando le variabili decisionali

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LiviaCascio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Ingrassia Raimondo.
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