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Riassunto esame Organizzazione Aziendale, Prof. Basaglia, libro consigliato "Teoria dell'organizzazione" Mary J. Hatch

Riassunto per l'esame di Organizzazione Aziendale basato su appunti presi durante le lezioni con il prof. Basaglia (ma può essere utilizzato anche per altri professori).

Argomenti principali:
- introduzione alla teoria dell'organizzazione
- breve storia della teoria dell'organizzazione
- ambiente organizzativo
- struttura sociale organizzativa
- struttura fisica... Vedi di più

Esame di Organizzazione aziendale docente Prof. S. Basaglia

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TEORIE POSTMODERNISTE

1. TEORIA DELLA DEDIFFERENZIAZIONE

Nelle organizzazione si integrano le attività permettendo alle persone di autogestire le proprie attività.

2. TEORIA DELLE ORGANIZZAZIONI FEMMINISTE

In queste organizzazioni si manifestano strutture più eque e flessibili, nelle quali le decisioni vengono

prese in modo più partecipato.

Si riscontrano condizioni di maggiore uguaglianza.

3. TEORIA DELL’ANTIAMMINISTRAZIONE

Gli amministratori invece di imporre una giustizia basata sulla razionalità, potrebbero concentrarsi

sulla rimozione dell’ingiustizia.

CAPITOLO 5: LA STRUTTURA FISICA DELLE ORGANIZZAZIONI

Relazioni spaziali (e temporali) tra gli elementi fisici di un’organizzazione.

ELEMENTI DELLA STRUTTURA FISICA

1) GEOGRAFIA ORGANIZZATIVA:

Riguarda l’analisi della distribuzione spaziale dell’organizzazione.

I luoghi riguardano interpretazioni date a territori dello spazio.

2) LAYOUT O SCHEMA STRUTTURALE:

Riguarda la sistemazione spaziale degli oggetti fisici e delle attività umane.

3) ARCHITETTURA PAESAGGISTICA, DESIGN, STILE:

Riguarda l’organizzazione degli spazi: colori, stile, luci...

MODERNISTI

La struttura fisica ha scarsa rilevanza, ma dà dimensione spaziale.

Vi è relazione tra struttura fisica e comportamento degli individui

Le performance migliorano con l’interazione di persone e la condivisione di spazi e strumenti

SIMBOLICI

La struttura fisica dà dimensione culturale e si basa sulla tradizione antropologica (associare

esperienze e spazi per evocare significati)

POSTMODERNISTI

L’attenzione si sposta dalla struttura fisica agli spazi che si lasciano vuoti.

Gli edifici generano controllo. Assimilano lo spazio ad un testo da decifrare e decostruire. 12

CAPITOLO 6: LA TECNOLOGIA

Secondo le definizioni moderniste, ogni organizzazione impiega una tecnologia specifica per

trasformare fattori produttivi in beni e servizi.

A livello dell’INTERA ORGANIZZAZIONE A livello della SINGOLA UNITA’

La tecnologia designa il nucleo tecnologico Si possono identificare diverse tecnologie che

operano all’interno di una stessa organizzazione

(assicura un flusso ininterrotto di risorse) a supporto del nucleo tecnologico (t. degli

acquisti, t. delle vendite...)

Bisogna distinguere tra TECNOLOGIE DI PRODUZIONE

TECNOLOGIE DI SERVIZIO

- I servizi vengono consumati non appena

vengono prodotti

- sono intangibili

- non possono essere immagazzinati e

inventariati TEORIE MODERNISTE

1. TIPOLOGIA DI WOODWARD Da bassa a alta complessità tecnica

Ha messo a punto la tipologia di complessità tecnica utilizzata per:

singole unità piccole quantità Controllo ridotto

- Produzione o manageriale

→ Poco management

→ Decentralizzazione decisionale

massa grandi quantità Controllo esteso

- Produzione di o manageriale

→ Compiti sequenziali, routinizzazione del lavoro

→ Centralizzazione decisionale

Processo continuo

- Prevede più trasformazioni del prodotto

2. TIPOLOGIA DI THOMPSON Si basa su 3 sistemi aperti Tecnologie intensive

Tecnologie “long-linked” / a Tecnologie di mediazione

collegamento lineare (Coordinamento delle competenze

specialistiche di più esperti, es.

(Servono i clienti coinvolgendoli

(Catene di montaggio pronto soccorso)

in uno scambio, es. banche)

automobilistiche, tecnologie per la

produzione di sostanze chimiche) 13

3. TIPOLOGIA DI PERROW Definisce 2 dimensioni delle tecnologie

Analizzabilità dei compiti Variabilità dei compiti

Dipende dalla possibilità di spiegare con metodi Si identifica il base al numero di eccezioni alle

analitici noti un’eccezione nel momento in cui procedure standard che si incontrano

sopraggiunge. nell’applicazione di una determinata tecnologia.

Alta se attività di routine Bassa se attività di routine

TEORIE SIMBOLICHE

1. NUOVE TECNOLOGIE

Categoria che comprende tecnologie a base informatica.

Sono un costrutto sociale richiedono nuovi processi interpretativi perché comprendono dati che

implicano rappresentazioni simboliche.

2. COSTRUZIONE SOCIALE DELLA TECNOLOGIA (SCOT)

BIJKER e PINCH proposero una teoria evolutiva dell’innovazione tecnologica

Effettuarono uno studio sullo sviluppo della bicicletta: i comportamenti sociali influenzavano le

tecnologie e viceversa (es. donne che indossavano abiti pretesero certe modifiche alle biciclette)

TEORIE POSTMODERNISTE

HEIDEGGER

La tecnologia offre nuove possibilità ma può imprigionarci può venire usata per il controllo

sociale

LYOTARD

La tecnologia è la radice di ogni cambiamento in una società le future lotte non saranno per i

territori ma per il controllo informatico

1. CYBERORGANIZZAZIONE tipo di sé

I punti di contatto tra uomini e macchine vengono enfatizzati dall’idea del cyborg (“

postmoderno disassemblato, collettivo e personale ”) per mostrare come il corpo umano incorpora il

contesto.

2. ACTOR NETWORK THEORY (ANT)

Studia come la conoscenza viene prodotta e studia le strutture organizzative considerandole dei

network composti sa elementi umani e non. 14

TECNOLOGIA E AMBIENTE

La tecnologia modifica le relazioni con l’ambiente (es. nuove tecnologie riducono prossimità fisica).

WOODWARD E ROUTINIZZAZIONE DEL LAVORO:

Tecnologie di produzione in piccole unità e Tecnologie di produzione di massa

tecnologie di processazione continua Funzionano meglio in presenza di strutture

Funzionano meglio in presenza di strutture meccanicistiche

organiche (uomo) Elevata routinizzazione

Bassa routinizzazione

THOMPSON E L’INTERDIPENDENZA DEI COMPITI

creano

T. long-linked interdipendenza sequenziale dei compiti

I compiti lavorativi vengono svolti secondo una sequenza fissa

(Es. catene di montaggio).

creano

T. di mediazione interdipendenza generica dei compiti

Gli output sono sforzi di singole unità.

creano

T. intensive interdipendenza reciproca dei compiti

Occorre uno scambio di informazioni tra gli addetti durante lo

svolgimento dei compiti.

GALBRAITH

La complessità tecnica porta alla complessità strutturale. Perché questi fattori aumentano la

L’incertezza promuove forme organiche. comunicazione nell’organizzazione

L’interdipendenza accresce le esigenze di coordinamento. 15

CAPITOLO 7: LA CULTURA ORGANIZZATIVA

SUBCULTURA: sottoinsieme di membri di un’organizzazione che si identificano come un gruppo

distinto all’interno della stessa e agiscono abitualmente sulla base di convinzioni collettive

Le subculture di una stessa organizzazione possono rapportarsi in 4 modi diversi

Subculture Subculture contro culturali

dominanti Subculture ortogonali

Subculture valorizzanti Introducono valori e

È la cultura Introducono valori e convinzioni che mettono

Sopportano in modo

aziendale convinzioni che non in discussione la cultura

entusiastico la cultura interferiscono con la aziendale

aziendale cultura aziendale

TEORIE MODERNISTE

1. INFLUENZE CULTURALI NAZIONALI SULLE ORGANIZZAZIONI

4 dimensioni:

- Distanza di potere quanto i cittadini accettano l’ineguale distribuzione di potere.

- Elevata distanza di potere organizzazione gerarchica

- Bassa distanza di potere atteggiamento democratico

- Elusione dell’incertezza modi in cui le società umane affrontano l’incertezza.

- Elevata elusione dell’incertezza controllo e regole + accettati

→ opposizione alle regole, standardizzazione,

- Bassa elusione dell’incertezza → formalizzazione

- Individualismo vs collettivismo in che misura ci si aspetta che i singoli individui agiscano in

modo indipendente.

- In org. di culture individualiste le attività hanno priorità sulle

relazioni

- Mascolinità vs femminilità grado di separazione dei ruoli per genere in una società

- In org. di culture mascoline + importanza carriera e guadagni

+ importanza relazioni interpersonali,

- In org. di culture femminili conservazione dell’ambiente fisico

- Orientamento a lungo termine vs orientamento a breve termine Attitudine alla parsimonia, perseveranza,

rispetto per la tradizione

- Nel lungo periodo essi portano benefici.

- Nel breve periodo non costituiscono ostacoli al cambiamento

16

2. MODELLO DI CULTURA ORGANIZZATIVA DI SCHEIN

ARTEFATTI - Visibili ma spesso indecifrabili

- Sono espressioni dello stesso nucleo culturale che produce i valori e le norme

VALORI - Sono principi sociali, obiettivi ai quali una cultura attribuisce una valenza

intrinseca

- Influenzano le norme di comportamento degli individui

ASSUNTI - Dati per scontati, invisibili

- Sono quello che i membri di una cultura credono essere la realtà e influenzano

le percezioni, i pensieri e i sentimenti dei membri

TEORIE SIMBOLICHE

1. SIMBOLI, SIMBOLISMO, COMPORTAMENTO SIMBOLICO

Indicano o sottintendono qualcosa

Hanno 2 significati Significati connotativi (usi espressivi)

Significati denotativi (usi strumentali)

Il significato non risiede nel simbolo in sé, ma si costruisce attorno ai simboli attraverso l’interazione

delle persone (interpretazione) un simbolo può avere molteplici significati, anche contraddittori

Il metodo della descrizione densa (thick description) permette di scoprire il significato simbolico e

mostrare come i membri di una cultura interpretano i simboli.

TEORIE POSTMODERNISTE

1. CULTURA COME FRAMMENTAZIONE

Non può esserci accordo nella comprensione di una cultura in quanto le interpretazioni mutano

incessantemente qualsiasi consenso o affinità è temporaneo

2. DECOSTRUIRE LA CULTURA ORGANIZZATIVA

Permette di rilevare la loro natura ideologica, ovvero come esse privilegino particolari gruppi e ne

escludano altri. 17

CAPITOLO 8: POTERE, CONTROLLO E CONFLITTO NELLE ORGANIZZAZIONI

TEORIE MODERNISTE: POTERE

I modernisti considerano le organizzazioni come arene politiche.

1. TEORIA DELLE CONTINGENZE STRUTTURALI

Il potere è determinato dall’abilità di un individuo nel salvaguardare

Determina chi ha il potere gli altri dall’incertezza (anche se ha uno status molto basso)

L’individuo che ha il potere lo sfrutta per ottenere vantaggi politici

nell’organizzazione.

2. TEORIA DELLA DIPENDENZA DALLE RISORSE

Determina la distribuzione dell’autorità Il potere, che deriva dal controllo dell’incertezza, determina

la distribuzione dell’autorità nella gerarchia organizzativa

TEORIE MODERNISTE: CONTROLLO

Controllo manageriale 3 modelli:

1. MODELLO CIBERNETICO

Scopo: intervenire su ogni possibile differenza tra le performance attese e quelle effettive degli

individui e dell’organizzazione

Il controllo è sull’output e sul comportamento

I processi di controllo sono: 1) definire obiettivi dell’organizzazione

2) definire obiettivi del lavoro ad ogni livello dell’organizzazione

3) monitorare le performance rispetto ai gruppi

4) valutare e correggere le discrepanze

2. TEORIA DELL’AZIONE

Scopo: assicurare che i manager agiscano nell’interesse dei proprietari

Il controllo è sull’output e sul comportamento

1) stabilire un contratto tra il principale e i manager/agenti

I processi di controllo sono: 2) ottenere info per assicurare che i manager stiano facendo gli

interessi del principale

3) ricompensare i manager per il raggiungimento delle richieste del

contratto 18

3. CONTROLLO A LIVELLO DI MERCATO, BUROCRAZIA O CLAN

Scopo: ottenere la cooperazione degli individui

Il controllo è sull’output e sul comportamento

Mercato: confronto dei prezzi e del guadagno

Burocrazia: conformità alle regole

Clan: socializzazione dei membri dell’organizzazione

TEORIE CRITICHE/POSTMODERNISTE: POTERE E CONTROLLO

1. CRITICA DELL’IDEOLOGIA

Gruppo di persone che esprime sistematicamente una convinzione nei confronti di un insieme di idee

I critici studiano come le ideologie legittimano il dominio di un gruppo sull’altro

L’ideologia manageriale prevede che i proprietari e i dirigenti hanno il diritto di dominare sui lavoratori

questo dà vita al controllo manageriale e allo sfruttamento dei lavoratori

2. LABOUR PROCESS THEORY deskilling

I proprietari attuano il processo di Far diventare i processi lavorativi + semplici

in modo da richiedere pochissima

- i dirigenti possono sostituire facilmente i formazione

lavoratori che oppongono resistenza

- si riducono costi di lavoro

- si aumentano i profitti

I lavoratori vengono sfruttati e degradati

3. RAZIONALITA’ COMUNICATIVA

- Razionalità comunicativa: fondata sul dibattito, discussione aperta e consenso

- Razionalità strumentale: perseguimento degli scopi attraverso degli strumenti efficienti (ignorando

aspetti etici e morali)

4. WORKPLACE DEMOCRACY (democrazia sul posto di lavoro)

“Antidoto” ai problemi sociali e organizzativi.

Le cooperative di lavoro e le imprese gestite dai lavoratori sono applicazioni di questo concetto (contro

l’ideologia capitalista e la concentrazione del potere nelle mani di pochi). 19

CONFLITTO ORGANIZZATIVO

Condizione che favorisce un gruppo sugli altri e in cui le attività di un gruppo sono considerate

interferenti con gli sforzi di altri gruppi (il conflitto può cambiare organizzazioni e ambiente)

Le performance di un’organizzazione sono ottimizzate da un livello di conflitto intermedio.

MODELLO FONTI DI CONFLITTO TRA UNITA’

CONTESTO CONDIZIONI LOCALI INDIZI VISIBILI

- Ambiente - Caratteristiche del gruppo - Ostilità aperta

- Struttura sociale - incongruenza dello status - Mancanza di rispetto

- Struttura fisica - differenze individuali - Mancanza di cooperazione

- Tecnologia - interdipendenza nei compiti - Assenza di interazione

- Cultura … …

- Strategia 20

CAPITOLO 9: PROGETTAZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE

Il disegno di un organizzazione è

EFFICACE EFFICIENTE

Quando riesce ad orientare l’attenzione dei Quando riesce a minimizzare tempi, sforzi e

dipendenti alle varie attività di cui sono risorse necessarie per conseguire gli obiettivi

responsabili e promuovere con facilità dell’organizzazione

l’integrazione tra tutte le attività

dell’organizzazione.

MODELLI DI DISEGNO DELLE ORGANIZZAZIONI PER DEFINIRE LE STRUTTURE

ORGANIZZATIVE

1. STRUTTURA SEMPLICE

- Presenza di relazioni flessibili Caratteristica delle piccole organizzazioni o

- Scarsa differenziazione di quelle appena nate

- Assenza di gerarchia

- Limitata specializzazione dei membri, a causa delle piccole dimensioni

2. STRUTTURA FUNZIONALE (diffuso nelle amministrazioni pubbliche)

- Raggruppamento delle attività secondo una logica di somiglianza funzionale

- I dipendenti possono facilmente riconoscere le connessioni tra le attività da loro svolte e da altri

- Il direttore generale ha un controllo molto stretto su tutti gli altri membri

2 lati negativi

Con il crescere dell’organizzazione egli può Se egli se ne andasse improvvisamente

essere schiacciato dai processi di decision nessun altro dirigente sarebbe in grado di

making sostituirlo

3. STRUTTURA IBRIDA

Unione di strutture diverse, e possono includere alleanze strategiche e joint ventures

Costituite da rapporti contrattuali tra due Contratto con cui due o più organizzazioni

diverse organizzazioni per facilitare la collaborano al fine del raggiungimento di un

collaborazione rispetto a nuove determinato scopo o all'esecuzione di un

opportunità progetto 21


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Organizzazione Aziendale basato su appunti presi durante le lezioni con il prof. Basaglia (ma può essere utilizzato anche per altri professori).

Argomenti principali:
- introduzione alla teoria dell'organizzazione
- breve storia della teoria dell'organizzazione
- ambiente organizzativo
- struttura sociale organizzativa
- struttura fisica delle organizzazioni
- tecnologia
- cultura organizzativa
- potere, controllo e conflitto nelle organizzazioni
- progettazione dell'organizzazione

Materiale adatto sia per frequentanti che per non frequentanti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ambra135 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Basaglia Stefano.

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