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– 200 mt

Caratteristiche della nuotata:

è lo stile k garantisce il + efficace avanzamento in immersione con la nuotata subacquea k utilizza il

movimento delle braccia e delle gambe; motivo x cui il regolamento prevede una sola bracciata ed

una sola gambata in partenza ed in virata.

Unico stile in cui la % di incidenza degli aa.ii è maggiore per l'avanzamento rispetto agli aa.ss.

Stile agonistico + lento x i notevoli limiti idrodinamici.

Si svolge in decubito prono con un movimento di aa.ss e aa.ii simultaneo e simmetrico ed è l'unico

stile k prevede il recupero subacqueo degli aa.ss.

Posizione del corpo:

posizione estremamente idrodinamica nella fase di scivolamento con il corpo allungato, capo

immerso, gambe e braccia distese, piedi uniti ad una posizione estremamente svantaggiosa: gambe

flesse sulle cosce e sul bacino, capo sollevato x effettuare la respirazione.

Respirazione frontale = resistenza → cercare di uscire con le spalle dall'acqua x ridurre il livello di

resistenza, mantenere il bacino adeguatamente affondato x consentire agli aa.ii di flettersi bene al

termine del recupero, prima del colpo di gambe, senza far fuoriuscire i talloni dall'acqua.

Movimento degli aa.ss:

azione simultanea e simmetrica, interamente sott'acqua, non prevede fase di spinta (solo in virata e

in partenza), sempre sott'acqua, mancanza della fase di spinta

Presa:

al termine dello scivolamento successivo al colpo di gambe, quando il nuotatore si trova in

posizione di massima idrodinamicità e stà sfruttando l'azione propulsiva: braccia e gambe ben

distese, mani vicine, palmi ruotati fuori-basso (45°) → da questa posizione le braccia si dirigono

diagonalmente verso il basso, scendendo 25/30 cm andando a premere sugli strati d'acqua

sottostanti alla ricerca del punto di presa.

Trazione:

unica fase propulsiva della bracciata a rana, flessione dell'avb sul braccio e contemporaneo

spostamento verso fuori-basso delle mani x poter avere una sufficiente quantità d'acqua su cui

appoggiarsi e poter imprimere una forza adeguata.

L'avb ruota medialmente (intrarotazione).

In tutta la fase di trazione il gomito rimane sempre + in alto rispetto alla mano, facilitando

l'applicazione della forza dalla posizione + idonea e favorevole.

La trazione termina quando le mani si trovano circa sotto le spalle, con angolo di circa 110° tra

braccio e avb.

Recupero:

azione rapida e veloce, continuità d'azione.

Aspetto fondamentale: nel passaggio trazione-recupero è un'esecuzione senza cali di tensione ne

ritmo; mantenendo sempre alta la velocità esecutiva.

I gomiti durante l'intrarotazione degli avb si avvicinano al tronco fino a che questi non si estendono

in avanti iniziando l'azione di recupero; importantissimo in questa fase: k l'estensione degli avb

avvenga mantenendo il + possibile le braccia vicino al corpo x non determinare inutili freni

all'avanzamento.

Le mani alla fine della trazione eseguono una supinazione rimanendo sotto la superficie o al livello

della stessa nel loro ritorno in avanti, fino a posizionarsi, al termine del recupero, rivolte in fuori-

basso.

Scivolamento:

la resistenza frontale penalizza la fase di scivolamento.

Nb: + il ritmo (velocità) della bracciata è alto + l'avanzamento sarà rallentato !!!

Traiettoria subacquea:

traiettoria delle mani nell'insieme di tutta la bracciata viene definita a “cuore rovesciato”.

Parte iniziale della traiettoria tende ad essere molto larga.

Movimento aa.ii:

l'avanzamento deriva dal calcio k viene effettuato per dietro-fuori avendo cura k la parte propulsiva

venga localizzata nella parte interna di caviglia, piede e solo marginalmente gamba nella sua zona

distale.

Azione simultanea e simmetrica, speculare uguale = si muovono contemporaneamente sullo stesso

piano.

Fase attiva (di spinta) corrispondente all'estensione degli aa.ii e una fase passiva (di recupero)

riferita alla flessione degli stessi.

Partendo dalla posizione distesa, al termine della fase propulsiva, i piedi sono appena sotto la

superficie dell'acqua, allungati e rilassati in modo da creare il minor attrito possibile durante la fase

di scivolamento.

Con l'azione di recupero, le gambe iniziano a flettersi sulle cosce mentre queste si flettono sul

bacino, con i piedi ancora vicini tra loro x non creare freni.

È importante k i talloni non fuoriescano dall'acqua.

La flessione raggiunge il suo apice al termine del recupero (quando c'è angolo coscia-bacino di

125/135°).

giunti al termine della fase di recupero gli aa.ii sono pronti x la fase di propulsiva: con i piedi in

massima extrarotazione e le cosce ben flesse sul bacino.

Coordinazione:

aspetto fondamentale nello stile a rana x limitare al massimo le resistenze nelle fasi scarsamente

idrodinamiche e x sfruttare al meglio le fasi propulsive (quando presenti).

CAPITOLO 9

DELFINO

Regolamento tecnico nuoto:

– dall'inizio della prima bracciata, dopo la partenza e dopo ogni virata, il corpo deve essere

tenuto sul petto. In immersione è consentito effettuare colpi di gambe con il corpo

posizionato sul fianco

– non è permesso ruotare sul dorso in nessun momento

– le braccia devono essere portate in avanti sopra l'acqua contemporaneamente e portate

indietro simultaneamente x tutta la gara

– tutti i movimenti in su e in giù delle gambe devono essere simultanei

– il movimento del calcio a rana non è permesso

– ad ogni virata e all'arrivo si deve toccare con entrambe le mani simultaneamente

– dopo la partenza e virata, è consentito effettuare 1 o + colpi di gambe ed una singola

trazione subacquea della breccia, k deve portarlo alla superficie.

– È permesso restare in immersione x massimo 15 mt dopo la partenza e ogni virata, da quel

punto la testa deve rimanere in superficie fino alla virata successiva o all'arrivo

Distanze di gara:

– 50 mt

– 100 mt

– 200 mt

Caratteristiche della nuotata:

l'aspetto fondamentale: capacità del nuotatore di muoversi con un'adeguata coordinazione.

Necessità di mantenere il ritmo di nuotata elevato; sopratutto con ritmo sostenuto nella bracciata.

Movimento simultaneo e simmetrico eseguito sempre con dinamicità, senza pause.

Respirazione frontale = vincolo determinante xk incrementa la resistenza.

Ondulazione → fondamentale x la nuotata a delfino; essa è la conseguenza del perfetto sincronismo

degli aa.ss e aa.ii

Posizione del corpo:

decubito prono, alternanza di posizioni estremamente idrodinamiche e scarsamente idrodinamiche:

la massima penetrazione in acqua si ha al termine del recupero degli aa.ss quando le mani prendono

contatto con l'h2o ben distesa davanti alle spalle ed il corpo è affusolato ed allungato, utile x

sfruttare anche l'azione del colpo di gambe.

La posizione scarsamente idrodinamica è determinata dall'abbassamento del bacino conseguente

alla necessità di effettuare la respirazione fondamentale, con l'inevitabile discesa degli aa.ii ed un

incremento della resistenza frontale.

Movimento degli aa.ss:

– Recupero → ha inizio quando le mani si trovano ancora sott'acqua e stanno terminando la

spinta per dietro-fuori x facilitarne l'uscita dall'acqua, i palmi sono rivolti verso l'alto x

garantire il massimo della fase propulsiva, le braccia escono distese, rilassate ma ben

allungate e si portano immediatamente parallele all'acqua mentre i palmi ruotano verso il

dietro. Importante k quest'azione si svolga rapidamente x facilitare il mantenimento delle

braccia ben distese ed evitare k i gomiti possano scendere e rischiare di sfiorare l'acqua

creando una condizione di resistenza.

Nella nuotata a delfino l'aspetto importante è rappresentato dalla posizione distesa degli arti,

dall'inerzia k viene accumulata durante il movimento, sia x velocità di uscita dall'acqua k x

la necessità di mantenere sempre un buon ritmo esecutivo, evitando nel contempo la caduta

delle spalle verso il basso.

– Appoggio → al termine del recupero le braccia prendono contatto con l'h2o all'altezza delle

spalle, rimanendo ben distese e con i palmi rivolti x fuori-basso.

– Presa → le mani, una volta preso contatto con l'h2o, scendono distese in profondità e verso

l'esterno x circa 10/15 cm, spingendo gli strati d'acqua sottostanti e andando a ricercare il

punto di presa dal quale iniziare la fase propulsiva realmente efficace x l'avanzamento.

– Trazione → trazione e successiva fase di spinta sono le 2 fasi realmente propulsive k

garantiscono l'avanzamento. Le mani procedono verso fuori-basso allargando la traiettoria

mentre gli avb iniziano a flettersi sulle braccia contemporaneamente alla loro rotazione

interna. Il punto di massima flessione (tra 90/100°) viene raggiunto al termine della fase di

trazione, con le braccia perpendicolari al corpo e le mani vicine tra loro.

Estremamente importante la posizione dei gomiti: devono rimanere + in alto rispetto alle

mani.

– Spinta → avviene al termine della trazione, quando gli aa.ss sono in massima flessione e le

mani vicine tra loro, viene eseguita la fase di spinta con un'estensione degli avb sulle

braccia. All'estensione si accompagna un graduale allontanamento delle mani dalla zona

mediana, con direzione dietro-fuori x preparare il successivo movimento di recupero

Traiettoria subacquea:

(pag. 155)

Movimento degli aa.ii:

aa.ii eseguono movimenti simultanei e simmetrici con direzione dall'alto verso il basso e viceversa.

L'azione si sviluppa con un movimento k parte dall'anca coinvolgendo tutto l'arto ed inizia con una

flessione della gamba sulla coscia e della coscia sul bacino x preparare x il successivo colpo di

gambe. I piedi sono distesi ed intraruotati e vicini; la fase discendente è quella k viene usata x

l'avanzamento (quella propulsiva), mentre la fase ascendente (con aa.ii distesi e rilassati) è quella di

recupero.

2 colpi di gambe x ogni ciclo di bracciata: 1° propulsivo il 2° stabilizzante (molto + ampio).

Il 2° colpo di gambe viene inserito al termine della fase di spinta delle braccia, quando il bacino si

abbassa x l'inserimento della respirazione: l'estensione del capo determina l'abbassamento del

bacino e il nuotatore si trova in una posizione scarsamente idrodinamica; l'azione delle gambe è

impo xk limita l'abbassamento della parte inferiore del tronco; quindi non ha un'azione prettamente

propulsiva ma + stabilizzante.

Respirazione:

è frontale, preferibilmente ogni 2 bracciate.

Quando il nuotatore stà già inspirando le mani devono ancora uscire dal'h2o, mentre quando

immerge il viso sott'acqua le mani devono ancora terminare il recupero e prendere contatto con la

superficie.

Il ritmo di respirazione k viene mediamente tenuto è di 2 respirazioni x ogni ciclo di bracciata.

Coordinazione:

aspetto fondamentale in questo tipo di stile natatorio; come: velocità e continuità d'azione.

CAPITOLO 10

TUFFI E VIRATE

Regolamento tecnico nuoto:

– le partenze nelle gare di stile libero, rana, delfino e misti individuali, avvengono con un

tuffo. Al fischio lungo del giudice arbitro i concorrenti devono salire sul blocco di partenza,

al comando del giudice di partenza “a posto” (take your marks) devono assumere una

posizione di partenza con almeno un piede sul bordo frontale del blocco.

– Nelle gare a dorso e staffetta mista, la partenza avviene dall'acqua. Al primo fischio lungo

del giudice arbitro i concorrenti devono entrare immediatamente in acqua, al secondo fischio

i concorrenti devono tornare alla posizione di partenza senza ritardi, quando tutti hanno

raggiunto la posizione, il giudice di partenza impartisce il comando “a posto” (tym).

– Quando tutti i concorrenti sono fermi, il giudice di partenza deve dare il segnale di partenza.

– Ogni nuotatore k parta prima k il segnale di partenza sia stato dato, viene squalificato.

– Ogni nuotatore k, assunta la posizione di partenza, non sia immobile al momento

dell'emissione del segnale deve essere squalificato per “falsa partenza”

→ grab start e track start = tuffo di partenza

→ nuotatori: geneticamente + dotati di fibre bianche

- Grab-start = partenza con la presa delle mani al blocco (to grab = afferrare)

- Track start = la posizione del corpo rimane invariata, mentre si modifica la posizione dei piedi: si

trovano uno + avanti ad artigliare il blocco con le dita mentre l'altro rimane leggermente + indietro.

La partenza:

1. posizionamento → al momento del segnale “a posto”

da regolamento: condizione di immobilità, senza finte e sbilanciamento, dita dei piedi k

devono artigliare il blocco, capo flesso in avanti in mezzo alle braccia distese in basso, con

le dita delle mani in appoggio, il baricentro il + possibile vicino alla verticale dei piedi.

2. Caricamento e spinta → obbiettivo: esprimere un'energia esplosiva utile x la spinta in avanti,

la posizione degli aa.ii non deve essere in eccessiva flessione.

3. Stacco → momento in cui i piedi perdono contatto con il blocco di partenza

4. percorso aereo → fase di volo che deve essere a parabola.

Stile libero: traiettoria prevalentemente piatta, poco arcuata

Delfino: traiettoria + accentuata x sfruttare la possibilità concessa dal regolamento di

rimanere immersi x 15 mt

Rana: traiettoria aerea indirizzata maggiormente verso l'alto x poter poi scendere + in

profondità e sfruttare al meglio la successiva fase di immersione, trasformando così la

velocità acquisita in direzione verticale nella possibilità di rapido avanzamento orizzontale

5. Ingresso in acqua → contatto delle mani e successivamente a seguire di tutto il corpo.

L'entrata in h2o deve sempre prevedere il contatto progressivo di: mani, braccia, capo fra le

braccia, corpo, gambe e piedi.

È importante mantenere le mani unite e le braccia distese e il capo perfettamente allineato in

modo k la posizione sia altamente idrodinamica.

6. Percorso in immersione (fase subacquea) → l'atleta deve essere assolutamente in posizione

distesa, allungata, estremamente idrodinamica; si trova immerso in acqua lievemente in

profondità.

7. Uscita dall'acqua e nuotata → bisogna evitare di rimanere in immersione troppo a lungo x

non rallentare, come non bisogna anticipare troppo l'uscita x non rischiare di non sfruttare

adeguatamente la velocità subacquea.

Importanza delle mani in qualità di timone: accorgendosi di essere troppo in profondità è

sufficiente indirizzarle verso l'alto x facilitare la risalita.

L'uscita dall'acqua deve essere esplosiva, sfruttando al massimo la velocità precedentemente

accumulata.

Partenza a dorso:

è l'unica che si effettua direttamente in acqua.

Mani entrambe aggrappate alle maniglie di partenza.

Appoggiare i piedi saldamente al bordo rimanendo perfettamente immobili, effettuare la fase di

caricamento x procedere poi alla spinta verso dietro.

La spinta inizia con lo slancio del capo verso dietro, seguito dall'azione di braccia e gambe.

Il percorso aereo k ne segue risulta essere estremamente vantaggioso ed importante.

La traiettoria aerea + piatta non permette di scendere molto in profondità e quindi non consente di

sfruttare al meglio l'azione subacquea.

Anche nel dorso, l'ingresso in h2o deve avvenire passando con tutti il corpo x lo stesso punto (il

buco in h2o): mani, braccia, capo, corpo, gambe.

La fase subacquea viene nuotata in posizione estremamente idrodinamica, con le braccia distese in

alto e le mani unite, ed un'azione continua ed interrotta delle gambe k agiscono simultaneamente

come nel delfino in posizione supina, x sfruttare tutti i 15 mt concessi dal regolamento.

VIRATE

La mano con cui si prende contatto al bordo è vincolante x decidere la parte verso cui ruotare x

impostare l'azione di virata.

Regolamento tecnico nuoto: “il concorrente deve toccare la parete con una parte qualsiasi del corpo

al completamento di ogni vasca e all'arrivo”.

Virata elementare a stile libero:

permette di effettuare il ritorno in direzione opposta con una modalità esecutiva estremamente

semplice e lineare.

Una volta toccato il bordo con la mano, flettere l'avb sul braccio x avvicinare il corpo alla parete,

sfruttando anche l'inerzia del movimento, sollevare il capo x compiere un'inspirazione portando

contemporaneamente l'altro braccio in immersione in direzione opposta, x il ritorno.

La mano al bordo spinge contro la parete x aiutare il corpo a ruotare, mentre questo si posiziona in

massima raccolta, girando dalla parte opposta; il capo si immerge sott'acqua mentre il braccio di

spinta (passando x fuori) si immerge a sua volta collocandosi vicino all'altro, in posizione distesa

con le mani unite.

Di particolare importanza in questa fase: il caricamento degli aa.ii al bordo.

Virata con capovolta a stile libero:

Regolamento tecnico nuoto prevede semplicemente il contatto al bordo con qualsiasi parte del

corpo; in questo modo, evitando il contatto con le mani ma anticipando l'appoggio dei piedi al

bordo, si riesce a limitare notevolmente il tempo di esecuzione migliorando così il risultato finale

della prestazione.

Aspetti importanti:

1. la velocità esecutiva → l'andatura del nuotatore non deve ridursi ne diminuire in alcun modo

durante la virata

2. importanza del movimento di flessione del capo → la flessione del capo in avanti facilita

l'impostazione della virata xk tutto il corpo tende a seguire la traiettoria impostata dal capo

3. gestione della respirazione → espirare dal naso mantenendo la bocca chiusa x impedire

all'acqua di entrare

la virata con capovolta prevede l'avvicinamento del nuotatore alla parete e, ad una distanza di circa

1 / 2 mt , secondo la sua altezza, viene effettuata la flessione del capo in avanti, accompagnata da

un'ultima bracciata particolarmente potente. A questo punti inizia il movimento di capovolta

mantenendo l'altro braccio lungo il fianco e lasciando k le gambe, sfruttando l'inerzia del

movimento, tendano a portarsi sopra il nuotatore.

Virata a dorso:

si può eseguire sia in forma elementare k con capovolta.

Regolamento tecnico nuoto:

– è permesso al concorrente di essere completamente immerso durante la virata, x una

distanza non superiore ai 15 mt dopo la partenza e dopo ogni virata, da quel punto la testa

deve essere sopra la superficie dell'acqua

– nell'eseguire la virata il concorrente deve toccare la parete con una parte qualsiasi del corpo,

il concorrente dovrà essere ritornato ad una posizione sul dorso nel momento in cui si stacca

dalla parete

Virata elementare a dorso:

l'atleta può toccare il bordo con una mano, ruotare il capo x posizionarsi nella direzione di ritorno,

spingersi e ripartire.

Effettuata la virata sul dorso il nuotatore può rimanere in immersione fino ai 15 mt concessi dal

regolamento, aiutandosi con un'azione di gambe, normalmente compiuta con entrambi i piedi

simultaneamente a delfino

Virata con capovolta a dorso:

dalla posizione supina al nuotatore è permesso effettuare un'ultima sola bracciata in decubito prono

per nuotare in posizione supina e da qui effettuare la virata vera e propria e ritrovarsi poi in

appoggio con i piedi al bordo, sempre in posizione supina.

Virata a rana:

Regolamento tecnico nuoto:

– la testa deve rompere la superficie dell'acqua prima k le mani ruotino verso l'interno, al

culmine della parte più ampia della seconda bracciata. Fino a quando il concorrente è

completamente immerso, gli è consentito un singolo colpo di gambe a delfino verso il basso,

seguito da un colpo di gambe a rana. A seguire tutti i movimenti devono essere simultanei e

sullo stesso piano orizzontale, senza movimenti alternati.

– Il calcio a delfino non è parte del ciclo ed è permesso esclusivamente alla partenza ed alle

virate

– il tocco, ad ogni virata e all'arrivo della competizione, deve essere effettuato con entrambe le

mani simultaneamente sopra, sotto l'acqua

– una volta ripartito dal bordo con la spinta di gambe, il nuotatore deve sfruttare questa

importante fase di scivolamento in posizione di massima idrodinamicità mantenendo le

braccia distese con le mani unite ed il capo ben allineato tra le spalle: tenere la posizione x

almeno 2/3'', quindi effettuare una bracciata ampia, potente, per fuori, flettendo

successivamente gli avb sulle braccia con le mani k passano sotto il capo

Virata a delfino:

Regolamento tecnico nuoto:

– ad ogni virata e all'arrivo si deve toccare con entrambe le mani simultaneamente sopra, sotto

o al livello dell'acqua

– dopo la partenza e dopo ogni virata, è consentito al nuotatore di effettuare 1 o + colpi di

gambe ed una singola trazione subacquea con le braccia, k deve portarlo alla superficie. Al

concorrente è permesso restare in completa immersione x una distanza massima di 15mt

dopo la partenza e dopo ogni virata.

– Toccare contemporaneamente la parete con entrambe le mani

CAPITOLO 11

GINNASTICA PREPARATORIA

Obbiettivi:

1. stimolazione degli elementi costitutivi lo schema corporeo

2. grande stimolazione delle capacità coordinative e condizionali

3. miglioramento delle grandi funzioni organiche, attraverso attività di carattere generale

4. sollecitazione a livello cognitivo x ogni nuova esperienza realizzata

5. incremento della capacità attentiva

6. maggior controllo emotivo

Tempo a disposizione:

10/15' di lavoro (generalmente).

Obbiettivi della ginnastica preparatoria:

– incremento della mobilità articolare

– incremento della tonicità muscolare

– educazione respiratoria

– insegnamento degli stili a secco

– miglioramento della coordinazione → impo della coordinazione xk si adatta alla disciplina

del nuoto: “sport ciclico ad alta valenza coordinativa” → ciclicità = ripetizione del gesto

(nb: 6/11 anni → fase sensibile x il miglioramento delle capacità coordinative)

– socializzazione

Diversificazione del lavoro per fasce d'età:

in termini didattici è opportuno considerare non solo ciò k può essere proposto ma anche ciò k va

evitato x non sottoporre gli allievi a stimoli non idonei alle loro attitudini.

– età prescolare → evoluzione motoria dei bambini x la loro necessità di muoversi e giocare

(aspetto socializzante attraverso il gioco), sviluppare smb in tutte le sue forme.

– età scolare → età d'oro della motricità e dello sviluppo della coordinazione

– adulti (da 20 anni a 50) → miglioramento mobilità articolare, incremento tonicità muscolare,

esercitazioni a secco utili x inquadrare meglio l'impostazione della bracciata e del colpo di

gambe nei diversi stili

– anziani → aspetto socializzante, stimolare mobilità articolare, gestione della respirazione

CAPITOLO 12

LA SCUOLA NUOTO

Fa parte di una società sportiva affiliata alla Federazione Italiana Nuoto (FIN).

Le società k ottengono la qualifica di Scuola Nazionale Federale hanno la certificazione da parte

della FIN in merito alla qualità della didattica, dell'organizzazione, dell'idoneità, della funzionalità e

dell'igiene della struttura.

All'interno della Scuola Nazionale Federale il personale tecnico, come il coordinatore di vasca ed i

dirigenti sportivi, sono abilitati all'insegnamento.

Organizzazione della Scuola Nuoto:

è divisa in 5 punti:

– la segreteria

– la direzione tecnica → profonda conoscenza della materia

– lo staff tecnico → istruttori e assistenti bagnanti

– lo staff di supporto → addetti agli spogliatoi, pulizie, controllo h2o e impianto

– altri fattori → ambiente, posizionamento, concorrenza, accessibilità

La figura e il ruolo dell'istruttore:

deve essere in grado di ricoprire diversi ruoli ed essere in grado di mostrarsi diverso a seconda del

momento e degli allievi che ha difronte.

Regola delle 4 S:

– sapere

– saper fare

– saper far fare

– saper essere

nell'istruttore si trovano 3 figure: animatore, educatore, tecnico-insegnante.

Le basi della conoscenza dell'istruttore sono inerenti a 4 aree:

1. preparazione tecnica

2. preparazione medico-fisiologica

3. preparazione psico-pedagogica

4. preparazione metodologico-didattica

Organizzazione dell'attività:

a) 30' di ginnastica + 30' di attività

b) 20' di ginnastica + 40' di attività

c) 15' di ginnastica + 45' di attività


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie e dello sport (Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma e di Scienze della Formazione di Milano) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladelucca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria tecnica e didattica degli sport individuali- nuoto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Randetti Roberto.

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