Quando la musica cambia la vita: conoscere e interagire con “El Sistema” Abreu
Presentazione
A cura di Antonio Caroccia e Augusta Dall'Arche, atti del convegno di studi. Foggia, 23 maggio 2014. Alla memoria di Claudio Abbado.
Indice
- Presentazione
- Introduzione
- “El Sistema Abreu”: un modello didattico musicale - Mirian Gutierrez Sarpe
- Il Sistema Abreu: per un approccio cooperativo alla didattica della musica - Antonio Caroccia
- “El Sistema” Abreu in Puglia: la didattica reticolare MusicaInGioco come proposta operativa - Andrea Gargiulo
- Il Sistema Abreu a Napoli: nascita e sviluppo di Sanitansamble - Paolo Sullo
- La Piccola Orchestra delle Musiche del Mondo: i Suoni, i Segni, i Sogni - Luigia Berti
- A Slum Symphony — Allegro Crescendo: la musica come opportunità di crescita e di cittadinanza - Cristiano Barbarossa
- Le arti performative per promuovere la comunità - Salvatore Colazzo
- Quando la vita cambia la musica - Augusta Dall’Arche
- Il Disegno di legge “Abbado” per fare musica tutti - Elena Ferrara
- “El Sistema” Abreu in Italia - Tavola rotonda coordinata da Francesco Di Lernia
Presentazione
“El Sistema” è una sistematizzazione di conoscenze e pratiche collettive ed individuali della musica che, tramite cori ed orchestre sinfoniche, fungono da strumento all’organizzazione sociale e allo sviluppo umanistico. “El Sistema” è un modello pedagogico, artistico e sociale che cerca, nei bambini e nei giovani, il riscatto dell’etica e della responsabilità collettiva, partendo dalle emozioni e dalla sensibilità.
Introduzione
Quando la musica cambia la vita: conoscere e interagire con “El Sistema” Abreu accoglie le relazioni presentate durante la giornata di studio, tenutasi a Foggia il 23 maggio 2014 presso l’Auditorium del Conservatorio “Umberto Giordano”.
“El Sistema”, fondato da José Antonio Abreu in Venezuela nel 1975, oggi è un modello didattico a cui hanno aderito diversi paesi nel mondo. Mirian Gutierrez Sarpe (“El Sistema” Abreu: un modello didattico musicale) ripercorre la nascita del Sistema, sottolineandone la valenza sociale e gli assunti pedagogici di base.
Antonio Caroccia (Il Sistema Abreu: per un approccio cooperativo alla didattica della musica) evidenzia le analogie tra la metodologia del Sistema e il pensiero pedagogico che si ispira ai metodi cooperativi. Andrea Gargiulo (“El Sistema” Abreu in Puglia: la didattica reticolare MusicaInGioco come proposta operativa) fornisce una panoramica della diffusione del Sistema in Puglia e illustra i principi metodologici della didattica reticolare.
Paolo Sullo (Il Sistema Abreu a Napoli: il modello Sanitansamble) parla di Sanitansamble. Luigia Berti (La Piccola Orchestra della Musiche del Mondo: i Suoni, i Segni, i Sogni) sottolinea l’importanza del far musica insieme.
Cristiano Barbarossa (“A Slum Symphomy — Allegro Crescendo: la musica come opportunità di crescita e di cittadinanza) ripercorre i momenti più significativi del suo rapporto col Sistema. Salvatore Colazzo (Le arti performative per promuovere la comunità) suggerisce alcuni indicatori che potrebbero definire la figura dell’operatore didattico.
Augusta Dall’Arche (Quando la vita cambia la musica) afferma l’importanza di un approccio pedagogico e artistico che accolga i bisogni della vita delle persone come stimoli al rinnovamento dei linguaggi. Elena Ferrara (Il Disegno di legge “Abbado” per fare musica tutti) ripercorre le tappe fondamentali del percorso di promozione della musica nella scuola e nella società italiana e illustra il Disegno di legge “Abbado”.
“El Sistema Abreu”: un modello didattico musicale - Mirian Gutierrez Sarpe
Il Maestro e musicista venezuelano José Antonio Abreu ha fondato il Sistema Nazionale delle Orchestre e Cori Giovanili ed Infantili del Venezuela (“El Sistema”) nel 1975 con l'obiettivo di sistematizzare l’istruzione e la pratica individuale e collettiva della musica attraverso l’istituzione di orchestre sinfoniche e cori come strumenti di organizzazione sociale e sviluppo umanistico. Abreu voleva affrontare il problema di una riforma integrale dell'educazione musicale venezuelana.
- Fare della musica una pratica giornaliera e stimolante a tutti i livelli prescolari, infantili e giovanili
- Promuovere lo sviluppo del progetto in tutte le regioni venezuelane
- Formare umanisticamente e integralmente la personalità dei giovani e dei bambini per favorirne l’inserimento in una vita sociale vantaggiosa
- Realizzare, studiare e comprendere la musica evitando divisioni nette tra musica classica e folkloristica
- Favorire la convinzione che la musica sia un pilastro fondamentale della formazione integrale del cittadino
- Istituire in tutto il territorio nazionale orchestre, conservatori, centri audiovisivi e laboratori di liuteria, per raggiungere mete formative che permettessero l’accesso al grado accademico
La missione dell'arte nella crescita dei giovani va dalla formazione umanistica integrale delle personalità, al pieno inserimento del giovane e del bambino in una vita sociale positiva e costruttiva. L’arte ha smesso di essere monopolio delle élite ed è diventata un diritto di tutte le persone.
“El Sistema” racchiude una rete di 285 orchestre pre–infantili, 220 orchestre infantili, 180 orchestre giovanili, 30 orchestre professionali, 360 gruppi corali, 1355 corali associate, 20 laboratori di liuteria e un corpo di 15 mila professori lungo tutto il territorio nazionale. L’obiettivo essenziale del Sistema riguarda la partecipazione, l’integrazione, la prevenzione, la formazione e il riscatto giovanile. “El Sistema” incorpora bambini e giovani di tutte le condizioni sociali (il 66% proviene da famiglie con poche risorse economiche o che vivono in condizioni critiche o in zone vulnerabili; l’altro 34% proviene da zone urbane con migliori possibilità di accesso), divenendo esempio di inclusione di tutti i settori estratti della popolazione venezuelana.
“El Sistema” ha creato inoltre il ‘Programma di Educazione Speciale’, che facilita l’inserimento di giovani e bambini con diverse forme di handicap. Le attività orchestrali e corali tra giovani e bambini formano lo spirito di solidarietà e fratellanza, favorendo un vigoroso sviluppo dell’autostima all’interno dei valori etici ed estetici del fare musica.
Attraverso il programma “Musica e Paese”, il Sistema dedica un notevole sforzo diretto a garantire la ricerca, la conservazione, la pratica e la diffusione della musica venezuelana, con lo scopo di rafforzare la coscienza dell’identità nazionale, sociale e storica nelle nuove generazioni. L’impatto e il significato sociale del progetto orchestrale e corale si evidenzia principalmente in tre ambiti: personale–sociale, familiare e comunitario.
Nel 1998, l’UNESCO ha nominato il Maestro José Antonio Abreu Ambasciatore di Buona Volontà. Nel 1998 è stata conferita ai componenti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Giovanile del Venezuela la distinzione di Artisti dell’UNESCO per la Pace.
Il Sistema Abreu: per un approccio cooperativo alla didattica della musica - Antonio Caroccia
L’apprendimento cooperativo si basa sulla centralità dello studente, invogliato ad assumersi la responsabilità dei propri studi e incoraggiato a collaborare in lavori di gruppo. L’apprendimento cooperativo determina un più elevato livello di ragionamento, un più frequente sviluppo di nuove idee e soluzioni e un maggiore trasferimento di ciò che si è appreso da un contesto all’altro rispetto all’apprendimento competitivo o a quello individualistico. Il Sistema Abreu utilizza l’apprendimento cooperativo.
- L’apprendimento cooperativo promuove:
- Un miglioramento delle relazioni interpersonali tra gli studenti
- Il rispetto e il riconoscimento di ciascuno quale persona competente
- Una maggiore consapevolezza dei punti di vista e delle diverse prospettive
- Il pensiero creativo
- Il successo di tutti gli studenti del gruppo
Diverse sono le varianti e gli approcci al Cooperative Learning. Tra i più conosciuti:
- Learning Together
- Structural Approach
- Group Investigation
- Student Team Learning
- Complex Instructions
- Communities of Learners
- Apprendistato cognitivo
Apprendimento cooperativo: l’approccio strutturale
Spencer Kagan è considerato il ‘teorico dell’approccio strutturale all’insegnamento cooperativo’. Lo scopo di Kagan era quello di proporre qualcosa di utilizzabile concretamente e immediatamente in classe. Per Kagan l’apprendimento cooperativo è una metodologia didattica che si realizza attraverso l’adozione di un insieme di strategie di progettazione e gestione formativa che valorizzano l’impegno collaborativo, l’interazione e la responsabilità individuale dei soggetti in apprendimento.
I principi fondamentali dello Structural Approach sono l’interazione simultanea, l’uguaglianza nella partecipazione, l’interdipendenza positiva e la responsabilità individuale. Lo Structural Approach è caratterizzato, dunque, da quattro componenti:
- Gli elementi: azioni che possono avere come soggetto l’insegnante, l’alunno, il gruppo, la classe o una coppia e come destinatari a seconda dei casi l’uno o l’altro. Una sequenza di elementi funzionale a qualche scopo costituisce una struttura. Le strutture, unite ad un contenuto, danno luogo ad un’attività e a loro volta varie attività consentono di strutturare o progettare una lezione.
- La struttura è una modalità di organizzazione e strutturazione delle relazioni tra persone in gruppo in grado di ottenere o consentire esiti prevedibili.
- Le attività
- La progettazione della lezione
L’interazione di questi elementi permette di progettare in maniera efficace la lezione cooperativa. L’approccio strutturale è basato su strategie didattiche molto semplici. Kagan è un sostenitore delle intelligenze multiple, per questo suggerisce la progettazione di lezioni multi strutturali in grado di stimolare le diverse intelligenze e i diversi sensi degli allievi. Per Kagan è opportuno offrire un’ampia gamma di esperienze di apprendimento.
Group Investigation
Il Group Investigation nasce in ambiente israeliano ad opera di Yael e Shlomo Sharan e di Rachel Hertz–Lazarowitz come metodo per l’istruzione in cui gli studenti lavorano in modo collaborativo in piccoli gruppi per esaminare, fare esperienza e capire il loro argomento di studio. Questo metodo cerca di cambiare il modello interattivo, secondo cui l’insegnante pone le domande e lo studente risponde, ridefinendo i ruoli di insegnante e allievi. L’insegnante ha il compito di rispondere alle domande piuttosto che di farne più degli allievi. L’insegnante presenta un problema alla classe e i diversi gruppi realizzano una ricerca sul problema.
Student Team Learning
Approccio ideato da Robert Slavin. Questo approccio enfatizza l’importanza della motivazione estrinseca. L’insegnante fornisce incentivi e ricompense per stimolare il gruppo all’impegno e alla cooperazione. Le ricompense rappresentano un riconoscimento pubblico dei risultati raggiunti.
- Ogni componente del gruppo è responsabile del raggiungimento di questi risultati attraverso il proprio impegno e l’aiuto dei compagni.
- Le componenti principali dello Student Team Learning sono tre:
- La premiazione di gruppo
- La responsabilità individuale per sé e per gli altri
- Pari opportunità di successo
Per la valutazione, gli studenti compilano delle prove quando i compagni del team si sentono pronti. Gli studenti ricevono certificati di riconoscimento basati sul risultato medio di tutti i membri del gruppo.
La Complex Instruction di Cohen
È un programma dell’Università di Stanford che si prefigge di realizzare l’equità in classe, studiando le cause sociali delle disuguaglianze di base e costruendo pratiche educative basate soprattutto sulla cooperazione. Punta sulla modificazione dei pregiudizi negli studenti e nei docenti e sull’attribuzione di ruoli differenti per l’esecuzione di compiti complessi, per prevenire il rischio, insito nella costituzione di piccoli gruppi, di favorire i più capaci. L’eterogeneità non come svantaggio, ma come occasione di crescita sia a livello cognitivo sia sociale.
La Complex Instruction indica le strategie da seguire affinché sia data a tutti i membri di un gruppo la stessa opportunità di esprimersi e di apprendere e lo fa suggerendo cinque fasi:
- Correggere i pregiudizi sulle abilità sia degli studenti sia dell’insegnante
- Educare gli studenti all’interazione e alle specifiche competenze secondo il compito richiesto
- L’insegnante ha l’incarico di individuare compiti complessi che implichino l’applicazione di una svariata serie di atti
- Organizzare compiti complessi
- Valutare il lavoro di gruppo per poterlo migliorare
Communities of Learners
Nel modello pedagogico delle Communities of Learners la classe è immaginata come una vera e propria comunità, dove tutti possono giocare diversi ruoli, scambiandosi compiti e responsabilità. Tutti sono apprendisti. Non esiste più la figura dell’insegnante come depositario unico della conoscenza e trasmettitore ufficiale del sapere. Gli studenti sono considerati costruttori attivi della propria conoscenza.
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