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Musica, una breve introduzione

Valori musicali

Uno spot televisivo

Il primo capitolo inizia con le parole di uno spot televisivo andato in onda nel 1992, lo spot Prudential. Lo spot si apre con un ragazzo che sta ascoltando del rock; nonostante noi non lo sentiamo, riusciamo a percepire che si tratti di quest'ultimo. Lui è immerso nella musica, batte il piede a pieno ritmo e si dondola, tuttavia ci rendiamo conto che non è completamente assorbito dalla musica perché mentre la ascolta pensa anche a cosa fare e chi essere un giorno.

Quando un soggetto ascolta della musica, abbandona totalmente il mondo in cui si trova e si tuffa a pieno in un altro fatto di pensieri. Lo spot usa la musica come simbolo di aspirazione (vorrei essere un musicista) e utilizza una musica specifica: quella rock poiché è un tipo di musica in grado di arrivare ad un particolare segmento della società (20enni e 30enni). Lo spot pubblicizza piani pensionistici e sostanzialmente ci vuole dire: non importa se cambierai lavoro, puoi farlo tutte le volte che vuoi, però per adesso inizia ad affidarti ai nostri piani pensionistici che valgono anche se cambi lavoro.

Il senso dello spot emerge dall'accostamento tra la musica che si vede e quella che si sente: il rock indica gioventù, spontaneità, libertà e quindi autenticità; mentre la musica classica evoca maturità ed esigenza di assumersi responsabilità familiari e sociali. In sostanza ciò che lo spot dice è: puoi avviare un piano pensionistico responsabilmente senza rinunciare ad essere giovane e libero.

Autenticità in musica

La musica si può definire come un insieme di suoni generati piacevoli da ascoltare e che siano tali in sé e non semplicemente per il messaggio che trasmettono. La musica e le sue associazioni vanno da luogo a luogo; pertanto, essa funziona come simbolo di identità nazionale e/o regionale.

Lo spot Prudential era basato totalmente sull'autenticità poiché il rock rappresenta l'emblema di essa. L'idea di autenticità è profondamente radicata al modo di pensare rock. Questo riporta alle sue origini nei blues. I blues erano visti come l'autentica espressione di una razza oppressa, una musica che veniva dal cuore e che si contrapponeva al formalismo della musica classica.

Rousseau attaccava la musica artificiale francese e affermava che la musica italiana era libera, naturale ed esprimeva immediatamente emozioni e sentimenti. L'idea di autenticità nella musica pop non è imperniata solo sulla contrapposizione con la musica classica ma ha un aspetto etico che deriva dalla vendita del blues attraverso le re-incisioni, della musica cantata da artisti neri, di artisti bianchi. Realizzando queste cover evitavano di pagare i diritti d'autore agli artisti originali. Da questo, lo sviluppo del rock si associò all'idea che ci fosse qualcosa di disonesto nel riprodurre una musica che non fosse propria, al di là del pagamento dei diritti d'autore.

ESEMPIO: nella metà degli anni '60 gli affezionati del rock furono disgustati dal gruppo musicale The Monkees (un gruppo americano ispirato ai Beatles) perché erano visti come un gruppo sintetico e artificiale che andava contro il principio dell'autenticità.

Vi è una differenza tra musica pop e musica rock (una differenza sottolineata spesso dai musicisti rock): i musicisti rock suonano dal vivo, creano la loro musica e modellano la loro identità e quindi hanno il controllo del proprio destino. Mentre, i musicisti pop sono marionette in mano all'industria discografica che arrangiano la musica spesso composta da altri per accaparrarsi i gusti del pubblico. Così viene meno il principio dell'autenticità, per questo essi vanno messi all'ultimo posto nella gerarchia musicale.

In sostanza: la musica deve essere autentica altrimenti non è musica.

Ritorno a Beethoven

Gioia attraverso la sofferenza

La musica si trovò ad occupare gran parte del 1800, epoca del Romanticismo. I musicisti principali e più importanti di questo secolo sono Beethoven.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher education97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Museologia e storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Giuggioli Matteo.
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