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Riassunto esame motoria, docente Casolo, libro consigliato Il corpo che parla, Casolo, Melica

Riassunto per l'esame di Didattica delle attività motorie basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il corpo che parla, Casolo, Melica.
Argomenti:
Schemi motori
Funziona motoria
Comunicazione
Intelligenza umana

Esame di Metodi e didattica delle attività motorie docente Prof. F. Casolo

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Darwin le identifica come mezzi strutturati dagli essere umani per difendersi quindi sopravvivere e potersi

evolvere.

Secondo James-Lange noi proviamo un’emozione in risposta ai cambiamenti fisiologici del nostro corpo.

L’espressione emozionale prevede l’esperienza emozionale. Cannon-Bard invece afferma che la comparsa

di questi due momenti si inverte.

Vengono identificate delle principali famiglie emozionali:

Rabbia Sorpresa

Tristezza Vergogna

Paura Disgusto

Gioia Amore

Damasio propone di classificarle in: (quelle in rosso),

emozioni primarie o universali emozioni secondarie o

(gelosia, orgoglio, imbarazzo) ed (benessere, malessere, calma, tensione).

sociali emozioni di fondo

Importante è anche definire: il come un fattore genetico che rimane uguale per tutta la vita;

temperamento

inteso come lo stato d’animo che si prolunga per giorni e che influisce sul comportamento;emozioni

umore considerate come eventi di durata più breve scatenati da cause ben precise.

vere e proprie

Esse si possono scatenare del tutto automaticamente ed inconsciamente e possono essere influenzate dalla

cultura. Si esprimono attraverso il corpo.

Secondi la Pert le emozioni provocano modificazioni somatiche, vegetative e psichiche.

Bisogna inoltre distinguere i termini sentimento,emozione e passione. Il primo è uno stato affettivo di media

intensità ma di durata medio-lunga; la passione indica uno stato affettivo di notevole intensità ma di breve

durata. L’emozione è invece una reazione affettiva di elevata intensità e di durata molto limitata.

Secondo Goleman la mente umana può essere resa cosciente e allenata a: acquisire una consapevolezza

emotiva, maturare un efficiente autocontrollo, motivare se stessi, acquisire senso empatico e gestire con

efficacia le relazioni interpersonali.

Le esperienze emotive della persona possono essere considerate come il carburante del sistema energetico

della persona. Le emozioni se ben integrate nella totalità dell’essere, determinano situazioni di benessere

individuale. Cap 3 – Suono, ritmo e musica

1- Il suono

Il suono è la risultante di una successione di eventi causati da onde vibratorie che si propagano

nell’ambiente.

E’ innegabile il fatto che viviamo in un mondo di suoni, anche quando ci troviamo nel luogo più silenzioso

esso è riempito comunque da brusii.

I suoni hanno effetti anche sul corpo in quanto siamo dotati di organi sensoriali sollecitabili dalle vibrazioni

acustiche e di un sistema nervoso capace di percepirli, analizzarli e dal loro un significato.

Ogni suono è caratterizzato da alcune qualità che lo definiscono e lo classificano:

intensità timbro

(dipende dall’ampiezza della vibrazione ed è percepibile con immediatezza); (costituisce la

durata periodicità

parte qualitativa del suono ed è un aspetto non facilmente percepibile); e (sono le

l’altezza

caratteristiche temporali di ogni fenomeno sonoro) e (determina la classificazione in suoni acuti e

suoni gravi).

L’orecchio comprende l’insieme di organi congegnati e addetti per ricevere, controllare ed inviare alla

corteccia sensoriale gli stimoli sonori. E’ un apparecchio ultrasensibile; è in grado di integrare

armoniosamente i suoni e di distinguere quelli armonici da quelli disarmonici. La parte dell’orecchio deputata

a questa funzione è l’orecchio interno e precisamente l’organo del Corti.

Nei più recenti studi sui fenomeni sonori appare evidente come gli stimoli vibratori delle onde acustiche

possano influire in senso positivo o negativo la persona “risuonando” in accordo o in disaccordo con la sua

dinamica energetica.

L’influenza del suono sul sistema energetico avviene in due modalità: eccitazione o rilassamento.

Quello che noi definiamo non possiede alcuna linea melodica e non è neppure percepibile come

rumore

stimolo ritmico quindi solitamente vissuto come fastidioso.

L’esposizione ai suoni influenza la totalità della persona: può essere vantaggiosa e favorirne lo sviluppo, o al

contrario provocarne forme di stress nervoso.

2- Il ritmo

Esso può essere definito come un’organizzazione o strutturazione di eventi sonori che avvengono nel

tempo. Il ritmo deve poter essere misurabile. Esistono due categorie di fenomeni sonori: (organizzati e

ritmici

si svolgono con una successione non casuale ma organizzata) e (rappresentano tutto ciò che non

aritmici

possiede leggi di organizzazione e potrebbero essere rapportati ad una specie di caos temporale).

Tra i fenomeni ritmici possiamo distinguere ritmi che provengono dall’ambiente (estrinseci) e quelli che

appartengono alla persona (intrinseci). I fenomeni ritmici sono innumerevoli e presenti in tantissimi aspetti

del nostro universo. Per i ritmi estrinseci l’essere umano possiede un’organizzazione funzionale che rispetta

le leggi proprie della vita e viene definita come ritmo biologico o bioritmo. Quest’ultimo asseconda il

funzionamento del sistema organico.

Il ritmo non ha una funzione solo percettiva ma è insito nella motricità dell’uomo. Molti nostri organi

funzionano secondo una propria ritmicità (es. cuore); essa dipende dall’attività di alcuni centri specifici del

sistema nervoso centrale che hanno il ruolo di oscillatori o ritmatori.

La prima esperienza di interazione tra il neonato e l’ambiente è un’esperienza ritmica e si traduce con gli

scambi corporei che avvengono tra madre e figlio; attraverso il tono muscolare della madre avviene quello

che Wallon chiama “dialogo tonico”. La sua vita a partire dalle prime esperienze quotidiane sarà segnata da

un succedersi temporale di eventi: alzarsi, mangiare, scuola, …

Nell’organizzazione del tempo il bambino si adegua ad un condizionamento esterno che deve imparare ad

integrare con i propri ritmi. Il tempo viene definito come quella categoria percettiva determinata dai dati

ricevuti dall’orecchio; possiamo individuare due differenti aspetti: (rappresentato dal tipo

aspetto qualitativo

di organizzazione) e (rappresentato dalla durata e dagli eventuali intervalli presenti al

aspetto quantitativo

suo interno).

La durata è quel fenomeno temporale riconoscibile attraverso la percezione di un inizio e una fine tra i quali

si inserisce un intervallo. La percezione delle durate è il prerequisito all’apprendimento delle cadenze e delle

strutture ritmiche. Nella trasformazione di una percezione da temporale in atto motorio coordinato e

sincronico si utilizza il termine cadenza; essa definisce qualsiasi movimento eseguito con regolarità nel

tempo e facilmente riproducibile come una battuta di mani.

L’uomo è geneticamente dotato di una propria ritmicità. La voce è espressione di noi stessi, possiede

ritmicità e si fa parola quando è riempita della sonorità e della simbologia che le attribuiamo.

3- La musica

Può essere definita come l’arte di comporre i suoni secondo determinate leggi e convenzioni che

costituiscono un codice normativo. Da sempre, in ogni popolo, l’uomo ha suonato e fatto musica.

Tomatis sostiene che ovunque sulla terra la musica è parte integrante del patrimonio culturale, la si può

considerare come il riflesso della diversità delle etnie.

Bisogna sapere però che musica e linguaggio nacquero insieme esolo in secondo momento presero

direzioni differenti.

Del fenomeno musicale possiamo riconoscere molti aspetti: il ritmo, il metro (misura temporale di una

battuta), la linea melodica, …

La musica svolge un’azione benefica sull’uomo. Alcune musiche contemporanee però costituiscono un

pericolo per l’apparato uditivo, in quanto portato alla distruzione delle cellule uditive e delle sinapsi addette al

riconoscimento e alla percezione qualitativa fine dei suoni. Alcuni tipi di musiche e di suoni hanno effetti

diretti ed immediati sul nostro corpo attarverso la risonanza del diaframma. Esso è sensibile alle variazioni

emotive della persona. Recepisce i messaggi provenienti sia dall’ambiente esterno che dall’interiorità e

reagisce vibrando con modalità differenti a seconda del tipo di emozione.

Nelle attività espressive lo stimolare la motricità attraverso il supporto musicale consente di incontrare

l’interezza della persona favorendo l’aggiustamento dei ritmi personali con quelli esterni e rinforzando la

dimensione emozionale del sé grazie alla ricchezza di melodie di cui la musica dispone.

Cap 4 –Età evolutiva: obiettivi specifici di apprendimento (OSA) dell’espressione

Le prime modalità espressivo-comunicative dell’essere umano sono corporee. A partire dalla nascita il

bambino si esprime attraverso una motricità di tipo spontaneo, di natura riflessa (riflessi arcaici). Con il

tempo questi riflessi vanno gradatamente scomparendo.

Il carattere espressivo della persona si sviluppa grazie alle esperienze affettivo-emotive. Il bisogno di

esprimersi e di adattarsi all’ambiente attiverà una forte spinta in senso evolutivo di tutta la motricità fine e

globale dell’uomo.

L’aspetto espressivo della motricità del bambino si configura come una indispensabile risorsa a vantaggio

della sua sopravvivenza. Attraverso la motricità spontanea, che traduce i suoi bisogni primari, egli manifesta

i primi segnali comunicativi; mentre grazie all’espressività gestuale entra in relazione con l’ambiente:

trasmette messaggi e riceve risposte. Se queste esperienze vanno a buon fine, entrano a far parte del

bagaglio di vissuti che influiranno sull’equilibrio tonico-emozionale futuro. Al contrario il bambino proseguirà

nel pianto e nella iper-attivazione tonico-emozionale fino a quando arriverà a calmarsi senza aver

sperimentato la soddisfazione e l’emozione del piacere.

Visto che l’esperienza è vissuta e memorizzata fin dalla prima infanzia, risulta evidente l’implicazione

corporea nel rapporto dell’individuo con l’ambiente. In questo stadio evolutivo le emozioni vengono assunte

con la totalità della corporeità e dell’essere. Verso i sei mesi la motricità diventa progressivamente

controllata ed intenzionale. Il bambino inizia a padroneggiare i movimenti e a orientarli intenzionalmente

verso uno scopo.

Dai 3 ai 6 anni:

 fino ai 3 anni l’affettività viene strutturata in relazione ai vissuti tonico-emozionali madre-

bambino attraverso il dialogo tonico. Grazie al gioco tonico, vive a livello corporeo i sentimenti dell’altro.

Attraverso queste esperienze il bambino comincerà a costruire il proprio temperamento e un modo

individuale di relazionarsi con l’ambiente. A partire dai tre anni emergerà progressivamente il bisogno di

affermazione ed intraprenderà l’esperienza del sé staccandosi a poco a poco dai modelli in cui si era

identificato per costruire il suo “io” sociale: ciò coincide con la scoperta del corpo e delle varie parti.

L’affermazione di sé nel sistema socio-culturale avviene anche grazie all’accettazione da parte dell’altro; la

gestualità e la mimica diventano i principali mezzi di relazione e comunicazione più efficaci del linguaggio

verbale.

Gli studi di Montagnier hanno dimostrato che la riuscita della relazione efficace tra pari è correlata in modo

significativo con il livello di spontaneità motoria e di capacità di espressione/comunicazione corporea. La

socializzazione del comportamento ha come risultato di permetterci di dare all’altro un’immagine di noi stessi

conforme a ciò che ci si aspetta da noi. E’ indispensabile per il bambino imparare ad armonizzare e integrare

costantemente le aspirazioni ed i bisogni individuali con richieste ed influenze dell’ambiente socio-

relazionale e culturale.

La sfida che dovremo affrontare sin da bambini sarà quella di adattarci progressivamente alle norme sociali

ed ai modelli di comportamento senza perdere l’autenticità che caratterizza ognuno di noi. L’adattamento

all’ambiente viene ottenuto sia tramite continui aggiustamenti motori che con un aumento della

consapevolezza di sé nel mondo grazie alla scoperta progressiva delle proprie emozioni, dei sentimenti e di

quella motricità propria di ognuno di noi.

La comunicazione e l’espressione autentica nel bambino vengono favorite anche dallo sviluppo di una buona

percezione temporale. Con la dimensione del tempo il bambino è chiamato a rapportarsi fin dai primi giorni

di vita; man mano che cresce sperimenta con maggior consapevolezza la successione degli eventi fino ad

organizzare nel tempo la sua vita quotidiana e ciò avviene grazie ad un adeguamento progressivo del suo

“tempo vissuto” al tempo contingente imposto dall’esterno.

Nel periodo dai tre ai sei anni è importante lasciare il bambino libero di sperimentare, di scoprire e di

confrontarsi con limiti spazio-temporali, indispensabili per una buona padronanza della motricità. In questo

modo gli viene assicurata la possibilità di esprimersi attraverso la motricità che gli è propria e di acquisire

armonia fino a raggiungere il massimo dell’eleganza gestuale.

Dalle Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell’infanzia si

individuano alcuni stralci che evidenziano l’importanza dell’espressività e comunicatività corporea in questa

fascia di età; essi affermano che - questa scuola è un ambiente educativo che integra in un processo di

sviluppo unitario le differenti forme del fare, sentire ..., - richiede un clima caratterizzato da simpatia e

curiosità, - esclude impostazioni scolasticistiche, ma riconosce essenziale la relazione personale tra pari e

con gli adulti e la valorizzazione del gioco in tutte le sue forme. Inoltre - si premura che i bambini

acquisiscano atteggiamenti di sicurezza, di stima di sé e di fiducia nelle proprie capacità.- Mette il bambino

nella condizione di produrre messaggi, rielaborare,comunicare e di dimostrare capacità di immaginazione,

creatività.

Nella scuola dell’infanzia diventano obiettivi specifici di apprendimentonei bambini dai 3 ai 6 anni: la

costruzione e il rafforzamento dell’autonomia e dell’identità; la capacità di muoversi spontaneamente e in

modo guidato; il controllo dell’affettività e delle emozioni in maniera adeguata all’età; parlare, descrivere,

raccontare, dialogare con i grandi e con i coetanei; utilizzare il corpo e la voce per imitare, riprodurre

inventare suoni.

A tutti gli operatori della scuola dell’infanzia si consiglia di utilizzare proposte motorie che consentano di

sviluppare al meglio le potenzialità del bambino e di soddisfare il bisogno innato di muoversi, scoprire ed

esprimersi con situazioni-problema da vivere in forma il più possibile globale. E’ quindi preferibile proporre:

che sono utili allo sviluppo delle abilità motorie e stimolano la realizzazione di automatismi

giochi funzionali

motori; in quanto sollecitano la fantasia, la

giochi di immaginazione e di immedesimazione in personaggi

creatività e la funzione simbolica; che hanno lo scopo di sviluppare la naturale

giochi di espressione libera

ritmicità del bambino e di consolidarne l’affettività grazie all’espressione di emozioni, sensazioni. Quando

quest’ultimi sono supportati dalla musica scatenano reazioni emozionali molto coinvolgenti.

Molto importante è la scelta della musica, in quanto sarebbe opportuno privilegiare brani che si avvicinano

alla ritmicità tipica del bambino, oppure suggerire proposte musicali accompagnate dal canto e abbinate a

temi specifici.I sono importanti per lo sviluppo dell’affettività e delle relazioni

girotondi e le danzecantate

sociali grazie al carattere collettivo, alla partecipazione dell’insegnante e al canto che li accompagna e colora

di gioia.

Quando i bambini avranno familiarizzato con esperienze di tipo musicale e acquisito una certa disponibilità

corporea si può proseguire l’iter educativo con attività di espressione corporea, ossia la ricerca di sé stessi

attraverso il recupero della spontaneità. Con il supporto musicale si chiede ai bambini con movimenti, globali

o segmentari, di creare fantasiosamente vissuti motori in armonia con la musica. Si può completare l’attività

di espressività corporea con la presa di coscienza dei ritmi musicali, riprodotti con il battito delle mani e/o

l’uso di strumenti sonori. Secondo Le Boulch ogni azione percettiva va preceduta da una fase dedicata

all’aggiustamento globale in cui si presenta la propria ritmicità rapportata ai ritmi esterni. Quando il ritmo

personale e quello esterno sono in accordo viene percepito un senso di benessere. Successivo

all’aggiustamento potremo dedicarci ad un lavoro percettivo secondo una gradualità:

- scelta di un brano musicale

- presa di coscienza della linea melodica

- presa di coscienza delle variazioni della melodia

- aggiustamento e presa di coscienza del tempo

- aggiustamento e presa di coscienza delle accentuazioni presenti nella musica

- aggiustamento e percezione delle pause e dei tempi vuoti

- interiorizzazione dei tempi e chiedere ai bambini di muoversi sulla cadenza anche senza musica

- percezione del tempo con il metronomo

- abbinamento metronomo-strumenti sonori

- associazione metronomo-battito delle mani o strumenti sonori con spostamento nello spazio.

Qualunque proposta di educazione percettiva alla scuola dell’infanzia deve partire da situazioni ludiche e

motivanti. Il percorso metodologico deve essere selezionato dall’educatore in relazione alla tipologia di

bambini a cui è indirizzato.

Quindi l’espressività corporea sia che si manifesti attraverso attività di libera espressione o di gioco aiuta ad

esprimersi nel modo più autentico. L’azione educativa alla scuola dell’infanzia deve orientarsi verso lo

sviluppo della spontaneità e della naturalezza proprie del bambini di questa età.

Dai 6 agli 11 anni:

 l’ingresso alla scuola primaria può comportare stati di ansia e disagi che possono

causare problemi di comprensione. L’approccio all’apprendimento della scrittura e della lettura costituisce un

momento della crescita molto delicato e particolare in quanto il successo scolastico rappresenta, nella nostra

cultura, un vero e proprio riconoscimento sociale. L’esperienza del successo consente di affrontare con

motivazione e disponibilità il futuro; l’insuccesso può invece avere ripercussioni sull’affettività e sulla

motivazione all’apprendimento. L’efficacia del progetto educativo nella scuola primaria può dipendere anche

da quanto è stato fatto alla scuola dell’infanzia.

Alcune situazioni di aggressività o passività si ritiene abbiano le le loro radici nell’insuccesso scolastico dei

primi anni di scolarizzazione e siano dovute principalmente all’aspetto affettivo-motivazionale. Le difficoltà

scolastiche accumulate a partire dalla scuola primaria, conducono il futuro adolescente a sentirsi inadeguato

rispetto all’ambiente e tale insuccesso tende ad indebolire il sistema energetico-effettivo. Da qui le situazioni

di apatia/passività o all’estremo opposto le reazioni di aggressività o mancanza di controllo.

Le esperienze vissute con il proprio corpo rappresentano la via privilegiata per la costruzione di condizioni

pregresse indispensabili all’acquisizione del linguaggio scritto e parlato e della capacità di padroneggiare il

proprio corpo, e le attività motorio-educative costruiscono nel bambino di questa fascia di età le basi per la

realizzazione di un percorso scolastico motivante che porta alla strutturazione nel giovane di un’identità

culturale e sociale. Gli scambi con l’altro implicano l’organizzazione della sua motricità in funzione della

comunicazione. La forte motivazione che spinge ogni bambino a farsi accettare dal gruppo unita ai piaceri di

fare, giocare, e diventare insieme prendono il sopravvento sull’iniziale sensazione di disagio derivante dalla

rinuncia alla libera espressività individuale. Con il passare degli anni il bambino incomincierà ad interessarsi

di attività ludiche orientate al risultato della relazione piuttosto che alla libera espressività individuale.

Con il passare degli anni il bambino comincerà ad interessarsi di attività ludiche orientate al risultato della

relazione piuttosto che all’espressività fine a se stessa. Il bambino ama molto giocare insieme agli altri, ma

spesso è messo a confronto con modelli socio-culturali orientati all’antagonismo.

Quindi è necessario rivolgere un messaggio al mondo dello sport in parte responsabile di alcune situazioni

che si riscontrano nell’infanzia e nell’adolescenza: sport agonistico precoce, selettività in tenera età, …

Lo sport deve essere inteso come fenomeno socio-culturale positivo e trainante per la crescita dell’uomo.

Bisogna quindi sostenere la logica dello sport educativo ed abbandonare il concetto di sport agonistico-

antagonistico.

Nella fascia 6-11 anni si passa ai giochi di gruppo, giochi guidati, giochi di regole nei quali il bambino può

misurarsi con se stesso e vivere l’esperienza di gruppo. La presenza dell’educatore in queste attività è

determinante per prevenire e limitare le situazioni che possono ostacolare la cooperazione tra gli allievi.

Dalle Indicazioni Nazionali della Scuola Primaria si legge che:

- l’esperienza è l’avvio di ogni conoscenza;

- la scuola primaria insegna a tutti i fanciulli l’alfabeto dell’integrazione affettiva della personalità e pone le

basi per un’immagine realistica;

- è l’ambiente educativo di apprendimento nel quale ogni fanciullo trova le occasioni per maturare

progressivamente le proprie capacità di autonomia, relazioni umane, esplorazione;

- è consapevole che ogni dimensione simbolica che anima il fanciullo e le sua relazioni familiari e sociali è

inscindibile dalla sua corporeità;

- favorisce l’acquisizione delle varie modalità espressive di natura artistico-musicale;

- il percorso realizzato in questa scuola promuove l’educazione integrale della personalità dei fanciulli,

stimolandoli all’esercizio dell’autonomia personale.

Gli obiettivi specifici di apprendimento riferiti all’attività espressiva riguardano: usare consapevolmente il

linguaggio del corpo utilizzando vari codici espressivi; rappresentare stati d’animo, idee e storie mediante

gestualità e posture; risolvere in forma originale e creativa un problema motorio e sportivo; stabilire corretti

rapporti interpersonali.

Secondo Piaget il periodo compreso tra i 6 e 12 anni rappresenta il momento in cui il bambino è capace di

operazioni intellettive nuove, che egli definisce “azioni interiorizzate che diventano reversibili”.

Ciò che interessa agli operatori del movimento umano è che tale processo intellettivo avvenga a partire da

azioni vissute e successivamente interiorizzate che divengono poi modelli mentali trasferibili a situazioni

analoghe ma nuove.

L’evoluzione dell’intelligenza cognitiva ha influenze anche sul corpo e sulle modalità di apprendimento

motorio. Secondo Piaget siamo nella fase del “corpo rappresentato” in cui il fanciullo diviene capace di

adeguare gli automatismi a seconda delle differenti situazioni motorie che si presentano. Inizialmente si

potrebbero utilizzare tutte le attività motorie che favoriscono lo sviluppo dell’espressivitàdel bambino

attraverso il linguaggio corporeo. Potranno seguire poi i giochi di imitazione, giochi organizzati in forma di

competizione, giochi di regole che consentiranno al bambino di vivere l’esperienza del protagonismo e

l’emozione della cooperazione.

Alla scuola primaria assumono grande rilievo i per la presenza delle regole e della

giochi di regoleproprio

loro realizzazione in gruppi e in squadre. Il rispetto delle regole è un elemento fondante lo sviluppo della

cooperazione e della vita sociale. Si consiglia quindi di cominciare sempre da regole semplici che potranno

poi essere modificate. Le regole, vissute come elemento caratteristico del gioco, sono la base della lealtà

sportiva e del divertimento ludico. Nonostante la loro presenza, l’espressività e la spontaneità motoria del

bambino non vengono meno.

Corpo, mente ed affettività sono fortemente e congiuntamente coinvolti quindi non ha senso prendersi cura

esclusivamente dello sviluppo cognitivo, incominciando a trascurare la sfera motoria, affettiva, emotiva ed

espressiva.Si ritiene quindi importanteuna continuità educativa che educhi il bambino come persona totale.

Ad esempio muoversi su una musica ben cadenzata aiuta il bambino a disciplinare il suo corpo, agestire una

motricità incontrollata ricreando una forte sensazione di benessere unita al piacere di sentire di appartenere

al proprio corpo.

A livello operativo si può proporre un percorso metodologico che, attraverso situazioni motorie ritmiche

supportare dalla musica, consenta di acquisire concetti spaziali e temporali tramite l’apprendimento globale

e per rappresentazione mentale. Il lavoro con la musica può svilupparsi in due sensi differenti: uno che

segue la ritmicità e si configura attraverso la realizzazione di passi, figure e sequenze motorie; l’altro

riguarda l’espressione di sensazioni ed emozioni. Attraverso il lavoro fatto nell’infanzia, che viene poi ripreso

nella primaria, il bambino ha imparato a riconoscere i differenti tempi e sincronizzarli con gli spostamenti

grazie alle esperienze sull’uso dello spazio.

Si può dire, però, che ogni esperienza viene meglio appresa se seguita dalla verbalizzazione in cui si

mettono in evidenza le modalità adottate nella realizzazione, le motivazioni che hanno spinto a quella

particolare scelta e le eventuali difficoltà incontrate.

Dai 12 ai 14 anni:

 all’inizio della spinta pubertaria si rende necessario il consolidamento della motricità

globale, della capacità di controllo del corpo e di un buon apprendimento motorio, della capacità di

controllarsi e prendere coscienza delle proprie emozioni ed esprimerle, attraverso laconsapevolezza dei


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico) (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e didattica delle attività motorie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Casolo Francesco.

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