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Riassunto esame Didattica e metodologie delle attività motorie, prof. Casolo, libro consigliato Il corpo che parla. Comunicazione ed espressività nel movimento umano, Casolo, Melica

Riassunto per l'esame di Didattica e metodologia delle attività motorie.
Basato su appunti personali e sullo studio autonomo del testo consigliato dal docente "Il corpo che parla. Comunicazione ed espressività nel movimento umano". Argomenti: funzione motoria e atto comunicativo,espressività ed emotività
suono, ritmo e musica, DSA.

Esame di Metodi e didattica delle attività motorie docente Prof. F. Casolo

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Il neonato parla con il linguaggio del corpo e dei gesti; questi diventano espressione di emozioni, sentimenti

linguaggio accompagna l’uomo

ed intenzionalità e mezzo per entrare in relazione con i nostri simili; questo

per tutto l’arco della vita. Mentre il linguaggio comunicativo del corpo e dei suoi movimenti è intrinseco, la

comunicazione verbale è estrinseca.

Il movimento dell’uomo ha due aspetti fondamentali: quello della transitività (legato all’efficacia e alla

coordinazione del gesto in funzione di obiettivi funzionali) e quello espressivo-comunicativo (legato al

significato che le posture e gli atti motori portano con sé).

La comunicazione tra gli esseri umani si attiva quando un soggetto entra nello spazio sensoriale di un altro

soggetto e si avvale del linguaggio, costituito da segni che possono essere trasmessi attraverso due canali:

verbale e non verbale.

Il linguaggio umano utilizza le parole che possono essere articolate in frasi di senso compiuto grazie ad un

processo di acquisizione e di controllo della motricità fine della muscolatura della bocca. Con l’alfabeto l’uomo

ha imparato a scrivere i suoi suoni: ad ogni fonema corrisponde un grafema.

è definito come insieme di suoni e dei segni comprensibili ed elaborabili all’interno di un gruppo

Il linguaggio

o comunità che condivide la stessa lingua e la stessa cultura.

La comunicazione tra soggetti avviene attraverso vari tipi di linguaggio e si esprime a due livelli: il messaggio

primario che consiste in proposizioni comunicate volontariamente, e il cosiddetto metamessaggio che

comunica il modo di essere dell’individuo attraverso il linguaggio non verbale.

La comunicazione corporea può essere attivata attraverso segni convenzionali e gesti spontanei; la

comunicazione non verbale ha luogo ogni qualvolta una persona influenza un’altra attraverso essi.

I gesti messaggio hanno la funzione di sostituire la comunicazione verbale quando non vi sono le condizioni

affinchè questa possa avvenire con efficacia. Possono essere convenzionali (quando sono interpretabili allo

stesso modo da tutti) e convenzionati (quando vengono interpretati da poche persone).

Due psicologi Ekman e Freisen, per quanto riguarda la gestualità degli arti superiori e delle mani, arrivano a

distinguere:

- gesti emblematici

- gesti illustratori

- gesti regolatori

- gesti indicatori di stato emotivo

- gesti di adattamento

- segnali barriera.

Ciascuno di noi quando attiva una comunicazione interpersonale si colloca nei confronti dell’interlocutore ad

una certa distanza. La prossemica studia le modalità di rapporto all’interno dello spazio di relazione tra esseri

umani.

Hall definisce la prossemica come lo studio dei modi con cui l’uomo acquista conoscenza del contenuto delle

menti di altri uomini; individua quattro differenti distanze di comunicazione e relazione tra le persone: distanza

attuata quando l’uomo chiacchiera

intima quando vi è un rapporto di intima confidenza; distanza personale

con gli altri; la distanza sociale che non impone neccessariamente una relazione diretta con chi sta di fronte;

distanza pubblica utilizzata prevalentemente per situazioni comunicative monodirezionali (es. lezione docente

universitario).

Intelligenza

Ci sono varie definizioni di intelligenza, anche se tutte tendono a valorizzare la componente relazionale della

mente umana.

della psicologia, lo studio dell’intelligenza umana è sottovalutato in rapporto all’importanza che in

Nella storia

realtà avrebbe dovuto avere a causa della difficoltà incontrata nell’eseguire ricerche sperimentali ed alla

tendenza a ridurre l‘intelligenza all’apprendimento.

oggi può essere definita come l’insieme dei processi mentali semplici e complessi che

L’intelligenza

consentono all’uomo la risoluzione dei problemi, derivanti dal rapporto con l’ambiente, che implicano una

l’ambiente stesso.

ristrutturazione del rapporto adattivo con

 Pierre Vayer: la metodologia si fonda sulla possibilità di utilizzare la psicomotricità per educare e per

intellettiva dell’uomo. Egli dimostra come

rieducare non solo la parte di fisicità ma anche la parte psico-

il corpo sia il primo ed efficace mezzo di comunicazione con il mondo degli oggetti e degli altri.

L’intelligenza del bambino incomincia a svilupparsi nella misura in cui lo stesso conquista

progressivamente l’uso del Durante l’infanzia il corpo diventa il medium

corpo. ed il mezzo per

soddisfare il suo bisogno di relazione con il mondo.

La comunicazione verbale si innesta, infatti, successivamente al dialogo corporeo.

Vayer individua nella comunicazione con l’altro 3 piani attravreso i quali si attiva: dialogo tonico,

dialogo gestuale e dialogo verbale.

 Jean Le Bloulch: rigetta ogni tipo di dualismo filosofico che separa anima e corpo. Secondo lui tutti i

movimenti nell’uomo sono forme di condotte orientate verso l’ambiente esterno e verso il mondo.

La motricità è un insieme di attività estremamente complesse ma sempre legate al cognitivo e in

interazione con l’emisfero dominante dal quale, tanto più i movimenti si automatizzano, può anche

allontanarsi e sfuggire per acquisire una propria autonomia.

Le implicazioni didattico-educative che derivano dalla teoria di Le Boulch sono nuove ed originali:

l’apprendimento motorio non avviene meccanicamente, ma si struttura in modo efficace attraverso

-

varie fasi

l’apprendimento è tanto più veloce quanto il soggetto ha interiorizzato e strutturato lo schema

-

corporeo. ha orientato i suoi studi verso la scoperta e la classificazione dei bisogni dell’uomo

 Abraham Maslow:

che possono influenzare o meno la capacità di apprendimento/intelligenza.

La piramide dei bisogni, secondo Maslow, si articola in cinque livelli:

bisogni fisiologici necessari alla sopravvivenza, vanno soddisfatti per primi;

bisogni di sicurezza per gestire e organizzare con serenit il comportamento;

bisogni di appartenenza utili per instaurare rapporti interpersonali ed amicizie;

bisogni di stima e bisogni di autostima che soddisfano il desiderio di rispetto e reputazione da parte

degli altri, ma anche il desiderio di sentirsi adeguati e gratificati nel mondo, generando fiducia in se

stessi e nelle proprie capacità.

Al culmine della piramide troviamo i bisogni di autorealizzazione. Questa si esprime attraverso la

manifestazione spontanea di valori buoni quali espressività spontanea, altruismo, creatività

Secondo l’autore è necessario distinguere tra creatività derivante da talento (ereditata geneticamente)

e creatività derivante dall’autorealizzazione (intesa come capacità di esprimere la propria personalità,

quindi è presente in ognuno di noi).

Le persone che si autorealizzano sono semplici, spontanee, con comportamento non convenzionale.

Per Maslow l’espressività del comportamento può essere di due tipi: strumentale (dove atteggiamenti,

posture vengono assunti con intenzionalità) e spontanea.

per lui gli “intelligenti” non sono solo coloro che che sanno utilizzare con efficacia le

 Howard Gardner:

abilità logico-matematiche o linguistiche, ma anche tutte quelle persone che sanno padroneggiare con

efficacia il proprio corpo per esprimere e comunicare il proprio modo di essere.

Secondo Gardner gli uomini si distinguono perché sono portatori di forme di intelligenze diverse:

intelligenza linguistico-verbale

intelligenza logico-matematica

intelligenza musicale

intelligenza visivo-spaziale

intelligenza corporeo-cinestetica

intelligenza interpersonale

intelligenza intrapersonale

intelligenza naturalistica

intelligenza esistenziale o filosofica.

Gardner sostiene che vi è un’equivalenza perfetta tra intelligenza corporea e tutte le altre tipologie di

intelligenza. afferma che vi è la possibilità per l’uomo di poter conoscere e controllare le proprie

 Daniel Goleman: “intelligenza

emozioni, inoltre sostiene che questo processo di acquisizione di emotiva” possa essere

indotto ed educato e propone un modello di insegnamento che prevede un educazione emozionale.

Secondo Goleman dall’intelligenza emotiva dipendono anche l’intelligenza cognitiva e la capacità di

motivare e guidare se stessi verso l’azione operativa. La scuola dovrebbe porsi come obiettivo

dell’autoconsapevolezza, della gestione delle proprie

educativo il raggiungimento, in ogni allievo,

emozioni e della capacità di incanalarle in armonia con il corpo.

Questo autore definisce l’intelligenza emotiva come la capacità di motivare se stessi, di persistere nel

perseguire un obiettivo nonstante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare le gratificazioni,

di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere

L’emotività

empatici e di sperare. svolge un ruolo importante in quanto condiziona il modo di pensare,

di relazionarsi e di muoversi nell’ambiente.

Arriva a definire un percorso di sensibilizzazione che parte dalla consapevolezza emotiva, prosegue

con l’autocontrollo, si trasforma in auto-motivazione e si conclude nella gestione delle relazioni

interpersonali positive.

Cap 2 Espressività ed emotività. Cenni di neuroanatomia e neurofisiologia

1- Muscoli e tono muscolare

L’espressività corporea nell’uomo si manifesta attraverso modificazioni posturali e funzionali indotte dalla

contrazione dei muscoli. Il sistema neuromuscolare reagisce a stimolazioni ambientali, motivazioni ed

emozioni interne attraverso un sistema di modulazione del tono muscolare che funziona principalmente in

modo riflesso ed automatizzato.

Il tono muscolare è il grado di tensione esprimibile da ogni nostro muscolo; se ne distinguono tre tipi:

- tono basale che si rileva anche quando il muscolo è a riposo

- tono posturale indica la tensione muscolare impiegata da ogni muscolo per contrarsi in modo statico

mantenendo inalterata la sua lunghezza

- tono funzionale esprime il grado di tensione necessario ad un muscolo per contrarsi apportando una

variazione di lunghezza.

Il sistema muscolare è in grado di trasformare l’energia chimica, assunta dagli alimenti, in energia che produce

tono muscolare.

La muscolatura può essere liscia o striata, volontaria o involontaria.

La tipologia delle fibre che possono costituire la muscolatura striata può essere ricondotta a tre categorie: fibre

rapide (muscoli ricchi di una proteina chiamata actina; hanno la funzione di fasica o transitiva del movimento.

Ci servono per compiere azioni globali, movimenti segmentari e gesti sportivi; il loro dispendio di energia è

(definiti rossi perché ricchi di un’altra proteina chiamata miosina; espletano

consistente); fibre lente la funzione

tonica e sono muscoli localizzati più in profondità. Il loro dispendio di energia è limitato); fibre miste (muscoli

caratterizzati dalla compresenza di fibre toniche e fibre basiche).

Questo tipo di muscolatura svolge quattro diversi tipi di funzioni:

- tonica di base

- tonico-posturale

- tonico-funzionale

- tonico-espressiva.

Oggi si ritiene che i vissuti affettivo-emotivi possano condizionare la regolazione del tono muscolare.

2- La funzione reticolare

Il sistema muscolare assolve a differenti tipi di funzioni tra cui la funzione tonica e la funzione basica. Secondo

Le Boulch la prima è supportata dalla formazione reticolare del tronco celebrare, mentre la seconda da quella

del talamo e dei corpi striati che controllano gli automatismi.

Il controllo e la regolazione del sistema tonico dipendono dall’attività della formazione reticolare correlata

e all’equilibrio del sistema nervoso energetico-affettivo

anche al funzionamento della persona.

La formazione reticolare è una fitta rete di neuroni, tra loro interconnessi, situata nella parte ventro-mediale

del tronco celebrale. Essa ha prolungamenti che si diffonono verso la corteccia celebrale e verso il midollo

spinale; ha tre importanti funzioni: ha effetto sulla regolazione e controllo sulla muscolatura; offre un aiuto

significativo alle funzioni “più nobili” del sistema nervoso centrale; infine viene coinvolta nella funzionalità della

memoria cinestesica e nella presa di coscienza e controllo degli stati affettivo-emotivi della persona.

3- Sistema energetico e sistema operativo

Il sistema nervoso centrale ci mette in relazione con il mondo esterno. Le Boulch sostiene che vi siano due

sottostrutture all’interno del sistema nervoso centrale: il sistema operativo (che veicola le informazioni

ascendenti e discendenti) e il sistema energetico (trasporta e gestisce energia).

Quest’utimo viene influenzato dai vissuti affettivi ed emotivi della persona; è strettamete connesso alla postura.

Secondo Le Boulch esso si struttura a partire dalla nascita attraverso tutti i vissuti affettivi con i quali il bambino

si confronta. esterno e consente l’esecuzione

Il sistema operativo invece è orientato verso il mondo di movimenti, azioni

nell’ambiente. Il suo compito è quello

coordinazioni e tutto ciò che è necessario alla persona per fare e agire

di raccogliere informazioni dall’ambiente attraverso gli analizzatori sensoriali, elaborarle e rispondere

motoriamente. La sua organizzazione, secondo Jackson, si articola in tre livelli: livello riflesso, livello degli

automatismi e livello volontario.

4- Le posture

Vi sono varie definizioni del termine postura:

Vincenzini afferma che essa è la posizione che un corpo occupa nello spazio, sia nel suo insieme, sia nelle

la definisce come l’espressione del modo di essere al mondo in questo determinato

singole parti; Ruggieri

momento; Annibaldi invece come la posizione che il corpo assume sia da fermo che in movimento e anche

dà una sua definizione: ossia la intende come l’espressione visibile dell’Essere che c’è in ogni persona.

Bertelè

La postura comporta un intervento tonico-muscolare attivo per contrastare la forza di gravità. Il mantenimento

di determinate posture è per lo più inconsapevole.

La postura corretta è quella caratterizzata da equilibrio, stabilità, economicità, naturalezza. Le posture

connotano la modalità individuale e personale di assumere determinate posizioni del corpo nello spazio.

L’uomo, dalla nascita in poi, attiva aggiustamenti posturali che coinvolgono tutto il corpo, con lo scopo primario

di contrastare la forza di gravità per stabilizzarsio e sopravvivere nell’ambiente.

Secondo Ruggieri i primi adattamenti posturali del bambino dipendono dal rapporto corporeo e psico-affettivo

che instaura con la madre.

Le nostre posture però non sono da considerarsi totalmente strutturate ed immodificabili ma, al contrario, ogni

atteggiamento posturale può essere modificato o ristrutturato.

I vizi posturali e gli atteggiamenti scorretti assunti nel corso dell’età evolutiva potrebbero dipendere anche da

cause emotivo-affettive e psicologiche.

5- Le emozioni

riconducibile alla radice “emo” sangue, unita alla parola azione. Emozione vuol dire

Il termine emozione è

azione che si fa sangue. Nei momenti più critici della nostra vita l’aspetto affettivo-emozionale (il cuore) prevale

sulla mente razionale (il cervello).

Ogni emozione ci predispone ad agire in modo personale ed originale orientandoci verso una direzione che si

era già rivelata proficua per superare quel problema e ogni uomo costruisce un vero e proprio repertorio

emozionale utile per la sua sopravvivenza nell’ambiente.

Darwin le identifica come mezzi strutturati dagli essere umani per difendersi quindi sopravvivere e potersi

evolvere. noi proviamo un’emozione in risposta ai cambiamenti fisiologici del nostro corpo.

Secondo James-Lange

L’espressione emozionale prevede l’esperienza emozionale. Cannon-Bard invece afferma che la comparsa di

questi due momenti si inverte.

Vengono identificate delle principali famiglie emozionali:

Rabbia Sorpresa

Tristezza Vergogna

Paura Disgusto

Gioia Amore

Damasio propone di classificarle in: emozioni primarie o universali (quelle in rosso), emozioni secondarie o

sociali (gelosia, orgoglio, imbarazzo) ed emozioni di fondo (benessere, malessere, calma, tensione).

Importante è anche definire: il temperamento come un fattore genetico che rimane uguale per tutta la vita;

inteso come lo stato d’animo che si prolunga per giorni e che influisce sul comportamento;

umore emozioni

vere e proprie considerate come eventi di durata più breve scatenati da cause ben precise.

Esse si possono scatenare del tutto automaticamente ed inconsciamente e possono essere influenzate dalla

cultura. Si esprimono attraverso il corpo.

Secondi la Pert le emozioni provocano modificazioni somatiche, vegetative e psichiche.

Bisogna inoltre distinguere i termini sentimento, emozione e passione. Il primo è uno stato affettivo di media

intensità ma di durata medio-lunga; la passione indica uno stato affettivo di notevole intensità ma di breve

durata. L’emozione è invece una reazione affettiva di elevata intensità e di durata molto limitata.

Secondo Goleman la mente umana può essere resa cosciente e allenata a: acquisire una consapevolezza

emotiva, maturare un efficiente autocontrollo, motivare se stessi, acquisire senso empatico e gestire con

efficacia le relazioni interpersonali.

Le esperienze emotive della persona possono essere considerate come il carburante del sistema energetico

emozioni se ben integrate nella totalità dell’essere, determinano situazioni di benessere

della persona. Le

individuale. –

Cap 3 Suono, ritmo e musica

1- Il suono propagano nell’ambiente.

Il suono è la risultante di una successione di eventi causati da onde vibratorie che si

E’ innegabile il fatto che viviamo in un mondo di suoni, anche quando ci troviamo nel luogo più silenzioso esso

è riempito comunque da brusii.

I suoni hanno effetti anche sul corpo in quanto siamo dotati di organi sensoriali sollecitabili dalle vibrazioni

acustiche e di un sistema nervoso capace di percepirli, analizzarli e dal loro un significato.

Ogni suono è caratterizzato da alcune qualità che lo definiscono e lo classificano:

(dipende dall’ampiezza della vibrazione

intensità ed è percepibile con immediatezza); timbro (costituisce la

parte qualitativa del suono ed è un aspetto non facilmente percepibile); durata e periodicità (sono le

l’altezza

caratteristiche temporali di ogni fenomeno sonoro) e (determina la classificazione in suoni acuti e

suoni gravi).

L’orecchio comprende l’insieme di organi congegnati e addetti per ricevere, controllare ed inviare alla corteccia

sonori. E’ un apparecchio ultrasensibile; è in grado di integrare armoniosamente

sensoriale gli stimoli i suoni

e di distinguere quelli armonici da quelli disarmonici. La parte dell’orecchio deputata a questa funzione è

l’orecchio interno e precisamente l’organo del Corti.

Nei più recenti studi sui fenomeni sonori appare evidente come gli stimoli vibratori delle onde acustiche

possano influire in senso positivo o negativo la persona “risuonando” in accordo o in disaccordo con la sua

dinamica energetica.

L’influenza del suono sul sistema energetico avviene in due modalità: eccitazione o rilassamento.

Quello che noi definiamo rumore non possiede alcuna linea melodica e non è neppure percepibile come

stimolo ritmico quindi solitamente vissuto come fastidioso.

L’esposizione ai suoni influenza la totalità della persona: può essere vantaggiosa e favorirne lo sviluppo, o al

contrario provocarne forme di stress nervoso.

2- Il ritmo

Esso può essere definito come un’organizzazione o strutturazione di eventi sonori che avvengono nel tempo.

Il ritmo deve poter essere misurabile. Esistono due categorie di fenomeni sonori: ritmici (organizzati e si

svolgono con una successione non casuale ma organizzata) e aritmici (rappresentano tutto ciò che non

possiede leggi di organizzazione e potrebbero essere rapportati ad una specie di caos temporale).

distinguere ritmi che provengono dall’ambiente (estrinseci)

Tra i fenomeni ritmici possiamo e quelli che

appartengono alla persona (intrinseci). I fenomeni ritmici sono innumerevoli e presenti in tantissimi aspetti del

nostro universo. Per i ritmi estrinseci l’essere umano possiede un’organizzazione funzionale che rispetta le

leggi proprie della vita e viene definita come ritmo biologico o bioritmo. Quest’ultimo asseconda il

funzionamento del sistema organico.

Il ritmo non ha una funzione solo percettiva ma è insito nella motricità dell’uomo. Molti nostri organi funzionano

essa dipende dall’attività di alcuni centri specifici del sistema nervoso

secondo una propria ritmicità (es. cuore);

centrale che hanno il ruolo di oscillatori o ritmatori. e l’ambiente è un’esperienza ritmica e si traduce con gli

La prima esperienza di interazione tra il neonato

scambi corporei che avvengono tra madre e figlio; attraverso il tono muscolare della madre avviene quello che

Wallon chiama “dialogo tonico”. La sua vita a partire dalle prime esperienze quotidiane sarà segnata da un

succedersi temporale di eventi: alzarsi, mangiare, scuola, …

Nell’organizzazione del tempo il bambino si adegua ad un condizionamento esterno che deve imparare ad

integrare con i propri ritmi. Il tempo viene definito come quella categoria percettiva determinata dai dati ricevuti

dall’orecchio; possiamo individuare due differenti aspetti: aspetto qualitativo (rappresentato dal tipo di

organizzazione) e aspetto quantitativo (rappresentato dalla durata e dagli eventuali intervalli presenti al suo

interno).

La durata è quel fenomeno temporale riconoscibile attraverso la percezione di un inizio e una fine tra i quali si

inserisce un intervallo. La percezione delle durate è il prerequisito all’apprendimento delle cadenze e delle

strutture ritmiche. Nella trasformazione di una percezione da temporale in atto motorio coordinato e sincronico

si utilizza il termine cadenza; essa definisce qualsiasi movimento eseguito con regolarità nel tempo e

facilmente riproducibile come una battuta di mani.

L’uomo è geneticamente dotato di una propria ritmicità. La voce è espressione di noi stessi, possiede ritmicità

e si fa parola quando è riempita della sonorità e della simbologia che le attribuiamo.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico) (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PaolaArpini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e didattica delle attività motorie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Casolo Francesco.

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