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Cap 1 - Funzione motoria ed atto comunicativo

La funzione motoria raggruppa tutti i movimenti che l’uomo può compiere con il proprio corpo per rapportarsi con l’ambiente fisico e socio-relazionale. Questa funzione non viene utilizzata solo per muoversi nell’ambiente, ma anche per provvedere ai bisogni essenziali; è strutturata per interagire con l’ambiente attraverso la funzione motoria. Il corpo umano è concepito e conformato per muoversi.

Le principali funzioni del movimento

  • Sviluppo delle capacità intellettive
  • Sviluppo e conservazione della funzionalità dell’organismo
  • Sviluppo delle capacità e delle abilità
  • Sviluppo delle capacità di espressione e di relazione

Secondo J. Le Boulch, il sistema nervoso centrale entro il primo anno di vita è in grado di coordinare il sistema vegetativo ed il sistema di relazione. Le esperienze motorie portano il neonato prima ed il bambino poi a conoscere e sperimentare il rapporto con l’ambiente e hanno un ruolo decisivo nell'elaborazione delle informazioni sensoriali provenienti dall’esterno e dall’interno del nostro corpo. Tali stimolazioni attivano e sviluppano i processi che sono alla base della costruzione della memoria.

Giugni afferma che le prestazioni motorie, quando impostano una rapida continuità di movimenti coordinati, creano stabilmente nel soggetto un rilevante patrimonio psichico e mnemonico. Gesell dimostra come lo sviluppo motorio abbia un ruolo fondamentale nella formazione della personalità e dell’intelligenza infantile.

Gli effetti del movimento sulle differenti componenti del sistema nervoso sono: miglioramento quantitativo e qualitativo della funzionalità delle vie sensoriali afferenti, aumento di opportunità di elaborazione e delle capacità di analisi scelta e gestione delle informazioni, strutturazione e memorizzazione di programmi motori, miglioramento del controllo motorio nei movimenti globali e di coordinazione fine...

La funzione motoria provoca modificazioni positive in gran parte dell’organismo. Due terzi degli italiani conducono una vita prevalentemente sedentaria e molte problematiche che interessano gli adulti dipendono dalla carenza di movimento; basterebbe un piccolo sforzo prolungato per bruciare i grassi in eccesso ed ottenere benefici funzionali e psico-fisici.

L’attività fisica abitudinaria e moderata rappresenta oggi il modo più naturale e più economico per mantenere lo stato di salute e di benessere. Solo 30/40 anni fa, il rapporto tra uomo e movimento era ben consolidato; oggi non c’è né spazio né tempo per muoversi.

La crescita motoria viene condizionata dal patrimonio genetico e dall’interazione ambientale. Questa crescita viene definita come processo che porta il bambino ad acquisire le abilità motorie di base, gli schemi posturali grossi motori di base costituiscono le abilità che l’uomo costruisce nel corso del processo evolutivo del movimento umano e controllo delle posture. Gli schemi compongono la motricità abituale dell’uomo. La costruzione e il consolidamento della motricità può avvenire solo se maturano le condizioni strutturali e funzionali che sono state individuate nei prerequisiti del movimento.

Dal momento della nascita il neonato dispone di alcuni movimenti:

  • Movimenti innati, ossia quelli legati alla sopravvivenza quali la respirazione, il pianto...
  • Massivi incontrollati, in quanto interessano contemporaneamente più parti del corpo e non sono apparentemente diretti ad uno scopo
  • Atetotici, i quali sono realizzati in forma segmentaria e in condizione di calma

Il neonato parla con il linguaggio del corpo e dei gesti; questi diventano espressione di emozioni, sentimenti ed intenzionalità e mezzo per entrare in relazione con i nostri simili; questo linguaggio accompagna l’uomo per tutto l’arco della vita. Mentre il linguaggio comunicativo del corpo e dei suoi movimenti è intrinseco, la comunicazione verbale è estrinseca.

Il movimento dell’uomo ha due aspetti fondamentali: quello della transitività (legato all’efficacia e alla coordinazione del gesto in funzione di obiettivi funzionali) e quello espressivo-comunicativo (legato al significato che le posture e gli atti motori portano con sé).

La comunicazione tra gli esseri umani si attiva quando un soggetto entra nello spazio sensoriale di un altro soggetto e si avvale del linguaggio, costituito da segni che possono essere trasmessi attraverso due canali: verbale e non verbale.

Il linguaggio umano utilizza le parole che possono essere articolate in frasi di senso compiuto grazie ad un processo di acquisizione e di controllo della motricità fine della muscolatura della bocca. Con l’alfabeto l’uomo ha imparato a scrivere i suoi suoni: ad ogni fonema corrisponde un grafema.

Il linguaggio è definito come insieme di suoni e dei segni comprensibili ed elaborabili all’interno di un gruppo o comunità che condivide la stessa lingua e la stessa cultura. La comunicazione tra soggetti avviene attraverso vari tipi di linguaggio e si esprime a due livelli: il messaggio primario che consiste in proposizioni comunicate volontariamente, e il cosiddetto metamessaggio che comunica il modo di essere dell’individuo attraverso il linguaggio non verbale.

La comunicazione corporea può essere attivata attraverso segni convenzionali e gesti spontanei; la comunicazione non verbale ha luogo ogni qualvolta una persona influenza un’altra attraverso essi.

I gesti messaggio hanno la funzione di sostituire la comunicazione verbale quando non vi sono le condizioni affinché questa possa avvenire con efficacia. Possono essere convenzionali (quando sono interpretabili allo stesso modo da tutti) e convenzionati (quando vengono interpretati da poche persone).

Due psicologi, Ekman e Freisen, per quanto riguarda la gestualità degli arti superiori e delle mani, arrivano a distinguere:

  • Gesti emblematici
  • Gesti illustratori
  • Gesti regolatori
  • Gesti indicatori di stato emotivo
  • Gesti di adattamento
  • Segnali barriera

Ciascuno di noi quando attiva una comunicazione interpersonale si colloca nei confronti dell’interlocutore ad una certa distanza. La prossemica studia le modalità di rapporto all’interno dello spazio di relazione tra esseri umani. Hall definisce la prossemica come lo studio dei modi con cui l’uomo acquista conoscenza del contenuto degli elementi di altri uomini; individua quattro differenti distanze di comunicazione e relazione tra le persone:

  • Distanza intima quando vi è un rapporto di intima confidenza
  • Distanza personale attuata quando l’uomo chiacchiera con gli altri
  • Distanza sociale che non impone necessariamente una relazione diretta con chi sta di fronte
  • Distanza pubblica utilizzata prevalentemente per situazioni comunicative monodirezionali (es. lezione docente universitario)

Intelligenza

Ci sono varie definizioni di intelligenza, anche se tutte tendono a valorizzare la componente relazionale della mente umana. Nella storia della psicologia, lo studio dell’intelligenza umana è sottovalutato in rapporto all’importanza che in realtà avrebbe dovuto avere a causa della difficoltà incontrata nell’eseguire ricerche sperimentali ed alla tendenza a ridurre l‘intelligenza all’apprendimento.

L’intelligenza oggi può essere definita come l’insieme dei processi mentali semplici e complessi che consentono all’uomo la risoluzione dei problemi, derivanti dal rapporto con l’ambiente, che implicano una ristrutturazione del rapporto adattivo con l’ambiente stesso.

  • Pierre Vayer: la metodologia si fonda sulla possibilità di utilizzare la psicomotricità per educare e per rieducare non solo la parte di fisicità ma anche la parte psico-intellettiva dell’uomo. Egli dimostra come il corpo sia il primo ed efficace mezzo di comunicazione con il mondo degli oggetti e degli altri. L’intelligenza del bambino incomincia a svilupparsi nella misura in cui lo stesso conquista progressivamente l’uso del corpo. Durante l’infanzia il corpo diventa il medium ed il mezzo per soddisfare il suo bisogno di relazione con il mondo. La comunicazione verbale si innesta, infatti, successivamente al dialogo corporeo. Vayer individua nella comunicazione con l’altro 3 piani attraverso i quali si attiva: dialogo tonico, dialogo gestuale e dialogo verbale.
  • Jean Le Bloulch: rigetta ogni tipo di dualismo filosofico che separa anima e corpo. Secondo lui tutti i movimenti nell’uomo sono forme di condotte orientate verso l’ambiente esterno e verso il mondo. La motricità è un insieme di attività estremamente complesse ma sempre legate al cognitivo e in interazione con l’emisfero dominante dal quale, tanto più i movimenti si automatizzano, può anche allontanarsi e sfuggire per acquisire una propria autonomia. Le implicazioni didattico-educative che derivano dalla teoria di Le Boulch sono nuove ed originali: l’apprendimento motorio non avviene meccanicamente, ma si struttura in modo efficace attraverso varie fasi; l’apprendimento è tanto più veloce quanto il soggetto ha interiorizzato e strutturato lo schema-corporeo.
  • Abraham Maslow: ha orientato i suoi studi verso la scoperta e la classificazione dei bisogni dell’uomo che possono influenzare o meno la capacità di apprendimento/intelligenza. La piramide dei bisogni, secondo Maslow, si articola in cinque livelli: bisogni fisiologici necessari alla sopravvivenza, vanno soddisfatti per primi; bisogni di sicurezza per gestire e organizzare con serenità il comportamento; bisogni di appartenenza utili per instaurare rapporti interpersonali ed amicizie; bisogni di stima e bisogni di autostima che soddisfano il desiderio di rispetto e reputazione da parte degli altri, ma anche il desiderio di sentirsi adeguati e gratificati nel mondo, generando fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Al culmine della piramide troviamo i bisogni di autorealizzazione. Questa si esprime attraverso la manifestazione spontanea di valori buoni quali espressività spontanea, altruismo, creatività. Secondo l’autore è necessario distinguere tra creatività derivante da talento (ereditata geneticamente) e creatività derivante dall’autorealizzazione (intesa come capacità di esprimere la propria personalità, quindi è presente in ognuno di noi). Le persone che si autorealizzano sono semplici, spontanee, con comportamento non convenzionale. Per Maslow l’espressività del comportamento può essere di due tipi: strumentale (dove atteggiamenti, posture vengono assunti con intenzionalità) e spontanea.
  • Howard Gardner: per lui gli “intelligenti” non sono solo coloro che sanno utilizzare con efficacia le abilità logico-matematiche o linguistiche, ma anche tutte quelle persone che sanno padroneggiare con efficacia il proprio corpo per esprimere e comunicare il proprio modo di essere. Secondo Gardner gli uomini si distinguono perché sono portatori di forme di intelligenze diverse:
    • Intelligenza linguistico-verbale
    • Intelligenza logico-matematica
    • Intelligenza musicale
    • Intelligenza visivo-spaziale
    • Intelligenza corporeo-cinestetica
    • Intelligenza interpersonale
    • Intelligenza intrapersonale
    • Intelligenza naturalistica
    • Intelligenza esistenziale o filosofica

    Gardner sostiene che vi è un’equivalenza perfetta tra intelligenza corporea e tutte le altre tipologie di intelligenza.

  • Daniel Goleman: afferma che vi è la possibilità per l’uomo di poter conoscere e controllare le proprie “intelligenza emotiva”, inoltre sostiene che questo processo di acquisizione possa essere indotto ed educato e propone un modello di insegnamento che prevede un’educazione emozionale. Secondo Goleman dall’intelligenza emotiva dipendono anche l’intelligenza cognitiva e la capacità di motivare e guidare se stessi verso l’azione operativa. La scuola dovrebbe porsi come obiettivo educativo il raggiungimento, in ogni allievo, dell’autoconsapevolezza, della gestione delle proprie emozioni e della capacità di incanalarle in armonia con il corpo. Questo autore definisce l’intelligenza emotiva come la capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare le gratificazioni, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare. L’emotività svolge un ruolo importante in quanto condiziona il modo di pensare, di relazionarsi e di muoversi nell’ambiente. Arriva a definire un percorso di sensibilizzazione che parte dalla consapevolezza emotiva, prosegue con l’autocontrollo, si trasforma in auto-motivazione e si conclude nella gestione delle relazioni interpersonali positive.

Cap 2 - Espressività ed emotività. Cenni di neuroanatomia e neurofisiologia

1- Muscoli e tono muscolare

L’espressività corporea nell’uomo si manifesta attraverso modificazioni posturali e funzionali indotte dalla contrazione dei muscoli. Il sistema neuromuscolare reagisce a stimolazioni ambientali, motivazioni ed emozioni interne attraverso un sistema di modulazione del tono muscolare che funziona principalmente in modo riflesso ed automatizzato.

Il tono muscolare è il grado di tensione esprimibile da ogni nostro muscolo; se ne distinguono tre tipi:

  • Tono basale che si rileva anche quando il muscolo è a riposo
  • Tono posturale indica la tensione muscolare impiegata da ogni muscolo per contrarsi in modo statico mantenendo inalterata la sua lunghezza
  • Tono funzionale esprime il grado di tensione necessario ad un muscolo per contrarsi apportando una variazione di lunghezza

Il sistema muscolare è in grado di trasformare l’energia chimica, assunta dagli alimenti, in energia che produce tono muscolare. La muscolatura può essere liscia o striata, volontaria o involontaria.

La tipologia delle fibre che possono costituire la muscolatura striata può essere ricondotta a tre categorie:

  • Fibre rapide (muscoli ricchi di una proteina chiamata actina; hanno la funzione di fasica o transitiva del movimento. Ci servono per compiere azioni globali, movimenti segmentari e gesti sportivi; il loro dispendio di energia è consistente)
  • Fibre lente (definiti rossi perché ricchi di un’altra proteina chiamata miosina; esplicano la funzione tonica e sono muscoli localizzati più in profondità. Il loro dispendio di energia è limitato)
  • Fibre miste (muscoli caratterizzati dalla compresenza di fibre toniche e fibre basiche)

Questo tipo di muscolatura svolge quattro diversi tipi di funzioni:

  • Tonica di base
  • Tonico-posturale
  • Tonico-funzionale
  • Tonico-espressiva

Oggi si ritiene che i vissuti affettivo-emotivi possano condizionare la regolazione del tono muscolare.

2- La funzione reticolare

Il sistema muscolare assolve a differenti tipi di funzioni tra cui la funzione tonica e la funzione basica. Secondo Le Boulch la prima è supportata dalla formazione reticolare del tronco cerebrale, mentre la seconda da quella...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PaolaArpini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e didattica delle attività motorie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Casolo Francesco.
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