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I movimenti che l’uomo può compiere possono essere suddivisi in due grandi famiglie: movimenti analitici e

segmentari che coinvolgono una sola parte del corpo e avvengono senza una variazione globale della postura

del corpo; movimenti combinati quando interessano più segmenti o tutto il corpo, sono il frutto di una

combinazione motoria tra più movimenti segmentari e interventi di controllo posturale.

Le forme del movimento umano possono essere tante quante sono le abilità e i gesti che l’uomo può

apprendere e svolgere nel corso dell’arco della vita. Costituiscono la motricità abituale dell’uomo e sono alla

base dei gesti tecnici e fondamentali degli sport individuali e di squadra. In età evolutiva le forme semplici dei

movimenti combinati si articolano in: equilibrio generale del corpo nella statica e nella dinamica; schemi

grosso-motori di traslocazione; abilità di presa, manipolazione e coordinazione; abilità balistiche di forza e di

precisione; linguaggio verbale e non verbale.

– Quale didattica per l’età evolutiva?

Cap 4 pratica dell’insegnare. Oggi si è esteso allo studio di tutte le

La didattica viene intesa come la teoria e la

condizioni che possono andare ad influenzare il processo di insegnamento-apprendimento che trova un luogo

privilegiato nel sistema scuola. come obiettivo il miglioramento dell’efficacia

La didattica delle attività motorio-sportive ha (attenzione sugli

e dell’efficienza

aspetti temporali qualitativi e quantitativi) (risparmio in termini energetici del processo

insegnamento-apprendimento) del docente di scienze motorie. Questa didattica rappresenta la funzione più

importante della professionalità dei futuri docenti di attività motorie e non possa essere ridotta alla sola

capacità di spiegare, dimostrare e correggere l’esercizio, l’attività o il gesto tecnico.

Ne deriva che per il futuro educatore del movimento sia inevitabile possedere: una conoscenza scientifica e

culturale delle scienze motorie e sportive; la disponibilità e le competenze per instaurare una relazione efficace

con l’allievo.

Mentre per chi apprende è appropriato ricerare una situazione di accettabilità sociale; un ambiente dotato di

attrezzatura idonea; una adeguata motivazione all’apprendimento; una progressiva costruzione del self-

efficacy o soddisfazione del sé.

L’apprendimento delle abilità motorie può essere condizionato da differenti fattori: fattori individuali, fattori

esterni, fattori legati al campo motorio.

riguardano l’allievo, ossia come apprendimento del processo che tende a far crescere i

I fattori individuali

suoi livelli di competenza. Oltre alle sue caratteristiche fisiche dipendenti dalla dotazione genetica e agli stili di

vita, diventa importante accertare il suo grado di capacità e abilità motorie possedute. Altro elemento che

differenza due allievi è la motivazione all’apprendere; un altro elemento che incide sul successo

dell’apprendimento motorio è la comprensione del compito o della consegna. Particolarmente significativo è

l’aspetto della gartificazione personale derivante dal compito.

riguardano l’ambiente fisico, socio-culturale

I fattori esterni e la famiglia. La disponibilità di ambiente e di

attrezzature idonee e propedeutiche non può che facilitare l’apprendimento delle abilità. La palestra deve

essere facilmente raggiungibile, attrezzata, pulita ma soprattutto sicura e a norma di legge. Oltre agli ambienti

al chiuso non bisogna dimenticare anche l’ambiente naturale circostante al plesso scolastico, tale ambiento

deve essere visto come ambiente ideale di lavoro da alternare con l’aula e la palestra.

Per quanto riguarda i fattori legati al compito motorio, le tipologie di compito motorio sono differenti. Sono

quattro diverse categorie: le abilità posturali o di autocontrollo dell’equilibrio generale del corpo, le abilità

grosso-motorie di base, abilità di manipolazione e coordinazione fine, le abilità espressivo-comunicative e di

relazione con gli altri.

L’apprendimento motorio avviene grazie all’intervento integrato e coordinato di quattro sistemi: sistema

che consente di raccogliere le afferenze che provengono dall’ambiente esterno e dall’interno del

percettivo che organizza le percezioni ed elabora lo schema motorio dell’azione da

corpo; il sistema elaborativo

compiere; il sistema effettore che organizza e attua la risposta e infine il sistema di controllo che utilizza i

feedback per verificare la corrispodenza tra i risultati ottenuti e quelli attesi.

dell’apprendimento

La spontaneità e la naturalezza sono le caratteristiche fondamentali per imitazione e gran

parte degli apprendimenti motori avvenuti in età evolutiva sono acquisiti imitando gli altri.

L’aspetto originale dell’apprendimento per tentativi, errori ed intuizioni è la situazione-problema. Dato un

problema motorio da risolvere l’allielo sceglie e attiva la soluzione che ritiene più appropriata; nella maggior

parte dei casi egli non individua la soluzione più efficacie e gli errori sono una componente fondamentale del

sono la fase dell’esplorazione,

metodo. Le fasi che caratterizzano questa modalità la fase dei tentativi ed errori,

la fase della risposta più efficace, automatizzazione della risposta efficace.

L’apprendimento per comprensione del compito è la modalità con la quale all’allievo viene chiesto prima di

di correggere il movimento sotto la guida dell’insegnante.

capire e poi si eseguire, ed infine

Le fasi dell’apprendimento definite da Meinel sono: la fase della coordinazione grezza che caratterizza

l’approccio e i primi momenti di esecuzione del compito nuovo che risulta lenta ed imprecisa; la fase della

coordinazione fine vieme evidenziata nel momento in cui il compito è ben eseguito e parzialmente

automatizzato.

Molto importante è anche la relazione insegnante-allievo che precede, guida e segue la situazione di

apprendimento. L’insegnante deve essere accettato, deve riscuotere fiducia ma al tempo stesso deve avere

fiducia nel bambino e in se stesso. Questa relazione ha come obiettivo la conoscenza del bambino, ossia

raccogliere dati relativi a ambiente, famiglia, situazione medica, socio-economica e culturale. I processi di

conoscenza, conduzione delle attività motorie e valutazione dovrebbero essere accompagnati da

atteggiamenti di empatia e disponibilità dell’insegnante nei confronti degli allievi attraverso utilizzo di

incoraggiamenti, una presenza non invasiva, richiami moderati, supporto di indicazioni e suggerimenti, clima

all’apprendimento.

favorevole

L’utilizzo efficiace dei feedback è oggi una componente essenziale della competenza comunicativa degli

importanti nella relazione educativa in quanto possono rivelarsi utili per l’aspetto

insegnanti. I feedback sono

normativo e correttivo del movimento.

Un insegnante, inoltre, non può sottrarsi dal mettere in atto le procedure per poter verificare il raggiungimento

degli obiettivi didattici. La verifica delle competenze in ambito motorio deve essere costante. Le valutazioni

conoscitive iniziali dovrebbero essere costantemente aggiornate in quanto le caratteristiche strutturali,sociali

e cognitive del bambino cambiano.

Le verifiche intermedie e finali richiedono la possibilità di messi e strumenti di misurazione di varia natura;

possiamo utilizzare test motori, schede di rilevazione, prove strutturate o semistrutturate di conoscenza o

portfolio o cartella d’insieme del percorso di apprendimento.

Il criterio didattico viene definito come l’insieme delle capacità e delle scelte metodologiche che un docente

attiva in modo personale e individuale per poter insegnare al meglio. La metodologia dell’insegnamento delle

studio e l’analisi comparata dei metodi educativi che un’insegnante può utilizzare per

attività motorie è lo

attivare una didattica efficace attraverso le attività motorie. Secondo Dunn e Frazier gli stili di insegnamento si

suddividono in stili deduttivi (si fondando sull’imposizione dell’autorià dell’adulto) e stili induttivi (si fondano

basati sull’empatia).

sulla scelta di attivare le capacità di comprensione e di agire del bambino,

Vi sono poi strategie didattiche come: insegnamento a comando, assenazione dei compiti, problem solving,

apprendimento cooperativo, apprendimento collaborativo tra pari, strategie di auto-istruzione.

Una metodologia induttiva e di situazione centrata dell’allievo e sull’individuazione dell’apprendimento

accompagnata da strategie di problem solving e di cooperative learning sia da preferire.

Cap 5 Conoscenza e padronanza del proprio corpo

La conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo sono condizioni indispensabili per la costruzione della

personalità. La sola conoscenza può non essere sufficiente per ottenere padronanza e pieno controllo di sé;

attività di movimento adeguatamente strutturate e orientate possono facilitare al bambino questo compito.

Questo obiettivo cognitivo dell’educazione motoria può essere pienamente realizzato quando il bambino viene

aiutato ad acquisire una idea completa e appropriata del proprio corpo e del proprio corpo di sé.

Vi sono vari concetti di schema corporeo: Bonner lo definisce come rappresentazione spaziale del corpo che

permette l’orientamento; mentre come immagine spaziale del corpo che l’individuo costruisce durante lo

Pick

parla di schema corporeo che esprime l’immagine tridimensionale del corpo e assicura

sviluppo. Head

l’apprezzamento del tono posturale e della posizione del corpo nello spazio. afferma che l’immagine

Shilder

del corpo umano e la rappresentazione mentale che un individuo ha del suo corpo. Piaget affronta il problema

dal punto di vista psicogenetico, ossia il bambino possiede dei meccanismi riflessi scatenati da stimoli entero

ed esterocetivi che determinano il comportamento istintivo e innato; quando comincia a srispondere agli stimoli

esterno inizia a formarsi una rappresentazione corporea personale. De Ajuriaguerra definisce lo schema

corporeo come rappresentazione costante e chiara del corpo fermo e in una posizione spaziale o in

movimento; si costruisce attraverso un processo cognitivo-affettivo-esperienziale. Marhaba con immagine del

corpo si riferisce a una produzione psicologica che nasce dal corpo nella sua materialità, con esso si confronta,

ma si arrichisce e si amplifica con il contributo della memoria. Le Boulch afferma che non è solo una percezione

del proprio corpo, ma una rappresentazione costante che si costruisce attarverso esperienze.

Per idea del corpo si intende l’idea precisa che ciascuno ha di sé e del proprio corpo nella statica e nella

dinamica. Oggi viene ritenuto attendibile il persono ontogenetico a quattro stadi di strutturazione dello schema

corporeo e dell’idea del proprio corpo presentato da Le Boulch: corpo subito ossia la dipendenza totale dalla

madre, corpo vissuto ossia la coscienza del proprio corpo in quanto strumento di esplorazione e conoscenza

per l’acquisizione di movimenti elementari, di coscienza dell’orientamento del

corpo percepito cioè la presa

corpo nello spazio e corpo rappresenatato ossia la rappresentazione mentale del corpo non solo nella statica

ma anche in movimento, distingue dx e sx sull’altro.

La percezione è il punto di partenza di ogni attività. La crescita del bambino è condizionata dalla quantità e

dalla qualità delle sue percezioni; è quindi doveroso educare alla percezione. Il sistema sensoriale è composto

da più vie che hanno il compito principale di informare la coscienza di quanto avviene attorno; tali vie sono

fondamentali sia per la programmazione del movimento sia per controllarlo e coordinarlo. Possiamo

distinguere tra: vie esterocettivedella sensibilità visiva, uditiva, tattile, olfattiva e gustativa; le vie propriocettive

che inviano informazioni sul tono muscolare e sulle condizioni generali di equilibrio tra i segmenti corporei e

del corpo con l’ambiente; le vie enterocettive che inviano sensazioni profonde della sensibilità dolorifica, del

senso di benessere o malesse, dei bisogni primari legati alla fame e alla sete.

L’obiettivo cognitivo legato ai percorsi dell’educazione sensoriale è quello di rendere consapevole, elaborabile

e utilizzabile l’informazione sensoriale per la riuscita di un apprendimento motorio.

L’educazione sensoriale si divide in: percezione tattile-pressoria il cui obiettivo è quello di scoprire, utilizzare

e organizzare le sensazioni tatili e pressorie. Essa può essere messa in atto attraverso manipolazione di piccoli

oggetti con e senza esclusione della vita, situazioni problema implicanti il contatto tra corpo e grandi attrezzi,

corpo e pavimento, corpo e compagni ed infine con esercizi statici e traslocazioni in sicurezza con eslucsione

con l’obiettivo di scoprire, utilizzare

della vista; la percezione cinestetica e organizzare le afferenze della

sensibilità profonda, attarverso esercizi segmentari di contrazione/decontrazione muscolare, esercizi di

descrizione della posizione assunta a occhi chiusi, attività di memorizzazione/interiorizzazione di posizioni del

o delle sue parti, attività di “farsi modellare” o del mantenere una posizione con descrizione a occhi

corpo

chiusi della stessa; percezione visiva per scoprire, utilizzare e organizzare le afferenze sensoriali visive con

attività sui tempi di reazione a stimoli visivi, attività per la presa di coscienza dei dati spaziali semplici e

complessi, attività di mira e precisione; percezione uditiva per scoprire, utilizzare e organizzare le afferenze

sensoriali uditive con esercizi per la discriminazione dei rumori per intensità e timbro e anche della fonte del

rumore, esercizi di orientamento nello spazio, attività per la percezione delle strutture ritmiche.

Il mantenimento delle posture si realizza attraverso la regolazione del processo di contrazione muscolare a

carico della muscolatura antigravitaria. Il nostro sistema muscolare reagisce a stimoli ambientali attraverso la

mosulazione del tono muscolare, definito come grado di tensione esprimibile da ogni nostro muscolo. Ne

distinguiamo tre tipi: tono basale, tono posturale e tono funzionale.

La postura corretta presenta quindi caratteristiche di equilibrio, stabilità, economicità e naturalezza; essa

connota la modalità individuale e personale di assumere determinate posizioni del corpo nello spazio, ed è

differente da un individuo all’altro.

Ogni postura è la risultante di aggiustamenti personali e impregnati di corporeità ma anche di sentimenti e

vissuti. I primi adattamenti posturali del bambino dipendono dal rapporto corporeo e pisco-affettivo che instaura

con la madre. La nostre posture però non sono considerate immodificabili, ma anzi ogni atteggiamento

posturale può essere modificato o ristrutturato.

Nel periodo evolutivo il bambino impara a coordinare le attività dinamiche di traslocazione e coordinazione

I concetti spaziali (sopra/sotto, basso/alto, dx/sx,…) vengono scoperti

fine nella dimensione spazio-temporale.

in quanto l’uno non può esistere senza l’altro.

e consolidati per contrapposizione

Anche i concetti temporali hanno una evoluzione che porta l’uomo a connotare il tempo attraverso le situazioni

attraverso l’acquisizione di concetti

semplici di un momento preciso e complessi come durata, periodicità e

tempo.

La conoscenza del corpo di consolida e si completa attraverso la coscienza e controllo della funzione

Essa è un atto automatico, regolato dall’auto-riflesso

respiratoria. polmonare. La ventilazione respiratoria si

consentendo a ogni soggetto di introdurre una quantità di ossigeno pari a

adegua ai bisogni dell’organismo

quella consumata dai tessuti e di eliminare l’anidride carbonica da essi prodotta.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico) (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PaolaArpini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e didattica delle attività motorie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Casolo Francesco.

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