L'ASCOLTO RISPETTOSO
Il percorso scientifico
Come si originano le interpretazioni nello psi-
coanalista
Come si originano le interpretazioni nello psicoanalista
L'attenzione è focalizzata su:
modo in cui lo psicoanalista sente il formarsi delle interpre-
tazioni, ascoltando l'analizzando all'interno del setting;
L'unico strumento da adoperare in psiconalisi è l'interpre-
tazione;
L'interpretazione di transfert è l'unica valida tera-
peuticamente (Strachey, 1934).
Freud: condannava ogni intervento diverso dal-
l'interpretazione; VS
Scuola francese: bisogna astenersi dall'interpre-
tare durante la seduta poiché l'analista deve man-
tenere un atteggiamento di attenzione fluttuante.
L'interpretazione è uno strumento “a freddo” di cui
si serve l'analista al di fuori delle sedute (Anzieau,
1970). Corrao
Gli elementi che producono le interpretazioni pro-
vengono dai:
due “co-attori primari e paritetici”
Gli elementi sono:
le associazioni del paziente in quel determinato giorno;
il lavoro comune già fatto;
il terapeuta.
Tutto ciò all'interno del setting analitico
Setting
Setting insieme delle attività non interpretative
=
con lo scopo di:
mantenere il processo analitico:
nell'attività associativa del paziente;
nell'attività interpretativa del terapeuta
Setting
Setting = insieme delle attività non interpretative con lo
scopo di dare ordine al processo analitico (ad es. pagamenti
dell'onorario)
Questo significa attirare l'attenzione su:
distorsioni, rotture e attacchi da parte del paziente nel corso di
ogni analisi;
e sulle reazioni catastrofiche che possono verificarsi con pa-
zienti borderline e psicotici, quando l'analista ne infrange la con-
tinuità (vacanze, spostamenti d'orario, ad esempio).
Setting
Bleger (1967):
Setting = funzione di “sostegno,cornice” che ha
la madre nello sviluppo dell'Io del bambino
Quando si rompe diventa:
il depositario della parte psicotica (indifferenziata) della
personalità del paziente;
una reale minaccia all'onnipotenza del paziente.
Attenzione fluttuante
Freud: completo atteggiamento di sospensione di
tutto quello che focalizza l'attenzione per favorire
la comunicazione da inconscio a inconscio:
Questo fu frainteso e fu interpretato come negare
tutti i sentimenti ed emozioni vissuti nell'incontro
con il paziente.
Attenzione fluttuante
Intesa come:
Alternanza fra partecipazione emotiva e osservazione ra-
zionale:
dissociazione funzionale dell'Io del paziente
↕
dissociazione dell'Io dell'analista
= →
1) Io razionale,analizzante, osservante funzioni cri-
tico osservanti; →
2) Io irrazionale, esplorante, esperimentante fun-
zioni esploranti esperimentanti
Attenzione fluttuante
Zac (1971) terza funzione dell' Io del-
propone una
l'analista:
Io privato
3) che include le variabili esistenti in ogni anali-
sta:
a) fattori economici, culturali, etici, estetici;
b) i conflitti irrisolti;
c) i suoi oggetti interni;
d) parti dell'Io coesistenti a diversi livelli di integrazione
Attenzione fluttuante
Tali variabili, in genere riescono a correlarsi ade-
guatamente con la funzione terapeutica;
A volte, l'Io privato può dare origine a gravi disturbi
nel campo analitico.
Per utilizzare a buon fine tutte queste variabili è ne-
cessario che l'analista osservi con cura il proprio con-
trotransfert. Controtransfert
Quello che l'analista prova è una risposta alle pro-
iezioni e introiezioni del paziente stesso;
Le rappresentazioni, le forme, i contenuti e se-
quenza che compaiono nell'analista sono in rap-
porto al quello che il paziente racconta.
Controtransfert
La possibilità che ha l'analista di autoosser-
varsi nel corso della seduta riesce a trasfor-
mare gli elementi di controtransfert in una
guida preziosa e indispensabile.
Controtransfert
L'identificazione proiettiva:
fa capire meglio il rapporto analista-analizzando, come
risultato del “mettere dentro” da parte del paziente i propri
contenuti nell'analista-contenitore;
Lavoro dell'analista =
contenere, modificare, restituire introiettivamente al
paziente, le parti di sé finora scisse e allontanate perchè
troppo ansiogene, rese ora più accettabili;
Controidentificazione proiettiva
Momenti di inquietudine, rabbia, ansietà,
difficoltà a sostenere pazienti antipatici o
difficili corrispondenti al controtransfert.
L'analista che affronta i problemi del contro-
transfert ha la possibilità di riesaminare il
lungo cammino che ha dovuto fare per rag-
giungere la maturità emotiva necessaria per
svolgere il suo lavoro di terapeuta.
L'ASCOLTO RISPETTOSO
Il percorso scientifico
Omaggio a Rosenfeld
Definizione di narcisismo primario
Rosenfeld (1964): il narcisismo primario è
una relazione d'oggetto narcisistica collega-
ta a significati difensivi (relazioni d'oggetto
di tipo primitivo). VS
Melanie Klein: il narcisismo primario è uno
stato nel quale non vi è oggetto.
Relazione d'oggetto narcisistica in cui l'on-
nipotenza è preminente
Rosenfeld: l'oggetto parziale (per es. il seno),
può essere incorporato in modo onnipotente e il
bambino lo tratta come una sua proprietà;
oppure
la madre e il seno sono usati come contenitori in
cui sono proiettati in modo onnipotente le parti di
sé sentite come indesiderabili, poiché causano
ansia e sofferenza.
Nelle relazioni d'oggetto narcisistiche sono attive
difese per non riconoscere la separazione tra il sé
e l'oggetto, e ciò avviene per evitare i sentimenti
di dipendenza da un oggetto e quindi ansia:
infatti dipendenza da un oggetto vuol dire amore
per questo e riconoscimento del suo valore, e
questo porta a sentimenti aggressivi, angoscia e
dolore provocati dalle frustrazioni inevitabili e dal-
le loro conseguenze.
La dipendenza suscita anche invidia nella misura in
cui viene riconosciuta la bontà dell'oggetto.
I rapporti oggettuali di tipo narcisistico e onnipotente
permettono di sfuggire:
1) ai sentimenti aggressivi provocati dalla frustrazio-
ne;
2) alla presa di coscienza dell'invidia;
allorchè il bambino ritiene di possedere in modo
onnipotente il seno della madre, il seno non può
più provocare la sua invidia e nemmeno la dipen-
denza.
Dal punto di vista clinico:
il paziente narcisista quando pretende di posse-
dere l'analisi come seno che nutre, dà credito a
se stesso per ogni interpretazione soddisfacente
dell'analista;
tale situazione aumenta nel paziente il proprio
sentimento di valore e importanza → idealizza-
zione di sé = il paziente sente di contenere lui tut-
ta la bontà, che altrimenti verrebbe sperimentata
in una relazione con l'oggetto.
In questi casi Rosenfeld parla di:
analisi-fatta-da sé (atteggiamento autoa-
nalitico):
il paziente sembra sostenere di avere in proprio pos-
sesso un seno superiore più creativo, che gli dà cibo
e analisi migliori di quelli dell'analista-genitore (atteg-
giamento superiore-onnipotente):
lo smascheramento di tale situazione, provoca nel
paziente sentimenti di svuotamento, per cui è essen-
ziale poter stabilire relazioni reali con gli oggetti
esterni e interni.
L' atteggiamento superiore-onnipotente dei pazienti
narcisistici =
resistenza all'analisi e tale atteggiamento nega ogni biso-
gno e si presenta in 2 modi:
1) paziente d'accordo con l'analista (narcisista intelli-
gente): relazione narcisistica d'oggetto perchè il paziente usa
le interpretazioni privandole di vita e significato in modo da sen-
tirle come proprie, traendone un senso di superiorità:
2) il paziente che non accetta mai realmente le interpreta-
zioni dell'analista e sviluppa teorie che considera una versione
di analisi superiore;
Tutto ciò proviene dalla negazione narcisistica dell'invidia
↓
il paziente riconosce la superiorità dell'analista come madre che
nutre in quanto l'analista pur avendo tutte le risposte, al pazien-
te ne dà poche, come una madre che non gli dà tutto il seno e
quindi il paziente sente di non dover ascoltare o dipendere visto
che ciò che gli viene dato non è completo.
Aspetti libidici e distruttivi del narcisismo
Aspetti libidici: l'aspetto centrale è l'ipervalutazione e
idealizzazione di sé:
il narcisista ritiene gli oggetti esterni e il mondo esterno
sono parte di lui o controllati da lui in modo onnipotente.
Aspetti distruttivi: le parti distruttive idealizzate e on-
nipotenti del sé sono dirette contro:
1) il rapporto oggettuale libico positivo;
2) le parti libidiche del sé che provano bisogno e desiderio
di dipendenza da un oggetto.
Per quanto riguarda gli aspetti distruttivi del
narcisismo Rosenfeld parla di:
Fusioni patologiche: nel mescolarsi le
pulsioni libidiche e distruttive, il potere delle
pulsioni distruttive risulta rinforzato.
Anche se tali parti possono restare mascherate o
scisse, impediscono il rapporto oggettuale dipendente
e svalutano in modo permanente gli oggetti.
La violenza delle pulsioni distruttive varia:
se predominano gli aspetti libidici:
idealizzazione onnipotente di sé minacciata dal
contatto con un oggetto separato da sè. (invidia
vissuta consciamente).
Se predominano gli aspetti distruttivi com-
paiono nello stesso tempo:
il desiderio di distruggere l'analista in quan-
to origine reale di vita e di bontà;
violente pulsioni autodistruttive: il paziente-
bambino di fronte alla realtà di essere di-
pendente dall'analista madre-genitori prefe-
risce morire.
A questo punto, aggiunge Rosenfeld, si verifica
frequentemente che il paziente vuole rinunciare
all'analisi, ma più spesso agisce in modo autodi-
struttivo (anche suicidio). La morte è idealizzata
come la soluzione di tutti i problemi.
La fantasia di morte = interruzione dell'analisi sia
da parte dell'analista che da parte del paziente
che può realizzarsi da parte dell'uno o dell'altro.
In alcuni pazienti narcisistici le pulsioni distruttive
del sé sono connesse a:
1) perversioni (confusione o distorsione della real-
tà) fuse con gli aspetti libidici della personalità;
2) struttura e organizzazione psicotica che è scis-
sa dalla personalità: le pulsioni distruttive forni-
scono soluzioni rapide false, che adescano le par-
ti sane della personalità.
Quando questi pazienti cominciano a fare progressi
possono verificarsi gravi reazioni terapeutiche che
portano a stati psicotici acuti ed è importante:
a) aiutare il paziente a tirare fuori la parte sana di-
pendente dal sé che mantiene il rapporto oggettuale
positivo con l'analista e verso il mondo.
b) assistere il paziente nel diventare conscio delle
parti scisse onnipotenti distruttive che controllano
l'organizzazione psicotica.
L'analista deve:
1) individuare la distruttività dell'organizzazione
narcisistica
2) riuscire a trovare la sua parte sana, libidica per
farla uscire dall'onnipotenza distruttiva.
ASCOLTO RISPETTOSO
CAP. 3
Creatività
La stesura di un lavoro scientifico ha un
Aspetto creativo simile al lavoro dell'artista
o dell'artigiano e rappresenta la gravidanza;
tale “lavoro” è accompagnato da angosce e
resistenze con fantasie drammatiche
Nell'inconscio vi è un'
Equivalenza tra
creatività mentale (scientifica o artistica) e
capacità di dare e preservare la vita:
quindi....
l'opera creata simboleggia un bambino
Riguardo a questo tema:
il senso di identità e la sessualità adulti sono bi-
sessuali perchè:
consistono nell'identificazione proiettiva con figure
genitoriali unite in un rapporto riparativo e fecon-
do (Meltzer).
Dunque...
una nuova concezione della sessualità adulta
come avente responsabilità genitoriali correlata al
lavoro per riparare i danni e al lavoro per nutrire e
crescere i figli.
Creatività artistica
la caratteristica delle persone dotate di qua-
lità creative
=
continua ricerca del padre
fantasia nell'artista di avere un padre putativo che
favorisce lo sviluppo e l'espressione dei processi
creativi;
fantasia inconscia nel rapporto terapeutico: anali-
sta = padre potente e favorevole della fantasia
L'artista, per riprodurre e restituire l'oggetto
come oggetto d'arte, deve lottare con forti
sentimenti di invidia e gelosia per il genera-
re, gestare, partorire, nutrire; invidia distrut-
tiva per la madre, le madri, le donne (Cor-
rao, 1965).
Creatività scientifica
Se nella creatività culturale gli uomini crea-
no un codice scientifico simbolizzabile
come un bambino, il lavoro ad alta creativi-
tà genera angoscia genetica (paura di ge-
nerare mostri) che porta alla difesa dalla
creatività (Fornari). ( la paura di generare ope-
re non buone porta a non utilizzare più la creativi-
).
tà
Hanna Segal si ripropone la domanda di Freud:
“Che cosa mette in grado il poeta di rapirci con lui
e di destarci emozioni di cui forse non ci crede-
vamo neppure capaci?”
Lo scopo è:
indagare su cosa costiuisce la “buona” arte e sot-
to quali aspetti si differenzia dalla cattiva arte.
il desiderio di creare dipende dal superamento
della posizione depressiva e l'incapacità di cono-
scere e vincere l'ansia depressiva porta a inibi-
zioni dell'espressività artistica.
La capacità di affrontare la posizione depressiva
è la condizione preliminare:
della maturità genitale ( buona identificazione con
la il padre che genera il bambino e con la madre
che porta in sé il seme del padre)
della maturità artistica
L'altra domanda di Freud alla quale Segal cerca
di rispondere è: “Che cosa distingue il poeta, l'ar-
tista, dal nevrotico?”:
L'artista possiede un senso della realtà e del ma-
teriale della sua arte che gli permette di servirsi in
modo consapevole di quel materiale per esprime-
re le sue fantasie;
L'artista e il nevrotico condividono una depressio-
ne non risolta:
l'artista ha una maggiore capacità di sopportare
l'ansia e la depressione.
Noi siamo capaci di comprendere il piacere este-
tico (prodotto dall'opera d'arte) perchè ci identifi-
chiamo con essa e con l'intero mondo dell'artista.
Il pubblico inconsciamente rivive:
l'esperienza profonda che l'artista esprime nella
sua opera;
condivide il distaccarsi dell'artista dalla depres-
sione (esperienza profonda forte) espressa nel-
l'opera d'arte. ( se se ne distacca l'artista il pubbli-
co sente di poter fare lo stesso)
Meltzer (1963) sostiene che se l'artista nel-
la sua opera d'arte sta rappresentando il
processo continuo della relazione con i suoi
oggetti interni è necessario riconoscere che
nel processo creativo stesso esistono fasi
di attacco e fasi di riparazione in una rela-
zione ritmica.
Quindi dentro di noi esistono resistenze al lavoro
creativo che possono contenere fantasie ango-
scianti in cui parti infantili interne attaccano con
gelosia e invidia il prodotto della fecondità dei
genitori internalizzati (bambino nuovo):
I conflitti possono essere affrontati in un primo
tempo:
con meccanismi di splitting e negazione;
in un secondo tempo: con modalità di tipo depres-
sivo per cui è possibile realizzare un buon lavo-
ro scientifico, come la “buona arte”.
L' ASCOLTO RISPETTOSO
Il percorso scientifico
La memoria e il desiderio
Bion (1977) affermava che:
la memoria non deve essere utilizzata come re-
gistro dei fatti perchè subisce delle distorsioni a
causa delle forze inconsce;
i desideri ostacolano il giudizio perchè sopprimo-
no il materiale per giudicare
Per l'analista ogni seduta deve mancare di
passato e futuro
L'unica cosa importante in qualsiasi seduta
è l'ignoto, quello che non si conosce, e nul-
la deve impedirci di intuirlo.
Dopo aver dichiarato che per ottenere ciò occorre
che l'analista “disciplini i suoi pensieri”, Bion diede
delle regole da seguire:
1) Memoria: si deve resistere a qualsiasi ricordo
delle sedute passate;
2) Desideri: si devono evitare tutti i desideri relati-
vi al fine imminente della seduta, poiché questi in-
terferiscono con il lavoro analitico. I desideri dete-
riorano l'intuizione. (ottenere risultati, curare com-
prendere non devono essere incoraggiati).
Queste regole devono essere osservate in ogni
.
momento e non solo durante le sedute
Se si seguono queste regole l'analista sperimen-
terà prima un aumento di angoscia, ma ciò non
deve indurlo a violare queste norme.
Il procedimento deve iniziare subito e non deve
essere mai abbandonato per nessun motivo.
Però Bion raccomanda l'uso di tali regole solo a
psicoanalisti, la cui psicoanalisi personale li abbia<
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