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Riassunto esame modelli e tecniche del colloquio e della diagnosi, prof. Candelori, slide in power point

Riassunti esame modelli e tecniche del colloquio e della diagnosi con la professoressa Carla Candelori elaborati in power point e salvati in pdf. basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. dell’università degli Studi Gabriele D'Annunzio - Unich. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Modelli e tecniche del colloquio docente Prof. C. Candelori

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ESTRATTO DOCUMENTO

L'analista a volte, si pone come

controparte:

pur con le migliori intenzioni non riesce a

mettersi veramente dalla parte del pz, a ve-

dere le cose dal punto in cui le vede il pz

ma descrive e collega quello che gli sembra

il pz abbia detto,passando da avvocato a

giudice e facendo sentire solo e irritato il pz.

Questa posizione di controparte che assume l'a-

nalista quando interpreta:

è una cattiva interpretazione della neutralità be-

nevola che viene insegnata, poiché l'analista si è

ripreso la sua parte “critico osservante” dopo es-

sersi identificato nel pz attraverso la sua parte “ir-

razionale sperimentale”.

L'enfasi posta sull'empatia tende ad esserne un

correttivo.

Nonostante ci sia sempre un certa resisten-

za al cambiamento, vi sono cambiamenti

non sono troppo angoscianti e permettono

evoluzioni favorevoli.

L'ascolto rispettoso

In che modo l'analista ascolta il pz?

L'analista deve essere una persona recetti-

va e disponibile, ma nello stesso tempo il

suo training lo porta a

diffidare dei contenuti manifesti per riuscire

a cogliere quelli latenti = ascolto sospettoso

L'analista deve tenere conto delle difese del

pz che vengono definite resistenze da ana-

lizzare e interpretare.

È necessario sostituire l'ascolto sospettoso

con un

ascolto rispettoso = l'unica possibilità che

l'analista ha per mettersi in contatto con il

pz grazie alle difese che il pz ha costruito

nell'intera vita;

molti degli split che l'analista vuole colmare

sono da considerare soluzioni operative

che proteggono l'analisi così che il pz possa

affrontare l'analisi senza paura.

Ovviamente l'analista deve chiedersi con

quali resistenze/difese riattivate dalla situa-

zione attuale, ha a che fare a sua volta.

L'analista deve constatare quante chiusure

barriere ci sono che egli frappone fra sé e il

pz.

Ma che vuol dire “ascoltare davvero il pz?”

Occorre seguire il modello teorico che

permette all'analista di essere come è.

Rosenfeld: ha una visione ottimistica: nel pz

c'è sempre una parte sana che tenta di co-

municare all'analista qualcosa di importante

della sua esperienza, se l'analista e in gra-

do di riconoscere ciò e accoglierlo.

L'essenziale cambiamento di Rosenfeld sta

nella lettura che fa dell'

identificazione proiettiva: comunicazione in

senso costruttivo o distruttivo dato che il pz

non ha altra scelta per difendersi.

Quindi....

Rosenfeld insiste sulla connessione tra

a) la capacità dell'analista di essere aperto

alle comunicazioni del pz (“ascoltare davve-

ro”)

b) la conoscenza teorica.

Il modo migliore per un ascolto rispettoso è

il dialogo a spirale che permette di seguire

da vicino e in egual modo le varie emozioni,

angosce e difese del pz.

L'ASCOLTO RISPETTOSO

Il percorso scientifico

Il tè nel deserto

1991

Il lavoro di analisi è rivolto a individua-

re fraintendimenti, ambiguità, incom-

prensioni, difficoltà nelle relazioni in-

terpersonali dalla parte dell'analista.

1) L'impatto della personalità dell'analista

sullo sviluppo del processo analitico

Klauber: evidenzia il modo che ha l'analista

di capire i suoi pz e in che relazione questo

si pone con la teoria psicoanalitica.

Una valutazione reciproca tra analista e te-

rapeuta viene fatta all'inizio dell'incontro.

È importante attirare l'attenzione sul comporta-

mento attuale dell'analista quando dà certi tipi di

risposte/reazioni durante l'analisi.

ASCOLTO RISPETTOSO = L'analista deve avere

la capacità di mettersi davvero nei panni dell'altro,

di essere rispettoso di quello che il pz sente e di

quello che dice, riuscendo talvolta anche a farse-

ne guidare.

2) Le resistenze dell'analista

Klauber: quello che blocca di più il contatto

tra pz e analista sono le angosce proprie

dell'analista e le relative difese (resistenze).

Ma il pz si batterà a lungo per far passare le

sue comunicazioni all'analista.

3) Imparare il linguaggio del pz

L'analista deve imparare che il suo linguag-

gio non è quello ufficiale e non deve pre-

tendere che il pz lo impari, ma deve ade-

guarsi al linguaggio del pz.

4) Differenze culturali e socioculturali

Ci sono sia in analisi che in supervisione;

le differenze socioculturali hanno un ruolo

all'interno dell'analisi ma non è un ruolo as-

soluto perchè dipende dalla cultura

Ovviamente giocano un ruolo fondamentale

anche le differenze tra uomo e donna.

5) Collusioni tra pz e analista

se si verificano collusioni tra pz e analista è

bene parlarne, soprattutto con pz con i quali

ci sembra di lavorare particolarmente bene.

MATERNITA' E GRAVIDANZA

CAP. 1

I contributi psicologici e psicoanalitici relativi

alla gravidanza

Lo studio delle rappresentazioni materne in

gravidanza

Lo studio della gravidanza e delle sue dinamiche psi-

chiche si è sviluppato in due ambiti

Ambito clinico-terapeu- Ambito psicologico

  ↓

tico

↓ somministrazione di que-

stionari e interviste semi-

consultazione e trattamento strutturate

analitico in gravidanza

La letteratura psicoanalitica ha fornito un'importante cornice di

riferimento sia teorica, sia clinica, allo studio della gravidanza

Freud inizialmente il desiderio di maternità è in fase edipica:

 il bambino desiderato è frutto della relazione fantasticata con il

padre;

In seguito il desiderio di avere un bambino viene riferito all'at-

 taccamento preedipico alla madre;

In entrambi i casi la motivazione inconscia è rappresentata dal

 voler sostituire il pene mancante, caratteristica fondamentale

dello sviluppo femminile. Benedeck → gravidanza

Deutsch → il desiderio di 

 come evento psicosomatico,

procreazione è una funzione individuando corrispondenze

ricettiva della psiche femmi- tra modificazioni fisiologiche

nile e tendenze psicologiche

Bibring → concetto di crisi, con doppia valenza:

In senso evolutivo e matu- Estrema vulnerabilità: im-

 rativo : la gravidanza come pliciti rischi di distorsioni

psicologiche. I cambiamenti

processo, momento cruciale prodotti dalla gravidanza

dello sviluppo della donna a vengono vissuti come una

cui fa seguito l'acquisizione minaccia alla propria integri-

di un livello di integrazione tà. I profondi mutamenti della

più maturo, caratterizzato prima gravidanza possono

dall'elaborazione e dalla riso- essere paragonati a quelli

luzione dei precedenti con- della pubertà e della meno-

flitti infantili pausa che richiedono nuovi

adattamenti e un riassesta-

mento globale della persona-

lità.

Mahler → gravidanza

Breen

 → la gravidanza in- come terzo processo, dopo

duce la donna a ripensare l'adolescenza, di separazio-

alla propria posizione nel ci- ne-individuazione. Con la

clo naturale della vita e della maternità la donna raggiun-

morte. ge una maggiore e articolata

Pines → gravidanza come

 individuazione di se stessa

tappa fondamentale per la come donna e come madre,

costruzione dell'identità portandola ad affrontare una

femminile e offre l'opportuni- serie di compiti adattivi e

tà di elaborare il processo di trasformativi che vengono at-

separazione-individuazio- tivati dai cambiamenti sia sul

ne, in particolare nei con- piano somatico che sul pia-

fronti della propria madre. no psichico.

Ammanniti

intercorrelazione tra dimensione corporea e di-

Stretta

mensione mentale che riattiva a livelli consci, preconsci e incon-

sci le esperienze del passato con il presente.

tendenza della donna da una parte a entrare in una fusione

mentale con il feto

VS

identificarsi con una madre sollecita che saprà prendersi cura

● del bambino.

Con la gravidanza la donna si viene a trovare in una singolare posi-

● zione, essendo nello stesso tempo figlia di sua madre e madre di suo

figlio e così può confrontare e rielaborare questa duplice identifica-

zione con la propria madre e con il feto.

Diversi autori:

Hanno considerato la relazione fantasmatica e reale della

donna con la propria madre durante la gravidanza:

Importanza dell'identificazione della donna con una “buona

immagine materna” il che significa che la donna ha sperimen-

tato una buona relazione infantile con la madre e si è riferita ad

essa nella sua esperienza attuale.

Pines : in relazione all'identificazione con la propria madre si può

fare una distinzione tra:

Desiderio di maternità: Desiderio di gravidanza:

ciò che prevale è la disponi- bisogno narcisistico di pro-

bilità a prendersi cura del vare che il proprio corpo

bambino. funziona come quello della

propria madre (es. gravidan-

ze adolescenziali)

L'esperienza della prima gravidanza è strettamente legata alla storia infantile e

adolescenziale della donna e alle sue identificazioni con le figure significative

che la portano a dare un volto e un nome al bambino che può rappresentare la

continuità dell'esperienza familiare oppure una opposizione a tale influenza

Rappresentazione del bambino

Lebovici:

Bambino fantasmatico:

Bambino immaginario: a livello inconscio è il

il bambino delle fantasie bambino risultato delle di-

coscienti condivise con il namiche e dei conflitti edipici

proprio partner. e preedipici della madre.

Ancora a livello inconscio le fantasie relative al bambino:

Vegetti: Ferenczi:

 

bambino del sogno: bam- bambino parassita: perso-

bino che vive nell'oscurità nifica tendenze passive orali

della mente della madre. che si teme possano svuota-

re il sé materno

Bambino “messia”: funzio-

 ne di riscattare la madre

A livello materno invece si possono trovare fantasie relative a sé

come madre in cui la donna si rappresenta come:

Madre salvifica: disposta a Gravidanza: si crea uno sbi-

 

sacrificarsi per il figlio lanciamento fra fantasia e

realtà, in cui può prevalere

l'aspetto fantasmatico oppu-

Madre terra: che crea e

 re vi può essere una forte

dona vita limitazione delle fantasie per

negare la naturale ambiva-

Madre seduttiva: tiene il fi-

 lenza presente nel processo

glio inestricabilmente legato di gravidanza

a sè Le fasi della gravidanza

Bibring:

due compiti adattivi in relazione a due stadi della gravidanza:

1) accettazione dell'embrione prima e del feto poi: nei primi

mesi di gravidanza fino ai primi movimenti fetali obbligando la

donna a prendere atto dell'esistenza di un bambino dentro di sè

2) riorganizzazione delle proprie relazioni oggettuali e pre-

pararsi all'evento della nascita-separazione dal bambino

dentro di lei Pines

Quattro stadi dell'intero processo gravidico:

1 stadio: dal concepimento alla percezione dei movimenti

fetali: avvengono importanti modificazioni dell'immagine corpo-

rea e del sè. (es. vomito) conflitti nei confronti della gravidanza

e ambivalenze verso il feto.

2 stadio: dalla percezione dei movimenti fetali fino alle ul-

time fasi della gravidanza. Il feto viene percepito in modo pro-

gr. Differenziato e viene riconosciuto come entità a sè, susci-

tando ansie di perdita.

3 stadio: ultimi momenti prima del parto. Sono presenti an-

sie riguardo l'integrità del bambino, il travaglio e il parto.

4 stadio: periodo subito dopo il parto o decimo mese (Le-

bovici) Soifer

Sette momenti della gravidanza: a cui associa una

specifica sintomatologia fisica e la comparsa di fanta-

sie e vissuti legati a fasi precoci dello sviluppo psico-

sessuale della donna.

Raphael- Leff :

Suddivide la gravidanza in tre periodi

1) inizio della gravidanza: “INATTIVITA' VIGILE” la

donna e il neonato si occupano di raggiungere uno stato di be-

nessere. Con il progredire della grav. la donna deve accettare il

feto come una parte di sé e la madre e il bambino vivono un'u-

nione simbiotica.

2) percezione e individuazione del feto nella mente della

madre: la madre deve differenziare sé e il bambino.

3) Parto e nascita: riavvicinamento della madre al proprio

bambino.

Tutti gli autori sono concordi nel ritenere critici gli ultimi

momenti della gravidanza e la nascita. Nei giorni che prece-

dono il parto sono presenti ansie di morte, come se la nascita di

una persona possa comportare, per lo meno a livello fantasma-

tico, la morte di un'altra. Il parto viene vissuto come un atto vio-

lento in cui compaiono paure di distruzione del corpo o del

bambino. Breen

Le fantasie di distruzione del corpo o del bambino sono presenti

nella donna e nelle persone vicine a lei, comprese le figure pro-

fessionali che la aiutano durante il parto:

1) tutta la gravidanza è caratterizzata dal conflitto tra distruzio-

ne e conservazione del bambino nella donna e nelle persone

che la circondano;

2) esperienza del parto: la donna può confermare l'integrità del

proprio corpo e la sua capacità di creare, ma può anche trovare

conferma alle fantasie di fallimento, di inadeguatezza e di meri-

tata punizione, già presenti in gravidanza.

Breen

La nascita del bambino mobilita nella donna inevitabili ansie di

perdita: questa autrice parla di tre tipi di perdita:

1) Perdita della gravidanza: in relazione a ciò il parto può es-

sere vissuto come perdita di una parte di sè.

2) Perdita del bambino interno: del compagno costante e del-

l'unione simbiotica prenatale.

3) Rinuncia al bambino fantasmatico a favore del bambino

reale: ciò spesso è legato alla perdita del sé fantasmatico della

madre, che scopre di non essere la buona madre ideale che

avrebbe voluto essere.

Rappresentazioni in gravidanza

Durante la gravidanza si verificano cambiamenti che portano

 modificazioni nel mondo rappresentazionale della donna: si ve-

rifica allo stesso tempo:

L'elaborazione di nuove rappresentazioni mentali, relative al se

 come madre e al futuro bambino.

Revisione delle rappresentazioni del sé costituitesi durante l'in-

 fanzia. Freud

Rappresentazione: categoria fondamentale del-

l'esperienza psichica che prescinde da qualsiasi

contenuto concreto.

Sandler e Rosenblatt

Rappresentazione mentale:

1) struttura non-esperenziale, costruita su una moltepli-

cità di impressioni;

2) struttura esperenziale: immagini ed altri fenomeni

soggettivi compresi i sentimenti.

Gli aspetti rappresentazionali dell'esperienza costituiscono

una rete di concetti e immagini durevoli di sé e dell'altro,

un “mondo rappresentazionale” che dà uno schema basi-

lare di riferimento all'esperienza personale.

Bowlby :

Nell'ambito della teoria dell'attaccamento

Modelli operativi interni : rappresentazioni dinamiche,

cioè con caratteristiche cognitivo-affettive, che operano al di

fuori della consapevolezza e che vengono costruiti a partire dal-

l'esperienza relazionale precoce con le figure di attaccamento.

Ammanniti

Il presupposto della ricerca, che è una sintesi tra ricerca psicolo-

gica e ricerca psicoanalitica, di questo autore e dei suoi collabo-

ratori è che:

e rappresentazioni siano organizzate attraverso una struttura

l

narrativa specifica e possano fornire indici sensibili sul modo in

cui la donna affronta l'esperienza della gravidanza.

le precedenti rappresentazioni di sé e dell'altro possano andare

incontro a una ristrutturazione in questa fase del ciclo vitale.

La stabilità e il cambiamento delle rappresentazioni sono stati

esplorati attraverso due interviste, che hanno permesso di inda-

gare i cambiamenti che si verificano durante la gravidanza, e le

successive riorganizzazioni legate alla nascita del bambino reale,

consentendo di esplorare come tali rappresentazioni si configu-

rino in particolari stili materni che si renderanno operativi nell'al-

levamento e nella cura del bambino.

Levine

La ricerca di questo autore, su un campione di madri adole-

 scenti, riprendendo il concetto di modello operativo interno del-

l'attaccamento, aveva come scopo l'esplorazione della rappre-

sentazioni mentali delle donne in gravidanza con attenzione alla

possibilità di prevedere la successiva qualità della relazione

madre-bambino.

I risultati hanno dimostrato che è possibile stabilire che il model-

 lo di attaccamento e il livello delle relazioni oggettuali della ma-

dre adolescente, sono correlati tra loro e con il successivo mo-

dello di attaccamento del bambino.

Fonagy

La ricerca di questo autore sull'attaccamento in gravidanza ha

 esplorato in che misura le rappresentazioni materne e lo stato

mentale relativo all'attaccamento durante la gravidanza possa-

no predire la qualità dell'attaccamento del bambino a un anno.

I risultati hanno sottolineato l'alta predittività di tale valutazione,

 con particolare riferimento alle capacità riflessive e metacogniti-

ve della madre nei confronti delle relazioni interpersonali.

Stili materni in gravidanza

Numerose ricerche si sono proposte di individuare una continui-

 tà tra lo stile materno che si sviluppa in gravidanza e il mater-

nage che verrà fornito al bambino alla nascita.

I risultati delle diverse ricerche hanno messo in evidenza la

 presenza di diversi stili materni che influenzano le fantasie, le

rappresentazioni, le convinzioni, le aspettative in gravidanza e

la relazione precoce madre-bambino.

Raphael-Leff

2 stili materni

Emergono che possono essere considerati “poli estre-

 mi” degli stili materni e che raramente si delineano in modo così “puro”.

Spesso si assiste a una presenza di entrambi gli stili, anche se i tratti

fondamentali di tali stili si presentano con carattere di stabilità fin dall'i-

nizio della gravidanza e permangono fino alla nascita del bambino:

Madre facilitante (“facilitator”) :

 la maternità è un'esperienza con-

clusiva della sua identità femminile. Si sente arricchita dall'esperienza

che sta vivendo, si abbandona alla regressione che le permette di vivere

quella fusione con il feto per identificarsi con esso rivivere la fantasia di

unione con la madre dell'infanzia. Con la percezione dei movimenti fetali

prende corpo la differenziazione; il bambino diventa compagno immagi-

nario simile a quello dell'infanzia, la donna dialoga con il bambino, gli

attribuisce un sesso, un nome e caratteristiche personali. La sua identi-

tà di madre inizia a differenziarsi dalla propria madre, con la comparsa

di conflitti riguardanti la dipendenza, l'invidia e la rabbia verso la fertilità

materna. L'elaborazione e la risoluzione di questi conflitti portano la

donna a mostrare con orgoglio la gravidanza, consentendole di accetta-

re i cambiamenti e di prepararsi al parto e alla nascita del bambino, con

l'idea di allattarlo e di curarlo il più a lungo possibile.

Ammanniti

A questo proposito l'autore mette in rilievo che sul piano intra-

 psichico la madre facilitante può essere portata a idealizzare la

maternità e il bambino, ricorrendo a difese di negazione della

propria imperfezione e di quella del bambino, con una rinuncia

ai bisogni e agli interessi personali non riguardanti la sfera ma-

terna e attuando così una fuga dai propri sentimenti di invidia

rivalità e ostilità, con l'adozione di un sistema di illusioni condi-

vise allo scopo di negare la separazione e ricreare la fusione.

Raphael-Leff

Madre regolatrice (“regulator”):

 considera la gravidanza come un

passaggio obbligato per avere un bambino e prova fastidio per le tra-

sformazioni corporee, resiste alla disorganizzazione psicologica, rinfor-

zando le proprie difese psichiche e le proprie razionalizzazioni. Il suo

segreto desiderio è di non farsi influenzare dalla gravidanza e dal futuro

bambino. Cerca inconsciamente di evitare la regressione come anche

l'esperienza mentale della fusione con il feto, che viene spesso sentito

come un parassita, un intruso che l'assorbe e la vuole tenere lontano dai

suoi impegni lavorativi. I movimenti fetali sono avvertiti come una pre-

senza estranea, le fantasie sul feto sono limitate, e la madre aspetta con

impazienza che la gravidanza si concluda. Spesso manifesta massicce

ansie genetiche e preoccupazioni circa il parto; questo può essere in re-

lazione con un'insufficiente elaborazione delle proprie ambivalenze. Il

parto è vissuto come un'esperienza minacciosa e spesso viene pro-

grammato con tecniche di induzione. La gravidanza sembrerebbe riatti-

vare antichi conflitti e ferite, legati all'invidia per le tenerezze che le sono

state negate e ora rivolte al bambino, come anche ai sentimenti di avidi-

tà diretti verso la propria madre.

Belsky

L'attesa del primo figlio induce la coppia a una verifica del pre-

 cedente rapporto e porta a una ristrutturazione sia su un livello

reale che fantasmatico allo scopo di includere il terzo. L'esito di

questa ristrutturazione sarà facilitato dai membri della coppia re-

lativamente alla propria storia passata e sarà al tempo stesso

influenzato dalla fase che la coppia attraversa al momento del

concepimento.

Jacobson: come la donna, anche il partner si trova ad affrontare

 importanti compiti adattivi, che dipendono in larga misura dalla

sua storia infantile e soprattutto dalla riuscita identificazione con

il proprio partner.

Fin dal momento del concepimento, il partner deve tralasciare

 la propria identificazione come figlio per assumere quella di fi-

gura paterna potente e creativa, elaborando l'ambivalenza lega-

ta al rapporto con il padre interno. Questo consente inoltre una

rivisitazione della primitiva triangolazione madre-padre-figlio e

la rielaborazione dell'immagine di sé come genitore.

MATERNITA' E GRAVIDANZA

CAP. 2

L'IRMAG, uno strumento per esplorare le

rappresentazioni in gravidanza

IRMAG

Metodologia clinica: scelta dell' intervista semistrutturata, modu-

 lando di volta in volta nel modo più appropriato le varie domande.

Fa riferimento all' Adult Attachment Interview.

Caratteristiche dell' IRMAG

Obiettivo primario: esplorare, nella donna l'area delle rappre-

 sentazioni mentali concernenti se stessa come persona e

come madre, il partner e la famiglia d'origine.

Consta di 41 domande e viene somministrata in un periodo

 compreso tra la 28 e la 32 settimana (settimo mese di gravi-

danza).

Perchè questo particolare periodo?

 Poichè la presenza del bambino in questa fase si è ben defi-

nita all'interno dello spazio psichico materno.

Caratteristiche dell' IRMAG

La struttura dell'IRMAG prende in considerazione i contenuti

 e la struttura narrativa;

L'interesse principale: analizzare le modalità di organizza-

 zione del modello narrativo;

le caratteristiche della struttura narrativa permettono di capire

 in modo approfondito le capacità di elaborare la propria

esperienza e di comunicarla e le problematiche specifiche.

Aree dell'IRMAG

Area A

A) Il desiderio di maternità nella storia personale e della

 coppia: valuta come il desiderio di maternità abbia preso

corpo nella storia della donna e nell'ambito della sua relazio-

ne con il partner. (vedi rif. a pag. 15)

L'area si propone di esplorare se:

la gravidanza è stata programmata o se è giunta inattesa;

 è stata una decisione di coppia o unilaterale nel determinarla;

 ci sono state passate difficoltà di fecondazione o esperienze

 di aborti; Area A

Se prevale il desiderio di sperimentare la condizione gravidica, la

 donna avrà difficoltà a instaurare una relazione di fantasia con il

bambino interno.

Ciò può rendere assai problematico lo sviluppo della relazione ma-

 dre-bambino, a causa della mancanza di uno spazio mentale materno

disposto ad accogliere un essere “altro da sé”, con proprie caratteri-

stiche e specifici bisogni. Area B

B) Le emozioni personali, di coppia e familiari alla notizia

 della gravidanza:

Vengono esplorate:

le emozioni della donna nel momento in cui ha avuto la cer-

 tezza di essere incinta;

le modalità con cui ha affrontato questa circostanza;

 le eventuali reazioni che si sono determinate sul piano fisico;

 la risonanza che ha avuto in lei l'atteggiamento del partner e

 degli altri in seguito a tale comunicazione.

Area B

Per la donna questa realtà implica una verifica della propria

 capacità riproduttiva, che è in grado di farla sentire, per la

prima volta, “come la madre” e che la pone, sempre per la

prima volta, davanti al compito evolutivo di accettare il feto

quale parte di sè.

La notizia della gravidanza al partner e ai familiari, può far

 notare un ambivalenza:

reazioni che oscillano tra il desiderio di custodire e protegge-

re il feto

Vs

ricercare fuori di sé quel sostegno e quella sicurezza che

sente indispensabili per affrontare il nuovo stato.

Area C

C) Le emozioni e i cambiamenti nel corso della gravidan-

 za nella vita di coppia e nel rapporto con la propria ma-

dre; la prospettiva del parto: quest'area si propone di:

approfondire la conoscenza delle emozioni che caratterizzano la

 gravidanza e la disposizione ad affrontare il cambiamento da parte

della donna.

Vengono esplorati:

lo stato emotivo generale che si verifica nel periodo gestazionale;

 cambiamenti nelle abitudini, nelle attività, nei rapporti con il partner

 e con la propria madre;

gli stati d'animo della donna riguardo se stessa e il partner;

 cambiamenti riguardanti il corpo, esami medici di controllo effettua-

 ti e le fantasie riguardanti il momento del parto.

Area C

Aspetti emozionali di distinguono in:

 Area delle aspettative e delle paure coscienti

 Area delle fantasie inconsce: sono collegate alla rielabora-

 zione di antichi vissuti, relativi alla storia infantile e adole-

scenziale della donna e possono esprimersi nei sintomi psi-

cosomatici e nei sogni. Area C

Invece per quanto riguarda i cambiamenti questi possono

 coinvolgere sé mentale e sè fisico.

È importante poter riscontrare, nella madre, un orientamento

 flessibile nell'affrontare i molteplici cambiamenti, fisici ed

emotivi, e la consapevolezza delle reazioni delle figure fami-

liari.

L' orientamento flessibile può essere collegato all'importante

 ruolo del sé riflessivo descritto da Fonagy come “osservatore

interno della vita mentale”, importante per poter espletare

adeguatamente il ruolo genitoriale.

Area C

Esplorare l'orientamento della donna nei confronti del parto:

 paura del parto come evento sconosciuto;

 paura del dolore fisico e di perdere il controllo di sè;

 paura della realtà e del proprio comportamento sociale e ra-

 zionale Area D

D) Le percezioni, le emozioni e le fantasie relative al

 “bambino interno”: quest'area esplora se:

nella madre, si costituito uno spazio mentale occupato dal

 bambino che sta per nascere;

Vengono poste domande riguardanti:

le reazioni materne ai primi movimenti fetali;

 le caratteristiche fisiche e temperamentali immaginate per il

 bambino;

le percezioni e le emozioni sperimentate nel corso delle eco-

 grafie;

il rapporto “immaginario” instaurato con il bambino e sogni

 fatti su di lui, lo spazio “interno” preparato per il suo arrivo.

Area D

Soulè:

primi mesi di gravidanza: “blanc d'enfant” ossia vuoto imma-

 ginativo dove le rappresentazioni della donna sono incentrate

sulla gravidanza;

Mesi successivi: l'immagine del bambino compare sul piano

 immaginario e fantasmatico

“Bambino immaginario”: si colloca all'interno delle fantasie

 coscienti e realistiche della donna e può essere condiviso

con il partner;

“Bambino fantasmatico”: è radicato nelle fantasie inconsce

 infantili ed è connesso alle relazioni oggettuali e alle dinami-

che delle rappresentazioni genitoriali.

Lo sviluppo del bambino nella mente dei genitori deriva an-

 che dalla capacità materna e paterna di fantasticare su di lui.

Area D

Ciò si verifica ad esempio quando la madre lavora a maglia

 durante l'attesa. Ciò sollecita nella donna un rapporto con il

bambino immaginario e, allo stesso tempo, con il corpo del

bambino reale, attraverso la costruzione di un “utero di lana

esterno al corpo”, fabbricato dalla madre per contenere il

bambino ed erogare calore.

Nel periodo successivo ai primi mesi gestazionali, con la

 comparsa dei movimenti fetali e la visualizzazione, la finalità

è vedere se e come si sviluppa l'immagine del bambino come

individuo separato. Area E

E) Le aspettative future riguardanti le caratteristiche di

 sé come madre e le caratteristiche del bambino: lo scopo

è:

stimolare le madri a dar forma al loro personale stile materno

 In relazione alla prospettiva temporale ci si propone di esplo-

rare:

le aspettative materne riguardanti il proprio ruolo;

 le proprie funzioni, le proprie capacità e l'immagine del bam-

 bino nei primi mesi Area E

Zanah e coll:

Hanno riscontrato che le madri tendono ad avere delle per-

 cezioni stabili del temperamento del loro bambino, a partire

dagli ultimi mesi di gravidanza fino al periodo postnatale.

Area E

Raphael-Leff:

Studio effettuato sullo “stile materno” in gravidanza e

nel periodo postnatale evidenzia due tipologie estreme:

. A questi due stili ne ag-

Madre facilitator e madre regulator

giunge un terzo:

Madre reciprocator:

è in grado di mantenere un certo equilibrio tra:

 la tendenza a sentirsi assorbita interamente dalla nuova

 esperienza e la sua aperta disponibilità verso il mondo

esterno, considerando il bambino come persona con de-

terminate caratteristiche individuali;

riconoscere la propria ambivalenza e le proprie contrad-

 dizioni Area F

F) La prospettiva storica della madre, riguardante il pro-

 prio ruolo attuale e passato di figlia:

Viene esplorato nella donna:

Le caratteristiche di:

 se stessa da bambina;

 del rapporto con i propri genitori nella prima infanzia;

 Il tema cardine è il desiderio di identificarsi o differenziarsi dalla pro-

 pria madre nell'espletamento del ruolo materno, poiché riguarda l'

elaborazione del rapporto instaurato con le figure genitoriali

Ogni gravidanza viene ad assumere un significato specifico, collega-

 to alla posizione della donna nella famiglia d'origine, implicando di-

namiche di rivalità fraterna nei confronti dei genitori

Area F

Ferraro e Nunziante Cesaro:

Due diverse modalità in cui può articolarsi l'identificazione

 materna:

modalità imitativa: caratterizzata da un illusivo “essere come

 la madre”;

modalità frutto di un'introiezione: elaborazione individuale e

 creativa della figura materna.

Modalità di somministrazione e norme di trascrizio-

ne

Riguardo alla modalità di conduzione, poiché l'intervista è

 semistrutturata, e affronta temi personali, è necessario:

un training specifico;

 instaurare un clima di fiducia e cordialità;

 L'IRMAG prevede delle domande principali e delle domande

 ulteriori (prompts) collegate alle prime e volte a esplorare, di

volta in volta, le varie tematiche;

è utile memorizzare le domande riguardanti le aree principali,

 poiché si crea uno stile di conversazione naturale e un atteg-

giamento empatico che consente alla donna di poter esplora-

re con calma, senza interrompere il flusso dei suoi pensieri.

La durata dell'intervista viene audioregistrata, varia da per-

 sona a persona. La durata media però è di circa 60 minuti.

Per la trascrizione del testo dell'intervista è utile munirsi di un

 buon registratore, collocato adeguatamente vicino all'intervi-

stata.

Prima della vera e propria trascrizione, è opportuno ascoltare

 l'intervista tutta di seguito, per avere una prima impressione

generale del colloquio. Successivamente potrà iniziare il la-

voro di trascrizione più analitico, che verrà condotto avendo

sempre a disposizione lo schema originario dell'intervista.

(non tralasciare esclamazioni, sospensioni etc...)

Le scale di aggettivi

Nel corso della somministrazione dell'IRMAG, è possibile uti-

 lizzare per fini di ricerca, determinate liste (scale) di agget-

tivi (con una coppia di aggettivi di significato opposto),

allo scopo di disporre di uno specifico strumento di integra-

zione e di approfondimento di alcune aree rilevanti che ven-

gono affrontate nel corso del colloquio.

Si tratta di 5 liste che riguardano:

 le caratteristiche individuali:

 del bambino atteso, della gestante, del partner; (a,b,c)

 le caratteristiche materne di sé; (d)

 le caratteristiche della propria madre (e)

 Tali scale sono state costruite sul modello del differenziale

 semantico che misura il significato affettivo attribuito ad og-

getti e stimoli.

Le prime tre liste (a,b,c) presentano la stessa struttura;

 Scopo: confronto tra le rappresentazioni riguardanti madre,

 padre e bambino;

gli aggettivi ( 17 coppie) si riferiscono al funzionamento per-

 sonale, stile interpersonale e orientamento affettivo.

Le liste d ed e:

 Scopo: rilevare se la gestante si accosti al modello materno

 della madre o se costruirà un proprio stile genitoriale.

si discostano dalle precedenti per i qualificatori;

 fanno riferimento al funzionamento personale, al ruolo ma-

 terno e alla sensibilità materna

Campo d'applicazione

Può essere somministrata:

 Ambito di ricerca: consente di studiare le modalità con cui la

 donna affronta la gravidanza;

Ambito clinico: è utilizzata come strumento-guida in caso di

 consultazioni psicologiche e nei corsi di preparazione al parto

MATERNITA' E GRAVIDANZA

CAP. 3

Valutare e codificare le rappresentazioni in gra-

vidanza

Valutazione e codificazione delle rappresentazioni

in gravidanza

narrazione

La della donna in gravidanza consente di fare ipotesi

● sul suo funzionamento mentale e sulle rappresentazioni che co-

minciano a delinearsi su se stessa come madre e sul futuro bam-

bino

Modelli narrativi alla base dell'IRMAG

Alla base dell'IRMAG vi sono due modelli narrativi:

1) Modello narrativo della donna (madre, partner e famiglia

d'origine)

2) Modello narrativo del bambino

Il modello narrativo viene esplorato rispetto all'organizza-

zione della narrazione, indipendentemente dai contenuti

Campo psicoanalitico:

organizzazione delle rappresentazioni distinte in:

rappresentazione integrata

rappresentazione selettiva sottoposta all'azione meccanismi di

difesa (es. scissione)

BUCCI (1993):

Importanza del legame tra rappresentazioni verbali e non

verbali che si riflettono nel linguaggio

SCHAFER ( 1989) : il filo della narrazione permette di ripercor-

 rere l'intera rete delle rappresentazioni.

SANDLER (1991) :

rappresentazione :

1) organizzazione mentale stabile che raccoglie le immagini men-

tali;

2) contenuti e caratteristiche cognitivo-affettive delle immagini

mentali Dimensioni relative alle aree

Per studiare il modello narrativo in cui la donna descrive sé

dimensioni

stessa come madre e il bambino si utilizzano le

relative alle aree:

1) La ricchezza delle percezioni: riconoscimento di se stessa

come madre;

2) Apertura al cambiamento e la flessibilità: permeabilità o

rigidità delle rappresentazioni rispetto all'esperienza della gra-

vidanza;

3) Intensità dell'investimento: intensità del tono e del coinvol-

gimento emotivo

4) Coerenza: del racconto rispetto a se stessa come madre e

al bambino, delle emozioni e flusso logico del racconto;

5) Differenziazione: tra il racconto relativo a se stessa e

quello relativo al bambino. Consapevolezza materna della diffe-

renza tra le proprie caratteristiche e quelle dei propri genitori e

del partner: due poli:

madri che affrontano la maternità con una consapevolezza e

una progettazione personale;

madri in cui la consapevolezza della maternità è limitata (modo

casuale,valore sostitutivo, fine del ciclo di fertilità)

6) La dipendenza sociale:

due poli:

1) rappresentazioni basate su informazioni provenienti dagli altri

( senza alcuna rielaborazione autonoma);

2) rappresentazioni personali (elaborazione autonoma)

7) Dominanza delle fantasie: dimensione fantastica nella

rappresentazione di sé come madre e del figlio:

1) area delle fantasie coscienti condivise con il partner

2) fantasie inconsce difficilmente indagabili (sogni)

Una volta ottenuto il punteggio, si ottengono due profili

diversi: profilo relativo a sé come madre

profilo relativo al bambino

questi due profili possono sovrapporsi oppure essere di-

scordanti

Ottenute le codifiche delle dimensioni si procede a definire

la categoria rappresentativa generale

Tutte le dimensioni hanno fra loro zone di sovrapposizione:

● la percezione di sé come madre dovrebbe essere correlata con la

● differenziazione;

MATERNITA' E GRAVIDANZA

CAP. 4

Le categorie delle rappresentazioni in gravi-

danza

Le categorie materne nella letteratura

Vari autori definiscono le categorie materne:

Breen (1975): definisce tre gruppi di donne in gravidan-

za sulla base di un criterio ostetrico e due criteri autovalu-

tativi:

1) Gruppo ben adattato: percepiscono la propria madre

come una buona madre e si descrivono simili alla madre

(“buona madre internalizzata”);

2) Gruppo maladattato: le donne si vedono in modo

meno simile alla propria madre (stereotipo di “madre per-

fetta”);

3) Gruppo mediamente adattato

Piano emotivo

Per quanto riguarda il gruppo ben adattato l'immagine idea-

le diventa meno importante dopo la nascita del figlio

Invece in gravidanza le donne sono più aperte alle esperienza

interne e le reazioni emotive più frequenti son quelle di aumen-

tata angoscia, preoccupazione per sé, labilità affettiva.

Leifer (1980):

maggior angoscia per il feto = legame di attacca-

 mento più intenso

minor angoscia per il feto = legame di attacca-

 mento meno intenso

Piano emotivo

Labilità affettiva = le emozioni sono maggiormente espres-

 se

Comparsa dei primi movimenti fetali = accelera l'instaurarsi

 del legame con il feto e il riconoscimento come essere se-

parato

Nel campione di donne dello studio di Leifer si riscontrano

3 gruppi di donne:

1) a elevato funzionamento psicologico: stabile integrazione

della personalità fin dalle prime fasi della gravidanza

2) a moderato funzionamento psicologico: minor grado di in-

tegrazione personale, ambivalenze accentuate

3) basso funzionamento psicologico: scarsa integrazione

personale, gravidanza legata a bisogni di sicurezza

Le categorie delle rappresentazioni materne

Il sistema classificatorio delle rappresentazioni materne è

costituito da tre categorie rappresentazionali:

1) rappresentazioni materne integrate-equilibrate: pie-

na conclusione e integrazione dell'identità femminile; ( ha punti

in comune con la madre facilitante di Raphael-Leff)

Sottocategorie:

a) limitata: il quadro non è molto ricco nelle percezioni, nell'investi-

mento affettivo e nelle fantasie;

b) orientata su di sè: sono presenti fantasie riguardo se stessa

come madre, il bambino rimane in secondo piano;

c) orientata sul bambino : ricca rappresentazione del figlio; la

donna si vede come madre che si realizza attraverso il figlio;


PAGINE

206

PESO

1.42 MB

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica della salute
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cinziabrain83 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Modelli e tecniche del colloquio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Candelori Carla.

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