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Il complesso mondo dell'adolescente

Introduzione alla nostra indagine

Money e Kyrle (Scuola di Psicoanalisi) sostengono che ogni individuo costituisce un proprio modello di mondo, da cui è inseparabile e che considera il nucleo della propria esistenza. Questo modello prende avvio con gli esordi dello sviluppo mentale ed è esposto a continui cambiamenti.

Moses e Eglé Laufer affermano che la principale funzione evolutiva è l’instaurarsi di una definitiva organizzazione sessuale. Con l’adolescenza, inizia una maturità fisica che incide sullo sviluppo psichico.

Kestemberg sottolinea che la dimensione relazionale è un importante punto di partenza per la comprensione dell’adolescenza e dei problemi da essa posti. Identità e identificazione costituiscono un solo movimento, esistendo una costante comunicazione tra l’altro e se stesso, dove l’altro è la controparte reale della relazione, ma anche il negoziatore della stabilità della stessa.

Sandler distingue tra relazione interpersonale reale e relazione oggettuale in fantasia. La relazione comporta scambi di messaggi ed esperienze in una grande varietà di sentimenti, desideri ed aspettative. Ogni partner ha un ruolo per l’altro, che risponde in un certo modo. Ciò avviene anche all'interno di una relazione oggettuale in fantasia, in cui un individuo gestisce la relazione per appagare i propri desideri. Qui vengono messe in atto varie forme difensive, comprendenti proiezione ed esternalizzazione. In questa fase, l’adolescente deve confrontarsi sia con i familiari sia con le relazioni instaurate fuori.

Maltzer descrive che l'adolescente può oscillare tra quattro posizioni:

  • Restare bambino in famiglia;
  • Collocarsi nel mondo degli adulti;
  • Collocarsi nel gruppo dei coetanei;
  • Scegliere l’isolamento.

Ladame osserva che i genitori possono facilitare od ostacolare le potenzialità adolescenziali in rapporto alla loro capacità di modificare le proprie rappresentazioni parentali, elaborando il lutto per la perdita del figlio. In concomitanza con l’adolescenza dei figli, anche i genitori passano un momento difficile, in genere caratterizzato dalla mezza età che porta a squilibri ormonali e a una crisi esistenziale, in cui fanno un bilancio della propria vita. Pertanto, può essere difficile per loro gestire la fase del figlio che spinge verso l'indipendenza, spesso enfatizzata con comportamenti oppositivi, oscillando tra il bisogno di indipendenza e il bisogno di conservare i legami con la famiglia.

Jeammet raggruppa i diversi problemi specifici dell’adolescenza, come operare scelte concrete, una particolare sensibilità all’immagine di sé rinviata dagli altri, la tendenza ad esprimere la propria sofferenza attraverso condotte disordinate, e l’uso del corpo come modalità espressiva con l’altro. Inoltre, il concetto di "spazio psichico allargato" fa riferimento al ruolo e alla funzione del mondo esterno, che sono un aspetto dominante del funzionamento mentale dell’adolescente.

Piera Aulagnier sottolinea il bisogno dell’adolescente di rielaborare la sua vita passata come base dell’identità. È primario il lavoro di memorizzare e storicizzare un tempo passato che comunque continua a vivere psichicamente, secondo registri rappresentazionali diversi nel corso dell'esistenza. Questa costruzione-ricostruzione rappresenta la base più solida della consapevolezza del cambiamento.

Ricerca

200 soggetti di età tra i 12 e i 18 anni, e 100 soggetti tra i 19 e i 23 (tarda adolescenza) sono stati reperiti nelle scuole; la loro partecipazione è stata volontaria. È stato usato l’AICA, ovvero l’Attachment Interview for Childhood and Adolescence. Questo strumento permette di individuare cinque categorie di attaccamento:

  • Sicuro/autonomo: valorizzazione delle esperienze di attaccamento, in un quadro coerente con un’integrazione tra memoria semantica ed episodica.
  • Distante: svalutazione delle esperienze di attaccamento, con possibile idealizzazione e difficoltà a ricordare.
  • Preoccupato: narrazione confusa e incoerente, rabbia e passività.
  • Irrisolto: in presenza di lutti o traumi non risolti, si possono riscontrare errori del monitoraggio del discorso.
  • Non classificabile: in presenza di stati mentali incompatibili e contraddittori.

Il clima familiare

La crisi adolescenziale coinvolge sia figli che genitori. L’adolescente subisce cambiamenti irreversibili, modificazioni corporee, maturità sessuale e acquisizione del pensiero astratto. La coppia dei genitori deve effettuare un doloroso lavoro per seguire i cambiamenti del figlio, riattivando i fantasmi della propria adolescenza. Quindi, mentre il figlio è proiettato in avanti, la coppia si trova a elaborare il lutto della perdita della propria adolescenza.

Sin dalla nascita, si instaurano relazioni attraverso aspettative, fantasie e desideri.

Freud evidenzia come i genitori, alla nascita del figlio, tendano a sospendere in favore del bambino tutte le acquisizioni della civiltà e a rivendicare i privilegi a cui hanno rinunciato. Così, il bambino deve appagare i sogni e le aspettative irrealizzabili dei genitori, diventando un grande uomo in vece del padre, o sposando un principe per riparare il futuro della madre. La nascita del figlio non elimina i fantasmi proiettivi dei genitori, e avvia una serie di contrattazioni, che possono confermare o disconfermare le aspettative dei genitori. Con l’arrivo dell’adolescenza, le fantasie sono minacciate.

Shapiro definisce il modo in cui i genitori comunicano ai figli l’immagine che hanno di loro e l’identificazione di questa con le fantasie inconsce. Il bambino fantasticato dai genitori può generare contrasti tra il bambino ideale e reale, portando a un allontanamento emotivo tra l’immagine che ognuno nella coppia si era fatta del figlio. L’andamento dello sviluppo psicologico dipende dalle cure materne e dall’ambiente sociale. È importante per il bambino avere accanto a sé genitori che aiutino a crescere attraverso un processo di accoglimento dei contenuti emotivi intensi e la loro restituzione in forma più tollerabile (Reverie di Bion).

Nell’adolescenza, il rapporto genitori-figlio deve raggiungere una certa simmetria. Se prima il rapporto era asimmetrico, basato sulla dipendenza del figlio, ora deve essere più simmetrico. Un forte ostacolo a questo è la tendenza degli adolescenti a bruciare in fretta le tappe, la paura di non essere all’altezza e di sentirsi soli, il che può far venire voglia agli adolescenti di tornare al "paradiso infantile". Invece, il ragazzo si trova a prendere consapevolezza di se stesso, a costruirsi un’identità per il futuro. La paura di essere soli mette l’adolescente in continua oscillazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PsicoChiara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Candelori Carla.
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