Riassunto esame "Modelli e strumenti per la valutazione"
Professoressa E. Restiglian
Libro consigliato: "Valutare nella scuola e nei contesti educativi"
Autori: Grion, Aquario, Restiglian
Introduzione
Stiggins sostiene che prima di focalizzarsi sulla valutazione si deve riflettere sugli approcci utilizzati e sulla loro efficacia. La valutazione è per l'apprendimento e non dell'apprendimento. Essa ha due funzioni definite nel 1967:
- Sommativa: misurazione degli esiti dell'apprendimento (predominante)
- Formativa: orienta l'apprendimento
Grion sostiene che una buona valutazione è integrata nel processo di insegnamento/apprendimento, altrimenti diventa un'opportunità persa.
Alcune riflessioni sul concetto di competenza
Le Indicazioni Nazionali per il Curricolo (2012) utilizzano la competenza come elemento su cui basare la progettazione e la definizione dei profili formativi, parlando anche di certificazione delle competenze (L.107/2015). La competenza diventa un'unità di misura che serve a attestare e descrivere le competenze progressivamente acquisite. Competenza = dal latino competere, si rifà all' “incontrarsi, andare, dirigersi verso”.
La struttura del libro - Genesi e sviluppi teorici
Paradigmi educativi e culture valutative
Quando l'insegnante dichiara il modo in cui valuta, influenza anche il modo di prepararsi e affrontare la valutazione degli studenti. Il processo di apprendimento è condizionato inevitabilmente da quello valutativo.
Filosofie educative e significati del processo valutativo
La valutazione non avviene solo a scuola, ma è presente in diversi ambiti. La valutazione è un processo complesso perché multidimensionale:
- Funzioni della valutazione: formativa, sommativa, diagnostica, orientativa
- Fonti da cui ricavare le informazioni
- Strumenti diversi per raccogliere i dati
Il processo valutativo è complesso perché contiene al suo interno una trama di relazioni e connessioni con molteplici contesti che devono essere fatti dialogare tra di loro per comprendere il fenomeno. Attorno alla parola valutazione troviamo tre termini: conoscenza, apprendimento, curricolo. La valutazione cambia in base al significato che attribuiamo a questi tre termini. Esistono diverse filosofie educative, ognuna delle quali dà un significato diverso a queste parole.
Comportamentismo
- Conoscenza: fondata solo sui fatti
- Apprendimento: processo di riempimento
- Curricolo: è dato a priori, un fatto trasmesso agli alunni che dovranno recepirlo e immagazzinarlo secondo la metafora dell'acquisizione
La valutazione è quindi misurazione, gli alunni vengono valutati tramite test con funzione sommativa.
Cognitivismo
- Conoscenza: attività mediata dai processi cognitivi di acquisizione ed elaborazione di informazioni provenienti dalla realtà (studente=attivo)
- Apprendimento: si apprende per accrescimento (nuove informazioni inserite in vecchi schemi); sintonizzazione (schema vecchio modificato); ristrutturazione (vengono creati nuovi schemi)
- Curricolo: può essere inteso come un'attività, in quanto l'alunno ha un ruolo molto forte nell'apprendimento
Mason sostiene che questa filosofia trascuri il ruolo del contesto sociale. La valutazione diventa quindi una procedura che raccoglie evidenze sull'apprendimento → valutazione come giudizio. La valutazione inizia ad avere una valenza formativa: si va verso l'assessment for learning.
Costruttivismo
- Conoscenza: la realtà è vista come multipla, cangiante, variabile, sperimentata soggettivamente da ciascun individuo
- Apprendimento: scoperta condivisa della conoscenza, si avanza tutti lungo un percorso e mentre si procede si imparano cose e le si condivide
- Curricolo: diventa parte del processo di costruzione della conoscenza basato sulla ricerca
La valutazione assume un ruolo di ricerca e interpretazione. Valutazione come pluralismo dei giudizi, dei valori, degli attori, degli interessi, delle richieste. Il valutatore ha un ruolo chiave come mediatore e agente per il cambiamento.
La valutazione come processo di riflessione e ricerca
La valutazione è quindi un processo di ricerca (visto come spazio delle ipotesi e dei problemi) aperto, critico e dialogico. Cambia quindi l’epistemologia, le finalità, i livelli di coinvolgimento degli attori, si ampliano le opportunità, cambia il focus sia degli oggetti valutativi sia dei criteri e metodi. Aumenta l'intensità pedagogica del processo valutativo. La valutazione diventa parte del processo di insegnamento e apprendimento e gli studenti giocano un ruolo attivo nella valutazione. Il processo valutativo diventa sempre più strumento di promozione dell'apprendimento (assessment for learning).
L'approccio docimologico e il testing
Valutazione scolastica e questioni docimologiche
La valutazione ha funzione di controllo e misurazione, così come formativa e orientativa (aiuta agli alunni a conoscersi). Valutazione = dal latino “valere” cioè attribuire o dichiarare il valore di qualcosa, può essere definita come l'assegnazione di senso-valore a un determinato evento o processo educativo (Borrello). La valutazione può essere però condizionata da variabilità e soggettività (come avviene soprattutto nelle prove tradizionali) e dato che non è possibile eliminare i voti, va studiato come rendere la valutazione più oggettiva possibile. Docimologia = ha lo scopo di riflettere sui sistemi di votazione, soffermandosi sugli esami e sulla loro mancanza di validità (vuole restituire credibilità alla valutazione scolastica). È una teoria e tecnica del controllo dei processi formativi che vuole studiare tutto il processo valutativo: prove di esami, verifiche scolastiche e sistemi di valutazione in educazione.
I limiti delle prove di accertamento delle conoscenze
La personalizzazione nella valutazione può accadere nelle prove tradizionali che sono esposte a rischio di errori e distorsioni valutative dovute all'influenza soggettiva del docente. Di seguito un elenco degli errori e delle distorsioni più diffuse:
- Effetto di alone: un giudizio è alterato perché influenzato da precedenti valutazioni
- Effetto di contrasto: si verifica una sovrastima o sottostima sulla base di uno standard di prestazioni ideali che il docente si forma con la correzione di prove precedenti di altri allievi (docente influenzato dalle altre prove)
- Effetto di stereotipia: difficoltà del docente di cambiare l'opinione originaria che si è fatto di un allievo
- Effetto della distribuzione forzata dei risultati: curva di Gauss, ovvero il docente sostiene che il 20% sia ottimo, un altro 20% abbia livelli bassi e il restante 60% sia a livello medio. Questa curva potrebbe essere veritiera all'inizio per gli studenti in entrata, ma non in uscita altrimenti dimostrerebbe che la scuola ha realizzato un apprendimento casuale e non ha raggiunto una modificazione significativa delle conoscenze
- Effetto Pigmalione: effetto della “profezia che si autoavvera”, i docenti comunicano in modo verbale e non le proprie aspettative modificando i risultati degli studenti
Soggettività, oggettività, intersoggettività
La soggettività del correttore mina l'affidabilità. Esistono tre dimensioni che dipendono dalla modalità attraverso cui i docenti elaborano i voti:
- Dimensione soggettiva: voti e giudizi sono assegnati avvalendosi dei criteri personali del docente. I criteri valutativi sono legati al singolo docente
- Dimensione oggettiva: vi sono criteri predefiniti, uniformi e costanti che servono a eliminare l'influenza dei giudizi personali di chi valuta
- Dimensione intersoggettiva: derivano dai criteri per rilevare dati e misurare risultati delle prove. Derivano da una condivisione con più persone
Ambiti di valutazione
Di seguito un elenco degli strumenti valutativi che possono essere utilizzati da un docente:
- Verifica per obiettivi: rimanda alla programmazione didattica e/o curricolare. Esistono finalità e obiettivi educativi (= generali, relativi alla persona) e obiettivi specifici (=interni ad un percorso didattico disciplinare)
- Valutazione delle competenze: per competenza si intende il saper utilizzare determinati livelli di conoscenze/apprendimenti, sia teoriche che operative, in specifici contesti. Le competenze non possono essere valutate direttamente, ma è necessario individuare le performances o prestazioni che le costituiscono e valutare queste ultime utilizzando rubriche valutative o griglie.
- Apprendimento in gruppo e valutazione autentica: vengono realizzati in contesti socio-costruttivisti dove attivare forme di insegnamento/apprendimento di tipo interattivo. Il gruppo ha un ruolo centrale e le prestazioni sono di vita reale
Funzioni della valutazione
Scriven individua le funzioni valutative fondamentali in due tipologie:
- Formativa
- Sommativa
Per Vertecchi, invece, la valutazione può essere:
- Iniziale: serve a effettuare una ricognizione delle conoscenze
- Intermedia: serve a compensare eventuali difficoltà che si incontrano nel corso dell'apprendimento. Valutazione iniziale e intermedia costituiscono la valutazione diagnostica (= servono a consentire una diagnosi delle conoscenze)
- Finale: interviene a compimento di un'attività
Gli strumenti di verifica scolastica
Esistono quelli più tradizionali (prove scritte e interrogazioni) così come i test di profitto costruiti dai docenti. Gli strumenti vengono creati tenendo conto del loro livello di strutturazione, che cambia in base al tipo di stimolo e risposta:
- Stimolo aperto-risposta aperta: lo stimolo consiste nel fornire un’indicazione di una certa area, la risposta richiede di utilizzare capacità di argomentare, raccogliere e organizzare le conoscenze
- Stimolo aperto-risposta chiusa: il docente espone gli argomenti e l'allievo esprime consenso o dissenso. La risposta non permette di rilevare alcuna abilità
- Stimolo chiuso-risposta aperta: lo stimolo è predisposto in funzione al tipo di prestazione, la risposta è fornita in modo adeguato se l'allievo riesce a organizzare una propria linea di esposizione
- Stimolo chiuso-risposta chiusa: lo sono i quesiti oggettivi, le prove strutturate/prova oggettiva o test di profitto. Lo stimolo prevede una risposta predefinita
Lo scopo dell'approccio docimologico è quello di migliorare la creazione e l'uso di tali strumenti per raggiungere una maggiore affidabilità. I criteri che devono guidare un'insegnante nella scelta degli strumenti sono:
- Scegliere il tipo di prova più adatta per rilevare gli obiettivi (=validità)
- Costruire una prova esposta il meno possibile a valutazioni soggettive (=affidabilità)
Esistono diversi tipi di prove:
- Prove strutturate: garantiscono maggiore affidabilità perché non lasciano spazio a interpretazioni personali, ma la loro costruzione corretta è molto complessa
- Prove semistrutturate: offrono uno stimolo chiuso e la possibilità di risposte autonome. Permettono agli studenti di mostrare i diversi modi e livelli di comprensione e di studio
- Prove libere: stimolo e risposta sono aperti e si basano su un approccio dialogico
Benvenuto ha creato una tabella che orienta il docente a scegliere quale prova valutativa usare in base alle diverse situazioni.
Validità e affidabilità
Una prova è ben strutturata se rispecchia i due principi della validità e affidabilità.
Validità = è un giudizio complessivo della misura, in cui prove empiriche e principi teorici supportano l'adeguatezza e l'appropriatezza delle conclusioni basati sui punteggi al test (Messick). Uno strumento si dice valido quando misura quello che si propone di misurare. Per garantire la validità è fondamentale che le domande siano formulate attentamente in modo tale che i soggetti le comprendano. Esistono diversi tipi di validità:
- Validità di contenuto: sul piano teorico, si riferisce al fatto che gli item esplorano completamente l'area che si intende indagare. Il controllo di questa validità lo si ottiene se gli elementi sottoposti a verifica sono centrali e utili alla valutazione e sono rappresentativi del settore di contenuti della competenza da valutare
- Validità di criterio: sul piano empirico, vengono rilevati i risultati del test confrontandoli con i risultati di un'altra prova considerata analoga e valida. Allo stesso gruppo viene somministrato un questionario nuovo da validare e si confrontano i risultati con quelli di un test vecchio già somministrato e validato.
- Validità convergente: i risultati sono in relazione
- Validità discriminante: i risultati non sono in relazione
- Validità predittiva: vi è coerenza tra la misura ottenuta in una prova e un dato rilevato mediante un evento successivo
- Validità concorrente: la misura ricavata da un test è coerente con i risultati di un altro test rilevato nello stesso momento (vengono effettuati due test alla stessa persona)
- Validità di costrutto: indaga se il punteggio del test misura il nostro costrutto di interesse.
- Validità convergente o concorrente: vi è un'alta correlazione con le misure dello stesso costrutto
- Validità discriminante: vi è una bassa correlazione con le misure da noi ottenute
- Validità di facciata o presentazione: fa riferimento alla percezione dello strumento di rilevazione da parte dei soggetti coinvolti. Deve controllare gli elementi qualitativi e intuitivi della prova, ovvero se le richieste sono espresse chiaramente
Affidabilità = una rilevazione è affidabile quando risulta la stessa chiunque sia il soggetto che la rileva oppure si ottiene lo stesso esito in rilevazioni fatte alla stessa persona. L'affidabilità garantisce un basso livello di interpretabilità e quindi di soggettività. La precisione delle misurazioni dipende da:
- Precisione dello strumento di misura: è preciso quando offre lo stesso stimolo a tutti gli studenti e permette una registrazione oggettiva dei risultati
- Precisione del valutatore: dipende dall'uso che il docente fa dello strumento e dal grado di soggettività. Ogni insegnante dovrebbe controllare i comportamenti che potrebbero condizionare la prestazione ed essere preciso nelle istruzioni per lo svolgimento della prova
- Costanza del soggetto esaminato: incostanza del comportamento degli allievi è spesso, in realtà, incostanza e soggettività dei docenti, ma può anche non dipendere da loro. L'incostanza degli studenti può essere tenuta sotto controllo aumentando il numero di verifiche.
La misurazione delle prove
Un'altra questione di interesse docimologico è quella della validità e affidabilità della misurazione delle prove, ovvero la creazione di una scala di misura adeguata. Le scale di misura sono quattro:
- Scala nominale: utilizza dei nomi per classificare ciò che osserva. È una scala qualitativa e serve a rilevare e classificare comportamenti e dimensioni complesse
- Scala ordinale: permette di stabilire graduatorie, ad esempio livelli (insufficiente, sufficiente, buono, discreto, ottimo), ma anche i voti scolastici rientrano in questa scala perché non permettono di esprimere con precisione la differenza che esiste tra di loro (rimandano ai concetti più astratti di insufficienza e sufficienza)
- Scala a intervalli equivalenti: distanza tra i diversi punti è uguale e costante (es. temperatura corporea). Viene utilizzata ad esempio nella valutazione delle prove oggettive e serve per confrontare i punteggi tra di loro
- Scala di rapporti: ci possono essere rapporti tra le misure. In questa scala lo zero corrisponde all'assenza della proprietà (es. peso, età, numero di figli). Questa scala è poco utilizzata in ambito educativo
Assegnare voti trasparenti e chiari è una delle attività più difficili e per questo conoscere le tre diverse scale aiuta e facilita il passaggio dalla quantità alla qualità. Esistono anche diversi tipi di prove valutative:
- Prove strutturate: permettono l'attribuzione di punteggi veri e propri, ovvero numerici
- Prove semistrutturate o aperte: sono prestazioni molto sicure in cui i giudizi assegnati possono assumere un valore numerico, ma si deve essere consapevoli del diverso grado di affidabilità di tali misurazioni rispetto alle prove strutturate.
Il testing
Prova oggettiva di profitto = è costituita da un insieme di quesiti che vogliono provocare una risposta rigidamente predeterminata in modo tale da restringere la soggettività del valutatore e migliorare la valutazione.
La rilevazione con il test: limiti e vantaggi
Il test è sempre soggetto di critiche e pregiudizi:
- Non permettono la libertà di espressione: questo non è un limite, ma una loro specificità infatti non richiedono agli studenti di esprimersi, ma di valutare la risposta da loro ritenuta corretta
- Permettono risposte casuali: questo può essere contenuto introducendo la penalizzazione delle risposte sbagliate. Anzi, per Bloom si possono indagare molte abilità implicate nell'apprendimento (es. conoscenza, comprensione, applicazione, analisi, sintesi, valutazione)
- Misura il prodotto e non il processo: in realtà non esiste una prova che rilevi i ragionamenti; comunque un numero elevato di risposte corrette rivela un numero elevato di processi corretti
- Costruzione richiede molto tempo: i test possono essere...
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