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Imparare cooperando: dal cooperative learning alla comunità di ricerca

Cooperative learning

Il cooperative learning ha cinque fondamenti psico-pedagogici:

1. Piaget e conflitto cognitivo

Lo sviluppo della conoscenza è dato dall’interazione dinamica di due processi: assimilazione e accomodamento. Avviene un conflitto cognitivo che porta a una riformulazione della conoscenza. Anche l’influenza sociale può creare conflitti sul modo di guardare e interpretare il mondo. Per il confronto è fondamentale la cooperazione, forma ideale di interazione sociale per promuovere lo sviluppo e trovare un equilibrio. Piaget sottolinea l’importanza della cooperazione tra pari: è solo nell’interazione tra pari che il bambino avrebbe la possibilità, tramite la discussione e la cooperazione, di socializzare le acquisizioni intellettuali. L’interazione con l’adulto rischia di creare molti equivoci perché si fonda su un linguaggio comunicativo divergente.

2. Vygotskij e la zona di sviluppo prossimale

Lo sviluppo cognitivo è dato dallo sviluppo biologico più le interazioni socioculturali del contesto in cui l’individuo è coinvolto. C’è un’interazione con i segni e gli strumenti che la cultura offre.

  • Gli strumenti sono i mezzi che permettono al soggetto di conoscere il mondo.
  • I segni sono i processi psichici che con l’uso degli strumenti guidano alla significazione, che è l’attribuzione di significati alle cose ed è il comportamento che differenzia l’essere umano dagli animali.

L’appropriazione dell’utilizzo di strumenti e segni avviene grazie alle relazioni sociali. La zona di sviluppo prossimale è data dalla differenza tra le competenze minime di un bambino e le competenze maggiori di un adulto. L’obiettivo è ridurre la zona di differenza grazie al sostegno di un insegnante o esperto che compie un’azione di scaffolding, cioè problematizzazione e sostegno tramite processi di interazione. L’interazione sociale è essenziale per progredire.

3. Barbara Rogoff e la partecipazione guidata

La partecipazione guidata è un processo in cui i ruoli di caregivers e bambini si intrecciano. L’adulto introduce progressivamente nelle pratiche socioculturali il soggetto meno esperto. L’interazione è la premessa per l’attività cooperativa.

4. Kurt Lewin e Morton Deutsch e l’interdipendenza sociale

La persona e l’ambiente sono in stretta interdipendenza tra loro. La persona è immersa in un campo psicologico suddiviso in più regioni e per comprendere il comportamento bisogna individuare in che regione si trova. L’azione del singolo soggetto nel gruppo è la risultante di un campo di forze intra e interpersonali presenti nello spazio di vita. Lewin distingue due tipi di interdipendenza:

  • Interdipendenza di destino – una qualunque situazione potrebbe causare l’aggregazione di un gruppo.
  • Interdipendenza di compito – il gruppo è composto dai membri in stretta relazione che condividono compiti per raggiungere gli stessi obiettivi.

Lewin ha condotto studi sui climi di apprendimento e la loro classificazione avviene per mezzo di una distinzione tra stili di leadership:

  • Leader autoritario – ne deriva una forzatura che non potenzia la motivazione al lavoro.
  • Leader permissivo – genera caos e dispersione.
  • Leader democratico e direttivo – è il più efficace; deve essere calmo e disponibile ma...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

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