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MODELLI BIOECOLOGICI DELLO SVILUPPO UMANO E PROCESSI EDUCATIVI

PROF. MICHELE CAPURSO

TEORIA DEI SISTEMI EVOLUTIVI (FORD-LERNER)

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PERUGIA CRISTIANA

Lezione 1

Uno dei testi adottati per il corso è “La Teoria dei Sistemi Evolutivi”, di Ford e Lerner, un testo che

ci porta a vedere l’essere umano come sistema in interazione con altri sistemi, e quindi a capire

quali sono tutte le caratteristiche dell’essere umano in quanto sistema in interazione con altri

sistemi.

Il secondo testo “Apprendere i contesti, strategie per inserirsi in nuovi ambiti di lavoro” della

Telfener, è molto collegato al primo ed è un testo sistemico che ci porta a vedere come si va a

lavorare in contesti che sono sistemi in quanto sistema noi stessi.

Quindi nel primo libro scopriamo come è fatto il nostro sistema, nel secondo come si fa a lavorare

con altri sistemi.

Nella nostra costituzione è presente un articolo che parla di sviluppo umano ed è uno dei primi

articoli, è l’articolo 3 e più basso è il numero degli articoli più viene definito importante.

Costituzione della Repubblica Italiana

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione

di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e

sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,

limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della

persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,

economica e sociale del Paese.

Questo articolo parla di sviluppo e riguarda tutti noi e il nostro lavoro, perché faremo gli psicologi?

Quale sarà l’effetto diretto e indiretto del fare gli psicologi? Indirettamente facendo lo psicologo si

lavora sulla base di questo articolo, ovvero si lavora per rimuovere gli ostacoli che limitano la

libertà e l’uguaglianza delle persone.

Lo psicologo aiuta persone che hanno ostacoli nella vita che gli impediscono di poter aspirare ad

essere liberi e uguali come gli altri e lo psicologo cercherà di facilitare l’individuo in questo

percorso.

Una decina di anni fa un ministro dell’istruzione dichiarò che i docenti universitari manipolavano i

loro studenti, spingendo a chiedersi se effettivamente questo è quello che fa un docente ed è vero,

il docente manipola uno studente in base all’articolo 3 della Costituzione.

Una conferenza TED di Nadia Lopez riprende questo articolo:

“Quando, nel 2010, inaugurai la Mott Hall Bridges Academy, il mio ruolo era semplice: aprire una

scuola per chiudere una prigione.

Per qualcuno era un obiettivo audace, perché la nostra scuola si trova nell’area Brownsville di

Brooklyn, uno dei quartieri meno serviti e più violenti di tutta New York.

Come molte scuole urbane con alti tassi di povertà, andiamo incontro a tanti ostacoli, come trovare

professori in grado di comprendere la complessità di una comunità svantaggiata, la mancanza di

fondi per la tecnologia, lo scarso coinvolgimento dei genitori e bande di quartiere che reclutano

bambini della quarta elementare.

Quindi ero qui, ero la preside di una scuola media che era una scuola pubblica e avevo soltanto 45

bambini per cominciare.

Il 30% di loro aveva difficoltà nell’apprendimento, l’80% di loro era al di sotto della sufficienza in

Inglese e in Matematica, inoltre, il 100% viveva sotto il livello di povertà.

Se i nostri figli non sono nelle nostre classi, come possono imparare? E se non imparano cosa

finiranno per fare?

Quando chiedevo a mio figlio tredicenne: “Ragazzo dove ti vedi tra cinque anni?”, lui mi

rispondeva: “Non so se vivrò così tanto”.

Oppure sentirsi dire da una Ragazza che il suo obiettivo era da sempre quello di andare a lavorare

in un fast food, per me, questo non era accettabile ed era anche evidente che non avevano idea

che c’era un mondo di opportunità che esisteva oltre il loro quartiere.

Chiamiamo i nostri studenti “scolari”, perché hanno un apprendimento permanente e le abilità che

imparano oggi li prepareranno per il College e per una futura carriera.

Io scelgo i colori reali, il viola e il nero, perché voglio che ricordino che sono discendenti di

magnificenza e attraverso l’educazione, sono i futuri ingegneri, scienziati, imprenditori e anche capi

che possono e riusciranno a conquistare questo mondo.

Finora abbiamo tre classi di diplomandi e il tasso di chi si diploma è al 98%, ci sono quasi 200

ragazzi, che sono andati nelle migliori scuole superiori di New York.

Era una giornata fredda, a gennaio, quando un mio scolaro, Videl Chastanet, incontrò Brandon

Stanton, il fondatore del blog popolare “Humans of New York”, Brandon condivise la storia di un

giovane uomo di Brownsville che aveva assistito di persona ad un atto di violenza, aveva visto un

uomo che veniva lanciato giù da un tetto.

Nonostante questo, lui è stato influenzato da un direttore di una scuola che gli ha aperto gli occhi

su una scuola che crede in tutti i suoi allievi.

Vidal impersona la storia di tanti dei nostri ragazzi svantaggiati che lottano per la sopravvivenza,

che è la ragione per la quale bisogna far diventare l’educazione una priorità.

Il post di Brandon ha suscitato un’attenzione globale che ha toccato milioni di cuori, sono stati

raccolti 1,4 milioni di dollari per i nostri scolari, per mandarli a visitare College ed Università, per le

borse di studio, per i programmi estivi.

Dovete capire che quando 200 giovani ragazzi da Brownsville visitarono Harvard capirono subito

che rientrava nelle loro possibilità entrare in un college di loro scelta, e che le impossibilità che gli

erano state imposte da una comunità svantaggiata erano rimpiazzate da speranza e ragione di

vita.

La rivoluzione nell’educazione sta accadendo nelle nostre scuole, con adulti che forniscono amore,

struttura, supporto e conoscenza, queste sono le cose che ispirano i nostri ragazzi, ma non è un

compito facile, ci sono grandi pretese all’interno di un sistema educativo che non è perfetto.

Ma il mio gruppo di educatori è dinamico, collaborano come un team e determinano quale sia il

miglior curriculum, trovano del tempo al di fuori dell’orario scolastico, e arrivano nei weekend

utilizzando il loro denaro per fornire risorse quando noi non ne abbiamo, e come preside io devo

controllare le mie aspettative.

Quindi arrivo in classe e verifico io stessa dando dei riscontri, perché voglio che i miei professori

abbiano successo quanto ne ha il nome della Mott Hall Bridges Academy, e ogni giorno voglio che

riescano a contattarmi, ecco perché tutti hanno il mio numero di telefono personale, inclusi i miei

scolari e quelli che si sono diplomati, il che spiega perché ricevo telefonate e messaggi alle 3 del

mattino.

Ma siamo tutti collegati al successo e i buoni leader ce la fanno, il futuro del domani è seduto nelle

nostre classi, sono la nostra responsabilità, intendo tutti coloro che si trovano qui e quelli che

guardano lo schermo.

Dobbiamo credere nella loro brillantezza e dobbiamo ricordare loro attraverso l’insegnamento che

c’è davvero del potere nell’educazione”.

Ragionando sui principi dell’articolo 3 della costituzione questa conferenza pur non essendo

italiana fa riferimento a quei principi, è bene sottolineare alcuni aspetti, il primo riguarda il sapere

che ci sono delle possibilità, è la prima cosa e si ricollega al pensiero e linguaggio di Vygotsky,

ovvero a come il linguaggio determina le mie possibilità di pensare, io posso pensare alle cose se

sono in grado di dargli un nome, ma se io no so che esiste l’Università, non so che esiste la

possibilità di andare a studiare all’Università e proseguire il mio percorso di vita non potrò mai

arrivare a pensarlo.

Infatti, quando chiedeva ai ragazzi della sua scuola cosa volessero fare uno rispondeva che

vedendo gente che muore poteva pensare di morire prima di avere 20 anni, la ragazza ha risposto

che la sua aspirazione era lavorare in un fast food, perché guardandosi intorno nel suo quartiere

vedeva fast food e pochi altri negozi, e quindi la capacità di pensare al futuro era legata al

linguaggio, linguaggio inteso come elementi sociali e culturali che vedo intorno a me.

La preside ha allora raccolto fondi per pagare le visite nelle università americane così i suoi

studenti vedevano che cosa erano le università e questo apre la possibilità nella mente di chi vive

quella situazione, si espande quindi la mia capacità di pensiero perché si espande la mia

consapevolezza e la possibilità di avere altre strade da poter seguire.

Questo concetto verrà ripreso da Ford e Lerner in modo un po' diverso, gli autori non parleranno

mai di vincoli da soli, ma parleranno sempre di vincoli e possibilità, metteranno sempre insieme

queste due parole e questo è un concetto cruciale dello sviluppo umano.

Durante il corso si parlerà anche molto del punto di vista e per ragionare sul punto di vista

possiamo prendere a riferimento una delle immagini considerate tra le più straordinarie

dell’astronomia degli ultimi anni, una foto scattata nel 1990 dalla sonda Voyager I ed è la foto del

pianeta terra visto dalla maggiore distanza raggiunta dagli esseri umani coperta nel 1990 dal

Voyager I, sei miliardi di chilometri di distanza.

Questa immagine chiamata in letteratura il Pale Blu Dot è la terra rappresentata come un singolo

puntino nel buio dello spazio profondo, quando uno dei maggiori astrofisici dell’epoca Carl Seagan,

famoso anche per aver scritto testi di fantascienza e autore del film Contact, ha visto questa

immagine l’ha commentata offrendoci uno spunto per capire la questione dei punti di vista.

Quello che per noi è il centro del mondo, il centro dell’universo, è un granello di polvere perso nello

spazio profondo, Seagan richiama anche alla nostra responsabilità nella conservazione, tema

assolutamente attuale, nell’attenzione nello svolgere le nostre azioni in questo piccolo granello di

sabbia perso nell’universo.

il testo di Ford e Lerner cerca di mettere ordine, di fare chiarezza sui fondamenti della psicologia e

in particolare della psicologia dello sviluppo, l’introduzione si apre con una panoramica della

psicologia dello sviluppo oggi, gli autori notano come la psicologia sia un campo di studio

estremamente variegato e abbastanza disordinato, secondo gli autori manca un quadro di

riferimento generale epistemologico della psicologia.

Questo è quello che consente, per esempio, di far definire la psicologia a Sheldon Cooper, che

odia due discipline: la geologia perché studia i sassi e la psicologia perché non è scientifica, la

dufus delle scienze, dufus sta per Pippo il personaggio di Topolino.

Questo perché secondo gli autori c’è dietro un problema di metodo perché si cerca di applicare

quelle che sono chiamate le logiche lineari allo studio di quelli che sono problemi e sistemi

complessi e le logiche causali lineari non sono adatte a comprendere il funzionamento dei sistemi

complessi, funzionano solo in parte, ci fanno vedere solo un pezzettino molto piccolo del sistema,

ma perdono di vista una caratteristica cruciale del sistema che è l’interazione dinamica reciproca

tra le parti che lo compongono.

Quindi, secondo gli autori, la psicologia deve necessariamente fare i conti con le teorie dei sistemi,

perché la psicologia opera con e su dei sistemi.

Gli esseri umani sono sistemi complessi e aperti, complesso vuol dire che è fatto di tante parti e di

tante interazioni, aperto vuol dire che il sistema essere umano riceve e fornisce all’ambiente

circostante energia e informazioni, ovvero scambia materiali con l’esterno.

Un sistema aperto è un sistema che scambia materiali o informazioni con l’esterno rispetto a sé

stesso, un sistema chiuso è un sistema che non scambia materiali e informazioni con l’esterno,

funziona al suo stesso interno, alcuni orologi con le pile sono ancora sigillati e necessitano di

essere aperti per cambiare la pila, fino a che l’orologio è chiuso è un sistema chiuso perché

l’energia è dentro di sé e funziona indipendentemente da ciò che accade intorno a sé.

Ad un certo punto smette di funzionare e lo dobbiamo aprire, quindi diventa un sistema aperto per

la sostituzione della pila per tornare ad essere sigillato quindi diventa un sistema chiuso, quindi in

realtà questa separazione tra sistema aperto e chiuso è per certi versi artificiale, ma la cosa

curiosa è che se cerchiamo su google se l’universo è un sistema aperto o un sistema chiuso

troveremo una serie di testi sull’esistenza di Dio, perché la questione se l’universo sia aperto o

chiuso è un po' la questione del motore immobile, questo per capire come parlando di sistemi si

parla di funzioni cruciali non solo del funzionamento umano, ma di quello dell’intero universo, tutto

il mondo intorno a noi è fatto di sistemi più o meno complessi.

Un campo in cui la psicologia ha bisogno, secondo gli autori, di crescere è lo studio dei sistemi di

retroazione e antiazione che sono sostanzialmente quei meccanismi che regolano il sistema o per

mantenerlo in uno stato di stabilità o per spingerlo verso il cambiamento, e siccome stabilità e

cambiamento sono due situazione chiave sulle quali di nuovo gli psicologi, gli educatori, sono

chiamati ad operare quotidianamente, ci riguarda di nuovo a noi come persone, ma riguarda tutti

coloro con i quali lavoreremo o cercheremo di aiutarli a rimanere stabili o cercheremo di aiutarli a

cambiare, ci troveremo a fare una di queste due cose, ecco che diventa importante, secondo

questo approccio studiare a fondo come si cambia, in che modo, in che direzione si va con i

cambiamenti, sempre guardando alla persona come sistema.

Come definizione di sistema possiamo prendere questa che nel testo non viene data in modo

esplicito, insieme come elementi in interazione tra di loro che formano una unità in cui ogni parte

fornisce il proprio contributo ad una finalità comune.

Quindi sistema non è soltanto l’insieme di elementi, è l’insieme di elementi che stanno attivamente

interagendo tra di loro, è quindi l’insieme degli elementi e dei legami interattivi che li collegano,

questo è un sistema.

Ora glie elementi si vedono, è facile vederli, l’insieme dei legami e delle interazioni è molto più

complesso, l’ aula in questo momento è un sistema, io le persone le posso contare, ma le

interazioni non le vedo, non le sento, non sono tangibili, ma il sistema aula non è dato da noi, ma è

dato da noi nel momento in cui si stabiliscono delle interazioni, per questo è così importante anche

nell’azione didattica, educativa, formativa, lavorare sulle interazioni e capite che purtroppo o per

fortuna l’interazione prevede una vicinanza tra le persone, è un ossimoro parlare di formazione a

distanza, perché non c’è formazione senza interazione.

Quella che si realizza a distanza è un’interazione molto povera per tutta una serie di ragioni.

La psicologia per una serie di ragioni anche storiche non necessariamente negative, nel senso che

questo è una spetto importante è la base di tutta la scienza del positivismo la ricerca delle cause e

degli effetti perché ha fondato il pensiero scientifico questo modo di ragionare, cerchiamo delle

cause scientifiche dietro alle cose che accadono, cerchiamo la causa che determina un dato

effetto, da Galileo in poi questo è diventato il mantra della scienza è ha portato a grandissimi

progressi scientifici e tecnologici, ma questa roba qua sui sistemi non è sbagliata ma è molto

parziale, è come prendere un arancio e nemmeno uno spicchio, ma un seme dell’arancio e

pensare che dal seme io capisco come funziona l’arancio intero.

Non funzioniamo così, non funzioniamo per cause ed effetto e questo non è vero solo nelle

scienze umane, è vero anche per esempio nella fisica, basta pensare alla fisica quantistica in cui

accadono delle cose che fanno totalmente impazzire se cerchiamo di capirle in termini di causa ed

effetto, nella fisica quantistica esistono particelle che compaiono nel vuoto, dal nulla e poi

scompaiono, esistono effetti che si vedono prima della causa.

Esistono particelle che cambiano il loro comportamento se sono osservate o non sono osservate,

ovvero quando non le guardi fanno una cosa se le guardi ne fanno un'altra (fotoni), questo per dire

che comunque anche nella fisica non è così, come nelle scienze umane, non c’è una causa ed un

effetto, c’è un'altra cosa che gli autori chiameranno interazionismo dinamico o causalità circolare.

C’è una altra freccia che torna indietro, l’effetto cambia la causa, mentre la causa sta cambiando

l’effetto, un esempio quotidiano è la relazione di coppia, lui e lei, chi influenza chi?, lei è influenzata

da lui o lui è influenzato da lei?, la risposta è che c’è un interazionismo dinamico.

Causa ed effetto è un problema metodologico perché i sistemi non funzionano così, se poi

andiamo a ragionare in termini di psicologia del ciclo di vita, troviamo ancora un’altra

complicazione che è quella legata al tempo.

Nel corso del tempo noi modifichiamo continuamente la nostra struttura, noi cambiamo in ogni

momento della nostra vita, torniamo a casa diversi da come ne siamo usciti, subiamo dei

cambiamenti, come pure cambiano le situazioni storiche, il fatto d

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristianabusatti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Modelli bioecologici dello sviluppo umano e dei processi educativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Capurso Michele.
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