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Riassunto esame Metodologie delle scienze della comunicazione, Prof. Luchetti, Saggio consigliato Un framework metodologico per lo studio della cultura, Griswold

Riassunto per l'esame di Metodologie delle scienze della comunicazione basato su appunti personali e studio autonomo del saggio consigliato "Un framework metodologico per lo studio della cultura" della professoressa Lia Luchetti, dell'università di studi di Roma Tre - Uniroma3, facoltà di Lettere e filosofia.

Esame di Metodologie delle scienze della comunicazione docente Prof. L. Lucchetti

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letterario ma come ad una relazione intrinsecamente sociale. Per Hirsch, la relazione

riguarda l'autore e l'interprete; l'autore deve operare entro la sfera di aspettative di

genere del lettore, altrimenti il significato autoriale non potrà essere comunicato.

Anche Rosmarin si occupa del problema della comunicazione, ma gli attori su cui si

concentra sono i critici e i loro lettori. Oltre a questa attenzione comune per la

dimensione sociale, entrambi i teorici della letteratura danno rilievo alle contingenze

storiche del genere, opponendosi ad una concezione aristotelica che vede il genere

come qualcosa di fisso: entrambi vedono il genere non è qualcosa di ovvio o di

immutabile. Ho notato in precedenza che esistono due tipi di attori sociali che stanno

in relazione con gli oggetti culturali: il produttore (o autore, o creatore) e il destinatario

o ricevente. L'attore produttore ha un'idea del genere entro cui sta operando; ovvero,

vuole che il suo oggetto culturale sia adeguat ad una o più classificazioni che

posseggono determinate caratteristiche. Questo senso del genere fondamentale nella

tipologia di Hirsch, va a formare una parte dell'agenda dell'attore. Ma per

comprendere l'oggetto culturale per i suoi scopi pratici, lo studioso prende decisioni di

propria iniziativa sul genere; nel suo tentativo di trovare un appiglio comparativo sugli

oggetti in questione, tratta dunque il genere come uno strumento intuitivo. Lo studioso

prende una decisione riguardo al genere che produce conseguenze sulle sue

affermazioni sul piano comparativo e causale. Imposta una classificazione definendo

confini che gli permetteranno di distinguere le caratteristiche comuni o variabili tra gli

oggetti all’interno e esterno del genere. Quindi, nella fase analitica della spiegazione,

mette in relazione tali caratteristiche comuni o variabili con il mondo sociale e esterno.

SPIEGAZIONE

Un framework metodologico è soltanto un framework. Non costituisce una teoria,

sebbene la sua applicazione possa contribuire a far nascere teorie migliori. E non ha

nulla da dire circa la questione cruciale della validità. Mentre la comprensione fa

riferimento alla specificazione di genere dell'oggetto culturale e l'intenzione e la

ricezione fanno riferimento all'interazione fra gli oggetti e gli attori, la spiegazione è la

connessione operata dallo studioso attraverso gli attori sociali tra oggetti culturali e

mondo esterno al di là della comunità creativa. Goldmann [1970], un sociologo

marxista belga, ha affermato che nel corso della loro storia, i «gruppi sociali»

sviluppano categorie interpretative condivise che trascendono quelle possedute dal

singolo membro del gruppo. L'artista incorpora omologhi di queste categorie nelle sue

opere artistiche o letterarie. Coerentemente con questo programma di strutturalismo

genetico, Goldmann ha dato una definizione di comprensione delle opere culturali. A

suo parere, infatti, la comprensione è la spiegazione delle strutture interne alle opere.

Nel caso di capolavori, la cui coerenza è particolarmente profonda per definizione,

queste strutture organizzano gran parte delle caratteristiche dell’opera. La

spiegazione diventa quindi una ricerca delle omologie tra queste strutture e le

strutture mentali, o categorie collettive, del gruppo sociale cui appartiene l'artista, i

cui membri condividono una posizione ed una condizione storica. Dall’altro lato

abbiamo Geertz, altro studioso, che analizzò le performance culturali nella loro

capacità di mettere in atto segni e simboli, e non soltanto strutture; in particolare, è

interessato agli stili cognitivi locali che danno significato a questi simboli. Nelle sue

spiegazioni sostiene che lo stile cognitivo ha origine nell'esperienza sociale e culturale

di una società, senza accordare un primato ai rapporti conflittuali tra le classi. Geertz

non è propenso a generalizzare da un risultato «locale» a un altro; Goldmann invece

sì, ed è sicuro di quali variabili abbiano un primato causale. Questi due estremi

suggeriscono la via intermedia: la possibilità di generalizzare al di là di ciò che è

strettamente locale pur rimanendo indifferenti riguardo alla causalità ultima in tutti i

casi particolari. Dunque, mentre Goldrnann si concentra sugli artisti e sul loro

background di classe, Geertz si rivolge a una maggiore varietà di attori umani che

operano in e attraverso una varietà di istituzioni (il contesto in cui si svolge un

matrimonio, un sistema educativo che dà valore alla memorizzazione di testi).

Tuttavia, mentre Geertz sembra sottintendere una matrice di sensibilità per un'intera

società (a dire il vero, per tutte le società islamiche), Goldmann parla di strutture

mentali di categorie o gruppi sociali distinguibili all'interno della più ampia società. Per

comprendere un oggetto culturale si parte dal genere, dalle distinzioni e dai confronti

tracciati dagli esperti dell'oggetto in questione. Esistono due tipi di esperti:

l'accademico specializzato sulla materia, e l'informatore locale che interagisce

effettivamente con l'oggetto in questione. Le categorie degli esperti non

rappresentano il punto d'appoggio decisivo dei sociologi, ma in qualsiasi paese

sconosciuto vale la pena ascoltare quello che i nativi hanno da dire. Così, se le

concezioni di genere degli esperti non si dimostrano adeguate agli scopi dello

scienziato sociale; egli può costruirsi provvisoriamente un genere per conto suo.

Inoltre, è essenziale per un’analisi sociologica che si sia un attore specificabile,

osservabile in azione, che possa interagire con un oggetto culturale, per il quale si

possa costruire una probabile struttura di intenzione (un’agenda). Lo studioso quindi

dovrebbe conoscere il contesto sociale e storico dell'attore, nonché delle sue

condizioni produttive o ricettive immediate, abbastanza da elaborare una legittima

ricostruzione della sua intenzionalità. L'attore poi è inteso come un individuo che

aderisce, partecipa, o reagisce alla mentalità di una qualche categoria sociale

specifica o di un qualche gruppo sociale più formalmente organizzato. Tali categorie e

gruppi costituiscono la variabile intermedia tra attore e società. Con categorie si

intendono le divisioni per classe, sesso, razza, etnia, età, coorte, istruzione,

occupazione e posizione geografica, e qualsiasi combinazione di queste variabili

sociologiche tipiche, come accade nello studio di ragazzi adolescenti della classe

operaia. I gruppi denotano un’appartenenza formale oppure un contatto faccia a

faccia. Il concetto di «sensibilità locale» è stato adottato da Geertz per distinguere i

modi di pensare e di comportarsi caratteristici del contesto spaziotemporale più

prossimo di gruppi e attori da quelli dei contesti più distanti. Più di una categoria e di

un gruppo sociale prendono parte a una data sensibilità locale, che stabilisce il

contesto ideologico per gli interessi e gli atteggiamenti più specifici del gruppo in

questione. La partecipazione alla sensibilità locale è modellata dall’esperienza sociale

e culturale della popolazione in questione.

VALIDITA’

La validità deve essere intesa in due sensi. Il senso più stretto denota applicabilità o

adeguatezza. Ad esempio, Hirsch [1973J afferma che un'interpretazione fatta da un

critico è valida se corrisponde al significato inteso dall'autore. Ma Hirsch prosegue

distinguendo fra «valido» e «corretto» e questa distinzione ci permette di introdurre la

seconda accezione in cui può essere intesa la validità. Il critico, o lo studioso, non può

mai sapere con certezza se la sua interpretazione è corretta: «obiettivo della disciplina

deve essere quello di raggiungere raccordo che, sulla base di ciò che è noto, si è

probabilmente conseguita una corretta comprensione». Due interpretazioni possono

essere entrambe valide ma non possono essere entrambe corrette. Se un’analisi porta

alla luce due interpretazioni ugualmente probabili, si dovrebbero condurre ulteriori


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo - DAMS
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecconimarta96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie delle scienze della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Lucchetti Lia.

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