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Riassunto esame Metodologia e tecniche della ricerca sociale, prof. Moretti, libro consigliato Processi di categorizzazione in etnografia, Sacchetti

Riassunto studiato per l'esame di Metodologia e tecniche della ricerca sociale, basato sullo studio autonomo del libro consigliato dalla prof. Moretti: "Processi di categorizzazione in etnografia", Sacchetti, dell'università degli Studi di Urbino - Uniurb.

Esame di Metodologie e tecniche della ricerca sociale docente Prof. S. Moretti

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partecipante (inaugurata da Malinowsky), quando il ricercatore si inserisce

- direttamente e a lungo in un gruppo sociale, instaurando un rapporto di

interazione personale con i membri del gruppo per descriverne comportamenti

e comprenderne le motivazioni (aiutandosi con strumenti che la amplificano).

Essa nasce in ambito etnografico a inizio 900 e viene ripresa negli anni 20

dalla Scuola di Chicago per lo studio delle culture urbane. L’osservazione

partecipante si realizza in 5 fasi: individuazione del fenomeno e del gruppo da

studiare (non troppo vasto, ma che agisce in uno spazio limitato ma

abbastanza grande da sviluppare una subcultura diversa da quella

dominante), scelta del ruolo osservativo da cui dipende il tipo di osservazione

occulta (se l’accesso al gruppo avviene in incognito) o palese (se il lavoro sul

campo viene preceduto dalla presentazione del ricercatore), analisi della

documentazione e classificazione in tipi ideali e categorie e comunicazione dei

risultati. I problemi dell’osservazione partecipante sono, quindi: la difficoltà di

accesso al gruppo (risolvibile grazie alla mediazione culturale di un membro

prestigioso che legittimi l’intervistato), il grande investimento di tempo e

risorse psicologiche e la difficoltà di conservare l’oggettività nella valutazione

dei risultati.

Quella non partecipante, invece, si realizza raccogliendo dati sul

- comportamento di un gruppo di individui in laboratorio o nell’ambiente

naturale, ma senza coinvolgimento diretto (ricoprendo così un ruolo passivo).

L’osservazione deve quindi concentrarsi e riportare note etnografiche su:

contesto fisico, ossia la conformazione strutturale degli spazi in cui si sviluppa

- l’azione sociale studiata;

contesto storico, gli eventi che coinvolgono i membri del gruppo;

- contesto sociale, la strutturazione del gruppo in sottogruppi, dimensioni, profili

- socioculturali e ruoli dei soggetti (essenziale è quello del mediatore);

attività, svolte dagli attori e connotate sulla base delle dimensioni precedenti;

- interazioni formali, che si sviluppano all’interno di istituzioni e organizzazioni

- vincolate da codici stabiliti;

interazioni informali (casuali);

-

interpretazioni degli attori sociali, ossia i significati attribuiti alle loro azioni.

Le interviste sono invece utilizzate per cogliere aspetti interiori che sfuggono

all’osservatore, indagare sul passato delle comunità e familiarizzare con esse.

Solitamente si segue una traccia strutturata o semi-strutturata per approfondire

meglio alcuni temi, oppure si preferisce lasciar parlare l’intervistato.

Per il campionamento si escludono solitamente procedure probabilistiche,

considerando, invece, tutte le categorie presenti nell’universo della comunità

studiata. Diversamente, si sceglie di intervistare coloro che sono disponibili

(campionamento accidentale).

L’intervista qualitativa è spesso lunga ed implica grande collaborazione e

disponibilità degli intervistati, data la necessità di una raccolta estensiva per

comprendere il quadro della situazione sociale. Esse vengono di solito registrate

per rilevare esitazioni, pause, gesti, ecc. Essa si differenzia in:

strutturata, quando a tutti gli intervistati vengono poste le stesse domande

- con le stesse formulazione e sequenza (partendo dalle proprietà

sociografiche);

semi-strutturata, quando l’intervistatore dispone di una traccia degli

- argomenti da trattare (in modo che la sequenza logica dia l’idea di una

conversazione naturale);

non strutturata, quando, pur partendo da un argomento specifico, la

- conversazione si sviluppa liberamente verso la storia dell’intervistato

(possibilmente un osservatore privilegiato conoscitore dell’argomento, o, in

alternativa, di un gruppo focalizzato su un evento condiviso).

Le fasi dell’intervista qualitativa sono:

definizione della domanda cognitiva,

1. individuazione degli intervistati,

2. scelta della forma (con domande più specifiche in caso di risposte poco chiare

3. e domande-sonda, rielaborate e riproposte in forme diverse, citando le parole

dell’intervistato per mostrare l’interesse ad approfondire),

conduzione delle interviste,

4. trascrizione,

5. analisi della documentazione empirica

6. e comunicazione dei risultati con trascrizione delle interviste in appendice.

7.

Nell’utilizzo dei documenti vi sono due fasi di raccolta dei dati:

quella pre-campo (utile alla pianificazione),

- e quella sul campo, in cui si raccolgono produzioni spontanee del gruppo come

- lettere e foto.

I documenti possono inoltre essere:

sul gruppo (pubblicazioni sull’argomento, fonti tematiche, ecc.)

- o del gruppo, personali o istituzionali, che consentono l’analisi diacronica degli

- aspetti emotivi o sociali in essi contenuti.

L’uso di documenti nella ricerca prevede invece 6 fasi:

domanda cognitiva (in quanto le informazioni non sono reattive, ma vanno

1. eventualmente arricchite ripristinando l’interazione con testimonianze, storie

di vita o storie orali su avvenimenti importanti),

determinazione della tipologia di documenti (segnici o manufatti),

2. accesso ai documenti (se personali e amatoriali, come lettere e autobiografie,

3. e non istituzionali o pubblici, prodotti da media, aziende, politica, apparato

giudiziario, e per questo personali e frammentati),

selezione dei documenti (scegliendo una tecnica di campionamento e tenendo

4. in considerazione la figura dell’autore o il rapporto tra gli autori e il contesto

storico e le finalità del documento),

analisi del contenuto diviso in unità fisiche (documenti, libri, ecc.), sintattiche

5. (parole, frasi, ecc.), referenziali (eventi, persone, ecc.), argomentative

(figure retoriche) e proposizionali (periodi semplici di senso compiuto ricavati

da frasi complesse). L’analisi del contenuto può essere svolta tramite

l’associazione delle unità di analisi a categorie concettuali definite ex ante (in

maniera esplicita e con esempi e prototipi che aiutino nella codifica e

consentano di distinguere le categorie) o ex post, che possono essere di

forma (dell’espressione del testo), tematiche (legate all’argomento a cui si

riferiscono), di intensità (basata sull’effetto sul pubblico e sul tono delle

affermazioni), di valutazione (su principi e valori a cui si riferisce l’autore) o

di persone e protagonisti (quando vengono considerati dati caratteriali).

L’associazione è stata definita


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Informazione, media e pubblicità
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e tecniche della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Moretti Sabrina.

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