Processi di categorizzazione in etnografia
L'etnografia è un sistema di ricerca in cui si utilizzano diversi sistemi di rilevazione e, organizzando gli strumenti osservativi, si estraggono informazioni da una serie di casi. In sociologia, la ricerca etnografica consente di studiare i fenomeni a livello micro (es. in una piccola comunità): ogni studio diventa, quindi, una “monografia etnografica”.
La scuola di Chicago e l'approccio etnografico
La scuola di Chicago fu la prima a studiare il contesto urbano anche attraverso l’etnografia, grazie al contributo di Park, Lowie e Boas, sulla scia di Malinowski. L’etnografia trova il suo campo d’azione nello studio di culture o segmenti di essa, delle quali il ricercatore entra a far parte, realizzando un’esperienza personale.
Strategie di ricerca
- Cover: Agire in incognito, realizzando interviste in profondità con gli informatori, immedesimandosi nella parte per non essere scoperti, nel tentativo di preservare l’obiettività dei dati.
- Overt: Dichiarare ai soggetti ruolo e scopo del ricercatore, che ha quindi maggiore libertà, a scapito della naturalezza dei comportamenti osservati.
Il setting può quindi essere naturale o artificiale, in cui ci si normalizza, assumendo un comportamento omogeneo a quello della comunità.
Osservazione e partecipazione
Strumento principe dell’etnografia è l’osservazione, in cui si è fisicamente ed emotivamente coinvolti. Essa può essere svolta in team o individualmente, in modo diretto (osservando ciò che accade in quel momento) o indiretto (ciò che è accaduto in passato).
- Completa (con alto coinvolgimento), se si interagisce naturalmente.
- Attiva (coinvolgimento medio-alto), se gli osservati conoscono lo scopo dell’osservatore.
- Moderata (coinvolgimento medio-basso), quando si fa una sola visita.
- Passiva (con basso coinvolgimento), se ci si limita a prendere nota di ciò che accade coi propri sensi.
Osservare e partecipare sono quindi due momenti diversi della ricerca.
Sistema di registrazione
Il sistema di registrazione si compone di annotazioni riportate in linguaggio naturale riguardo l’oggetto di studio e la relazione osservativa coi membri del gruppo. Fondamentale è quindi il taccuino, che tuttavia aumenta il grado di intrusività.
- Descrittive: Dettagli di azioni o conversazioni nella loro essenzialità.
- Metodologiche: In cui è centrale la riflessione su occasioni colte e mancate.
- Interpretative (diacroniche): Con idee, interpretazioni di fatti e cultura.
- Personali: Per catturare sentimenti e opinioni personali.
Il paradigma interpretativista
Il paradigma interpretativista si basa su tre fondamenti:
- La ricerca è orientata ai soggetti (e non alle variabili), poiché il fenomeno può essere compreso solo considerando il significato attribuito dai soggetti alle loro azioni, in base alle loro caratteristiche. Essa dipende quindi dalla disponibilità a cooperare degli intervistati nella ricerca, preferibilmente intensiva (basata cioè su pochi casi, in modo da analizzare il fenomeno nel dettaglio a scapito della generalizzazione dei risultati).
- Esperienze e valori dei ricercatori sono importanti per comprendere il fenomeno investigato.
- La ricerca viene condotta con metodi induttivi, poiché la definizione di categorie concettuali non può avvenire a priori (come nei paradigmi positivista e postpositivista), ma a partire dal materiale empirico raccolto sul campo.
Fasi della ricerca
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