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Riassunto esame Metodologia e tecniche della ricerca sociale, prof. Moretti, libro consigliato Modelli e conoscenza scientifica, Moretti

Riassunto studiato per l'esame di Metodologia e tecniche della ricerca sociale, basato sullo studio autonomo del libro consigliato dalla prof. Moretti: "Modelli e conoscenza scientifica", Moretti, dell'università degli Studi di Urbino - Uniurb.

Esame di Metodologie e tecniche della ricerca sociale docente Prof. S. Moretti

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Modelli e conoscenza scientifica (Moretti)

La simulazione al computer (utilizzata soprattutto in ingegneria) permette di ri-

costruire un ambiente virtuale in cui introdurre degli stimoli e poi modificare ciò

che non funziona con un impegno economico inferiore. Le esperienze simulate

permettono di selezionare gli esperimenti da svolgere poi anche nel mondo

reale, grazie a un modello in cui alle variabili sono attribuiti dei valori iniziali, ma

nel corso dell’evoluzione (ossia ad ogni interazione), cambiano a seconda dei le-

gami che hanno tra loro da t1 a tn.

Il modello in senso stretto è uno strumento utile ad esplicare una teoria (ossia

dei postulati) in una pratica (applicandole alle unità), per interpretare la realtà

sociale. Le definizioni di “modello” sono però diverse:

per Bruschi, tale concetto si riduce a due classi fondamentali: una ruota at-

- torno al concetto di calcolo formale (riportando il significato all’interpretazione

matematica di un fenomeno) e l’altra a quello di approssimazione teorica (che

associa al modello caratteristiche di strumentalità e si configura quindi come

una quasi-teoria, uno schema di riferimento per guidare ed orientare la co-

struzione della teoria vera e propria).

Per Bunge, invece, il modello consiste di una teoria generale e una speciale

- descrizione di un oggetto o sistema (conforme a quella teoria) in un contesto

applicativo.

Redhead considera il modello un insieme di assunzioni su qualche sistema,

- mentre Marradi lo definisce un insieme di rappresentazioni grafiche delle no-

- stre ipotesi sulla relazione tra più variabili.

Per Forrester, invece, un modello è una struttura che raccoglie assunti di una

- teoria a scopo esplicativo o di verifica, un sostituto per un oggetto o sistema

utile a molte usi poiché applicabile a varie forme e teorie.

Infine, per Ostrom, il modello è uno strumento o semplicemente un “linguag-

- gio” computazionale che permette di esprimere teorie e scrivere programmi.

Il modello matematico di Simon si utilizza per piccoli gruppi, traducendo i postu-

lati in linguaggi matematici (ossia equazioni) (es.: l’intensità dell’interazione è

data dalla somma di attività svolta e livello di amicizia). Tale modello, inapplica-

bile a causa della poca considerazione del contesto, si basa su 3 postulati:

L’intensità dell’interazione dipende dall’ammontare di attività svolta nel

• gruppo e dal livello di amicizia.

Il livello di amicizia del gruppo aumenta quando l’interazione è più elevata di

• quella “appropriata” al livello esistente di amicizia, a causa di legami profes-

sionali.

L’ammontare di attività svolta dal gruppo aumenterà se il livello esistente di

• amicizia è più elevato di quello “appropriato” al livello esistente e se l’am-

montare di attività imposta dall’esterno è più elevata dell’ammontare esi-

stente di attività.

Grazie alle preposizioni verbali si giunge a postulati matematici, da cui vengono

dedotti nuovi postulati da verificare.

I parametri (o funzioni) del modello sono quindi:

I (t), cioè intensità di interazione tra membri,

- F (t), livello di amicizia tra membri,

- A (t), ammontare di attività svolta dai membri del gruppo,

- ed E (t), ammontare di attività imposta al gruppo dall’ambiente esterno.

-

Tramite tali parametri è possibile trasformare i postulati in equazioni matemati-

che. Il processo cibernetica di retroazione consente agli output di tornare ad es-

sere input del sistema. Scompare la distinzione tra causa ed effetti.

Altri tipi di modello sono:

quello statistico dei modelli di regressione,

- quello stocastico delle catene di Markov,

- la teoria cibernetica

- e la teoria dell’informazione (basata invece sulla lunghezza minima di un algo-

- ritmo computazione che dovrebbe produrre una sequenza di dati in uscita)

I modelli probabilistici (come la scala di Rash) definiscono la scala una “traccia”,

una curva che descrive la possibilità di risposta affermativa a un elemento, a se-

conda dell’andamento del continuum sottostante.

Grazie alla teoria generale dei sistemi, si definiscono le caratteristiche di un si-

stema complesso, che sono:

la forte interazione e legame tra gli elementi,

- la non linearità del funzionamento (poiché sovrapponendo due cause si pro-

- duce un effetto che non corrisponde alla somma degli effetti di ogni causa, ma

genera conseguenze drammatiche non proporzionali all’ampiezza delle cause);

la dinamica caotica, ossia la tendenza naturale di grandi classi di sistemi ad

- evolvere verso situazioni che mostrano contemporaneamente comportamenti

deterministici e proprietà di impredicibilità;

l’autorefenzialità, che consente al sistema di riflettere e retroagire su sé stesso

- per ripristinare l’equilibrio dopo variazioni inattese;

e, infine, l’emersione di proprietà collettive del sistema che si manifestano in

- seguito ad azioni sviluppate a micro-livello.

Alcuni modelli descrivono i sistemi a macro-livello, con tante relazioni simulate e

circuiti di feedback tenuti in considerazione; altri si concentrano sul micro-li-

vello, ossia sulla descrizione dei soggetti e delle azioni potenzialmente realizza-

bili nella situazione studiata.

I modelli matematico-statistici considerano invece poche variabili, dopo la rac-

colta dei dati, per valutare quali di esse sono più vicine al modello. Si utilizza la

regressione statistica (semplice se si tiene conto di 2 variabili o multipla se sono

più di due). Pur essendo frequentemente usati nello studio della mobilità (si

pensi al modello statistico di Blau e Duncan), tali modelli descrivono ma non

spiegano l’evoluzione di un fenomeno. I limiti sono infatti che:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Informazione, media e pubblicità
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e tecniche della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Moretti Sabrina.

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