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Percorsi di analisi dei dati qualitativi

Introduzione

L'autore presenta le scelte fondamentali alla base del libro. Questo volume:

  • Non illustra l'intero processo di progettazione, realizzazione e conclusione della ricerca condotta attraverso metodi qualitativi
  • Presenta dei percorsi di analisi dei dati secondo la prospettiva della Grounded Theory costruzionista, sviluppatasi negli ultimi 30 anni in seno all'Interazionismo simbolico, una delle più note tradizioni teoriche della sociologia e della psicologia sociale
  • Ha un'impostazione di tipo pratico, cioè tenta di presentare l'analisi dei dati come se si stesse svolgendo concretamente l'indagine, descrivendo i passaggi da eseguire per condurre l'analisi stessa (la quale prevede tecniche da applicare e valutazioni da compiere)
  • A tale scopo, si avvale del supporto di tecnologie informatiche, ovvero software dedicati all'analisi dei dati qualitativi. (In ambito metodologico l'utilizzo di tali strumenti è largamente dibattuto, soprattutto nella ricerca qualitativa che contempla il ricorso a metodi e passaggi svolti dall'analista e non dalle "macchine")
  • Privilegia il software open-source (pacchetto RQDA). Tutti i software citati dal testo sono gratuiti e semplici da utilizzare
  • Non ha un carattere "definitivo", cioè non può esser considerato come una "summa" completa ed esaustiva su tutto ciò che bisogna fare per analizzare i dati qualitativi. Vuole semplicemente introdurre questo tipo di percorso.

Quali sono gli obiettivi del testo:

  • Essere uno "strumento di lavoro"
  • Sostenere la fondatezza e la validità dei metodi qualitativi nella ricerca

NB in cosa consiste la prospettiva del costruttivismo: Thomas Schwandt afferma che "siamo tutti costruttivisti se crediamo che la mente è attiva nella costruzione della conoscenza. Costruttivismo significa che gli uomini non trovano o scoprono la conoscenza, ma la costruiscono e la creano. Secondo i costruttivisti, per capire e conoscere il mondo di significati occorre interpretarlo: l'interpretazione stessa corrisponde a una costruzione di significati".

Capitolo 1

Cos'è l'analisi dei dati qualitativi?

È un momento fondamentale nel processo di indagine, un processo "trasformativo" che consente al ricercatore di trattare la base empirica (cioè l'insieme dei dati raccolti) in modo tale da renderla "intellegibile", cioè garantirne una più agevole lettura.

Le tecniche e i metodi impiegati in questa fase assumono significato in seno alle prospettive metodologiche ed epistemologiche adottate dal ricercatore: una caratteristica importante della ricerca qualitativa consiste proprio nello stretto legame che sussiste tra le tre dimensioni metodologica, epistemologica e tecnica.

Prestiamo attenzione alla definizione di "analisi dei dati qualitativi" proposta da Flick nel suo saggio "The Sage Handbook of qualitative data analysis":

"L'analisi qualitativa dei dati (AQD) è la classificazione e l'interpretazione di materiale linguistico o visivo finalizzate a compiere affermazioni circa le dimensioni e le strutture implicite ed esplicite della costruzione dei significati nel materiale e ciò che in esso è rappresentato. Il meaning-making può riferirsi a significati soggettivi o sociali. L'AQD si applica anche alla scoperta e alla descrizione di questioni sul campo o di strutture e processi nelle routines e nelle pratiche. Spesso l'AQD combina approcci che svolgono un'analisi grezza del materiale con approcci che svolgono un'analisi dettagliata. Lo scopo finale è giungere ad affermazioni generalizzabili attraverso la comparazione di materiale di vario genere o di testi differenti o di casi distinti".

Una definizione complessa (perché si avvale di concetti chiave delle sociologie qualitative come meaning-making e routines) e inclusiva, perché formulata in modo tale da consentire alle varie e diverse strategie analitiche presenti e adottate di riconoscersi (anche se in modo non esaustivo) al suo interno.

Analisi dei componenti

1) Contenuto dell'analisi

Ciò che si fa durante l'analisi consiste nella "classificazione" e nell'"interpretazione". Classificare non significa soltanto "categorizzare" i fenomeni sociali osservati, vuol dire anche "organizzare in forma ordinata". Ciascuno tra l'altro può essere contenuto in più classi categoriali a seconda dell'interpretazione condotta dallo studioso. Non vi è dunque un unico principio ordinativo alla base della classificazione e soprattutto essa non si basa tanto sulle proprietà (qualità) del fenomeno osservato, quanto sul senso attribuito a tali proprietà dall'analista che conduce la ricerca.

Classificare dunque vuol dire due cose:

  • Archiviare ordinatamente i dati (ad es. in base alla cronologia di raccolta o al contenuto delle interviste)
  • Essere coinvolti in un processo di costante modifica di quell'ordine attraverso il confronto tra i dati raccolti e l'interpretazione

2) La natura dei dati

I dati assumono natura qualitativa o quantitativa a seconda di come vengono raccolti, non in base alle caratteristiche dell'oggetto di indagine. Sono dati qualitativi quelli raccolti in una certa forma, soprattutto di tipo verbale e visuale. Ad esempio, durante la raccolta di dati in forma linguistico-comunicativa, gli intervistati fanno affermazioni sulla propria vita e il ricercatore compie riflessioni su quelle affermazioni. Anche i numeri possono diventare dati qualitativi e assumere significati profondi (si pensi al significato che alcuni numeri rivestono in filosofia o nelle religioni). Tra quelli qualitativi e quantitativi non esiste un approccio "migliore" alla conoscenza della realtà. L'adozione degli uni o degli altri dipende unicamente dal sistema di rilevanze del ricercatore (per chiamare in causa Weber).

3) Obiettivo dell'analisi

È quello di "compiere affermazioni" relativamente al focus dell'analisi, ovvero generare proposizioni (forme linguistiche) attraverso cui l'analista esprime le proprie interpretazioni in merito ai dati analizzati. Nella grounded theory queste proposizioni assumono, al termine del processo analitico, la forma di una teoria.

4) Focus dell'analisi

È il meaning making, cioè "le dimensioni e le strutture implicite ed esplicite della costruzione dei significati". Dimensioni caratteristiche essenziali delle proprietà costitutive dei significati. Strutture interconnessioni di senso tracciabili tra queste proprietà. Nell'analizzare i processi di costruzione dei significati, l'analista tiene in considerazione non solo i "significati espressi" e soggettivi (quelli cioè assegnati esplicitamente dai partecipanti alla propria esperienza), ma anche i contesti e le interazioni attraverso cui si sviluppa la condotta degli individui.

5) Precisazione degli obiettivi dell'analisi

Le finalità dell'analisi coincidono con le finalità della ricerca. Possiamo "indicarle" in 3 parole:

  • Spiegare - nella ricerca qualitativa, significa mettere in luce processi e "meccanismi" che caratterizzano eventi e situazioni particolari e che si riferiscono al modo in cui i soggetti assegnano significati alla propria condotta.
  • Scoprire - processo attraverso cui lo studioso tenta di rispondere alla domanda "che cosa sta accadendo qui". Per rispondere, si avvale della rappresentazione, cioè assume il punto di vista dei partecipanti alla ricerca. La scoperta ha un carattere "esplorativo" e consiste nella raccolta di dati da fonti diverse e nella continua comparazione tra essi, in modo da interpretarli restando quanto più vicini possibile al mondo empirico. Attenzione: non si deve pensare che ci sia qualcosa da "scoprire" nei dati come se essi nascondessero dei contenuti sepolti al loro interno. Un simile modo di intendere la scoperta entrerebbe in contraddizione con la prospettiva costruzionista secondo cui dati e analisi si generano dall'interazione sociale.
  • Descrivere - La descrizione è un processo analitico attraverso cui ci si avvale di formulazioni linguistiche e concetti per illustrare i caratteri di un evento. Essa non genera resoconti obiettivi della realtà osservata in quanto le sue affermazioni sono il risultato dello sguardo selettivo del ricercatore in merito a "ciò che sta accadendo qui".

Tutti e 3 sono processi che implicano sempre un'interpretazione, una ri-costruzione di significati.

6) Campo specifico dell'analisi

Lo studioso si sofferma sulle pratiche e sulle routines di vita quotidiana degli individui. Pratiche e routines sono i luoghi privilegiati in cui si sviluppa il meaning-making.

7) I "modi" dell'analisi

Flick individua "approcci che svolgono un'analisi grezza" e "approcci che svolgono un'analisi dettagliata".

8) Esiti dell'analisi

Giungere ad affermazioni generalizzabili, cioè a una teoria (come visto nel punto 3). Una teoria può dirsi completa quando lo studioso riesce a individuare il "core-concept", un concetto astratto che sintetizza i caratteri della teoria elaborata e rappresenta tutti gli altri elementi che compongono il set concettuale elaborato attraverso l'analisi. L'obiettivo della Grounded theory è giungere alla costruzione di un sistema di interconnessioni concettuali che costituiscano interpretazioni dei fenomeni osservati a un livello d'astrazione più elevato rispetto a quello dei dati raccolti, ma ad essi strettamente collegato.

Appare dunque evidente che la ricerca qualitativa non è una semplice "scappatoia" per gli studiosi che rifiutano i metodi quantitativi per la loro scarsa abilità nella statistica, non è un modo di far ricerca meno rigoroso e più libero e creativo: anch'essa esige il rispetto di determinati criteri di qualità senza i quali essa non sarebbe assolutamente credibile.

Miles e Huberman affermano che la ricerca qualitativa "è sexy", cioè esercita un fascino particolare in quanto combina logica e creatività e impone al ricercatore di "stare accanto" alle persone, entrare dentro ai mondi sociali che studia.

In conclusione, diamo un'ultima definizione di ricerca qualitativa con le parole di Norman Denzin: "è un'attività situata che colloca l'osservatore nel mondo. Consiste in un insieme di pratiche interpretative che includono interviste, conversazioni, registrazioni, fotografie ecc. I ricercatori qualitativi studiano le cose nei loro settings naturali, tentando di dar senso o di interpretare i fenomeni nei termini dei significati che le persone assegnano loro".

Tabella riassuntiva delle caratteristiche della ricerca qualitativa

Premesse Metodi di raccolta dei dati Esiti possibili dell'analisi
Adotta un punto di vista interno ai partecipanti della ricerca (prospettiva "emic") Il ricercatore assume un atteggiamento "empatico": c'è prossimità tra lui e i partecipanti. I dati assumono la forma di testi, immagini, suoni, espressioni linguistiche. Vengono raccolti attraverso focus group, osservazione partecipante, interviste ecc. L'interpretazione dei dati consente di elaborare una "mappatura" del mondo sociale dei partecipanti. È possibile inoltre valutare la generalizzabilità dei risultati in altri contesti.
Approccio induttivo: dall'interpretazione della base empirica si giunge alle proposizioni concettuali Il ricercatore indaga il rapporto tra esperienza dei partecipanti e i propri contesti di riferimento (comunità, istituzioni, gruppi sociali)
Si fonda sull'autoriflessività del ricercatore

Un altro aspetto chiave di alcune prospettive di indagine qualitativa (tra cui la Grounded Theory Costruzionalista) è il carattere iterativo del processo di indagine, cioè il fatto che il ricercatore sia impegnato in un continuo movimento tra la base empirica e le interpretazioni progressivamente elaborate, in modo tale da garantire che l'interpretazione e la concettualizzazione avvengano sempre attraverso il continuo riferimento ai dati. Tale movimento procede in 3 direzioni: connette i dati ai concetti, i dati tra loro, i dati al "campo".

Tale movimento è continuo e sempre presente nella ricerca, procede senza "fratture" e induce il ricercatore a un continuo "ritorno sul campo".

La Grounded Theory

Prospettiva fondata da Glaser e Strauss con "The discovery of grounded theory" nel 1967. Ad oggi possiamo distinguerne 3 varianti:

  1. Quella classica di Barney Glaser
  2. Quella più orientata teoricamente di Strauss e Corbin
  3. La GT Costruttivista di Kathy Charmaz (allieva di Strauss)

Tutte e 3 attingono alla medesima atmosfera intellettuale che è quella dell'interazionismo simbolico (nonostante Glaser si sia più volte dimostrato in disaccordo con tale idea). Tra GT e interazionismo simbolico c'è infatti una forte connessione, evidente già nelle parole di Blumer circa le premesse dell'interazionismo: "il gruppo umano è composto da soggetti che determinano reciprocamente le linee d'azione dei partecipanti. L'azione è costruita dall'attore in base a ciò che nota, interpreta e stabilisce. Per verificare la validità di queste premesse si deve compiere un'analisi della vita reale del gruppo e non di un ambiente creato in laboratorio".

Dunque l'orientamento metodologico dell'interazionismo simbolico è rivolto all'esame diretto del mondo sociale empirico:

  • Attraverso l'esplorazione (osservazione diretta del mondo empirico) si raccolgono i dati in modo organizzato
  • Attraverso l'ispezione si svolge l'analisi di quei dati mediante l'individuazione di connessioni tra i dati e le loro proprietà. Obiettivo di tale analisi è la formulazione di proposizioni collocate in quadri teorici coerenti.
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lawliet202 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia delle scienze sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Salvini Andrea.
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