Origini e Sviluppi della ricerca valutativa – Vertecchi, Agrusti, Losito
ORIGINI E SVILUPPI DELLA RICERCA VALUTATIVA - Vertecchi
Parte 1
1. I problemi di ieri e di oggi
Nel 1805, Lacroix espresse alcune perplessità in merito alle modalità di affrontare gli esami in
materie matematiche, il cui studio mnemonico professava la sua inutilità e perdita di tempo.
- Gli esami rilevano negli allievi caratteristiche significative?
- Che conseguenze hanno certe impostazioni di studi sulla componente affettiva degli allievi?
C’è contiguità tra le prove d’esame e i modelli di cultura scolastica?
-
la rapidità e l’ampiezza dei cambiamenti che ha investito la scuola danno ragione da un lato
all’atteggiamento critico del pubblico nei confronti della scuola, che la vorrebbe più pronta a
soddisfare le nuove esigenze, dall’altro al disagio degli insegnanti che si trovano ad affrontare
situazioni sempre più complesse senza avere risorse professionali adeguate.
La nascita di una scienza della valutazione si collega all’ampliamento della base sociale
dell’istruzione e alla conseguente crescita della popolazione scolastica.
Si può indicare una valutazione di micro-sistema (apprendimenti), meso-sistema (delle singole
(dell’intero sistema scolastico).
scuole con il RAV) e macro-sistema
Gli oggetti da valutare si distinguono in valutazione:
● in ingresso: dati raccolti in ingresso
● in uscita: cosa esce dal sistema
● di contesto: risorse e vincoli
● di processo: come funzionano i processi di insegnamento/apprendimento
2. Come furono esaminati 530 allievi delle scuole di Boston
si fece portatore dell’opinione pubblica insoddisfatta nei confronti del sistema
Horace Mann (1840) un’indagine mirata a rilevare con una prova scritta le
scolastico del Massachusetts e propose
competenze degli allievi in settori significativi. La rilevazione è ricordata come Boston Survey:
Prova = c’erano
- 154 domande la cui risposta era definita da criteri non ambigui;
- Allievi = è stata somministrata a 530 allievi di età media 13 anni e 6 mesi;
- Risultati = le idee di Mann erano realtà, emersero differenze di rilievo tra le varie scuole e
gravi carenze di preparazione;
- Importanza = ricordiamo questa ricerca soprattutto per i metodi e la procedura che ha
utilizzato: un’indagine effettuata su un campione che
o È rappresentava l’intera
popolazione degli allievi di Boston (in modo tale che i risultati fossero
generalizzabili: 530 allievi su 7526);
o Le domande furono formulate in modo non ambiguo per dare una lettura uniforme
→ i quesiti richiedevano una risposta formulata, la cui correzione
delle risposte
richiede maggiore attenzione perchè può essere necessario ricondurre le prestazioni
ad alcuni modelli;
o I risultati furono tabulati correttamente. 1
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Altri tentativi:
- Fisher creò un repertorio di misurazione chiamato scale book in cui le scale valutavano
l’allievo in relazione alla competenza e integrando le posizioni raggiunte su più scale;
- Rice (1895) elaborò una prova di ortografia di 50 parole a cui furono sottoposti moltissimi
allievi di età da scuola media. “Sotto la ruota”
3. La tragica storia di Hans Giebenrath (tratta dal romanzo di Herman Hesse -
1906)
Hans era un ragazzino figlio di un modesto commerciante che era dotato di una particolare
intelligenza. Dopo l’esame, la situazione si rovescia e l’autocommiserazione e gli sforzi del periodo
precedente lasciano spazio alla presa di coscienza in sé e nelle proprie capacità.
la cooptazione sociale: consiste nel consentire che si entri a far parte di un determinato
gruppo, superiore rispetto al proprio, se si risponde alle caratteristiche richieste e si è disposti ad
l’ammissione alla
uniformare il proprio comportamento. Il patto di cooptazione è un do ut des:
del funziona se l’ammissione è
classe superiore comporta l’assunzione ruolo di guardiano e
per pochi. l’esercizio di potere
Importante è il ruolo dei momenti valutativi, nei quali della cooptazione viene
esercitato. la cooptazione sociale costituisce un fenomeno in cui si identifica l’insieme
- Ascesa sociale:
della popolazione, l’ascesa sociale ne indica le conseguenze dal punto di vista soggettivo.
I momenti valutativi assumono il ruolo simbolico di tappe del processo di omologazione sociale,
quindi la valutazione si identifica con l’esercizio del potere di cooptazione.
l’ansia, l’insicurezza, la sottostima nelle proprie capacità e il timore dell’insuccesso
Oggi persistono
e sono considerate risposte affettive ai momenti di valutazione, ma le maglie della cooptazione
sono più larghe, la scuola è diventata aperta a tutti e le condizioni di contesto si sono
modificate.
4. Troppe ingiustizie agli esami
Cooptazione funzionante (es. gli esami Cooptazione in crisi (oggi)
seminariali nella storia di Hans)
- -
Si ha fiducia nella cooptazione come La modalità cooptativa non regge la
dispositivo che viene utilizzato per lo pressione delle classi sociali
svolgimento delle prove d’esame; emergenti (cambiamenti molto più
- rapidi);
Al successo negli esiti scolastici deve -
corrispondere un beneficio reale; Il successo negli studi non è più
- condizione sufficiente e necessaria
La cooptazione deve essere per avviare il dispositivo di
quantitativamente limitata e deve
rendere l’attesa del beneficio. cooptazione: la relazione studio =
avanzamento sociale = beneficio non è
più chiara;
- Il processo di cooptazione sociale non
porta più all’omologazione.
desiderabilità dell’istruzione
Diminuisce quindi la e si attenua la relazione di impegno dello studio
= acquisizione di status sociale.
CRISI DEI SISTEMI COOPTATIVI 2
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all’attenuazione della motivazione esterna (ascesa sociale), non si associa un aumento della
motivazione interna, con un coinvolgimento affettivo degli allievi, sarebbero stati necessari
conoscenze e competenze di intervento nuove, in grado di rispondere alla rapidità dei cambiamenti;
invece si sono conservati stili e tecniche di intervento che trovano la loro legittimità nel sistema
cooptativo, come gli esami: ma quando agli esami si presenta un gran numero di allievi si rivelano i
limiti tecnici delle modalità di accertamento, i differenti comportamenti degli esaminatori, le
discrepanze nei criteri di giudizio.
le prove diventano oggetto di critica, da un lato, dei rigoristi, dall’altro, dei permissivi. In realtà questa
polemica è insensata perché il rigore, di per sé, non costituisce criterio per la valutazione degli esami.
di proporre un’indagine internazionale i cui
la Carnegie Corporation di New York decise, nel 1931,
risultati, soprattutto in Francia, dove sono stati indagati gli esami del baccalaureat, hanno dato il via
alla nascita della docimologia, a partire dalla necessità di modificare le strategie di valutazione.
5. Cosa emerse dalla ricerca sul baccalaureat
- furono costituiti 6 gruppi di esaminatori ciascuno composto da 5 insegnanti
- a ogni esaminatore 100 prove con la consegna di assegnare un voto su una scala in
ventesimi
risultò che lo scarto medio fra correttori era molto elevato → inesistenza di criteri
- uniformemente condivisi e applicati nella valutazione; ogni correttore interpretava a suo
modo la scala di voti; per ottenere un voto capace di indicare il livello della prova il numero
di prove corrette per ogni esaminatore sarebbe dovuto essere altissimo.
Ciò portò a due diverse attenzioni nella ricerca valutativa messa in atto dalla docimologia:
- Definizione di criteri di lettura delle prove uniformi;
- Sviluppo di prove per le diverse esigenze valutative.
6. Quando possiamo fidarci della valutazione
perché c’è stata questa diversità nei criteri di giudizio?
Se si sono chiamati esaminatori esperti,
Risposta possibile: in realtà si usavano criteri tradizionali, ma le condizioni di intervento e la
Le qualità personali e intuitive dell’insegnante
popolazione di riferimento erano cambiate.
non bastavano più per la valutazione, bisognava riconsiderare la qualità del prodotto scolastico e
la modalità con cui questo veniva giudicato.
Come si valuta la qualità di un prodotto? ovvero un’evoluzione del concetto di sufficienza, e non
Si stabilisce sulla base di uno standard,
sulla base del presentarsi accidentale di aspetti positivi. La qualità del servizio scolastico sarà
considerata positiva se si assicura uno standard positivo (risultati desiderati, anche
eccezionalmente positivi) alla maggior parte delle persone coinvolte.
Tuttavia, quando si opera su grandi quantità, assicurare uno standard positivo è difficile:
- Si devono definire le caratteristiche del prodotto da osservare;
- Bisogna mantenere il processo sotto controllo.
Lo sviluppo della scolarizzazione ha richiesto revisioni nell’organizzazione del lavoro scolastico che
hanno spostato la responsabilità delle scelte dai singoli alla struttura entro cui operano, quindi
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l’opinione pubblica ha incominciato a esprimere propri giudizi sulla qualità dell’istruzione non in
riferimento al lavoro svolto da un insegnante, ma integrando i dati di cui dispone sull’insieme del
sistema scolastico.
Nuovi criteri di valutazione:
- Validità: capacità della prova di rilevare un aspetto predeterminato, senza sovrapporlo ad
altri o potendo confrontare i dati con altri ad essi omogenei;
- Attendibilità: informazioni rilevate secondo criteri accuratamente definiti (stessi risultati
anche con esaminatori diversi).
Inoltre bisogna riflettere sull’influenza del contesto.
7. Valutare e decidere
La ricerca valutativa rischia di accreditare nuove forme di determinismo, che collegano il
raggiungimento di risultati positivi a condizioni particolari, quindi è necessario individuare soluzioni
dell’attività della scuola al fine di migliorare la
per collegare la valutazione agli altri aspetti costitutivi
qualità dell’istruzione.
Gli allievi che accedono ad una proposta di istruzione presentano caratteristiche personali diverse,
che si traducono in differenti comportamenti cognitivi e diverse disposizioni affettive in ingresso.
- Se si rivolgerà una proposta uniforme, allora le caratteristiche personali saranno predittive
potrà conseguire;
dei risultati che l’alunno
- Se si tiene conto delle caratteristiche iniziali per proporre un apprendimento specifico
volto a conseguire per tutti gli stessi traguardi, allora è più probabile che si potranno
ottenere esiti finali caratterizzati da distribuzioni poco disperse delle variabili
indipendenti (livello e tipo di successo, ritmo di apprendimento, etc)
sono utilizzati modelli didattici derivati dalle tecnologie dell’istruzione: non vuol dire l’uso di
Si
tecnologie, ma la precisazione di un impianto concettuale capace di collegare diverse funzioni in cui
si scompone la didattica. l’istruzione programmata
→ Le esigenze da soddisfare attraverso
Proposte di metà ‘900 erano:
istruzione collegata ad Scioglimento dell’implicito
- educativo nei messaggi con
l’elaborazione di modelli di analisi dei contenuti dell’istruzione
un controllo analitico che consentissero uno sviluppo graduale e sistematico
dell’apprendimento dell’argomentazione; –
- Attenzione al rapporto insegnante allievo in situazioni
dirette o mediate: definizione di modalità valutative in itinere che
fornissero un elemento di retroazione (feedback);
- La definizione di strategie regolative per adeguare la proposta
di istruzione al fruitore.
Esempi di modelli Programmazione lineare Skinner: ogni quadro (frame) contiene
per l’istruzione e a ogni frame
didattici un’informazione corrisponde una verifica. Quando lo si
programmata ritiene opportuno, si fornisce aiuto all’allievo.
Programmazione lineare a scelta multipla Pressey: consiste in una
sequenza di quadri. La prestazione richiesta per la verifica consiste
tra quelle proposte. Il
nella scelta di un’alternativa dispositivo si sblocca
solo quando si forniscono risposte corrette.
Programmazione ramificata Crowder: interpreta empiricamente le
richieste di chi apprende e prevede un percorso differenziato. 4
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ricorre all’armamentario consueto di pratiche, non c’è spazio per il sorgere di problemi perchè
Se si
questi suppongono la possibilità reale di scostarsi da un comportamento obbligato. Qui sta la
possibilità e la capacità di scegliere tra differenti ipotesi di soluzione di un problema ed è ciò che
viene indicato come decisione. Gran parte dei comportamenti scolastici sono privi di alternative, non
determinano un problema e quindi non richiedono una decisione.
8. La valutazione: ricerca di base e ricerca istituzionale
è stato pubblicato il “Quaderno bianco sulla scuola” restituisce un’immagine chiara
Nel 2007 che
e veritiera della scuola italiana, nel bene e nel male, dando conto delle analisi promosse dal
MIUR. Può essere visto come un segnale di consapevolezza dopo anni di interventi sconsiderati.
Tuttavia, sono presenti dei limiti conoscitivi in questo resoconto perché risente della debolezza
valutativa è una condizione
strutturale della scuola italiana. Si riconosce che lo sviluppo dell’attività
basilare per lo sviluppo del sistema scolastico, ma si finisce con l’indicare linee di intervento e
soluzioni organizzative la cui logica è estranea alla cultura dell’educazione. Ciò non sorprende
considerato che in Italia la ricerca valutativa è consistita quasi esclusivamente nella partecipazione
a grand
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