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Controllare se ci sono dati non validi e correggerli; 4) Controllare se ci sono dati mancanti e sostituirli con il codice dei dati mancanti; 5)

Controllare se ci sono dati strani e toglierli; 6) Applicare le statistiche descrittive; 7) Descrivere i dati numericamente; 8) Descrivere i

dati graficamente; 9) Calcolare analisi statistiche inferenziali.

6) VALIDITA’

Con validità intendiamo semplicemente la verità o l’esattezza della conclusione del ricercatore, la sua corrispondenza con la realtà. La

validità è in dubbio quando la conclusione che esiste una relazione di causa ed effetto fra le variabili è messa in dubbio, o quando si

obbietta alla spiegazione teorica del tipo di relazione ottenuta. Un esperimento ha validità interna se vi sono ragioni valide per

ritenere che una relazione di causa ed effetto esiste realmente fra la variabile indipendente e quella dipendente. In altre parole la

variabile indipendente ha causato la modificazione di quella dipendente. Quando qualche condizione covaria con la variabile

indipendente in modo che i loro effetti rispettivi non possono essere vagliati separatamente, le due variabili sono confuse. Il problema

della confusione delle variabili è particolarmente acuto in quelle ricerche in cui lo sperimentatore non può controllare la variabile

indipendente (es. sesso del soggetto quasi esperimento). La validità di costrutto concerne la questione della conformità fra i

risultati e la teoria che sta alla base della ricerca. Condizioni particolari dell’esperimento costituiscono delle ipotesi ausiliarie che devono

anch’esse essere vere al fine di vagliare l’ipotesi principale. La validità di costrutto è simile alla validità interna. Per avere validità

interna cercate di eliminare variabili alternative come cause potenziali del comportamento in esame. Per avere la validità di costrutto

dovete escludere altre possibili spiegazioni teoriche dei risultati. In entrambi i casi è possibile che dobbiate eseguire un altro esperimento

al fine di eliminare una minaccia alla validità. Per la validità interna potete riuscire a riprogettare l’esperimento in modo da controllare

la sorgente di confusione. Nel caso della validità di costrutto potete progettare un nuovo esperimento che permetta di scegliere fra le due

spiegazioni teoriche alternative dei risultati. La validità esterna riguarda l’applicabilità dei risultati della ricerca ad un’altra

situazione: diversi soggetti, diversi luoghi, diversi tempi. Il quesito nel caso della validità statistica è: la relazione osservata fra la

variabile indipendente e quella dipendente era una vera relazione di causa ed effetto o una relazione accidentale? Anche quando la

statistica è usata correttamente, un test statistico stabilisce solamente che un risultato ha una probabilità bassa di verificarsi solo per

caso, ma non garantisce che il cambiamento nella variabile dipendente sia il risultato di una vera relazione causa­effetto con la variabile

indipendente, potrebbe invece essere il risultato di un errore casuale di campionamento o di misura. Per quanto riguarda questo problema,

non c’è modo di garantire in modo assoluto nessuno dei tipi di validità di un risultato di ricerca; tutti i metodi per valutare la validità

servono semplicemente ad aumentare la fiducia nella conclusione che è stata tratta dalla ricerca.

Minacce alla validità interna:

Eventi esterni al laboratorio (storia) ogni volta che un esperimento richiede che i soggetti vengano esaminati in condizioni

sperimentali differenti in tempi diversi, è possibile che eventi esterni al laboratorio influenzino i risultati.

Maturazione i soggetti possono cambiare tra le condizioni di un esperimento a causa di processi che avvengono naturalmente; è un

problema più critico quando si fa ricerca sui bambini poiché questi cambiamo molto più rapidamente nel tempo degli adulti.

Effetto delle prove la semplice partecipazione ad un esperimento o l’essere stati sottoposti a prove influenzano la prestazione

delle persone in un successivo esperimento o nell’esecuzione di una prova. I soggetti possono imparare come eseguire le prove, cosicchè il

loro comportamento è modificato dall’esperienza precedente.

Effetto della regressione si verifica quando tra due variabili non c’è una correlazione perfetta. Individui che hanno fornito

prestazioni vicine ai valori estremi in una prova tenderanno ad ottenere un punteggio più vicino ai valori medi in un’altra prova.

L’effetto della regressione si può verificare quando due variabili diverse sono correlate. Ogni volta che esiste un errore casuale nella

misura di una variabile, gli individui devieranno dal loro reale punteggio proprio per l’errore casuale.

Selezione molti studi confrontano due o più gruppi riguardo a qualche variabile dipendente. Qualunque sbilanciamento nella

selezione dei gruppi può minare la validità interna.

Mortalità la ricerca non può essere valida se tutti i soggetti non ne completano tutte le fasi; la mortalità come minaccia alla

validità significa che i soggetti che abbandonano una ricerca possono essere diversi da quelli che la completano.

Minacce alla validità di costrutto:

La validità di costrutto forse è il tipo più difficile di validità da ottenere a causa del numero indefinito di teorie che possono spiegare

una data relazione sistematica. La strategia generale è di chiedersi se spiegazioni teoriche alternative dei dati sono meno plausibili della

teoria che si ritiene corroborata dalla ricerca stessa.

Debolezza del legame fra teoria ed esperimento è difficile confrontare concetti teorici per spiegare un comportamento che

può essere attribuito ad entrambi i concetti.

Effetto ambiguo delle var iabili indipendenti i risultati possono essere compromessi dal fatto che i soggetti percepiscono la

situazione in modo diverso dallo sperimentatore. Ogni volta che i soggetti sono consapevoli di partecipare ad un esperimento il loro

comportamento può differire da quello quotidiano. L’effetto ambiguo delle variabili indipendenti deriva dal fatto che ogni esperimento

psicologico per cui un soggetto si è offerto volontariamente deve essere considerato una situazione sociale in cui il soggetto ha idee

preconcette su ciò che ci si attende. Queste idee generano nel soggetto varie tendenza. Fra queste, la prevalente è forse quella di sostenere

il ruolo del buon soggetto. I soggetti agiscono nel modo in cui pensano che lo sperimentatore voglia che essi agiscono. Un altro tipo di

pregiudizio dei soggetti è la preoccupazione che il procedimento sperimentale misuri in qualche modo le loro capacità mentali. Questo

pregiudizio dà origine all’apprensione da valutazione (desiderabilità sociale) che fa sì che i soggetti cerchino di comportarsi in maniera da

sembrare i più normali possibili.

Minacce alla validità esterna:

Altr i soggetti un’accusa comune alla ricerca psicologica è quella di usare come soggetti soprattutto studenti universitari e ratti

bianchi. Le ragioni sono la loro presunta rappresentatività e la facilità con cui i ricercatori le reperiscono. I soggetti dovrebbero essere

scelti con attenzione riguardo alla loro rappresentatività nei confronti di una popolazione più ampia.

Altr i tempi uno stesso esperimento eseguito in tempi diversi dà gli stessi risultati? Molte tendenze storiche invalidano particolari

risultati della ricerca, riguardo sia all’uso del linguaggio, sia agli atteggiamenti verso i paesi stranieri o i gruppi devianti.

Altre situazioni la validità esterna può essere generalmente minacciata dalla difficoltà di mettere in rapporto un fenomeno

osservato in un laboratorio con un fenomeno osservato in un altro laboratorio o nella realtà.

Minacce alla validità statistica:

Le minacce alla validità statistica derivano da un uso improprio delle statistiche che si usano per l’analisi dei dati. La principale

minaccia alla validità statistica di una ricerca è concludere che la variabile indipendente non influenza la variabile dipendente sulla

base di dati ottenuti da pochi soggetti o da poche osservazioni.

Tra gli altri effetti di disturbo che possono compromettere la ricerca vi sono quelli derivanti dalle interazioni fra soggetto e

sperimentatore. Il fatto che i soggetti sanno di partecipare a un esperimento dà luogo a un insieme di aspettative riguardo al loro

comportamento. Queste aspettative sono chiamate r ichieste di ruolo o caratteristiche di richiesta dell’esperimento. Le persone si

prestano a fare cose apparentemente inutili e/o socialmente inaccettabili quando pensano di partecipare a un esperimento psicologico.

Queste richieste del ruolo, unitamente alla tendenza ad essere un buon soggetto, possono far sì che i soggetti si disinteressino dello scopo

dell’esperimento anche se intuiscono l’ipotesi o si accorgono di un inganno. Si è cercato di impedire con molta ingegnosità che l’influenza

delle richieste del ruolo indebolisca la validità degli esperimenti; la soluzione più ovvia è quella di ingannare il soggetto riguardo allo

scopo dell’esperimento. Questo modo di procedere spesso funziona, ma ha diversi svantaggi, non ultimi quelli di natura etica. Inoltre,

l’invenzione di una storia soddisfacente che non influenzi il comportamento in esame è spesso difficile. Un altro approccio è quello di

dividere l’esperimento in modo che i dati siano ottenuti in parte in un’altra situazione. In questo modo è improbabile che i soggetti

capiscano le cose e arrivino a conoscere l’ipotesi. Un altro metodo di impedire gli effetti di disturbo è quello di usare una misura che

abbia scarsa probabilità di essere alterata dalle idee dei soggetti riguardo all’ipotesi. Infine ricordiamo la tattica di non far sapere ai

soggetti che si sta facendo un esperimento. Un gran numero di studi indica che lo sperimentatore può influenzare in modo non

intenzionale i risultati di un esperimento. Gli effetti dell’influenzamento dello sperimentatore sono così diffusi che in molte discipline il

procedimento ordinario rende lo sperimentatore “cieco” alla condizione a cui viene sottoposto il soggetto. Questo metodo di prevenzione

dell’effetto di disturbo dello sperimentatore è eccellente e sicuro, ma non è sempre utilizzabile in un esperimento psicologico. Tentare di

rendere “cieco” uno sperimentatore non è sempre facile. Inoltre, gli sperimentatori “ciechi” possono fare le loro ipotesi sull’esperimento

influenzando così in modo non intenzionale i soggetti nella direzione della loro ipotesi. Un’altra strategia fondamentale per ridurre

l’effetto di disturbo dello sperimentatore è quella di standardizzare gli esperimenti il più possibile.

7) CONTROLLO

Definiamo il controllo come qualsiasi mezzo impiegato per eliminare le possibili minacce alla validità di una ricerca. Il significato

fondamentale del termine è quello di fornire un punto di paragone fisso con cui confrontare l’effetto di una particolare variabile

indipendente. Due gruppi di soggetti vengono esaminati riguardo ad una variabile dipendente. Il gruppo 1 riceve il trattamento A e

perciò è chiamato gruppo sper imentale . Il gruppo 2 non riceve il trattamento e perciò è chiamato gruppo di controllo . Il gruppo

di controllo serve come confronto per il gruppo sperimentale; tuttavia, si può esercitare il controllo anche senza un gruppo di controllo.

Invece di assegnare soggetti diversi a ciascuna condizione, in qualche esperimento ciascun soggetto è sottoposto a tutte le condizioni. In

tali esperimenti invece di un gruppo di controllo abbiamo una condizione di controllo . Quando ogni soggetto è sottoposto a

ciascuna condizione, diciamo che è il soggetto stesso a servire da controllo per se stesso. Questi esperimenti sono denominati

esper imenti entro i soggetti perché le differenze fra le condizioni sono esaminate entro i singoli soggetti. Gli esperimenti in cui

soggetti diversi sono assegnati a condizioni diverse sono esperimenti fra i soggetti perché le differenze fra le condizioni sono

esaminate fra soggetti differenti. Il controllo è la capacità di limitare o guidare le sorgenti di variabilità nella ricerca. Esso ha 2

significati fondamentali: 1. Il controllo permette di dire che una variabile dipendente è associata con una variabile indipendente e non

con altre variabili (esperimento di controllo); 2. Il controllo facilita il raggiungimento di questa conclusione limitando il numero di

variabili che agiscono nella situazione e la loro gamma di valori in modo tale che la conclusione risulta più chiara (controllo

sperimentale). Entrambi i significati del termine controllo sono in rapporto con l’uso della statistica nella ricerca: primo, usiamo la

statistica inferenziale per valutare la probabilità che una differenza tra i gruppi o le condizioni sperimentale e di controllo possa essere

dovuta solo al caso; secondo, facciamo abbastanza osservazioni o usiamo abbastanza soggetti per ridurre la variabilità della nostra

misurazione della grandezza dell’effetto sperimentale, e così rendere più precise le nostre valutazioni statistiche.

Strategie generali:

Per essere sicuri che la variabile indipendente abbia causato la differenza è fondamentale che solo la variabile indipendente cambi e che

qualsiasi altra cosa nell’esperimento rimanga costante.

Controllo in laboratorio in genere su preferisce la ricerca in laboratorio alla ricerca sul campo poiché esso è un luogo

organizzato per permettere il controllo più adeguato delle variabili di interesse in quella particolare ricerca. Gran parte della ricerca

sociologica viene fatta fuori dal laboratorio poiché non è possibile o etico manipolare certe variabili. In alcuni casi, l’effetto di una

manipolazione potrebbe non essere sufficientemente realistico in laboratorio. La ricerca di laboratorio continua ad essere ideale

semplicemente perché è ideale avere il massimo controllo, compatibilmente con la natura del problema.

La situazione di ricerca come preparazione uno degli scopi del ricercatore è di trovare il preparato più indicato per studiare

un dato problema. Alcuni dei contributi più importanti alla psicologia vennero da persone che idearono un nuovo preparato più

adeguato per studiare un determinato problema. Nessun progetto per quanto sofisticato e nessuna analisi statistica riusciranno ad

ovviare agli svantaggi di una cattiva scelta del preparato per la ricerca.

Strumentazione della risposta come controllo un altro importante mezzo per accrescere la sensibilità della ricerca è quello

di migliorare la misurazione del comportamento in esame. Una caratteristica di un buon strumento di misura è di estrarre la risposta

dall’insieme delle osservazioni casuali rendendo così la misura attendibile. La misura di uno stato soggettivo come la gradevolezza di un

odore può essere considerata oggettiva se la strumentazione della risposta è adeguata.

Strategie specifiche:

Soggetti come controllo di loro stessi una delle tecniche più efficaci di controllo è di far sì che ciascun soggetto sia sottoposto

a ciascuna delle condizioni in un esperimento. In questo modo la variabilità dovuta alle differenze tra soggetti è di molto ridotta. Lo

sperimentatore fa una cosa saggia se adotta la strategia di usare i soggetti come controllo di loro stessi ogni volta che sia possibile.

D’altra parte, in molti esperimenti l’uso dei soggetti come controllo di loro stessi è semplicemente impossibile. Una volta che il soggetto

ha imparato un problema con un metodo, è impossibile che impari ancora lo stesso problema usando un altro metodo. Un’altra situazione

in cui non è possibile l’uso dei soggetti come controllo di loro stessi è quando esistono effetti contrastanti tra le condizioni

dell’esperimento, così che la sperimentazione di una condizione può influenzare la risposta ad un’altra condizione (effetti dell’ordine e

della sequenza). Secondo la teoria del livello di adattamento, un dato peso veniva chiamato leggero o pesante a seconda di quali altri pesi

venivano presentati nella stessa sequenza. Talvolta questi effetti possono semplicemente amplificare un risultato che si verificherebbe in

un esperimento tra i soggetti; altre volte essi producono risultati che altrimenti non sarebbero mai trovati. Dovreste usare i soggetti come

controllo di loro stessi ogni volta che esistono tra condizioni: 1) l’uso del soggetto come controllo di se stesso è logicamente possibile; 2) il

fatto di essere sottoposto a tutte le condizioni dell’esperimento lascia il soggetto ignaro degli scopi dell’esperimento stesso; 3) la

mancanza di seri effetti di contrasto tra le condizioni.

Assegnazione casuale (randomizzazione ) il termine assegnazione casuale è usato per indicare che ciascun soggetto ha la

stessa probabilità di essere assegnato ad ogni condizione. Quando assegnate a caso i soggetti alle varie condizioni, potete essere sicuri che

solo il caso potrebbe generare delle differenze tra i gruppi rispetto ad una variabile diversa da quella sperimentale: tutte le fonti di

confusione tra le variabili sono eliminate eccetto che per le associazioni casuali con le condizioni.

Pareggiamento talvolta è possibile migliorare la precisione dell’esperimento pareggiando, rispetto a un criterio preliminare, i

soggetti prima di assegnarli alle varie condizioni. Quando i soggetti differiscono fra di loro rispetto a una variabile indipendente che può

influenzare sicuramente o probabilmente la variabile dipendente in esame, il pareggiamento può essere necessario. E’ possibile che si

indebolisca l’esperimento pareggiando i soggetti se la variabile rispetto alla quale si esegue il pareggiamento non è sostanzialmente

correlata con la variabile dipendente. Questo effetto deriva dal fatto che l’analisi statistica appropriata per un disegno con gruppi

pareggiati si applica a dati relativi a coppie di soggetti, mentre l’analisi per gruppi randomizzati si applica a dati relativi a soggetti

singoli. Poiché il numero di soggetti è il doppio di quello delle coppie di soggetti, l’analisi per gruppi randomizzati ha più gradi di libertà

e perciò è più potente. Una seconda condizione necessaria per giustificare il pareggiamento è che sia possibile esaminare i soggetti prima

di assegnarli alle varie condizioni. Anche dopo aver accoppiato i vostri soggetti, dovete ancora assegnare casualmente i membri di

ciascuna coppia alle condizioni sperimentali.

Introduzione di variabili di disturbo nell’esper imento un altro modo di agire su variabili che non possono essere

facilmente eliminate dall’esperimento è quello di progettare l’esperimento stesso in modo che queste variabili di disturbo divengano

variabili indipendenti dello studio. Una variabile confusa varia con la variabile indipendente; una variabile di disturbo è una seconda

variabile indipendente che varia indipendentemente dalla prima.

Controllo statistico nel senso più stretto il controllo statistico riguarda i mezzi con cui si pareggiano sulla carta i soggetti

quando non si può farlo di fatto. L’idea di base del controllo statistico è che si possano confrontare ad esempio gli studenti non riguardo

ai voti come tali, ma riguardo alla differenza fra il voto avuto ed il voto previsto dal QI. Questo procedimento, chiamato analisi della

covarianza, è il mezzo per controllare la variabilità di un esperimento.

Ripetizione lo scopo della ripetizione è quello di vedere se eseguendo un esperimento per la seconda volta si ottengono gli stessi

risultati. Se la ripetizione non porta agli stessi risultati, i fatti che si ritenevano dimostrati dall’esperimento originale vengono invalidati

e dimenticati. La ripetizione diretta si ha quando qualcuno essenzialmente rifà lo stesso esperimento nel tentativo di ottenere gli stessi

risultati. La ripetizione sistematica si ha quando il ricercatore B, ritenendo che se la teoria di A fosse esatta dovrebbero avvenire dei

determinati eventi, esegue un esperimento diverso da quello di A ma basato su di esso. Se i risultati e la teoria di A sono esatti, B

dovrebbe trovare un certo risultato. La ripetizione diretta di solito viene tentata solo quando la ripetizione sistematica è fallita. La

ripetizione sistematica è il modo solito di rifare gli esperimenti. Il ricercatore B fa un esperimento simile a quello di A ma con diversi tipi

di soggetti o con differenti valori dello stimolo o usando diverse definizioni operazionali dei concetti teorici. La ripetizione sistematica

vaglia la validità esterna usando differenti soggetti, specie o situazioni. La validità di costrutto viene vagliata quando si usano

definizioni operazionali diverse dai concetti teorici. La validità statistica viene vagliata in tutte le ripetizioni.

Una dimostrazione “elegante” permette di raggiungere una conclusione importante nel modo più semplice possibile; l’esperimento

“elegante” è l’esperimento più semplice per vagliare un’ipotesi in modo chiaro e convincente. Per imparare come si fa la scienza non vi è

niente di meglio che un’esperienza di prima mano nel laboratorio di un buon scienziato. La vostra analisi della letteratura indicherà

l’esistenza di compiti, di apparati e di soggetti standard che generalmente vengono usati nello studio di un certo problema. Per ragioni

pratiche e teoriche è logico seguire la prassi ordinaria il più possibile, abbandonandola solo quando vi è una buona ragione per farlo. La

critica secondo la quale gli studenti universitari e i ratti albini sono stati usati troppo spesso come soggetti è giusta. Le ragioni di queste

scelte diventano ovvie quando considerate le alternative. Se il problema si presta ad essere studiato sull’animale e altri sperimentatori

hanno usato il ratto, questi fatti costituiscono delle buone ragioni perché voi facciate lo stesso. Il consenso dei soggetti va ottenuto prima

che essi partecipino all’esperimento. Idealmente i soggetti dovrebbero costituire un campione prelevato a caso dalla popolazione alla

quale volete generalizzare i risultati del vostro studio. Tutti i dettagli dell’esperimento devono essere approvati dalle autorità

competenti. L’assegnazione casuale dei soggetti alle varie condizioni è essenziale. Più soggetti avete e meno i vostri dati devieranno dai

loro veri valori: errore standard della media (diminuisce con il numero dei soggetti). Il numero dei soggetti influenza la precisione

dell’esperimento. Vale la legge della riduzione dei vantaggi con l’aumento dell’investimento; per questa ragione nella maggior parte degli

esperimenti si usano circa 10 soggetti. Osservate quanti soggetti sono stati usati in esperimenti simili al vostro e quale grado di precisione

è stato ottenuto. Se volete essere più precisi chiedetevi se l’uso di più soggetti migliori significativamente la situazione. In caso negativo,

cercate di aumentare la precisione della misura sperimentalmente.

8) RICER CA NON SPERIMENTALE: RICER CA OSSERVAZIONALE,

RICER CA D’AR CHIVIO E STUDIO DI CASI SIN GOLI.

Molti problemi non possono essere studiati sperimentalmente (ricerca non sperimentale). La distinzione tra ricerca sperimentale e non

sperimentale è basata sul grado di controllo (manipolazione delle variabili e assegnazione dei soggetti alle condizioni) che il ricercatore

ha sui soggetti e sulle condizioni della ricerca. Una seconda caratteristica della ricerca non sperimentale è che il procedimento di raccolta

dei dati spesso deve rinunciare a un controllo completo in cambio della possibilità di ottenere effettivamente i dati. La ricerca non

sperimentale è chiamata ricerca correlazionale perché indaga le cause del comportamento attraverso le correlazioni fra le variabili.

Tuttavia il termine è un po’ ingannevole poiché tutta la ricerca è correlazionale nella misura in cui esplora le relazioni funzionali fra le

variabili. Ciò che qualifica la ricerca come correlazionale in senso lato è l’impossibilità di manipolare indipendentemente qualche

variabile. In questo tipo di ricerca sono studiate le relazioni tra variabili, nessuna delle quali può essere la vera causa dell’altra. Le due

cose sono semplicemente in relazione; noi non sappiamo quale delle due causi l’altra. Possiamo distinguere diversi tipi di ricerca non

sperimentale: la r icerca osservazionale , nella quale il ricercatore osserva semplicemente il corso del comportamento; la ricerca

d’archivio , nella quale si esaminano dei registri pubblici per vagliare delle ipotesi sulle cause di un comportamento; lo studio di casi

singoli, che differisce dalle altre in quanto le ricerche affrontano problemi particolari venuti all’attenzione del ricercatore; essi sono

caratterizzati dalla varia natura dei metodi usati per studiare i problemi; l’inchiesta, nella quale al soggetto si chiede di cooperare

rispondendo a delle domande. Gli psicologi hanno adottato il termine ermeneutica per descrivere la metodologia che guarda più

all’interpretazione che alle cause.

La ricerca osservazionale:

La ricerca osservazionale comporta la registrazione del corso del comportamento in assenza di tentativi di influenzarlo. Questo metodo

può avere una di due forme generali: osservazione naturalistica e ricerca da parte di un osservatore partecipante. L’osservazione

naturalistica è una ricerca condotta in modo tale che il comportamento del soggetto sia disturbato il meno possibile dal processo di

osservazione. L’osservazione è condotta nell’ambiente dove il comportamento avviene naturalmente. Nelle scienze sociali l’osservazione

naturalistica è spesso chiamata ricerca non intrusiva. Un’altra definizione è quella di ricerca non reattiva, che sottolinea il fatto che i

soggetti sono inconsapevoli di essere sotto osservazione e quindi non reagiscono alla presenza dell’osservatore. Una vasta categoria di

misure non intrusive è nota come misure della traccia fisica. Queste misure fanno uso di prove fisiche di qualche comportamento. Il

comportamento di un gruppo di individui può qualche volta essere studiato efficacemente con l’osservazione naturalistica nei casi in cui

potrebbe essere non etico osservare il comportamento di un solo individuo. Sono diversi i settori della psicologia, come la psicologia

evolutiva, scolastica, o clinica, che adesso usano regolarmente i metodi osservazionali. La ricerca osservazionale non è limitata

all’ambiente della ricerca sul campo, ma spesso si può realizzare in laboratorio dove è chiamata osservazione in laboratorio.

L’osservazione naturalistica ha poche regole rigide e inderogabili. Le tre più importanti sono la registrazione accurata dei dati, l’uso di

una varietà di tipi di misure, e la salvaguardia della privacy dei soggetti. La registrazione accurata è quello che differenzia

l’osservazione naturalistica dalla formazione di impressioni casuali. L’uso di una varietà di misure diverse ci aiuta ad accertarci che le

osservazioni siano rappresentative e non dipendenti da una misura soltanto.

Ricerca da parte di osservatori partecipanti:

La ricerca da parte di osservatori partecipanti è una ricerca nella quale i ricercatori si mescolano a gruppi in condizioni naturali per fare

le loro osservazioni. I verbali ed i diari accurati sono cruciali per la valutazione degli studi con osservatori partecipanti, a causa delle

aumentate possibilità di giudizi soggettivi in queste situazioni. L’osservazione partecipante è utile per studiare un piccolo gruppo

separato dalla popolazione complessiva, quando si sa poco su un gruppo, oppure quando le attività del gruppo non sono in genere aperte

al pubblico; il ricercatore deve poter essere ammesso al gruppo. L’osservazione partecipante è caratterizzata dallo sforzo di vedere

un’attività comportamentale dal punto di vista di uno che sta all’interno di una situazione. La metodologia deve essere aperta, flessibile

e opportunistica. L’approccio alla teoria è spesso ermeneutico, dando risalto all’interpretazione e alla comprensione. Fare parte di un

gruppo comporta problemi di obiettività. Il ricercatore può fare un bilancio tra il prendere il punto di vista dei membri del gruppo e il

mantenere l’obiettività scientifica. Talvolta si può essere espliciti sul fatto che si è lì per studiare il gruppo (osservazione partecipante

non mascherata; tuttavia certi gruppi sono ostili verso le altre persone e quindi il ricercatore è portato a mascherare la sua posizione di

osservatore partecipante. E’ meglio essere espliciti e leali quando è possibile e adottare una strategia di mascheramento solo quando è

necessario. Il primo problema è che, entrando in un gruppo, l’osservatore lo cambia in una certa misura; pertanto l’atto di osservare un

comportamento cambia il comportamento osservato. Il secondo problema è quello etico dell’invasione della sfera privata; alcuni

ricercatori ritengono che la ricerca eseguita da osservatori partecipanti non sia mai etica. L’osservazione naturalistica può richiedere la

registrazione di comportamenti che pur svolgendosi in pubblico hanno tuttavia carattere privato.

Ricerca d’archivio:

Il termine ricerca d’archivio si riferisce a ricerche eseguite su dati che il ricercatore non ha contribuito a raccogliere. I dati d’archivio

sono quelli depositati in registri o archivi pubblici. Il ricercatore esamina o sceglie semplicemente i dati per l’analisi. La ricerca d’archivio

è appropriata in molti casi: i dati rilevanti per l’ipotesi potrebbero già essere disponibili, e raccoglierne dei nuovi sarebbe uno spreco,

oppure un esperimento sulle variabili che interessano non è fattibile per ragioni etiche o logistiche. La ricerca d’archivio ha delle

limitazioni: 1) i dati d’archivio sono raccolti per scopi non scientifici e spesso in forma inadatta alle esigenze dello scienziato; 2) la

ricerca d’archivio per sua natura è eseguita dopo che i fatti sono avvenuti, e quindi può essere difficile interpretare particolari

correlazioni osservate. Un ricercatore che si basa sui dati d’archivio è alla mercè di tutti gli errori che possono essere intervenuti nella

raccolta dei dati.

Studio di casi singoli:

La caratteristica principale dello studio di casi singoli è che si esaminano singoli esempi o meglio casi di un fenomeno;lo studio di casi

singoli consiste proprio nell’esaminare l’individualità della situazione. Lo studio dei casi singoli investiga un fenomeno attuale nel suo

contesto naturale quando i confini tra il fenomeno e il contesto non sono chiaramente evidenti; in esso sono usate fonti molteplici di dati

empirici. Sono proprio gli approcci molteplici che differenziano lo studio di casi singoli da altri metodi non sperimentali. Studi di casi

singoli nascono dai problemi che i ricercatori si pongono su opportunità che devono essere afferrate immediatamente o vanno perdute.

Può esserci poco tempo disponibile per pianificare, e la ricerca spesso deve essere condotta in condizioni difficili. E’ difficile

generalizzare su di essi.

Secondo i modelli di verifica di ipotesi usati comunemente nell’analisi statistica degli esperimenti, il ricercatore stabilisce un’ipotesi nulla

e un’ipotesi alternativa prima di condurre la ricerca. La verifica di ipotesi attraverso questo modello implica di cercare di respingere

l’ipotesi nulla a favore di ipotesi alternative. Nella ricerca osservazionale, invece, il ricercatore può anche non avere in mente particolari

problemi prima di cominciare la ricerca, e lasciare da parte qualsiasi ipotesi specifica. Per questa ragione, chi fa ricerca osservazionale

usa un procedimento più flessibile, induttivo, per sviluppare e verificare le ipotesi. Un’ipotesi può essere stabilita provvisoriamente, sulla

base delle osservazioni esistenti. Sulla base dell’ipotesi vengono fatte previsioni che sono messe alla prova con nuovi dati. Quando

un’ipotesi è contraddetta dai dati, l’ipotesi è abbandonata o modificata. Quando i dati sono quelli che erano stati previsti in base

all’ipotesi, allora aumenta la fiducia nell’ipotesi. Qualsiasi buon ricercatore, ma in particolare quelli che fanno ricerca osservazionale,

deve essere critico sulla sua teoria e cercare con cura dati empirici che possano falsificarla. Dati empirici che sembrano a favore della

vostra teoria sono anche a favore di molte altre teorie, ciascuna delle quali può essere sbagliata.

I ricercatori che usano le metodologie dell’osservazione e dello studio dei casi singoli spesso partono con in mente qualche domanda

generale, ma senza aver definito specifiche categorie di comportamento. Dovreste tenere nota di tutte le vostre osservazioni e

interpretazioni di quello che vedete. I vostri appunti dovrebbero includere più dettagli possibile, compresa l’ora e il luogo. Il problema di

avere troppo da osservare può spesso essere risolto prendendo campioni di comportamento (es. invece di guardare tutto quello che i

bambini di un asilo nido fanno nell’intera giornata, potreste guardare esempi di un tipo di comportamento o potreste focalizzarvi su

appena uno o due bambini). E’ importante usare buoni strumenti di registrazione (telecamere, registratori a cassette). Quando abbiamo a

che fare con materiale scritto o fotografico, non c’è bisogno di prendere appunti sul campo, perché il materiale è già in una forma

permanente. Resta però il problema di decidere come affrontare quella che può essere una grande quantità di materiale. Ci sono due

approcci fondamentali all’analisi del contenuto: 1) codificare il contenuto manifesto del testo conteggio della frequenza di qualche

misura oggettiva, come la frequenza di certe parole sessuali; 2) codificare il contenuto latente di un testo il ricercatore legge una parte

di un testo, o guarda una foto, e interpreta che sia presente un particolare tema. Poiché il contenuto latente è sostanzialmente

soggettivo, corre il rischio di essere meno affidabile dell’analisi del contenuto manifesto. E’ una buona idea fare sia un’analisi del

contenuto manifesto sia di quello latente e confrontare i risultati. Se i risultati vengono uguali con entrambi i metodi, avete una forte

prova empirica della validità dei vostri risultati. Se differiscono, potete cercare le ragioni per cui differiscono. Qualsiasi metodo di analisi

del contenuto usiate, tuttavia, c’è un problema di affidabilità. Se usate l’analisi del contenuto latente, un ricercatore potrebbe

interpretare lo stesso brano in modo diverso da un altro. Anche con l’analisi del contenuto manifesto c’è la possibilità che chi codifica

faccia errori quando deve esaminare grandi quantità di dati. Così è importante avere almeno due persone che facciano la codifica per

stabilire l’affidabilità del vostro schema di codifica. Metodo è un termine vasto che abbraccia tutti gli aspetti della ricerca, inclusi la

logica del disegno e il modo di eseguirlo. Procedura è un termine che si riferisce solo a quest’ultimoaspetto della ricerca, e cioè a ciò che lo

sperimentatore fa per attuare il disegno. Un aspetto della procedura riguarda la distribuzione temporale delle condizioni; un altro

aspetto riguarda le istruzioni, il modo di darle, il colloquio di debriefing ecc. Il passaggio dal disegno alla pratica può essere difficile per

gli studenti perché richiede che si proceda da uno schema logico mentale ad un programma pratico di azione nel laboratorio. Un

protocollo è un elenco esatto degli stadi necessari per esaminare un soggetto dall’inizio alla fine. Una volta che avete un protocollo

dovete fare la ricerca pilota per trovare possibili difetti della procedura. Quando uno studio pilota è stato eseguito, ed è stato seguito

dall’esperimento principale con una o due ripetizioni, la credibilità dei risultati è molto superiore rispetto a quella di un esperimento

singolo non preceduto da uno studio pilota. Tutta la cura impiegata nel progettare ed eseguire un esperimento va sprecata se la

registrazione e l’utilizzazione dei dati vengono compromesse da imprecisioni. Un buon procedimento è quello di tenere tutti i dati e gli

altri dettagli dell’esperimento in un quaderno. I dati dovrebbero essere messi in un archivio tenuto in un posto sicuro. Successivamente i

dati grezzi saranno trasferiti dal foglio su cui sono scritti in una forma sintetica. Il modulo per il riassunto dei dati dovrebbe lasciare

spazio per le trasformazioni semplici dei dati, come la trasformazione logaritmica o la media, prima che l’analisi statistica sia eseguita.

Il verbale dell’esperimento dovrebbe essere tale da permettere a una persona che non conosce l’esperimento di capirlo dal verbale stesso.

9) RICER CA NON SPERIMENTALE: L’IN CHIESTA

Spesso lo scopo di un’inchiesta è quello di raccogliere le opinioni della gente in merito ad argomenti particolari. Alcune inchieste

demoscopiche possono mirare a determinare l’effetto di qualche evento sul comportamento della popolazione. Spesso i ricercatori usano

questionari già esistenti, piuttosto che prepararsi degli strumenti propri. Facendo così non solo evitano di reinventare la ruota, ma

possono confrontare i loro risultati con quelli di ricerche precedenti che usano lo stesso strumento. La prima cosa da fare quando si

predispone un questionario è riflettere sullo scopo di condurre un’inchiesta. Le domande delle inchieste possono essere divise in due

categorie: la domanda aperta, ovvero una domanda che permette agli interlocutori di rispondere con le proprie parole e la domanda

chiusa, che invece limita le risposte degli interlocutori ad alternative determinate in anticipo da chi ha preparato il questionario. La

domanda aperta permette a che risponde di farlo con più completezza e di rivelare il ragionamento che sta dietro le sue risposte. Usare

domande aperte aumenta la probabilità che il questionario scopra qualcosa che non è stato previsto in anticipo da chi l’ha preparato.

D’altro lato, le domande aperte sono più difficili da codificare, perché le risposte sono espresse in una forma narrativa; richiedono più

fatica da parte di chi risponde e sono più difficili da rispondere per chi abbia scarse abilità linguistiche. Le domande chiuse sono più

facili da codificare e da analizzare e ci sono meno risposte fuori luogo. Le alternative sono presentate agli interlocutori in modo che non

debbano fare troppa fatica a pensare. Gli svantaggi delle domande chiuse sono che gli argomenti studiati possono essere troppo complessi

per essere ridotti a un piccolo insieme di alternative, oppure che gli interlocutori possono non trovarsi d’accordo con nessuna di queste,

che risultano risposte semplicistiche. La flessibilità delle domande aperte le rende più utili per ricerche preliminari e su piccola scala,

mentre la standardizzazione delle domande chiuse le rende più adatte a ricerche su grande scala. La cosa più importante è che gli item

del questionario non siano ambigui. Ogni item dovrebbe affrontare una singola questione e farlo in modo chiaro. E’ fondamentale

scrivere le domande in modo che non influenzi i risultati. E’ particolarmente necessario scrivere le domande chiuse in modo che le

opzioni siano chiaramente diverse le une dalle altre e che coprano tutte le possibilità. Un effetto di disturbo entra in gioco quando chi

risponde percepisce che un’alternativa è socialmente più accettabile dell’altra (desiderabilità sociale). I ricercatori evitano questo

problema scrivendo le domande in modo che ogni alternativa sembri avere la stessa desiderabilità sociale. Anche se potete essere tentati

di costruire un questionario solo con domande a risposta binaria chiusa perché sono facili da somministrare, bisogna tener conto che

questo formato è molto sensibile all’acquiescenza. I partecipanti che dimostrano acquiescenza tenderanno ad essere d’accordo con ogni

affermazione del questionario indipendentemente dal suo contenuto. Gli item possono avere vari formati, secondo il tipo di domanda,

come vero/falso, a scelta multipla, o a valutazione. Spesso a chi risponde si chiede di indicare il suo grado di accordo o disaccordo con

una particolare affermazione. Questo potrebbe essere chiesto con una scala analogo visuale, cioè una linea etichettata ad entrambe le

estremità in termini di livello minimo e massimo di un’affermazione o sensazione. Un item di questo genere è noto come una scala di

valutazione, spesso chiamata scala di Likert (scala a 7 punti). Le scale di valutazione sono molto usate perché misurano l’intensità

di un’opinione, non solo la sua direzione. La scelta di una particolare scala dovrebbe essere fatta con la stessa cura che dareste a

qualsiasi altro strumento di misura. Quando costruite le domande, spesso conviene scrivere item ramificati che permettano a chi risponde

di evitare le domande non appropriate e di muoversi attraverso un questionario in modo più efficiente. Scegliete con cura la sequenza

degli item di un questionario. La risposta a certe domande potrebbe essere influenzata dal fatto di essere dopo delle altre. Un’altra

questione da considerare è come al questionario deve essere attribuito un punteggio e come deve essere analizzato. Dovete anche decidere

quali statistiche bisogna usare. Ci sono essenzialmente 4 modi differenti di somministrare i questionari: faccia a faccia, per iscritto,

attraverso il computer e per telefono. Quale sia il metodo migliore dipende dalle circostanze.

Faccia a faccia le interviste personali hanno il vantaggio che gli intervistatori possono stabilire un rapporto con la persona che

viene intervistata. Possono dirigere l’attenzione dei soggetti sul materiale e motivarli a rispondere alle domande accuratamente. Gli

intervistatori possono essere in grado di accorgersi quando i soggetti sembrano fraintendere una domanda e spiegare loro il suo

significato. Possono andare a fondo per avere risposte più complete quando un soggetto dà una risposta breve oppure ne dà una che non

risponde alla domanda. Il principale svantaggio dell’intervista faccia a faccia è il fatto che intervistare è molto più costoso che condurre

un’inchiesta per telefono o per posta perché è necessario recarsi dove sono gli intervistati.

Le r isposte scritte la presentazione scritta dei questionari pu ò assumere varie forme: possono essere somministrati a un gruppo,

possono essere lasciati in un certo posto o possono essere inviati per posta ai soggetti. La somministrazione a un gruppo è molto

vantaggiosa per il risparmio di tempo e denaro, e può avere una percentuale di risposte molto alta se la partecipazione dei membri del

gruppo è alta. Il principale vantaggio dei questionari scritti è il loro basso costo, inoltre, eccetto che per la somministrazione di gruppo, i

soggetti possono completare il questionario con comodo, e hanno una maggiore garanzia di anonimato nelle loro risposte, riducendo così

gli effetti di disturbo dovuti allo sperimentatore. Il problema principale con i questionari scritti è la percentuale di risposta. Le basse

percentuali di risposta, infatti, possono invalidare i risultati a causa delle differenze tra gli individui che rispondono e quelli che non

rispondono. La presentazione con i questionari lasciati in un certo luogo oppure spediti per posta può avere percentuali molto basse di

risposta. Un altro problema consiste nel fatto che non c’è possibilità di chiarire le domande, che quindi potrebbero essere fraintese.

Alcuni individui del campione possono essere analfabeti o avere problemi di vista. E’ impossibile, inoltre, determinare quanto seriamente

il soggetto ha preso il questionario.

Somministrazione attraverso il computer il computer ha il vantaggio di essere impersonale, in modo che la desiderabilit à

sociale possa essere ridotta. Esso è anche assolutamente costante e il ricercatore può quindi essere sicuro che tutte le domande vengano

presentate in ordine e che nessuna venga saltata. Il computer può controllare le risposte non valide e sollecitare l’intervistatore a

ricontrollare le risposte non plausibili. Il computer può inoltre controllare la sequenza e le ramificazioni delle domande in modo che, per

esempio, alle persone che non guidano non debba essere chiesto per quanti km guidano per andare a lavorare. Inoltre i questionari in

internet sono disponibili 24h su 24h e possono essere compilati da un gran numero di persone, eliminando i costi della fotocopie e

dell’invio per posta. I problemi di cui questi questionari soffrono riguardano i partecipanti scorretti o non collaborativi che forniranno

dati senza senso. Le persone potrebbero non essere oneste circa la loro età o genere. E’ difficile avere un campione veramente casuale

perché le persone che rispondono ai questionari in internet si auto­selezionano. D’altra parte, il contenimento dei costi, la velocità con

cui si raccolgono i dati, e l’alta percentuale di risposta rendono i questionari somministrati in internet una valida alternativa ad altre

forme di raccolta dei dati.

Somministrazione per telefono Il vantaggio principale delle interviste telefoniche è il basso costo. Inoltre, le interviste

telefoniche possono essere condotte rapidamente, senza dover aspettare che gli intervistatori si rechino direttamente presso le abitazioni

o che i soggetti rimandino per posta i questionari compilati. Purtroppo la validità esterna delle inchieste telefoniche è ridotta dal fatto

che solo le persone che hanno il telefono e che accettano quest’intrusione da parte di estranei possono far parte del campione. Inoltre le

inchieste telefoniche sono meno anonime delle inchieste per posta o in internet e introducono la possibilità di effetti di disturbo dovuti

all’intervistatore. Rispetto alle interviste faccia a faccia è più difficile stabilire un rapporto o giudicare il grado di serietà con cui il

soggetto sta prendendo l’intervista. Le inchieste telefoniche devono essere piuttosto brevi per evitare che i soggetti si stanchino prima

della fine delle domande.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher videlbra91@yahoo.it di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca psicologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Primi Antonella.

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