Estratto del documento

Libro Zilianti/Rovai: comparazione con il mio materiale

L'assistente sociale e la metodologia

La metodologia può essere definita come quel processo logico che orienta le procedure finalizzate alla conoscenza scientifica o alla realizzazione di un'azione.

Metodo

  • Insieme organico di regole in base alle quali si svolge un'attività teorica e pratica.
  • Modo di procedere razionale per raggiungere determinati obiettivi.
  • La via razionale da seguire.
  • Criterio e norma.
  • Modo di governarsi nell'operare.
  • Modo di operare per ottenere uno scopo.

Operare secondo un metodo significa procedere con un ordine logico che non lascia spazio all'improvvisazione. Ciò è di fondamentale importanza in quanto il metodo conferisce ordine logico all'azione dell'assistente sociale, abitualmente operante in contesti sociali mutevoli.

Tripartizione metodologica originaria del servizio sociale

  • CASE WORK
  • GROUP WORK
  • COMMUNITY WORK

Alla tripartizione si aggiunsero ben presto:

  • L'organizzazione dei servizi sociali (ruolo dell'assistente sociale all'interno dei servizi sociali e delle politiche sociali).
  • La ricerca sociale (approfondimento delle conoscenze utili per analizzare i bisogni sociali).

Verso la fine degli anni ’70, in Italia iniziò una revisione dei tre modelli fino ad allora adottati nel servizio sociale (casework, groupwork, community work) che portò alla diffusione degli approcci di natura olistica, aventi una metodologia propria. Le teorie alla base di questo cambiamento furono quelle sistemiche ed ecologiche.

Con il tempo, quindi, la metodologia del lavoro sociale è passata da riferimenti teorici di matrice psicosociale all'assunzione di teorie sistemiche, cognitiviste e comportamentiste.

Il metodo unitario è sia un modo di interpretare la realtà, sia una modalità operativa. I principi sui quali si fonda il metodo sono la globalità della persona e l'attenzione al contesto di tutte le dimensioni in gioco.

Il metodo si sviluppa verso tre dimensioni (persona, ente, territorio) → ottica trifocale. L’ottica trifocale attiva la circolarità (trasferimenti di saperi dal caso individuale al territorio, all’organizzazione e viceversa).

Integrazione professionale

L'integrazione professionale rappresenta un mezzo, una metodologia, una risorsa necessaria per l'assistente sociale per poter realizzare interventi più adeguati alla complessità dei bisogni della persona, evitando l'isolamento professionale.

Il lavoro integrato si realizza:

  • Nel condividere strategie operative.
  • Nella definizione di codici comunicativi comuni e di metodologie organiche.
  • Nell'intesa unitaria di perseguire obiettivi condivisi con le persone.

L'integrazione professionale ha posto le basi per la diffusione del lavoro di équipe, in cui la definizione di azioni e strategie dovrà rappresentare la sintesi dei punti di vista e delle competenze di ciascuno.

Il lavoro di équipe, costituitosi inizialmente con le esperienze dei consultori familiari, si è poi diffuso grazie alla legge 833/78 che legittimava l’integrazione tra ambito sociale e quello sanitario e sanciva la nascita dei gruppi operativi per realizzare una visione globale dei problemi.

Il luogo di sintesi dell'operatività interprofessionale è il distretto socio-sanitario.

Fisionomia del distretto

  • Polivalente: promuove la visione globale dei problemi;
  • Pluriprofessionale
  • Plurifunzionale

La riappropriazione da parte dei comuni della titolarità degli interventi sociosanitari e socio-assistenziali ha fatto sì che oggi l’ambito distrettuale sia per lo più un luogo dove si realizzano gli interventi sociosanitari aperto anche a soggetti del terzo settore.

La relazione d'aiuto

La relazione d'aiuto nasce da una domanda legata a un bisogno non soddisfatto. Può essere definita come l’insieme delle azioni professionali indirizzate al rapporto con la persona, con il contesto e l’organizzazione di appartenenza. Può essere considerata l'elemento portante nella prassi operativa del servizio sociale. Accettare e non giudicare sono le sue parole chiave.

Attraverso essa l'assistente sociale favorisce i processi evolutivi. In merito a ciò, l’assistente sociale deve saper:

  • Ascoltare.
  • Tenere un atteggiamento empatico e maieutico (capire ciò che l'altro soffre; aiutarlo a esprimere le sue migliori qualità).
  • Fare da specchio.

La fiducia verso il professionista apre la strada alla costruzione condivisa del processo di aiuto tramite il quale il servizio sociale percepisce i problemi e ricerca le soluzioni adeguate nell'ambito di un progetto complessivo partecipato in grado di generare aiuto e cambiamento.

Il modello teorico di riferimento

Il modello teorico di riferimento corrisponde all'insieme di conoscenze e assunti necessari a determinare ciò che è rilevante in una scienza o in una teoria.

Il procedimento metodologico

Rigore metodologico → essere in possesso di conoscenze teoriche ed utilizzare nell’operatività un procedimento metodologico condiviso dalla comunità professionale. Procedimento metodologico → approccio di riferimento concettuale da utilizzare sempre, che prevede l’utilizzo di un metodo e orienta l'azione professionale. Nel servizio sociale, per “procedimento metodologico unitario” si intende lo svolgimento delle stesse tappe logiche a prescindere dalle tipologie di intervento richieste.

L’applicazione del processo metodologico garantisce correttezza e scientificità all’azione dell’assistente sociale. La realizzazione degli interventi professionali è condizionata dalle risorse disponibili, dalla persona e dal contesto di riferimento (ottica trifocale).

Il procedimento metodologico è di tipo induttivo, ovvero dalla pratica si risale alla teoria secondo lo schema classico del “realismo critico” (prassi-teoria-prassi). La sequenza prevede l’analisi del contesto interessato, tramite le conoscenze teoriche, la definizione del problema e le relative ipotesi d’intervento.

Le fasi del procedimento metodologico

  1. Accoglienza della domanda e identificazione del problema.
  2. Studio e analisi della situazione (presa in carico).
  3. Valutazione della situazione (formulazione delle ipotesi in relazione al problema).
  4. Definizione del progetto d’intervento e stesura del contratto.
  5. Attuazione del piano d’intervento.
  6. Valutazione dei risultati.
  7. Chiusura dell’azione.

Nell'attuale welfare mix, l'operatività dell'assistente sociale si traduce nel “lavorare per progetti”, dove l’

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Riassunto esame Metodi e Tecniche del servizio sociale, libro consigliato Assistenti sociali professionisti, Zilianti, Rovai Pag. 1 Riassunto esame Metodi e Tecniche del servizio sociale, libro consigliato Assistenti sociali professionisti, Zilianti, Rovai Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodi e Tecniche del servizio sociale, libro consigliato Assistenti sociali professionisti, Zilianti, Rovai Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher demidov di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e tecniche del servizio sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cellini Giovanni.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community