Introduzione: il processo di ricerca
Il processo di ricerca rappresenta la sequenza di step che i ricercatori devono seguire durante un progetto. Questi step possono essere raggruppati in quattro fasi:
- Preparazione: scelta del tema, definizione del modello concettuale, revisione della letteratura, formulazione della domanda di ricerca, risoluzione di problematiche organizzative, politiche, finanziarie o etiche.
- Misurazione → scegliere come misurare i costrutti psicologici di interesse;
- Progettazione → decisione di quando e da dove i dati verranno raccolti;
- Analisi, interpretazione e diffusione dei risultati → i dati vengono raccolti, interpretati, messi per iscritto, pubblicati e messi in pratica.
Solitamente prima dell'analisi si conduce un piccolo studio pilota. È importante inoltre ricordare che fare ricerca non significa solo seguire una serie di tecniche ma coinvolge anche l'immaginazione, l'empatia, la capacità di problem solving, il pensiero critico e la riflessione etica.
Capitolo 2: prospettive sulla ricerca
La ricerca può essere vista come un processo circolare, che richiede flessibilità psicologica e apertura mentale. Tale processo vede le fasi di formulazione delle idee, raccolta delle informazioni, interpretazione dei risultati, confronto con le idee di partenza. La principale ragione per cui si devono seguire metodi ricerca rigorosi è quella di minimizzare i bias e di ridurre gli errori nel tracciare le conclusioni.
Reason e Rowan hanno definito “indagini ingenua” la ricerca informale che tutti noi svolgiamo per formarci la nostra rappresentazione del mondo. Tuttavia gli scienziati cognitivi e sociali hanno mostrato anche come le persone manifestano dei bias pervasivi nel processare le informazioni. È inoltre importante ricordare che la ricerca non è l'unico né privilegiato percorso che porta alla conoscenza, ed è infatti accompagnato da esperienze di vita quotidiana, esperienze con i clienti… tuttavia, il suo punto di forza è il fatto che si configura come un modo sistematico di guardare al mondo e di descriverne le sue regolarità. Inoltre la ricerca ha un ruolo cruciale nel contribuire allo sviluppo della teoria e conoscenza professionale.
La teoria della conoscenza è definita epistemologia, cioè l'area della filosofia dedicata a descrivere come arriviamo a conoscere le cose o a credere che siano vere e reali. Quando gli psicologi parlano di validità e affidabilità, stanno parlando in termini epistemologici. Hamlyn ha definito quattro posizioni epistemologiche fondamentali, detti anche criteri di verità:
- Teoria della corrispondenza: sostenuta dai filosofi realistici, afferma che una credenza è vera se corrisponde alla realtà.
- Teoria della coerenza: sostenuta dai filosofi razionalisti, afferma che una credenza è vera se è internamente coerente e non contraddittoria dal punto di vista logico.
- Criterio pragmatico o utilitaristico: una credenza è vera se è utile o se produce benefici concreti.
- Criterio di consenso: sostenuto dalle teorie sociologiche, afferma che una credenza è vera se viene condivisa da un gruppo di persone.
Realismo e costruzionismo
I fisici spesso lavorano implicitamente da una posizione realista, che si basa sulla corrispondenza della verità e che presuppone che ci sia un mondo reale al di fuori indipendente dall'osservatore. Il compito dello scienziato è quello di comprendere nella maniera più accurata possibile le caratteristiche del mondo. Nell'ultima metà del 1900 questa posizione si è evoluta in un atteggiamento di realismo critico, che presuppone che esista un mondo che possiede delle regolarità ma che questo non possa essere conosciuto con certezza.
La principale corrente che attualmente si contrappone alla posizione critico-realista si riscontra nelle varie forme di costruzionismo e costruttivismo, che condividono un atteggiamento di rinuncia all'assunzione che esista una realtà oggettiva e una decisione di studiare invece le interpretazioni delle persone. In questo senso, i ricercatori non sono degli osservatori distaccati, ma giocano un ruolo attivo in ciò che stanno indagando e in come lo interpretano.
Tipologie di ricerca
Un modo importante per distinguere la ricerca si basa sui due estremi di un continuum:
- Ricerca di base (o pura) → consiste nella generazione e validazione di teorie, focalizzandosi sui processi comuni alla maggior parte delle persone;
- Ricerca applicata → affronta questioni pratiche, come la ricerca-azione per affrontare un problema particolare di un certo contesto, o la ricerca valutativa che affronta i bisogni generali di una particolare organizzazione.
C'è un dibattito acceso in psicologia su quali metodi siano scientifici e quali no. L'induzione è un processo che consente di formulare delle teorie a partire da attente osservazioni. Il problema centrale con l'induzione è che l'osservazione dipendente dalla teoria.
La deduzione è un processo che permette di fare predizioni verificabili dalle teorie. Nell'utilizzare l'induzione come principio-guida della scienza ci sono due problemi insormontabili:
- È impossibile avere osservazioni pure, ma si avranno sempre osservazioni basate sulla teoria.
- Non esiste una base logica per il principio di induzione, dato che le teorie emerse non possono essere verificate una volta per tutte, ma solo corroborate dalle evidenze scientifiche in maniera temporanea, dando luogo a verità probabilistiche.
Il contrario dell'induzione è la deduzione, che consiste nell'andare dalla teoria a una predizione verificabile, conosciuta come ipotesi. Questo approccio alla ricerca, l'approccio scientifico tradizionale della psicologia, è conosciuto come metodo ipotetico-deduttivo. Questo si basa sugli scritti di Popper, che riteneva che il criterio alla base è che la scienza debba essere in grado di formulare ipotesi che possono essere rifiutate e falsificate. Il problema principale è che nessuna teoria può spiegare completamente tutti i dati conosciuti. Le contraddizioni ci saranno sempre, ma la teoria può essere mantenuta, dal momento che le incongruenze potrebbero essere spiegate in altri modi.
Modelli di ricerca
Ci sono numerosi modelli relativi a come i professionisti possono fare ricerca o servirsi di essa:
- Professionista intuitivo → conduce il lavoro clinico sulla base di intuizioni e conoscenze da altre fonti che non siano la ricerca.
- Professionista scienziato → è competente sia come ricercatore che come professionista. La ricerca e la pratica vengono viste come attività separate e parallele.
- Scienziato che mette in pratica la ricerca → conduce il lavoro clinico come se fosse una forma di ricerca applicata.
- Scienziato clinico del luogo/collocato in un contesto → applica una serie di metodi di ricerca e abilità di pensiero critico per risolvere problemi locali in contesti clinici.
- Professionista che si basa sulle evidenze → ricerca sistematicamente in letteratura le migliori evidenze sulle quali basare le sue decisioni cliniche.
- Scienziato clinico → attinge dalla psicologia generale per fare ricerche su problemi clinici che il professionista che si basa sulle evidenze può utilizzare.
Le ragioni più comuni che spingono gli psicologi clinici a fare ricerca sono: curiosità, personale, cambiamento professionale e sociale, esigenze di carriera individuale, richieste istituzionali. Le ragioni che possono spingere uno psicologo clinico a NON fare ricerca sono: ritenere che essa non abbia rilevanza per la propria professione, vedere lo strumento di ricerca come troppo intrusivo per i pazienti, se la ricerca richiede troppo tempo e la mancanza di competenze tecniche.
Capitolo 3: la preparazione
Le domande di ricerca possono essere o esplorative (aperte) o confermative (testare l'ipotesi). Il primo passo nell'intraprendere un percorso di progettazione di una ricerca è la scelta di un argomento da indagare, cioè un'ampia area di interesse. A mano a mano che la progettazione procede, l'argomento diventerà sempre più focalizzato, fino a che si giungerà ad avere domande di ricerca specifiche. È importante cominciare tenendo un “diario di bordo”, dove poter registrare lo sviluppo delle proprie idee e i progressi del progetto.
Il passo successivo è quello di restringere il campo con domande di ricerca e ipotesi più specifiche, dalle quali verrà fuori in maniera naturale il metodo di ricerca più adeguato. Nella loro forma finale, le domande dovrebbero essere chiare e concise, in modo da non creare ambiguità rispetto a ciò che lo studio si propone di indagare. È importante, ovviamente, cominciare a formulare le domande di ricerca prima di sviluppare le procedure.
I vantaggi di ipotesi formulate in maniera attenta riguardano il fatto di avere un'immediata chiarezza del focus di indagine e di sapere subito se i risultati dello studio supportano o meno le predizioni di partenza. L'utilizzo di ipotesi ha anche il merito di incrementare la precisione dello studio e di renderlo più adeguato per la teoria della statistica inferenziale. Dall'altra parte, formulare le domande di ricerca sotto forma di interrogativi aperti consente un approccio esplorativo, orientato alla scoperta, che si contrappone all'approccio confermativo del modello ipotetico-deduttivo.
Le domande di ricerca aperte sono più appropriate nelle seguenti situazioni:
- Quando un'area di ricerca è relativamente nuova o si conosce poco su di essa;
- Quando un'area di ricerca è confusa, contraddittoria o non riesce a avanzare;
- Quando l'argomento è un evento, un processo o un'esperienza umana complessa, che richiede una definizione o una descrizione attenta e scrupolosa.
Ci sono varie tipologie di domande di ricerca, che si associano a differenti approcci di indagine:
- Descrizione → si pongono l'obiettivo di fornire un quadro di un'esperienza o di una condizione, concentrandosi sull'origine, sviluppo, su esempi o sulle frequenze di certi fenomeni o disturbi (es. Com'è X? Quali sono le sue caratteristiche e variazioni? Quanto è frequente?)
- Confronto-descrizione → amplia le domande descrittive, confrontando due o più gruppi di persone che si distinguono sulla base di differenze pre-esistenti, senza avere l'obiettivo di trovare relazioni di causalità (es. Il gruppo X è diverso dal gruppo Y?)
- Correlazione → si focalizzano sull'indagine di una possibile associazione tra due o più variabili, associazione ipotizzabile sulla base di un modello teorico, anche in questo caso senza avere la pretesa di trovare spiegazioni causali (Esiste una relazione che lega Y e X? Questa relazione è influenzata da una terza variabile Z?)
- Causalità → si basano sul tentativo di trovare influenze causali, attraverso un confronto esplicito, implicito o attraverso l'interazione di più variabili (X provoca un cambiamento in Y?)
- Misurazione → si focalizza sulla prestazione di uno specifico strumento di misura, piuttosto che sul costrutto sottostante allo strumento (X può essere misurata attraverso le medie dello strumento M?)
Una volta scelto l'argomento, può cominciare il processo di rassegna della letteratura, che procede in parallelo e in interazione con il processo di formulazione delle domande di ricerca. Questa rassegna viene fatta per le seguenti ragioni:
- Per vedere quanto la letteratura esistente risponda alle domande di ricerca;
- Per un supporto nella formulazione delle domande di ricerca alla luce delle teorie e dei lavori precedenti, in modo da dare anche una cornice teorica o concettuale in cui lavorare;
- Per un supporto negli aspetti di misurazione e progettazione.
Quando le tue idee cominciano a farsi più chiare, conviene metterle per iscritto. Questo ti aiuterà a far vedere alle altre persone cosa stai progettando di realizzare. Spesso, è richiesta una proposta di ricerca formale. È una buona idea sentire pareri diversi di persone che provengono da ambienti differenti sulla proposta che si intende fare. Infatti nessuna ricerca viene condotta in isolamento: è sempre utile avere input sia da esperti che da non esperti.
Gli studi pilota sono prove su piccola scala che testano vari aspetti del protocollo di ricerca ideato. È necessario, infatti, verificare le procedure, gli strumenti e il disegno alla base. Alcune cose potrebbero andare bene sulla carta, ma non funzionare nella pratica. Gli studi pilota iniziali possono essere fatti con colleghi o amici che recitano il ruolo di partecipanti. Una buona relazione tra il ricercatore e il contesto è fondamentale per la riuscita del progetto. L'accesso ai contesti di ricerca è spesso controllato da “controllori” ufficiali e non ufficiali. È importante avere dalla propria parte le persone del contesto e rispondere in maniera onesta ai loro dubbi sulla ricerca. Tuttavia, se l'intento è studiare contesti al di fuori del laboratorio o della clinica, i problemi di accesso non possono essere evitati e vanno affrontati.
Il primo step è identificare e prendere contatto con i “controllori” del contesto, cioè coloro che controllano l'accesso e lo proteggono da eventuali interessi disturbanti esterni. Il passo successivo è presentare la richiesta relativa alla realizzazione della ricerca in quel contesto. Mettere tutto per iscritto, dichiarando lo scopo generale dello studio e la modalità della raccolta dati aiuta a evitare incomprensioni. Spesso, inoltre, vi è una procedura di controllo formale e questo ovviamente conduce a ritardi notevoli, per due motivi:
- I funzionari della commissione etica non si incontrano con frequenza.
- La commissione potrebbe sollevare delle obiezioni.
Capitolo 4: fondamenti di misurazione
Le variabili studiate nella ricerca in psicologia clinica possono essere raggruppate in 5 ambiti generali: Cognitivo, Affettivo, Comportamentale, Biologico e Sociale;
Il termine misurazione fa riferimento al processo di ricerca di indicatori volti a misurare i concetti psicologici. Il concetto psicologico (dolore, fobia..) viene definito costrutto; l'indicatore, o il modo di osservarlo, è chiamato misura di quel costrutto. Il processo che va dal costrutto alla sua misura associata è spesso chiamato operazionalizzazione. Ci sono molti modi per operazionalizzare un costrutto. Quello che viene usato dipende dalle domande di ricerca, dalla cornice teorica di riferimento e dalle risorse disponibili per lo studio.
Una difficoltà associata a questo è che non esiste una sola misura capace di catturare perfettamente un costrutto. Inoltre, la relazione tra un costrutto e la sua misura (o le sue misure) non è solitamente un processo lineare. Per facilitare il processo di operazionalizzazione, al costrutto può essere attribuita una definizione operazionale, cioè può essere definito in modo da poter essere facilmente misurato, ma questo non è sempre possibile. Le fonti di misurazione possono essere categorizzate in self-report e osservazione: si può chiedere direttamente alle persone su loro stesse oppure guardare cosa stanno facendo. I dati possono essere raccolti da qualsiasi fonte usando o un metodo qualitativo o un metodo quantitativo.
I metodi quantitativi sono identificati con le cosiddette discipline “hard science”, come la fisica. Essi sono utili sia per la descrizione precisa sia per il confronto. Si adattano bene alla visione ipotetico-deduttiva della scienza. Per definizione, i metodi quantitativi sono quelli che usano i numeri. I principali vantaggi sono:
- L'utilizzo di numeri permette una migliore precisione nella misurazione.
- I dati possono essere facilmente sintetizzati.
- Permettono di avere le reazioni di molte persone a specifici stimoli e di confrontare le risposte degli individui.
- Sono adatti per gli approcci ipotetico-deduttivi.
Mentre i metodi qualitativi, con le “soft”, le scienze sociali. Le misurazioni possono avere le proprietà di scale nominali, ordinali e a intervalli. Le scale nominali consistono in un insieme di categorie mutualmente escludentisi, che non hanno un ordine interno. In questo caso i numeri sono semplicemente delle etichette per le categorie. Una scala ordinale è come una scala nominale, ma ha in aggiunta la proprietà di categorie ordinate e quindi misura una variabile lungo un continuum. Una scala a intervalli è come una scala ordinale con la proprietà aggiunta che le distanze fra punti successivi sono considerate uguali. È importante distinguere questi tipi di misurazione poiché vengono utilizzati diversi metodi matematici e statistici per analizzare dati che provengono da diversi tipi di scale.
Le misure possono essere di due tipi:
- Misure nomotetiche → confrontano individui con altri individui, come la maggior parte dei test psicologici.
- Misure idiografiche → si focalizzano su un singolo individuo, senza fare nessun riferimento con altri;
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame psicologia clinica, prof Casale, libro consigliato Metodi di ricerca in psicologia clinica
-
Riassunto esame Metodi di indagine in psicologia clinica, prof. Cosci, libro consigliato L'intervista clinica con i…
-
Riassunto esame Research methods, Prof. Binelli Chiara, libro consigliato Political Analysis, Loveless
-
Riassunto integrato per esame Metodi di indagine in Psicologia Clinica (Casale)