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Riassunto Esame Metodi della valutazione Clinica, prof. Silvia Casale, libro consigliato I test di Personalità - quantità e qualità Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Metodi della valutazione clinica basato su riassunto personale e studio autonomo del testo consigliato dal docente Silvia Casale: I test di personalità - quantità e qualità, a cura di Antonella Granieri.
Gli argomenti trattati sono i seguenti: teorie, metodi, strumenti; proprietà e appicabilità di un test in clinica; il... Vedi di più

Esame di Metodi della valutazione clinica docente Prof. S. Casale

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è l’elevata consistenza delle

Una spiegazione plausibile per questa elevata attendibilità

risposte in soggetti il cui stato rimane invariato.

La sensibilità del SQ sembra essere dovuta alla selezione empirica di item semplici e

sensibili e alla scelta empirica delle risposte.

Il SQ può essere utilizzato in:

✓ Indagini psichiatriche.

✓ Indagini psicosomatiche.

✓ Procedimenti epidemiologici di screening.

✓ Routine clinica.

Nel processo diagnostico e valutativo il clinico può basarsi su risultati di un questionario di

autovalutazione utilizzando un particolare cut off nel punteggio della scala, ottenuto da

precedenti studi di valutazione. A partire da tale cut off si andrà ad approfondire

clinicamente.

In ogni caso il punteggio al questionario di autovalutazione fornisce le basi per una

valutazione quantitativa dello stato di malessere del soggetto. una valutazione di personalità

non è attendibile se effettuata nel corso di una malattia mentale.

Punteggi troppo elevati del SQ ci possono mettere in guardia da valutazioni di tratto che non

riflettono le caratteristiche del paziente, ma siano molto influenzate dalla sintomatologia di

un processo in atto.

Cap. 5 Il test delle macchie di Rorschach.

Hermann Rorschach elaborò il suo test nei primi anni ’20. il test è oggi composto da 10

tavole:

✓ 5 con macchie con sfumature diversa dal grigio.

✓ 2 con macchie con aggiunta di colore rosso.

✓ 3 con macchie con vari colori.

Le consegne dei test richiedono al soggetto di dire a cosa, le macchie riportate su ogni

tavolo, possono somigliare. Si procede poi all’inchiesta, durante la quale si invita il soggetto

a descrivere meglio le risposte già date, in modo da consentire all’esaminatore di vedere

quello che lui stesso ha visto.

Le risposte vengono codificate e siglate in base a diversi criteri:

dove è stata vista l’immagine riferita.

a) Localizzazione 

b) Determinazione in base a quali elementi.

l’immagine è adeguata allo stimolo o si distanzia

c) Qualità formale eccessivamente

da esso?

d) A quale categoria può essere ricondotto il contenuto della risposta?

e) Il contenuto del percetto è comune o particolare?

f) Quali fenomeni si possono dedurre dalla risposta e dalle verbalizzazioni che la

costituiscono e la integrano?

I dati derivanti da ogni risposta vengono riepilogati in un sommario qualitativo, e in uno

psicogramma che evidenzia graficamente il rapporto tra le determinanti. Inoltre, vengono

calcolati gli indici derivati dalle variabili quantitative e riportati tutti i fenomeni e le

osservazioni qualitative che assumono rilievo da un punto di vista dinamico clinico.

Essenziale che l’interpretazione si basi su un insieme di indicatori o su interazioni tra essi.

Il soggetto deve risolvere una situazione problema che consiste nel dare un senso a stimoli

scarsamente strutturati.

Nel Rorschach le consegne si limitano a chiedere “cosa potrebbero essere” le macchie

presentate, cosa “vede” in esse. 

Ambiguità dello stimolo + massima libertà dei criteri consentiti = interpretazione risposta

che vada oltre le sue caratteristiche fisiche, sovrapponendovi aspetti derivanti dalla propria

esperienza consapevole e non.

Tale libertà di interpretazione non significa completa espressione di materiale inconscio, lo

impediscono le configurazioni dello stimolo, le sue proprietà di forma, colore e sfumature, la

necessità di dare risposte accettabili rispetto alle consegne ricevute.

Quando il soggetto riceve la tavola del test:

a. Scansione percettiva completezza e accuratezza dipendono dalle caratteristiche

dello stimolo e dalle capacità attentive e percettive del soggetto.

b. Scansione delle tavole unitarie se gli stimoli appartengono ad un unico blocco

(I, IV, V, VI, IX), i processi di analisi percettiva sono diversi rispetto alle tavole in cui

gli stimoli sono più spezzati (II, III, VII, VIII).

Durata ed accuratezza della scansione iniziale sono legate anche ad altre capacità, come:

✓ Sistematicità delle capacità attentive e percettive del soggetto.

✓ Motivazione del soggetto ad usare pienamente queste capacità.

c. Fase cognitiva o rappresentazionale la percezione è superata da un approccio

più complessivo che in parte deve ricostruire il percetto iniziale, fornendo uno stimolo

ambiguo.

Per fare questo le aree e i contorni selezionati percettivamente devono essere confrontati

con le informazioni che il soggetto ha in memoria, e codifiche in termini linguistici sintattici e

semantici. Ciò comporta competenze di memoria semantica e linguistiche.

Sono necessarie anche capacità critiche in grado di controllare che il processo di

costruzione del percetto non vada troppo oltre lo stimolo iniziale.

Entra in gioco anche la flessibilità cognitiva ed emozionale del soggetto, il quale deve

valutare la corrispondenza tra lo stimolo e il percetto costruito, prescrivendo dai particolari

incongrui.

La flessibilità è importante per modificare l’impressione iniziale in modo da renderla più

adeguata possibile alle caratteristiche dello stimolo.

L’eliminazione delle risposte ritenute non accettabili dal soggetto può avvenire per:

Atteggiamento flessibilità/rigidità.

Valutazioni legate alle rappresentazioni prevalenti nel contesto culturale di

appartenenza.

Incide anche la percezione di elementi situazionali che possono far ritenere la risposta

pensata come non adeguata allo stimolo o come non esternabile per motivi emozionali o

contingenti.

L’influenza di un set personale in interazione con la percezione di elementi situazionali, può

provocare una “censura” e un’eliminazione di risposte ritenute adeguate allo stimolo ma non

accettabili da comunicare; oppure può impedire al soggetto di scartare risposte

palesemente non adeguate alla realtà dello stimolo.

Nella misura in cui censure e distorsioni dello stimolo, avvengono senza consapevolezza

da parte del soggetto. già a questo livello agisce un primo aspetto del fattore che può essere

definito “Proiettivo” interferenza del mondo interno sulla rappresentazione degli stimoli

esterni.

Risposte ritenute non accettabili vengono articolate sul piano verbale e comunicate allo

psicologo. Il tempo che passa dalla scansione percettiva alla risposta vera e propria prende

il nome di LATENZA.

Dopo la comunicazione il processo di analisi può essere ripreso, anche più volte, dalla fase

della scansione percettiva; altrimenti il processo può essere interrotto.

Questa scelta dipende dalla tendenza del soggetto a rendere più complessa o a semplificare

l’elaborazione cognitiva, o alla sua capacità di produrre cognitivamente.

Il soggetto, influenzato da elementi proiettivi, elabora in modo rilevante alcuni aspetti del

campo di stimolazioni, attribuendo loro specifiche caratteristiche, sulla base di propri

sentimenti, bisogni, conflitti, rappresentazioni di sé, rapporti oggettuali, di cui può non essere

consapevole.

Il test diventa testimonianza del modo in cui il soggetto si comporta davanti a stimoli nuovi

e sconosciuti e di come procede la sua elaborazione dell’informazione, fornisce anche

l’occasione per l’espressione di risposte simboliche, che rappresentano motivazioni, bisogni

e conflitti non direttamente espressi nel comportamento.

Il test consente di cogliere:

✓ Aspetti di funzionamento percettivo, cognitivo e linguistico: questi danno luogo

a sintesi quantitative con precisi riferimenti psicometrici, permettendo una

valutazione nomotetica relativa alla struttura della personalità.

✓ Aspetti di funzionamento emotivi, affettivi e dinamici: espressi nelle risposte.

Forniscono informazioni sul piano idiografico. –

Molto importanti sono i comportamenti paraverbali e non verbali.

fine degli anni ’60, negli USA, all’interno della Rorschach Research Foundation,

Alla

coordinata da John Exner, fu intrapresa una ricerca sistematica sui cinque sistemi di

siglatura e interpretazione del test di R:

1. SAMUEL BECK.

2. MARGUERITE HERTZ.

3. BRUNO KLOPFER.

4. ZYGMUNT PIOTROWSKI.

5. MENNINGER CLINIC DAVID RAPAPORT.

Diversi nelle procedure di somministrazione, siglatura, interpretazione diagnostica, grado di

verifica empirica delle variabili.

Secondo il Comprehensive System di Exner, la siglatura del test deve poter offrire una

testimonianza diretta, o meno, di tutti i processi psicologici messi in atto dal soggetto, nel

tentativo di strutturare un campo di stimolazioni.

Tale sistema vuole conciliare l’approccio cognitivo con quello clinico. Fu pubblicato per la

prima volta nel 1974. Oggi è il sistema di siglatura del Test Rorschach più diffuso nel mondo,

anche perché si integra bene in un assessment multidimensionale con altri test molto vecchi,

come l’MMPI.

Gli obiettivi che Exner si propose erano tre:

1. Selezionare, da ciascuno dei cinque sistemi di partenza, gli aspetti che ricevevano le

migliori convalide empiriche.

2. Mantenere solo variabili con elevata attendibilità per garantire obiettività di siglatura

(> .80). un’adeguata validità empirica.

3. Individuare nuovi indici composti che avessero

SISTEMA DI SIGLATURA DI EXNER:

✓ 

LOCALIZZAZIONI area della macchia coinvolta nel processo di risposta.

caratteristiche della macchia che hanno orientato l’articolazione

✓ 

DETERMINANTI

del campo stimolo.

✓ 

CONTENUTI classi di oggetti ai quali appartiene la risposta.

✓ INDICI COGNITIVI:

o Punti Z attività di organizzazione cognitiva tramite la quale il soggetto mette

in relazione tra loro due o più parti diverse della macchia. Modo in cui il

soggetto elabora i dati della realtà esterna. Vanno assegnati alle risposte in

cui si verifica una delle seguenti condizioni:

▪ Percezione globale.

▪ Associazione tra dettagli adiacenti.

▪ Associazione tra dettagli distanti.

▪ Integrazione di spazi bianchi con altri dettagli.

I punteggi possono essere assegnati solo se la risposta include una

determinata forma.

Più la combinazione è rara, più elevata sarà il punteggio Z. Vengono poi

calcolati e riportati nel riepilogo statistico i diversi indici riguardanti i punti Z.

▪ Zf frequenza di Z. N di risposte che hanno ottenuto punti Z.

▪ Zt totale punti Z conteggiati.

▪ 

Zes totale punti Z statisticamente atteso sulla base di Zf.

▪ 

Zd Zt Zes.

✓ INDICI, RAPPORTI E PUNTEGGI SPECIALI: valuta l’articolazione del

o Localizzazione e qualità evolutiva della risposta

percetto su una scala a diversi livelli: vago, specifico, sintesi.

nella risposta si esprime un’impressione diffusa

▪ Risposta VAGA (DQv): L’oggetto non ha una forma

o generica, evitando di articolare i contorni.

specifica. l’oggetto riportato ha, di

▪ Risposta SPECIFICA priva di sintesi (DQo):

per sé, una forma specifica ma variabile. O la forma è stata creata dalla

specificazione del soggetto.

▪ SINTESI, relazione funzionale tra pari (DQ+): oggetti diversi, visti in una

o più aree della tavola, sono articolati e messi in relazione significativa

tra di loro, in un’unica risposta.

▪ SINTESI SENZA FORME (DQ+/v): rare. Relazione funzionale tra

oggetti diversi, ma nessuna delle parti coinvolte ha forma specifica.

o Punteggi speciali verbalizzazioni peculiari che il soggetto comunica durante

l’esecuzione del test e che devono essere registrate sia nella fase di

produzione delle risposte che durante l’inchiesta successiva.

▪ Risposta deviante (DR): frasi inappropriate o irrilevanti.

▪ Verbalizzazione peculiare (DV): uso particolare del linguaggio, con

neologismi o parole scorrette.

▪ Combinazione incongrua (INCOM): in un unico percetto vengono

condensati in modo incongruente dettagli della macchia.

▪ Combinazione fabulata (FABCOM): due o più dettagli visti in relazione

non plausibile.

▪ Contaminazione (CONTAM): in un unico percetto vengono fuse in

modo bizzarro due impressioni relative a una singola area della

macchia. Le singole parti fuse potrebbero essere adeguate se tenute

distinte.

▪ Logica inappropriata (ALOG): ragionamenti slegati e inappropriati per

giustificare la risposta data.

▪ Confabulazione (CONFAB): risposta data a partire da un dettaglio e

generalizzata indebitamente.

▪ Perseverazione (PSV): ripetizione di risposte con la stessa siglatura o

ripetizione dello stesso soggetto visto in un’altra tavola.

▪ Movimento aggressivo (AG).

▪ Contenuto morboso (MOR).

▪ Proiezione di colore (CP): interpretazione di colore nelle tavole

acromatiche.

▪ Risposte personalizzate (PER).

Il punteggio riepilogativo per i sei punteggi speciali più significativamente patologici

Wsum6. Alta attendibilità (.93 < .99), validata su campioni di soggetti con differenti patologie

psichiche.

Ci sono indici nel Comprehensive System che sono stati aggiunti ex novo:

a. Indice LAMBDA proporzione nel protocollo di forme pure, il suo punteggio indica

della complessità, un’economizzazione dello

una tendenza alla semplificazione

sforzo cognitivo dando, in prevalenza, risposte che richiedono minore attività

elaborativa, con ridotta focalizzazione sull’attenzione.

 in presenza di un basso numero di risposte un alto indice lambda, indica che

probabilmente la prestazione è stata eseguita al risparmio, al di sotto delle reali

capacità del soggetto = scarsa attendibilità del test.

MEDIA: • 0,58 soggetti normali adulti.

• 2,7 soggetti antisociali.

• 3,1 soggetti psicotici.

• 3,5 soggetti depressi.

Indice di EGOCENTRICITA’ 

b. rapporto tra risposte doppie, riflesse e il numero totale

delle risposte.

Valori normali oscillano tra 0,31 e 0,42 per soggetti adulti esenti da patologie.

È più elevato in:

• Bambini.

• Soggetti sperimentali che passano più tempo a guardarsi allo specchio

prima di un colloquio.

• Soggetti che usano “io, me, mio”.

• Artisti e danzanti.

Più alto nei soggetti psicotici, più basso nei soggetti depressi, ossessivi e

psicosomatici.

Weiner suggerì di integrare l’approccio empirico con quello concettuale, identificando i

processi di personalità e le caratteristiche cognitive, emozionali e dinamiche che spiegano

sia il comportamento al test che quello messo in atto dal soggetto nel quotidiano.

Una volta definito con metodo concettuale, i processi psichici che si ipotizza facciano parte

di una certa sindrome, è possibile usare in modo mirato l’approccio empirico per verificare

quali variabili Rorschach riflettano meglio i processi in questione.

Rorschach e indicatori neuropsicologici.

del test per l’esame di funzioni neuropsicologiche, in associazione con altre metodiche

Utilità

sia psicometriche che strumentali.

Rorschach e patologie DEPRESSIVE.

DEPRESSIONE LEGATA AL CARATTERE.

• Problematico controllo degli impulsi.

• Ambivalenza tra dipendenza e manipolazione.

DEPRESSIONE REATTIVA.

• Scarsa autonomia, passività.

• Insufficienza cognitiva ed emotiva a reggere lo stress.

Tratti comuni:

a. Diminuzione produttività.

b. Elevata stereotipia.

c. Diminuita elaborazione interiore e interesse per i rapporti umani.

Differenze:

REATTIVA LEGATA AL CARATTERE

N > risposte totali N < risposte totali

N > risposte globali N < risposte globali

N > risposte colore N < risposte colore

N > risposte umane deformate N < risposte movimenti umani

N > risposte con temi conflittuali N < temi aggressivi e conflittuali

N > risposte forma

N > risposte contenuti animali

N > risposte popolari

Maggiore Inibizione cognitiva, emotiva.

Minore capacità di sintesi e di pensiero Maggiore capacità di sintesi ed elaborazione

costruttivo, maggiore coercizione e cognitiva. Maggiore ostilità latente.

stereotipia. Maggiore autocontrollo, Relazioni umane forti ma ambivalenti.

formalismo e rigidità emozionale.

Teorie cognitivo comportamentali; Teorie dinamiche.

individuali o di gruppo

Rorschach e patologie PSICOTICHE.

PICOSI FLORIDA.

PSICOSI DI RIPIEGAMENTO.

Tratti comuni:

• Carenze controllo formale della realtà.

• Carenza accuratezza percettiva.

• Ridotte capacità di mediare stimoli emotivi tramite meccanismi adattivi.

Differenze:

P. FLORIDA P. DI RIPIEGAMENTO

Più propensi ad organizzare il campo di Minore produzione cognitiva, maggior

stimoli come un tutto produzione ideativa chiusura intratensiva e maggiore perdita di

meno convenzionale, più disordinata e interesse verso la realtà.

inappropriata.

N < risposte popolari e animali. N > risposte popolari.

Elevato, ma inefficace sforzo di dare un

senso a una realtà interna ed esterna che

minaccia di sopraffare il soggetto.

N > risposte globali negative. N < risposte totali.

N > risposte extratensione E.T. N > risposte intratensone E.T.

N > ideazioni devianti. N > risposte di coartizione.

N > risposte umane. N > risposte animali. formale dell’attività

Ideazione suicidaria disordinata e lontana Minore danneggiamento

dalla realtà. cognitiva.

Rorschach e BORDERLINE.

BORDERLINE.

SCHIZOFRENIA.

Tratti comuni:

• Elevata difficoltà di controllo delle pulsioni.

• Almeno una risposta di colore puro.

• Contenuti umani fantastici o devitalizzanti.

• Contenuti sangue e cibo.

• Più elevate rispetto alla norma risposte di qualità evolutiva vaga.

Differenze:

BORDERLINE

N < risposte deboli.

N < risposte popolari.

N < risposte chiaroscuri tattili.

N < risposte spazi bianchi.

Elevato indice di egocentricità.

Personalità inadeguata ed immatura, molto concentrata su di sé con scarso controllo

emozionale, poche risorse adeguate a far fronte alle richieste provenienti dall’ambiente.

Test utile per lo studio delle difese scissioni e identificazioni proiettive.

La valutazione clinica tramite il test di R può essere finalizzata alla:

✓ Descrizione della personalità.

✓ Diagnosi differenziale tra sindromi simili.

✓ Programmazione e valutazione del trattamento.

✓ Predizione comportamentale.

Con questo test possono essere rilevati:

✓ Modalità preferite di gestire le diverse esperienze e le capacità di farlo in modo

stabile, efficace e realistico.

Stili d’uso dell’ideazione.

✓ Maniera di provare a manifestare emozioni e modulare l’affetto.

✓ Metodi per fronteggiare lo stress.

✓ Identità e percezione del sé.

✓ Rapporti oggettuali.

✓ Stili relazione interpersonali.

Dal trattamento psicologico ci aspettiamo:

a. Modifica di indicatori.

• Aderenza alla realtà.

• Disturbi del pensiero.

• Labilità affettiva.

• Relazioni oggettuali.

• Fantasie.

Il test di R è tra i pochi test che si possono utilizzare con lo stesso materiale e senza

modificazioni di consegne e setting sia con adulti che con adolescenti e bambini da 5 anni

in poi.

Il trend di cambiamento tra i 5 e i 16 anni è il seguente:

Maggiore complessità ed integrazione dei processi di pensiero.

Maggiore ricchezza di ideazione e conformità al pensiero socialmente accettabile.

Diminuzione idee irrealistiche ed egocentriche.

Maggiori espressioni controllate delle emozioni e attenzione verso i processi interni.

Wechster e all’MMPI –

Insieme alle scale 2 il test viene usato dagli psicologi forensi per le

valutazioni criminologiche.

Il processo inferenziale che lo psicologo compie per arrivare alla psicodiagnosi tramite

questo strumento è il seguente:

1. Appropriata e completa raccolta dei dati.

2. Analisi quantitativa fino alla formulazione del sommario degli indici previsti dal

sistema usato.

3. Inferenze di primo livello.

4. Trasformazioni.

5. Stesura del rapporto tecnico.

Il secondo metodo di valutazione del Rorschach più diffuso in Italia fa riferimento ai testi di

Ewald Bolim e Dolores Passi Tognazzo.

Cap. 6 Il TAT: sistemi diagnostici e interpretativi.

il TAT è un test proiettivo e si basa sull’assunto che i processi che compongono la struttura

di personalità possono essere proiettati su un materiale stimolo attraverso il quale diventa

possibile descriverli.

La forma definitiva del TAT è stata presentata da Murray nel 1943.

31 tavole Bianco e Nero, dalla 1 alla 10 rappresentanti scene realistiche; dalla 11 alla

20 rappresentanti scene irreali.

o 11 uguali per tutti i soggetti.

o 20 specifiche a seconda di:

▪ Sesso.

▪ Età.

▪ Bambini fino ai 14 anni.

▪ Bambine fino ai 14 anni.

▪ Presentate congiuntamente per la stessa fascia di età.

▪ Presentate separatamente a seconda del sesso.

▪ Presentate congiuntamente per adolescenti ed adulti.

Procedura:

il soggetto deve raccontare, per ogni tavola, una storia cercando di immaginare cosa è

successo prima e cosa accadrà dopo.

Il diagnosta prende nota del racconto tenendo conto anche degli indicatori non verbali e

senza interrompere la narrazione.

Se viene effettuata l’inchiesta successiva si chiede di far produrre al soggetto associazioni

libere a partire dai dati delle storie, per accedere ad ulteriore materiale stimolato dal

racconto.

Il significato delle tavole è ambiguo e suggestivo.

Utilizzo di Murray.

Suddivisione delle tavole in 4 serie specifiche: 20 tavole ognuna, scelte in base a sesso ed

età, da usare 10 volte in due sedute distinte.

1. SEDUTA: TAT come test di immaginazione.

2. SEDUTA: il soggetto è invitato a lasciare libero corso alla sua immaginazione.

Le due sedute hanno in comune il fatto di ricostruire una storia, indicando situazione

antecedente, condivisione, sentimenti e pensieri dei personaggi.

Doveva poi essere condotta un’inchiesta facendo ricordare al soggetto se le idee o il tema

delle storie derivassero da esperienze personali, tramite libere associazioni.

Interpretazione basata sulla PERSONOLOGIA: le storie narrate al TAT rappresentano unità

elementari di condotta, frutto dell’interazione tra il soggetto e l’oggetto, organizzate in modo

da formare programmi seriali.

Il cambiamento principale resta la transizione da un’analisi delle storie basata sul contenuto

a un’analisi formale, basata su come il soggetto percepisco o racconta le storie.

Utilizzo di Bellak.


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Martab_

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Riassunto per l'esame di Metodi della valutazione clinica basato su riassunto personale e studio autonomo del testo consigliato dal docente Silvia Casale: I test di personalità - quantità e qualità, a cura di Antonella Granieri.
Gli argomenti trattati sono i seguenti: teorie, metodi, strumenti; proprietà e appicabilità di un test in clinica; il Symptom Questionnaire; Test di Rorschach; TAT; CBA


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica e della salute e neuropsicologia
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martab_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi della valutazione clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Casale Silvia.

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