Assessment psicologico
Assessment psicologico (valutazione/giudizio) è il processo di raccolta ed elaborazione di dati che ci informano sulle caratteristiche psicologiche (funzionamento mentale e personalità) di una persona. La psicologia clinica si occupa del funzionamento umano e non può quindi essere ristretta all’ambito psicopatologico. Per cui quando si parla di valutazione in psicologia clinica si fa riferimento alla valutazione cognitiva, affettiva, di personalità, neuropsicologica, comportamentale dell’individuo.
Assessment terapeutico
Metodi e strumenti usati anche come intervento secondo Finn. L'assessment psicologico può essere:
- Tradizionale
- Terapeutico
- Collaborativo
- Non collaborativo
- Strutturale
- Semi-strutturale
L'assessment è l'insieme di pratiche cliniche finalizzate alla produzione di una conoscenza psicologica. È un approccio in cui i test sono somministrati principalmente a fini diagnostici, pianificativi del trattamento e/o per una comprensione del caso. Si dà rilievo soprattutto a dati standardizzati, raccolti dal clinico “esperto” e comparati con i dati normativi di riferimento.
Caratteristiche dei test
Nella sua accezione classica, tende ad implicare una relazione tra operatore e soggetto caratterizzata da una netta divisione di potere e autorità nella definizione della realtà (Aschieri, 2009). Implica inoltre una ferma differenziazione tra momenti conoscitivi (diagnosi) e momenti trasformativi (presa in carico). I test sono somministrati per la conoscenza della diagnosi.
Test = insieme di prove consistenti in uno o più compiti da eseguire o problemi da risolvere proposti o valutabili secondo schemi fissi. È una situazione standardizzata in cui il comportamento di una persona viene campionato, osservato e descritto, producendo una misura oggettiva e standardizzata di un campione di comportamento.
È una procedura sistematica che permette di collocare un soggetto rispetto a una caratteristica psicologica all’interno dello spettro di variabilità che tale caratteristica possiede nella popolazione, grazie a una serie di stimoli che elicitano risposte valutabili e interpretabili quantitativamente sulla base di criteri specifici e definiti standard prestazionali.
- Stimolo predefinito standard
- Uniformità nella procedura di somministrazione
- Risposte analizzate e interpretate con criteri standard
- Individuate empiricamente le norme nei test oggettivi
Assessment terapeutico
Nell'assessment terapeutico, invece, il fine non è la semplice raccolta d'informazioni, ma per aiutare il paziente in maniera diretta, producendo in lui elementi di cambiamento, positivi. Molti clinici condividono questo assetto.
L'assessment collaborativo comporta il coinvolgimento del paziente nelle diverse fasi del processo di assessment (definizione delle ragioni, osservazione delle risposte ai test, scoperta del significato di tali risposte, elaborazione dei suggerimenti).
L'assessment semi-strutturato è caratterizzato da una metodologia sistematica e una struttura esplicitata. Lo schema generale di un assessment terapeutico è:
- La seduta iniziale
- La raccolta di test standardizzati
- L’intervento
- La discussione e il riepilogo
- L’invio di una lettera di riepilogo di risultati al cliente
- Il follow up
La scelta dei test non è predeterminata, ma è determinata dalla natura delle domande di assessment del cliente, l'ordine di somministrazione dei test è determinato dalle domande centrali di assessment del cliente (es: “mi sta dicendo che il suo problema principale riguarda le relazioni, potrei somministrargli la SCID”).
Nella seduta di discussione e riepilogo ci sono informazioni:
- Di I livello (ciò che è coerente con la tua visione di te stesso)
- Di II livello (informazioni che allargano o modificano il modo di pensare a se stessi senza minacciare la percezione del sé)
- Di III livello (informazioni nuove e discrepanti, che se presentate per prime potrebbero essere rifiutate perché minacciano la percezione di sé (teoria dell'autoverifica))
La durata di un assessment terapeutico va dalla 3 alle 5 settimane, è applicabile in diversi contesti, svolto con molti clienti in vari contesti diversi, particolarmente indicato quando è svolto volontariamente dai clienti ma utile anche in altri ambiti come quello forense.
Obiettivi dell'assessment terapeutico
Gli obiettivi sono:
- Acquisire consapevolezza
- Mettere alla prova le ipotesi formulate
- Fornire un'opportunità per affrontare in modo più adattivo i problemi della vita
I passaggi sono:
- Pianificare in anticipo (chiedendosi “come si può far emergere in vivo il comportamento problematico?”)
- Presentare la seduta al cliente
- Far emergere
- Osservare
- Dare un nome al comportamento problematico
Assessment terapeutico secondo Finn
- Non collaborativo
- Collaborativo
- Poco strutturato o semi-strutturato (caratterizzato da una metodologia sistematica e da una struttura esplicitata)
L’Assessment Terapeutico è un tipo di approccio all’assessment psicologico il cui fine va oltre alla semplice raccolta di informazioni che servono alla comprensione e al trattamento. L’elemento aggiuntivo è l’utilizzo della valutazione psicologica per aiutare il paziente in modo diretto, producendo in lui dei cambiamenti positivi. Non è vincolato a nessuna particolare procedura, tecnica clinica o filosofia.
L’assessment terapeutico collaborativo comporta il coinvolgimento del paziente nelle diverse fasi del processo di assessment (definizione delle ragioni, osservazione delle risposte ai test, scoperta del significato di tali risposte, elaborazione dei suggerimenti, redazione della sintesi finale).
Step dell'assessment terapeutico
- Seduta iniziale: Chiedere ai clienti quali perplessità, interrogativi e dilemmi abbiano su di sé e focalizzare l’assessment sugli obiettivi personali dei clienti. Aiutare i clienti a tradurre in domande concrete la propria inquietudine. Coinvolgimento attivo del cliente.
- Seduta/e di raccolta di test standardizzati: Non vi è una batteria di test predeterminata. La scelta è determinata dalla natura delle domande di assessment del cliente (e/o del professionista inviante) – ad es., se la domanda è la presenza di un disturbo dell’apprendimento verranno somministrati test cognitivi e di livello.
- Seduta/e d’intervento: Una volta completata la fase dei test standardizzati, affrontare quei problemi di vita che sono il focus del cliente. Rendere vivi per i clienti i punteggi dei test (Fischer, 1994). Utilizzare i punteggi ai test per evocare e affrontare le esperienze dolorose sulle quali si focalizza l’assessment.
- Seduta/e di discussione e riepilogo: Informazioni di livello 1/2/3 (1 ciò che è coerente con la tua visione di te stesso; 2 informazioni che allargano o modificano l’abituale modo di pensare a se stessi senza minacciare la percezione di sé; 3 Informazioni nuove e discrepanti, che se presentate per prime potrebbero essere rifiutate perché minacciano la percezione di sé). La teoria che sostiene tale ordine è la teoria dell’autoverifica (Self Verification Theory, Swann et al. 1996) che postula che le persone sono spinte a mantenere le storie o gli schemi che hanno di sé, svalutando o non considerando le informazioni che contrastano con tale visione. Per cui è importante far muovere gradualmente la persona verso informazioni più discrepanti sostenendola emotivamente e discutendo le informazioni provenienti dall’assessment («Concorda?», «Dissentisce?», «Vuole correggere?») e dando esempi di vita reale di quanto detto. Per tale motivo il termine “restituzione” viene sostituito da “discussione e riepilogo”.
- Invio di una lettera di riepilogo di risultati al cliente: Invio di una lettera che affronti gli interrogativi del cliente e di invito ai clienti a commentare e modificare le bozze di queste lettere.
- Seduta/e di follow-up: Incontri a distanza di 2 o 3 mesi per discutere eventuali domande e sviluppi. Utili per i clienti che non accedono a una psicoterapia regolare.
Differenze con Assessment Psicologico
- L’ordine di somministrazione dei test è determinato dalle domande centrali di assessment del cliente. Questo smorza l’ansia del cliente.
- Introdurre ogni test secondo la sua rilevanza per le domande di assessment del cliente, specificando in maniera particolare l’utilità di quei questionari il cui scopo è più difficile da decifrare (ad es., il MMPI-2)
Durata totale: indicativamente dalle 3 alle 5 settimane (è possibile fare anche incontri bisettimanale e anche della durata più lunga di un’ora/ora e mezzo per la compilazione di test). Può essere svolto con molti clienti in vari contesti diversi, clienti ospedalizzati o ambulatoriali, individui adulti, coppie, famiglie con bambini, o con adolescenti, gruppi di lavoro. In genere è particolarmente indicato quando è svolto dai clienti volontariamente, anche se la sua utilità in contesti differenti (ad esempio, in casi forensi, o di selezione del personale) sta venendo attualmente approfondita.
Obiettivi delle sedute-intervento
- Acquisire consapevolezza e «riscrivere» le storie su di sé
- Esplorare e mettere alla prova le hp formulate dai risultati dei test standardizzati
- Fornire un’opportunità per affrontare in modo più adattivo i problemi di vita
Attraverso 6 passaggi:
- Step 1: Pianificare in anticipo (Selezionare un focus di lavoro, Chiedersi «come si può far emergere in vivo il comportamento problematico?», opzioni: test standardizzati non ancora usati, role-play o attività meno strutturate, test non standardizzati)
- Step 2: Presentare la seduta al cliente (Porre le basi per il lavoro dicendo al cliente che esplorerete insieme una particolare domanda)
- Step 3: Far emergere, osservare e dare un nome al comportamento problematico (Adottare le parole usate dal cliente; Tracciare connessioni con le manifestazioni del comportamento problematico al di fuori del setting di consultazione)
- Step 4: Esplorare il contesto che porta al comportamento problematico (Che cosa lo evoca, lo mantiene, lo rinforza?)
- Step 5: Immaginare soluzioni al comportamento problematico e testarle in vivo (Lasciare che il cliente suggerisca per primo delle soluzioni possibili; Creare dei piccoli esperimenti e osservarne i risultati)
- Step 6: Discutere su come applicare nella vita di tutti i giorni le soluzioni risultate efficaci (Creare insieme degli “scenari immaginari”)
Test specifici e metodi
Bender Visual Motor Gestalt Test (BVMGT)
COSTRUTTIVISMO: GRIGLIE DI REPERTORIO
Le griglie sono delle metodologie di ricerca più che dei test. Permettono infatti di favorire la comprensione – da parte del clinico o del ricercatore – del modo in cui una persona costruisce una parte del suo mondo esperienziale. Da questo punto di vista, rappresentano un modo per raccogliere in modo più sistematico gli stessi “dati” che potrebbero essere raccolti per mezzo di un colloquio.
Esistono diversi tipi:
- Di repertorio (Kelly, 1955)
- Di implicazioni (Hinkle, 1965)
- Di resistenza al cambiamento (Hinkle, 1965)
- Di dipendenza (Kelly, 1955)
I diversi tipi di griglie sono accomunati dalla struttura: intersezione di righe e colonne. Si differenziano per l’obiettivo (costruzione personale di determinati elementi, nuclearità dei costrutti, implicazioni fra costrutti, dispersione della dipendenza).
Costrutto personale = Modi di costruire il mondo personale che trascendono la dualità “cognitivo/emotivo”. Una distinzione, “un aspetto per il quale almeno due elementi sono costruiti come simili e, per quellostesso aspetto, differenti da almeno un terzo elemento”. Possono essere esplicitamente formulati o implicitamente agiti, espressi verbalmente o totalmente inesprimibili, intellettualmente ragionati o vegetativamente percepiti.
Struttura e dinamica del Sé
- Distanza Sé-Sé ideale indice di autostima
- Distanza Sé-Sé sociale indice di comprensione
- Distanza Sé ideale-Sé futuro indice di aspettativa positiva di cambiamento
- Sé passato-Sé-Sé futuro percorso storico del Sé
Analisi relazionale
- Analisi delle relazioni familiari (discriminazione tra i membri della famiglia e tra questi e il Sé)
- Analisi delle relazioni sociali (correlazione Sé-Altri isolamento sociale; correlazione Sé ideale-Altri percezione di adeguatezza degli altri)
Strumenti e aree di valutazione clinica
- MMPI-2-RF (personalità)
- SCID II (psicopatologia, disturbi di personalità)
- CAS (funzioni intellettive e cognitive)
SCID
Intervista clinica strutturata per la diagnosi di S2. La formulazione delle domande è standard e viene utilizzata per fare diagnosi (presenza/assenza di un determinato disturbo di personalità).
In ambito clinico può essere usata come:
- Integrazione al colloquio clinico
- Come primo strumento
- Come screening
- Come intervista clinica
Ha un questionario autosomministrato, che può venire usato come no, composto da 159 domande a risposta dicotomica. E può essere usato prima dell'intervista per vedere quali aspetti approfondire durante l'intervista. Se la persona lascia un intero blocco, rispondendo a tutti “no” può esserci da campanello d'allarme per fare le domande alle risposte in cui ha messo “no” (potrebbe averlo fatto apposta, visto che viene indagato disturbo di personalità in disturbo di personalità). Non può essere usato come unico strumento, ma solo come integrazione dell'intervista.
La seconda parte della SCID è il modulo “visione d'insieme dei disturbi di personalità” per valutare come una persona si descrive, con domande aperte, come: “Che tipo di persona pensa di essere? Come si descriverebbe?”.
L'intervista è divisa in 3 colonne, in quelle di sinistra ci sono le domande, in quella centrale i criteri diagnostici del DSM IV e in quella di destra le valutazioni degli item. Ad ogni domanda numerata corrisponde un criterio diagnostico del DSM. La valutazione viene data per la presenza/assenza del criterio.
CAS (Cognitive Assessment Scale: nella valutazione dell'intelligenza)
Le scale WISC nascono nel 1939 e si occupava della selezione per i militari per valutare se fossero in grado di andare in guerra. Esistono 4 versioni della WISC e stanno lavorando alla 5^, le prime 3 sono le stesse, la 4^ si differenzia. Questi test sono rimasti stabili per un secolo.
L'intelligenza è ciò che è misurata con le scale Weschler → definizione operazionale (definisco un fenomeno in funzione dell'attività che intendo fare). Lurja inizia a studiare i reduci di guerra e si accorge che esistono aree funzionali atte alla cognizione:
- Area dell'attenzione (tronco dell'encefalo, l'araousal)
- Area sequenziale o successione e simultaneo (lobi parietali)
- Area della pianificazione (lobi frontali) → la capacità di proiettarsi nel futuro, l'oggi e il domani
Abbiamo bisogno di attivare tutte e 3 le aree funzionali in ogni nostra azione. I test classici prendono atto dell'insuccesso, sono test prestazionali, è importante studiare il processo di questa prestazione. Test messo a punto per valutare questi 4 processi cognitivi, il CAS (Cognitive Assessment System):
Processi cognitivi del CAS
- Pianificazione
- Attenzione
- Simultaneità
- Successione
Mi permette di valutare dei processi cognitivi dove ho delle difficoltà e avere un'idea sul funzionamento del sistema cognitivo.
- 4 scale e un punteggio totale
- 12 subtest (3 sottoscale per ogni scala)
Sono somministrati in ordine di difficoltà, segue l'acronimo PSIASS, abilità a maggior assorbimento emotivo. La pianificazione si suddivide in:
- Confronto di numeri (es: in una stringa di numeri trovarne uno in particolare) → devo elaborare una strategia per essere più efficiente possibile in minor tempo possibile
- Connessione pianificata (es: collega in ordine dei numeri sparsi)
Le matrici non verbali di Ravel: si propongono 6 immagini geometriche con un vuoto e cogliere quella che ci sta bene. Simultaneità = cogliere le connessioni, mettere insieme. Pianificazione = l'efficienza di fare piani. Lurja è allievo e collaboratore di Vygotskij: l'esterno va verso l'interno (è un organizzatore del pensiero).
Le relazioni verbali spaziali → deve identificare le connessioni logiche, quelle che le lega, devo fare attenzione alle relazioni. La memoria di figure → faccio vedere una figura e la deve ritrovare in un altro disegno. Il test di Stroop → richiede attenzione selettiva e sostenuta (focalizzare l'attenzione su un aspetto e non su altri, es: leggere il colore senza leggere il nome del colore).
Attenzione espressiva → per i bambini è con gli animali (es: prima dire qual è quello grosso anche se sono rappresentati di ugual grandezza o anche al contrario rispetto alla realtà “Il giallo imbrunì il verde al nero” → chi imbrunì il verde? Il giallo. Individuazione di numeri → dentro un panel di numeri che lo nasconde.
L'attenzione recettiva → riconoscere la “t” indipendentemente dal carattere (devo disgiungere il maiuscolo dalla “t”) o identificare la “t” indipendentemente se è maiuscola o minuscola. Linguaggio rapido o frase-domanda. In relazione a certi quadri clinici noti (1° e 2° tipo disturbi di apprendimento, autistici, asperger, del linguaggio, problemi tiroidei). Posso notare anche delle comorbilità.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Schema Tecnologie Additive Manufacturing
-
Biochimica - Schema riassuntivo completo
-
Sistematica - schema
-
Schema Statistica