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La storia oggi

La storia non è il passato

La storia come indagine

Nel V secolo a.C. nasce in Grecia la disciplina di studio chiamata storia. Molti gruppi umani avevano già delle forme di studio del passato, come l'annalistica (registrazione di eventi degni di ricordo) e la mitologia (proiezione in un tempo indeterminato di eventi memorabili). Erano legate alla trasmissione del ricordo, come lo era anche il medium (racconto orale, incisione rupestre, documento scritto), per il bisogno di esprimere identità e coesione di una società, e per trovare una spiegazione agli eventi del passato. “Indagare” significa innanzitutto collocare gli eventi in un tempo e in uno spazio precisi, e accertare la coerenza e la credibilità delle testimonianze. Nel tempo ha subito delle trasformazioni in base ai cambiamenti della società, ma senza perdere i suoi caratteri fondanti.

La specificità dell'approccio storico

La storia è relativa all'intera esistenza, ma non deve essere scambiata con la conoscenza dell'intero passato dell'umanità, che è inconoscibile e irriproducibile. Perciò il processo di conoscenza storica è in continua evoluzione. La storia come disciplina è la somma delle risposte che gli studiosi hanno nel tempo fornito in merito al divenire/cambiamento della società. A partire dalla seconda metà del XX secolo, le ricerche storiche si sono estese a campi come la cultura materiale, la demografia, la tecnologia, l'alimentazione, le mentalità, i rituali… I cambiamenti nella tecnologia o nei costumi sessuali e riproduttivi vengono ritenuti ormai più importanti dell'esito di una singola guerra o di una rivoluzione. Viene definita Nuova storia.

Le finalità della storia

L'affermazione della Nuova storia ha coinciso con il cambiamento definitivo, oltre che dell'oggetto, anche delle finalità dell'indagine. Gli strumenti di indagine si sono andati via via affinando già dal Quattrocento e Cinquecento con il rilancio della filologia. L'estensione dei campi d'indagine e il completamento del processo di contatto/integrazione fra le diverse società (o globalizzazione) hanno comportato il graduale abbandono della funzione di insegnamento morale della storia, e la diffusione della concezione di storia come pura comprensione e razionalizzazione dei fatti umani. Per la storia conta la ricostruzione e la spiegazione razionale del fenomeno. Non solo gli storici fruiscono dell'analisi storica, chiunque può farne uso per scopi più o meno nobili, come per la propaganda politica. La finalità della storia è dunque la comprensione di ciò che è diverso nel tempo e nello spazio, e perciò diffonde tolleranza e rigore concettuale. La storia non è il passato, è ciò che fornisce senso al presente grazie al passato e viceversa, è una via per la crescita dell'ideale di tolleranza che è uno dei pilastri della civiltà odierna.

I generi storiografici

La storia generale

La storia generale è il genere storiografico più praticato, nel quale rientrano i manuali scolastici e universitari, che svolgono una funzione di sintesi del sapere storico ad uso degli studenti. La si può definire come una rappresentazione dei percorsi e dei cambiamenti che hanno riguardato l'umanità dalla preistoria fino ai giorni nostri organizzata in ordine cronologico e composta dalle principali conoscenze a cui siamo pervenuti. Gli argomenti trattati sono guerre, dinastie, poteri, trattati, rivoluzioni, crisi, rivoluzioni, organizzazione politica. È incentrata principalmente sulla civiltà europea, mentre le altre civiltà vengono trattate solo per quanto riguarda i contatti con quelle europee.

La storia globale

La World History, o storia globale, tratta la storia di tutte le civiltà, tuttavia la sua adozione nell'insegnamento pone diversi problemi. I manuali didattici che trattano storia globale semplificano troppo e inseriscono concetti tratti dalla geografia economica, dalla sociologia, dall'etnografia e dall'antropologia. Inoltre è difficile risolvere il problema della periodizzazione. Alcuni manuali americani consigliano la periodizzazione per stadi di sviluppo, da tempo obsoleta. L'adozione di una visione non centralizzata sull'Europa ha consentito di conoscere modelli di sviluppo diversi da quelli europei. Tuttavia non si può pensare che la ricostruzione storica si possa basare sul punto di vista degli autori, per quanto essi cerchino di restare neutrali. In ogni caso chi scrive ritiene importante partire dalla conoscenza della propria civiltà e del proprio paese.

La storia nazionale

Ogni nazione si forma con la propria storia nazionale. La funzione di questa storia è quella di proiettare nel passato gli schemi identitari e di evidenziare i passaggi e gli episodi che sottolineano i valori fondanti di una nazione e che permettono di rivendicarne la legittimità. La storia nazionale scrive la memoria condivisa di un popolo.

Le storie settoriali o speciali

Analizzano specifici aspetti di una civiltà e costituiscono una serie di specializzazioni diverse rispetto a quelle cronologiche tradizionali. Esse si distinguono per l'oggetto, ovvero la problematica dell'indagine. Questo tipo di storia implica l'utilizzo di strumenti, concetti e linguaggi presi da altre discipline di studio, necessari per capire gli specifici fenomeni di cui si occupa ognuna delle storie settoriali.

La storia delle donne e la gender history

La storia delle donne è apparsa in concomitanza con la diffusione del movimento femminista a partire dagli anni '60 del Novecento inizialmente negli Stati Uniti. Le tematiche trattate principalmente sono il corpo e la sessualità, la prostituzione, la contraccezione e la maternità, ma anche fenomeni di tipo socioculturale, come la stregoneria e la sua repressione. La Gender History è quindi un nuovo approccio alla storia dell'umanità. Il tema della subalternità femminile è stato ridiscusso e, grazie alle sollecitazioni dei movimenti per i diritti civili, si sono affermati studi storici sul tema dell'orientamento sessuale, gli LGBT Studies.

La storia locale

Di fatto non esiste una storia locale, ma ogni fenomeno storico si verifica in uno spazio definito. Isolare uno spazio dipende dall'oggetto dell'analisi e dal livello di sintesi. La percezione del “locale” inteso in Europa va dal livello municipale a quello regionale, comunque di scala inferiore a quella nazionale. Ciò consente di isolare percorsi di indagine che hanno proprie caratteristiche per quanto riguarda le fonti. Può essere considerata un sottoinsieme della storia di una civiltà che incrocia una o più storie settoriali.

La ricerca storica

Il rapporto con il presente e le ipotesi di ricerca

Le domande che riguardano il passato nascono sempre dal presente. Lo storico si concentra su un determinato problema per motivi culturali, personali e ideologici che lo spingono a cercare una soluzione. Certe volte le domande sorgono dall'osservazione diretta della realtà presente, e lo spingono a intraprendere un viaggio alla ricerca di risposte più fondate e articolate. Altre volte le domande sorgono da concetti più astratti o da problematiche più complesse. Nonostante ciò è possibile che le domande provengano anche da semplice curiosità culturale. Le domande sono seguite da ipotesi di lavoro, necessarie per orientare le procedure d'indagine, che devono precostituire soluzioni e risposte. È stato possibile evitare danni grazie alla serietà della formazione dei ricercatori, la loro onestà intellettuale, la passione, il consenso della comunità scientifica internazionale. Tuttavia solo con l'analisi delle fonti e la disponibilità dello storico a seguire i suggerimenti consentono di concretizzare la ricerca e renderla profonda. Il principale compito dello storico è quello di usare nel modo corretto le fonti, che orientano la ricerca e rendono oggettiva l'interpretazione.

Cosa sono le fonti

Sono tracce del passato, di ciò che è stato, conservano la loro funzione o ne hanno assunte diverse. La loro presenza testimonia qualcosa anche su come sono state prodotte. Tuttavia queste tracce diventano fonti solamente quando vengono interrogate dagli storici e possono essere riordinate, interpretate e quando hanno legami logici con altre fonti. Un reperto è privo di valore se non ci sono le domande dello storico che gli chiedono precise risposte. Lo scopo dello storico non è dunque quello di trovare le fonti, ma quello di sfruttare al massimo le loro potenzialità. Si può quindi definire fonte ogni elemento materiale o immateriale che può fornire risposte ai problemi e alle domande degli storici. Le fonti vengono...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Darkalby di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi della ricerca storica e didattica della storia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Tilatti Andrea.
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