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1.1 La differenza tra un romanziere è uno storico e che il romanziere può

inventare fatti ma lo storico no anzi si deve basare solo sulle fonti accertate.

Nella narrazione storica lo storico descrive gli avvenimenti dall'esterno è un

narratore che descrive, dimostra e analizza.

Droysen descrive due tipi di racconto storico:

il racconto investigante: da informazioni sulla sua ricerca, presenta

 risultati e svela come li ha raggiunti

il racconto narrativo: mostra solo il risultato è da questo si divide il

 racconto biografico,

racconto che descrive la vita nella società,

racconto di avvenimenti straordinari (guerre, rivoluzioni) racconto

didattico

racconto discorsivo (riflessioni)

- l'autore del libro distingue invece:

- racconto descrittivo

- racconto dispersivo

- racconto esplicativo

- racconto giustificativo

- racconto fattuale

- Racconto monografico

- racconto teoretico

- racconto coerente

- racconto sintetico

Si agglomerano in descrittivo-giustificativo; descrittivo-esplicativo; fattuale-

teorico;dispersivo-coerente; monografico-sintetico.

questi generi rendono consapevoli della ricerca oltre ad assolvere ad altre funzioni

(come introdurre i lettori nello sviluppo del racconto).

Ciò che lega lo storico con il lettore sono le mediazioni (come i richiami che fa e il

tipo di approccio che da al lettore l'impressione di fare un discorso tu per tu).

Lo storico non scrive dialoghi perché mancano le fonti che attestano che quei discorsi

si sono tenuti è che quelle parole sono state dette realmente (lo storico non è libero di

inventare fatti ) tutto il racconto è calato del tempo.

1.2 Nel racconto storico abbiamo a che fare con

il tempo datato semplice

 il tempo della durata (fatti che si ripetono o durano)

Essi corrispondono:

- al racconto dinamico: riflette su una serie di avvenimenti ed è caratterizzata

dalla storia politica si evidenzia per il dinamismo.

- il racconto strutturale: riguarda lo stato delle cose, le strutture che cambiano

lentamente (storia della cultura) si evidenzia per lo spessore .

1.3 L’ANNALISTA IDEALE annota le proprie osservazioni una dopo l'altra nell’

ordine in cui si presentano selezionandole in base alla proprie visione del

mondo e questo è e questo è il solo nesso che vi è nel testo. Anota gli

avvenimenti ma ne ignora il loro futuro ed è ignorante nei confronti del suo

passato.

La cronaca si differenzia dagli annuali per due aspetti:

- la cronaca ha testo corrente perché legato a un intreccio (plot in inglese)

- Il cronista non ignora gli eventi passati che riconducono agli eventi dei quali

si è scelto di parlare.

Lo storico si muove sulla freccia del tempo in due direzioni (tempo

RETROSPETTIVO - tempo PROSPETTIVO Illumina gli avvenimenti dal

basso verso l’alto, questo è concesso solo allo storico)

Lo storico resta nel futuro rispetto ai fatti nalizzati. Nel racconto storico abbiamo

quindi

- Tempo degli annali

- Tempo retrospettivo

- Tempo prospettivo

Questi in proporzione diversa in base alle esigenze del testo e alle capacità dello

storico. Ovviamente l’oscillazione temporale del racconto dipende dai fatti presi

in esame.

1.4 Il tempo può essere:

- Soggettivo

- Filosofico che è un tempo ontologico

Tutta la storia, cosi come la realtà è calata nel tempo.

1.5 Nella costruzione del racconto storico lo storico ha come strumenti il TEMPO e

lo SPAZIO i quali sono inseparabilmente legati poiché tutta la storia si sviluppa in

essi. Detto questo è poi lo storico che crea le strutture soggettive.

La creazione dello spazio storico comincia quando lo storico cambia, oppure

arricchisce il contenuto di uno spazio che utilizza nel proprio racconto. Per esempio se

afferma che Thorn fu un centro commerciale importante crea uno spazio storico

perché lo spazio umano acquista un senso storico.

2. Si può distinguere nel racconto una triplice componente:

Il lvl informativo (logico e grammaticale)

 Il lvl persuasivo ( retorico)

 Il lvl ideologico (profondo)

Questi tre lvl riflettono la complessità della struttura. Il lvl informativo vuole

trasmettere le conoscenze del passato(fatti e interpretazioni). Lo strumento di

trasmissione è la lingua. Il livello persuasivo trasmette il messaggio attraverso la

comunicazione tra lettori e scrittore.

2.2 Le preposizioni affermative si possono definire proposizioni storiche. Esse

riguardano fatti storici che possono essere piccoli o grandi.

Il racconto storico può anche comprendere preposizioni teoriche. Le preposizioni

possono basarsi solo sull esperienza cioè su un accumulo del sapere fotografico.

2.3 Un libro è diviso in capitoli i quali sono suddivisi in paragrafi e a loro volta in

sottoparagrafi (Capitoli paragrafi Sottoparagrafi) quindi la creazione di un

 

racconto è sempre la creazione di un unità narativa che è assicurata dalla coerenza del

testo che dipende dallo storico e dalla possibilità di dare una struttura alle

informazioni offerte dalle fonti.

2.4 Ogni fonte risponde alle domande poste dallo storico

Le fonti DIRETTE sono frammenti del passato che possono essere osservate

 direttamente

Le fonti INDIRETTE sono testi che riguardano il passato, trasmettono

 osservazioni relative ad esso da parte di “informatori”Quindi tra lo storico e

gli avvenimenti del passato si inserisce sempre un osservatore. Le componenti

materiali delle fonti hanno carattere di fonte diretta ( rilegatura, la carta,la

scrittura)

Fonti INDIRIZZATE frammenti del passato che testimoniano azioni umane e

 risalgono ad un autore e sono destinate ad un auditorium (destinatario passato)

[annali e cronache sono fonti indirizzate]

Fonti NON INDIRIZZATE danno informazioni spogliate dai beliefs degli

 autori. Sono radicalmente più aperte rispetto a quelle indirizzate.

Una fonte del tutto speciale è LA MEMORIA, potenziale informativo al

 quale lo storico può rivolgersi e si divide in:

- ANALITICA: per Aristotele essa dispone di mezzi di persuasione

- TROPOLOGICA: teoria del testo che travalica il lvl delle preposizioni

3.2 Si possono distinguere diversi gruppi di lettori:

Gli specialisti ben definiti :lettori di saggistica e storiografia

 Gli specialisti che avviano un procedimento della verifica storiografica

 I lettori non specialisti di testi storiografici non divulgativi

 I lettori specifici : lettori di manuali scolastici di vario tipo

 Gli adolescenti e i bambini

Tuttavia le categorie dei lettori possono essere analizzate anche da un altro punto

di vista: Per Eco vi è

Il lettore semantico che interpreta il raccondo alla lettera


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze storiche, del territorio e per la cooperazione internazionale
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher arianna.paternesi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca storica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Merluzzi Manfredi.

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