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RICERCA E PROFESSIONALITÀ EDUCATIVA (K. Montalbetti, C.Lisimberti)

Introduzione: Professionalità educativa e competenza di ricerca (pag 15-22)

Nella società odierna, educare sta diventando sempre più difficile e complesso rispetto ai tempi passati, ciò

ne consegue la costante CRESCITA DI PROFESSIONALIZZAZIONE DELL’EDUCAZIONE E LO SVILUPPO

DI UNA MOLTEPLICITÀ DI PERCORSI FORMATIVI in modo tale da essere pronti per poter affrontare nuove

e, spesso, imprevedibili sfide.

 Cosa è richiesto ai professionisti in questo caso?

- SOLIDO IMPIANTO TEORICO/METODOLOGICO

- e una certa flessibilità nelle strategie pratiche

in maniera da potersi adattare al meglio nelle situazioni poco prevedibili.

Esistono molteplici profili professionali diversi, a cui, spesso, corrispondono diverse denominazioni (tra cui

educatore, educatore professionale, formatore, operatore ecc.) dettate in base agli ambiti in cui agiscono,

che però HANNO IN COMUNE DUE DIMENSIONI fondamentali:

ciò che distingue l’agire del professionista

1. INTENZIONALITÀ educativa: da tutti gli altri che

interagiscono con il bambino senza una precisa volontà di formare o educare.

2. PROGETTUALITÀ educativa: conferisce SENSO alla sua azione e ne assicura la sua efficacia e

qualità.

Accanto a queste due dimensione si affianca (di recentemente) la RIFLESSIVITÀ: capacità di ragionamento

sulla prassi e di attivazione di una conversazione ricorsiva [che si rinnova o si ripete quasi regolarmente] fra

teoria e pratica. “l’idea di progettualità esige un’identità

Vi è uno stretto intreccio fra queste tre dimensioni, in quanto

professionale di tipo riflessivo che permetta di lavorare con razionalità e flessibilità, intenzionalità e socialità e farsi

COSTRUTTORI DEL SIGNIFICATO DELLE PROPRIE AZIONI e non riproduttori, IDEATORI e non esecutori,

ATTORI e non applicatori”. →

Le COMPETENZE PEDAGOGICHE possono essere definite come COMPETENZE PRATICO-

PROGETTUALI le quali si esercitano su una realtà in vista di promuovere un cambiamento migliorativo.

 Che cosa richiedono queste competenze?

- Specifica CONSAPEVOLEZZA

- e PADRONANZA DELLA LOGICA

secondo cui progettare e attuare il proprio intervento.

Investimento sulla RICERCA risulta molto importante su molteplici aspetti dell’educazione, in quanto le

procedure di un intervento non potranno mai essere uguali in tutti i casi, è quindi necessario rinnovarle e

adeguarle secondo i contesti ed eventualmente interrogarsi sul mondo circostante. La maturazione di

competenze di ricerca si configura infatti come una RISORSA, in quanto rafforza la capacità di:

- AGIRE CON METODO

- ARGOMENTARE LE PROPRIE SCELTE

- DOCUMENTARE I PROCESSI E GLI ESITI OTTENUTI.

Vi è l’ESIGENZA di promuovere azioni formative specifiche nei percorsi preparatori e a sostegno dell’azione

sul campo degli operatori. Di conseguenza, risulta necessario distinguere fra:

 FORMAZIONE ALLA RICERCA: offrire agli operatori (futuri professionisti) conoscenze, metodi,

strumenti che permettano di comprenderne il linguaggio e di accostarsi alle ricerche disponibili in

letteratura in modo consapevole e critico.

→ guidare l’accesso al mondo della ricerca a

- Obiettivo beneficio anche della COLLABORAZIONE

tra ricercatore e professionisti.

 FORMAZIONE ATTRAVERSO LA RICERCA: occasione formativa per sviluppare un metodo di

lavoro poggiato sui criteri dell’oggettività e della capacità critica.

La ricerca pur non essendo un sistema di formazione, può fungere da STRUMENTO DI

FORMAZIONE poiché avvia un PROCESSO DI APPRENDIMENTO.

→ dall’interno

Obiettivo comune costruire le condizioni affinché la LOGICA DELLA RICERCA impregna

l’agire dei professionisti rafforzandone la qualità e l’efficacia.

Insegnare a saper porre buone domande è più importante piuttosto di centrare l’attenzione

N.B. →

esclusivamente sugli strumenti che permettono di costruire risposte aiutare agli operatori ad agire in modo

bensì per FARE IN MODO CHE “RICERCARE”

consapevole e con metodo non sostituendosi ai ricercatori,

DIVENTI BAGAGLIO DELLA LORO PROFESSIONALITÀ.

Rapporto, sul piano operativo, del professionista con la ricerca:

 Professionista agisce da MEDIATORE e funge da FILTRO poiché gli esiti della ricerca scientifica non

possono essere tradotti in regole o ricette pronte per l’uso.

 Che cosa presuppone?

Che il professionista sappia LEGGERE IN MODO CRITICO LE RICERCHE GIÀ CONDOTTE PER

POTER IMPIEGARE IN MODO EFFICACE I DATI DISPONIBILI NELLA PRATICA EDUCATIVA.

 Il professionista può essere coinvolto in qualità di CO-COSTRUTTORE in progetti di ricerca di tipo

collaborativo contribuendo ad ancorare la ricerca al piano della pratica educativa.

 Che cosa presuppone?

Che il professionista DISPONGA DELLE COMPETENZE NECESSARIE PER POTER DIALOGARE

IN MODO PRODUTTIVO CON IL RICERCATORE.

 Il professionista può avviare una ricerca

 Cosa presuppone?

Che CONOSCA E SAPPIA IMPIEGARE IN MODO CORRETTO I PRINCIPALI METODI E

STRUMENTI DI RICERCA alla luce delle specificità del contesto.

Cosa comporta fare ricerca: →

 il professionista innesca un PROCESSO DI CRESCITA PERMANENTE in ambito professionale

essa si apprende dall’ESPERIENZA se assunta con un profilo

 di riflessione e intelligenza

il radicamento nella pratica educativa è dovuta non all’impiego

 di tecniche o strumenti particolari MA:

all’adozione di un approccio che poggia sulla capacità DI PORRE DOMANDE UTILI per orientare

- l’azione;

- capacità di COSTRUIRE con metodo RISPOSTE DOCUMENTATE E DISPONIBILI PER IL

CONFRONTO.

dell’intervento risulta, tuttavia, legata all’assunzione dell’atteggiamento di ricerca:

La qualità

 ANALISI situazione educativa

 DEFINIZIONE del problema

 FORMULAZIONE ipotesi

 TRADUZIONE ipotesi in un piano di intervento

 ATTUAZIONE piano

 RIVELAZIONE dati

 RIFLESSIONE sui risultati ottenuti

Eventuale RETTIFICA dell’ipotesi adottata

 COSTRUIRE UN PERCORSO DI RICERCA EMPIRICA IN CAMPO EDUCATIVO

Capitolo 1:

1.1 La ricerca empirica in educazione: elementi di quadro (pag 24-28)

 cosa si intende per RICERCA EDUCATIVA?

pluralità di pratiche volte a produrre conoscenza scientifica sull’oggetto educazione che

Una

- discendono da APPROCCI DIVERSI, in particolare 3:

1. TEORICO: mira ad elaborare teorie e modelli educativi attraverso il ricorso a METODI

ARGOMENTATIVI.

[costruire vicende che hanno portato allo stato attuale del problema o situazione]

prevale la preoccupazione di studiare l’EVOLUZIONE NEL

2. STORICO-COMPARATIVO:

TEMPO E NELLO SPAZIO dei modelli e delle pratiche educative.

e a descriverne il senso e l’articolazione]

[produrre riflessione volte a definire il problema

EMPIRICA: in cui è prioritaria l’intenzione di accrescere le conoscenze in virtù della

3. RIVELAZIONE DI DATI sul campo in contesti concreti (naturali e artificiai)

[rilevare i dati e consentire una descrizione fattuale della situazione]

- impiegano METODI SPECIFICI

- e perseguono OBIETTIVI DIFFERENZIATI

FOCALIZZIAMOCI SULLA RICERCA DI TIPO EMPIRICA:

impiega processi di INDUZIONE E DEDUZIONE, muove all’osservazione dei fatti della realtà

- educativa ed ambisce generare conoscenza scientifica.

- Solitamente descritta come un PROCESSO SEQUENZIALE UNIDIREZIONALE:

 Definizione del problema

 Formulazione ipotesi

 Raccolta dati

 Elaborazione conclusioni

Ma nella realtà vi sono MOLTEPLICI DECLINAZIONI DEL METODO SCIENTIFICO: non può

esisterne solo uno.

[esempio: lo studio di una reazione chimica deve necessariamente differenziarsi da quello del

comportamento degli esseri viventi ecc.]

Bisogna perciò rispettare sì il processo scientifico ma adeguandolo alla specificità dell’oggetto di

studio.

Approcci di tipo quantitativo e qualitativo:

Si interrogano sin dall’inizio sulla possibilità di individuare regolarità e fattori esplicativi, di operare

1. L’IMPIEGO

comparazioni fra situazioni differenti. Parliamo per lo più di DATI DI TIPO NUMERICO E

DI STRUMENTI MOLTO SPESSO STRUTTURATI.

In sintesi: impiegano tecniche di misurazione per raccogliere dati attinenti al problema d’indagine e

approcci statistici per elaborare i dati e compiere deduzioni.

2. Mirano alla COMPRENSIONE della realtà studiata nella sua specificità e spesso prevedono un

coinvolgimento più attivo da parte del ricercatore.

I piani sono di norma flessibili e aperti al cambiamento, gli strumenti di rilevazione sono anche spesso

poco strutturati e finalizzati a raccogliere DATI DI TIPO ERMENEUTICO.

In sintesi: privilegiano tecniche di descrizione della situazione e/o di narrazione degli eventi e, in molti

casi, approcci informali per l’elaborazione e l’interpretazione dei dati raccolti.

DALL’ADOZIONE DI DETERMINATE PROCEDURE

N.B. LA QUALITÀ DI UNA RICERCA È DATA NON

QUANTITATIVE E/O QUALITATIVE MA DALL’IMPIEGO RAZIONALE E INTELLIGENTE DI UN METODO

PER AFFRONTARE UN PROBLEMA IN MODO CRITICO.

Bisogna scegliere il modo più adeguato per rispondere alle domande di ricerca che ci interessano.

1.2 Caratteristiche del processo: PROGETTARE UNA RICERCA EMPIRICA, IL COME (pag 28-34)

 Oltre a chiedersi “che cosa fa” il ricercatore, è importante anche domandarsi “COME e

LO FA”

naturalmente anche “PERCHÉ LO FA”: in altre parole, dinanzi ai diversi compiti il ricercatore

dev’essere in grado non solo di adottare la giusta strategia per farvi fronte (che cosa) ma anche di

rendere conto delle procedure eseguite (come) e delle motivazioni sottese alle sue scelte (perché).

La logica della ricerca poggia infatti sulla capacità di argomentare e giustificare le scelte compiute

ed esige TRASPARENZA ED ESPLICITAZIONE di ogni singolo passaggio per rendere possibile un

confronto intersoggettivo.

 Come si progetta una ricerca empirica?

L’INTENZIONE che sta sotto questo processo, percorso può essere di tipo

o OSSERVATIVA: in quanto il ricercatore osserva senza perturbare la realtà.

- Quando è problematico o immorale costruire una situazione ai fini di studio

- Quando è impossibile intervenire

- Possono vertere sullo studio di un aspetto specifico (clima relazionale in classe)

- Oppure prendere in considerazione più aspetti insieme per verificare se fra essi

sussistono legami

o O LEGATA AD UN INTERVENTO: in quanto il ricercatore modifica la realtà.

- Impiegate quando il ricercatore vuole e può intervenire sulla situazione per innescare

molto spesso un cambiamento migliorativo

I modi attraverso cui l’intervento avviene, danno origine a percorsi di ricerca molto

- accumunati dall’intenzione

differenziati che restano tuttavia di modificare un aspetto

della realtà per studiarne gli effetti.

N.B. Queste forme di ricerca non si differenziano né per il numero di soggetti che esse includono

poiché entrambe possono riguardare sia singoli soggetti sia gruppi numerosi né per gli strumenti che

adottano perché in entrambe situazioni si fa ricorso a strumenti diversi (interviste, osservazione,

analisi documenti, questionario…)

A seconda dell’intenzione che guida la ricerca vanno messe in atto delle azioni diverse (ognuna si

sviluppa in un certo modo). In realtà noi possiamo individuare dei COMPITI (azioni che il ricercatore

è chiamato a fare) definendoli TRASVERSALI (alle nostre due macro-tipologie di ricerca: valgono sia

per quella osservativa sia per quella con intervento. Scheletro comune).

dell’intenzione che prevale,

Essi non sono disposti in una sequenza rigida, in quanto a seconda il

contesto e le competenze del ricercatore, quei compiti saranno svolti in un modo piuttosto che in un

altro: avranno maggiore o minore spazio. Ciò che ci interessa è di mettere a fuoco questi compiti.

 Quali sono questi compiti?

Scegliere il tema e definire l’oggetto di ricerca

1.

2. Precisare le domande di ricerca

3. Scegliere e rendere misurabili le variabili

4. Formulare le ipotesi

5. Strutturare il piano per la rivelazione dei dati

Impostare l’analisi dei dati e l’interpretazione dei

6. risultati

7. Pianificare la diffusione

N.B.

- Un altro elemento da tenere in considerazione è che la TRADUZIONE PRATICA di questi compiti

può richiedere un investimento di risorse più o meno ampio a seconda del profilo di colui che sta

progettando la ricerca (ricercatore professionista, insegnante)

La progettazione va pensata dall’inizio alla fine: IMPOSTARE ANALISI (siamo nella fase

-

progettuale, non abbiamo ancora i dati)

 La ricerca empirica non è considerato un percorso lineare, bensì è guidata da una LOGICA

CIRCOLARE FONDATA SU RETROAZIONI E FEEDBACK.

 Perché parliamo di una logica circolare?

L’ordine non è lineare, parliamo piuttosto di una logica CIRCOLARE proprio perché tra un

e l’altro

compito esistono due tipi di relazione:

o ci sono alcuni compiti che devo

una semplice, intuitiva secondo il principio cronologico (

fare prima di altri: non posso pensare a come impostare analisi dei dati se prima non

ho scelto come rilevarli );

accanto a questo principio c’è un altro ovvero che fra un compito e l’altro (prima e

o dopo) possono agire dei meccanismi di retroazione (feedback) che mi portano a

ritornare sui compiti che ho già svolto prima, per apportare correttivi o specificazioni

(quello che viene dopo può portare una modifica da ciò che dal punto di vista

cronologico è venuto prima).

 Perché sono importanti le retroazioni ed i feedback?

Questi meccanismi sono importantissimi in quanto ciò che DEV’ESSERE GARANTITO È LA

COERENZA DI TUTTE LE AZIONI CHE SONO STATE SVOLTE: per garantire coerenza è

necessario a volte tornare indietro e guardare quello che si era fatto per garantire che tutti i

compiti trovano posto all’interno di un quadro sinergico e coerente.

Il percorso di ricerca porta al ricercatore di COMPIERE SCELTE METODOLOGICHE che avranno

significativa ripercussioni sui risultati finali dell’indagine.

 Come si fanno scelte appropriate?

Conoscendo bene le diverse possibilità che si hanno di fronte e quindi facendosi un QUADRO

che ogni decisione può avere sull’impianto

GENERALE, COMPLESSIVO delle opzioni, conseguenze

complessivo della ricerca (pensare agli effetti che tali decisioni potrebbero causare)

 Elemento che rende utile fare scelte appropriate?

Il CONFRONTO con altri ricercatori magari più esperti.

 Quali sono i TRE CRITERI PRINCIPALI a cui il ricercatore può fare riferimento per orientare le sue

decisioni?

1. PERTINENZA: assicurare la pertinenza della ricerca e di tutte le sue fasi

o Si attiene alla necessità di giustificare e fondare ogni decisione su una conoscenza precisa

della situazione.

Significa interrogarsi ad ogni step/fase della ricerca su quanto l’azione che si sta

o compiendo sia coerente/corrisponda con l’obiettivo ideale che il ricercatore ha chiarito di

voler raggiungere

[riguarda la coerenza tra l’obiettivo reale (ossia ciò che sto facendo) e quello ideale (ossia

ciò che avrei detto di voler fare)]

Esempio del testo fatto in classe: Quanto il testo proposto fosse adeguato/pertinente rispetto a

l’utilizzo di un e-book. Per assurdo si sarebbe potuto scegliere un testo non pertinente e rilevare

dati inutili.

o Indispensabile che il ricercatore si interroghi di continuo circa il senso delle scelte

compiute.

2. VALIDITÀ

Riguarda la scelta e l’impiego degli strumenti di rilevazione.

o

o Si tratta di un concetto composito e complesso che può assumere significati diversi

secondo la fase di lavoro in cui il ricercatore si trova.

o Criterio cui fare riferimento per capire se si sta facendo ciò che si è proposti di fare e se le

informazioni raccolte corrispondono a quelle cercate.

o Pone attenzione alla corrispondenza fra gli strumenti che sto impiegando (reali) e gli

strumenti ideali cioè quelli che sarebbero più adeguati e appropriati rispetto alle variabili

che in quel momento sto misurando.

3. FATTIBILITÀ (posso portarlo avanti nel contesto?) E SOSTENIBILITÀ

Ciò che distingue è l’ORIENTAMENTO TEMPORALE:

una ricerca è fattibile a un tempo che è PRESENTE (tant’è che nell’articolo c’era una frase

o che diceva che questa ricerca era stata condotta in contesti scolastici già aperti

nell’innovazione: fattibile laddove c’era già un’apertura);

o è sostenibile quando ci porta a guardare al FUTURO (la ricerca a medio e a lungo termine

sarà sostenibile nel contesto nel quale è svolta? Da tanti punti di vista: economicamente,

risorse umane, impatto…)

I quali sono importanti per assicurare COERENZA complessiva al modo di procedere.

N.B Si tratta di criteri con NATURA DIVERSA:

o I primi due sono metodologici

o Il terzo si avvicina sul terreno della prassi.

I criteri della fattibilità e sostenibilità sul piano concreto sono da tenere in primissima

considerazione perché altrimenti il rischio è di costruire processi di ricerca che soddisfano

questo criterio ma che poi non riescono ad essere tradotti in azione perché si scontrano con

le condizioni contestuali con le quali devono essere portate avanti.

Se non può essere tradotto in pratica, la mia ricerca empirica si trova in un vicolo cieco.

 Il costo della ricerca.

o Ogni ricerca ha un costo m si può fare u

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara912 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi della ricerca educativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Montalbetti Katia.
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