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Prima lezione di dialettologia (Fanciullo)

La diversificazione linguistica

La lingua L si diversifica a seconda della zona, l1, l2, l3 derivate da L, diventano lingue vere e proprie. Se vi è una lingua Lx egemone le altre scompaiono a suo favore. Questo è avvenuto ad esempio con il latino dopo la caduta dell’Impero Romano, sono nate infatti le lingue figlie del latino.

Dialetto e diglossia

Dialetto: un sistema linguistico in sé compiuto, che dell’italiano condivide l’origine, ma che ha abdicato alla sua piena autonomia a favore dell’italiano.

Diglossia: una condizione nella quale si usano due sistemi linguistici diversi a seconda delle situazioni. Nel nostro caso nelle situazioni informali si preferisce la lingua locale, mentre nelle situazioni formali quella nazionale.

Diglossia/Bilinguismo: la diglossia è il rapporto tra i dialetti e l’italiano, mentre il bilinguismo si ha quando il parlante ha competenza allo stesso modo di due lingue diverse.

Variabilità linguistica

- I motivi che portano una lingua L a differenziarsi in base alla geografia sono i più disparati.

- L’italiano parlato a Napoli ha 7 vocali, a Palermo 5.

- L’influenza da altre lingue può avvenire sia a livello fonetico che a livello lessicale.

Fonema e fono

Fonema: sono le unità mentali che il parlante di una data lingua sa di dover utilizzare se vuole costruire una certa sequenza dotata di un certo significato.

Fono: ad ogni fonema deve corrispondere una realizzazione concreta, che trasforma l’unità mentale in qualcosa di afferrabile con l’udito.

Ci sono casi in cui quello che è solo un fonema può avere realizzazioni diverse, le quali:

  • Se dipendono dal contesto di parla di varianti combinatorie (si hanno con la diversa realizzazione dei fonemi /k/ e /g/ a seconda di quello che viene dopo: davanti a c, a, o, u si articola come /k/ e si articola come /g/ davanti ad e, i, j)
  • Se non dipendono dal contesto si parla di varianti libere (r moscia)

Magis altus e plus altus

In latino per esprimere il comparativo, oltre al sintetico altior si poteva usare il metodo analitico con magis e plus, cioè plus altus/ magis altus. Magis altus emerge con Plauto e Plus altus emerge con Ennio. Sono dunque coevi, il parlante latino li conosceva entrambi. Per le lingue derivate dal latino come l’italiano e il francese prevale plus altus (più alto) mentre in lingue come il portoghese e lo spagnolo abbiamo magis altus (mais alto).

  • Magis altus era più elegante
  • Plus altus era più popolare

Norme del Bartoli

In presenza di forme linguistiche concorrenti, le norme del Bartoli ci consentono di stabilire in base alla disposizione geografica quale sia la più antica:

  • Prima: area meno esposta alle comunicazioni;
  • Seconda: aree laterali;
  • Terza: area maggiore;
  • Quarta: area cronologicamente posteriore.

Le norme hanno valore probabilistico e si applicano per esclusione. Si capiscono bene in un contesto in cui i mutamenti sono avvenuti in maniera graduale.

La supremazia del toscano

La supremazia del fiorentino è da attribuirsi ad una serie di cause extra-linguistiche:

  • la presenza di autori del calibro di Dante e Petrarca;
  • la supremazia culturale ed economica di Firenze;
  • la centralità geografica della Toscana.

- Il siciliano viene stroncato dalla successione al trono dai Normanno-Svevi agli Angioini, quando il baricentro del regno passa dalla Sicilia a Napoli. Il siciliano si mantiene nell’amministrazione.

- Il genovese è la lingua ufficiale della Repubblica di Genova.

- Il veneziano è la lingua ufficiale della Repubblica di Venezia. Erano anche tutte lingue geograficamente lontane rispetto alla penisola.

- Per quanto riguarda il napoletano, le dinastie erano straniere oppure utilizzavano già l’italiano. Nessuna lingua nasce per diventare nazionale (pleno iure), lo diventa per cause extra-linguistiche; viceversa una lingua può passare da pleno iure a dialetto.

Es. una lingua locale diventata nazionale è il maltese. La lingua X soppiantata dalla lingua Y conserva l’impronta della lingua che sostituisce (effetto sostrato). Il latino era diversificato nelle regioni. Ogni varietà di italiano regionale è il risultato dell’interazione di lingua nazionale e dialetto locale ad opera di parlanti bilingui, che hanno trasportato nel loro italiano un certo numero di caratteristiche dialettali che rimangono.

Per molto tempo l’italiano veniva appreso, ma non parlato, così come avveniva per il latino, parlato solo da cerchie ristrette. Il primo input nell’uso orale dell’italiano avviene con la leva militare obbligatoria quando i soldati dovevano lasciare le zone d’origine e andare.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

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