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Riassunto completo esame di linguistica generale

La storia della linguistica

La linguistica è una disciplina giovane, soprattutto la linguistica generale. Le prime tracce di interessamento alla linguistica si hanno con gli antichi Egizi e i Sumeri. Platone nella sua opera “Cratilo” esamina il rapporto tra il mondo delle idee, le parole e gli oggetti. Tra il III sec. a.C. e il II sec. a.C. si forma in Cina uno studio sull'alfabeto cinese. In Grecia Aristotele contribuisce a dare forma alle parti del discorso grazie alle sue teorie. Nel Medioevo si ritrova Dante Alighieri che nella sua opera “Convivio” esprime la Scolastica. Anche Vico fornisce un aiuto importante e lo sviluppo del linguaggio si svolge secondo tre tappe: 1. Lingua primordiale o divina; 2. Lingua degli eroi; 3. Lingua del volgo. Inoltre la linguistica inizia svilupparsi in maniera definita a partire dall'Ottocento ma si ritiene che essa nasca nel Novecento grazie alle teorie di Ferdinand de Saussure.

Saussure è considerato il fondatore della linguistica moderna, cioè dello strutturalismo. Nel 1916 i suoi allievi pubblicarono una raccolta di appunti che venne chiamata “Cours de linguistique générale”. Saussure effettuò una distinzione tra diacronia e sincronia. La diacronia è lo studio dei mutamenti linguistici lungo l'asse del tempo, la sua evoluzione; la sincronia è lo studio dell'organizzazione della lingua e di come si presenta ai parlanti. Un'altra distinzione che effettua è quella fra Langue e Parole, vale a dire tra significato e significante. La Langue è il patrimonio linguistico dei parlanti ed è l'oggetto di studio; la Parole sono gli enunciati proferiti ed è immediatamente accessibile. Per Saussure la Langue non è soggetta al potere di mutazione che attua il parlante. La Langue viene descritta come il sistema degli elementi lessicali, grammaticali e fonologici in rapporto tra loro. Questi rapporti dipendono dalle due dimensioni sincroniche: il sintagma e il paradigma.

Il sintagma è un'unità di proporzioni variabili della struttura sintattica di un enunciato. Per Saussure è la combinazione di due o più elementi linguistici. Il paradigma è l'insieme degli elementi della frase che hanno una relazione di sostituibilità tra loro nello stesso contesto.

Un altro punto importante della storia delle linguistica generale è rappresentato dalla Scuola di Praga in cui ritroviamo Jakobson e Trubeckoj. La Scuola di Praga pone l'attenzione nella teoria fonologica e applica la teoria di Saussure all'elaborazione del concetto di fonema. Per tale scuola, i suoni (foni) della lingua appartengono alla Parole mentre il fonema appartiene alla Langue e viene considerato un'unità fonologica complessa realizzata dai foni. Trubeckoj elaborò il concetto di fonema considerandolo un'unità distintiva. Jakobson formulò il modello delle funzioni della lingua e considerò i tratti distintivi dei fonemi dal punto di vista acustico dell'ascoltatore invece che da quello articolatorio del parlante.

Il Novecento presenta un ulteriore aiuto fondamentale. Si tratta della grammatica generativa di Noam Chomsky, il linguista più influente. Questa teoria vede la linguistica come una scienza che studia il linguaggio come facoltà mentale ed ha l'obiettivo di spiegarne il funzionamento. La grammatica generativa si pone in contrapposizione allo strutturalismo di Saussure, dato che la lingua viene considerata dal punto di vista cognitivo. Per Chomsky la lingua è una facoltà mentale innata presente nel patrimonio genetico di ogni essere umano. Infatti egli analizza la competenza del parlante nell'utilizzare la lingua e sostiene che l'apprendimento del linguaggio è dato dall'elaborazione dell'esperienza della parola ottenuta grazie all'acquisizione linguistica. Essa riguarda la lingua madre ed è differente dall'apprendimento di una seconda lingua. La grammatica universale è un lavoro deduttivo che permette la comprensione della struttura del linguaggio ed è adeguata solo se fornisce spiegazioni sui metodi in cui si apprende la lingua madre. Chomsky, inoltre, accetta il concetto di albero etichettato in cui ogni nodo presenta un'indicazione di categoria. Le due teorie più importanti della grammatica generativa sono la teoria della reggenza, che assegna specifici ruoli grammaticali alle parole, e la teoria del legamento, che specifica le condizioni sotto le quali le parole sono o non sono interpretate co-riferenzialmente.

La linguistica e la lingua

La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua. Lo studio della lingua si divide in due: la linguistica generale e la linguistica storica. La linguistica generale studia cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue. Quindi l'oggetto di studio della linguistica sono le lingue storico-naturali, cioè quelle lingue nate spontaneamente: italiano, francese, romeno, svedese, russo, cinese, latino. Tali lingue sono espressione del linguaggio verbale umano, uno dei sistemi di comunicazione. La sociolinguistica studia il rapporto fra lingua e società e come le lingue variano in relazione alle diverse situazioni.

Il segno è, generalmente, qualcosa che sta per qualcos'altro e serve per comunicare quest'ultimo. Tutto può essere comunicato, anche l'esperienza umana, e diventare informazione. Quindi si può definire la comunicazione come passaggio d'informazione. L'intenzionalità consiste nel comportamento dell'emittente di attuare il passaggio d'informazione verso il ricevente e quindi nel verificarsi la comunicazione. Si distinguono 3 categorie nella comunicazione:

  • Comunicazione in senso stretto: sia emittente sia ricevente intenzionale;
  • Passaggio d'informazione: emittente non intenzionale, ricevente intenzionale;
  • Formulazione di inferenze: emittente assente e interpretante.

Il codice è l'insieme delle conoscenze di riferimento, le corrispondenze fra il manifestante ed il manifestato e permette di interpretare correttamente l'informazione decodificando i segni forniti. Approfondendo il concetto di segno, esso è l'unità fondamentale della comunicazione e può essere classificato in 5 modi:

  • Indici (naturali e non intenzionali);
  • Segnali (naturali ed intenzionali);
  • Icone (analogici ed intenzionali);
  • Simboli (culturali ed intenzionali);
  • Segni in senso stretto (arbitrari ed intenzionali).

La lingua presenta 13 proprietà:

  1. Biplanarità: consiste nella presenza di due facce (significante e significato) all'interno di un segno. Il significante (o espressione) è la parte percepibile dai nostri sensi; il significato (o contenuto) non è materialmente percepibile.
  2. Arbitrarietà: consiste nell'assenza di un legame naturalmente motivato fra significante e significato di un segno. I legami tra essi esistono ma solo convenzionalmente quindi arbitrariamente.
  3. Doppia articolazione (o dualità di strutturazione): consiste nel fatto che il significante di un segno linguistico è articolato in due livelli differenti. Nel primo livello esso è scomponibile in unità più piccole portatrici di significato, detti morfemi: unità minime di prima articolazione. Nel secondo livello, il significante è scomponibile in unità più piccole ma NON portatrici di significato, detti fonemi: unità minime di seconda articolazione.
  4. Transponibilità di mezzo: il significante dei segni linguistici può essere trasmesso/realizzato sotto forma di suoni (aria, canale fonico-acustico) o sotto forma di segni (luce, canale visivo-grafico). Il canale orale è prioritario rispetto al canale visivo.
  5. Linearità: è una proprietà delle lingue vocali che consiste nel pronunciare i suoni in sequenza nel tempo e/o nello spazio. Essa implica la monodimensionalità del segno.
  6. Discretezza: tutti i suoni sono configurazioni distinguibili, distinti quindi discreti.
  7. Onnipotenza semantica: qualsiasi contenuto può essere espresso dalla lingua ma non viceversa, è connessa all'arbitrarietà.
  8. Riflessività: è la capacità della lingua di riflettere su se stessa e di spiegarsi mediante le sue stesse risorse; si parla quindi di metalingua.
  9. Produttività: attraverso la lingua si possono creare sempre nuovi messaggi, nuove parole quindi nuove unità per codificare.
  10. Ricorsività: un procedimento può essere riapplicato un numero infinito di volte, vengono applicate sempre le stesse regole.
  11. Distanziamento: è la possibilità di parlare di eventi passati, futuri o inesistenti non contestualizzati attraverso le risorse della lingua.
  12. Trasmissibilità culturale: le lingue non sono iscritte nel nostro DNA ma vengono ereditate tramite la comunità. La lingua è la storia e la cultura di una comunità.
  13. Equivocità: la lingua è un codice equivoco. Essa possiede corrispondenze plurivoche fra i vari elementi. Questo permette la flessibilità e l'adattabilità della lingua.

La lingua viene definita come un codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente fonico-acustico, fondamentalmente arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolati, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile. Esistono 4 livelli di analisi della lingua stabiliti in base alla biplanarità e alla doppia articolazione:

  • Fonetica e fonologia per la seconda articolazione;
  • Morfologia per la prima articolazione;
  • Sintassi;
  • Semantica.
  • Principio di iconismo: l'idea di pluralità è evocata dal fatto che la forma plurale contiene più materiale fonico rispetto alla forma singolare.
  • Fonosimbolismo: i suoni hanno certi significati a loro assegnati naturalmente.
  • Combinatorietà: la lingua funziona combinanado unità minori per formare unità maggiori, cioè i segni.
  • Plurifunzionalità: la lingua permette di attingere a diverse funzioni. Esse si ritrovano nello schema proposto da Jakobson in cui si identificano 6 funzioni:
  1. Funzione emotiva: il messaggio linguistico permette l'espressione delle sensazioni del parlante;
  2. Funzione metalinguistica: vengono specificati aspetti del codice o si calibra il messaggio rispetto al codice;
  3. Funzione referenziale: fornisce informazioni sulla realtà esterna;
  4. Funzione conativa: fa agire il ricevente ottenendo da lui un certo comportamento;
  5. Funzione fatica: verifica e sottolinea il canale di comunicazione e la relazione psicologica fra gli interlocutori;
  6. Funzione poetica: esplicita i caratteri interni del significante e del significato.

Fonetica e fonologia: struttura e dinamiche

Fonetica

La fonetica è la parte della linguistica che si occupa del canale fonico-acustico. La fonetica si distingue in 3 campi principali: 1. Fonetica articolatoria, che studia i suoni del linguaggio in base a come vengono articolati; 2. Fonetica acustica, che studia i suoni del linguaggio in base alla loro consistenza fisica e trasmissione; 3. Fonetica uditiva, che studia i suoni del linguaggio in base a come vengono percepiti e decodificati.

L'apparato fonatorio è l'insieme degli organi e delle strutture anatomiche che l'uomo utilizza per parlare. Esistono 3 tipi di suoni: 1. Suoni egressivi, riprodotti tramite l'espirazione; 2. Suoni ingressivi, prodotti tramite l'inspirazione; 3. Suoni avulsivi, prodotti indipendentemente dalla respirazione. Nella fonazione, le corde vocali (o pliche vocali) possono contrarsi o tendersi riducendo o bloccando il passaggio dell'aria. Anche la cavità nasale può partecipare al processo di fonazione.

Vi sono dei parametri fondamentali per la classificazione e l'identificazione dei suoni:

  • Luogo in cui avviene articolato un suono;
  • Modo di articolazione;
  • Articolazione del suono.

I suoni si distinguono fra suoni prodotti senza ostacoli al passaggio d'aria e suoni prodotti con ostacoli al passaggio d'aria. I primi suoni sono le vocali, mentre i secondi sono le consonanti. Inoltre i suoni possono essere sordi o sonori: sono sordi quando non vi è vibrazione delle corde vocali; sono sonori quando la vibrazione delle corde vocali è presente.

Vocali

Sono suoni prodotti senza la frapposizione di ostacoli al flusso d'aria nella cavità orale, quindi non sono classificati in base al modo di articolazione. Le vocali possono essere anteriori (articolate con la lingua in posizione avanzata), centrali e posteriori (articolate con la lingua in posizione arretrata). Se le vocali sono prodotte con le labbra protruse sono dette arrotondate, se la protrusione è assente sono dette non arrotondate. Esse sono rappresentate nel trapezio vocalico.

  • /a/ → vocale aperta anteriore non arrotondata
  • /e/ → vocale semi-aperta anteriore non arrotondata
  • /ɛ/ → vocale semi-chiusa anteriore non arrotondata
  • /i/ → vocale anteriore non arrotondata
  • /o/ → vocale semi-chiusa posteriore arrotondata
  • /ɔ/ → vocale semi-aperta posteriore arrotondata
  • /u/ → vocale chiusa posteriore arrotondata

Semivocali

Sono suoni la cui articolazione è intermedia tra vocali e consonanti; sono più comunemente dette semiconsonanti.

  • /j/ → semiconsonante (approssimante) anteriore palatale sonora
  • /w/ → semiconsonante (approssimante) posteriore velare sorda

Consonanti

Sono suoni prodotti dalla frapposizione di un ostacolo al flusso d'aria nel canale orale. In base al tipo di ostacolo le consonanti si dividono in:

  • Occlusive;
  • Fricative;

E poi anche in:

  • Affricate: iniziano come un'occlusiva e terminano come una fricativa;
  • Laterali (liquide): il flusso d'aria passa solo ai lati della lingua;
  • Vibranti (liquide): rapidi contratti tra la lingua e un altro organo articolatorio;
  • Nasali: il flusso d'aria passa attraverso la cavità nasale.

Inoltre le consonanti possono essere classificate in base al modo di articolazione, suddividendosi in:

  • Bilabiali: prodotte dalle labbra;
  • Labiodentali: prodotte fra i denti e il labbro inferiore;
  • Dentali: prodotte dai denti;
  • Alveolari: prodotte dalla lingua contro gli alveoli;
  • Palatali: prodotte dalla lingua contro il palato;
  • Velari: prodotte dalla lingua contro il velo;
  • Uvulari: prodotte dalla lingua contro l'ugola;
  • Faringali: prodotte tra la parte finale della lingua e la parte posteriore della faringe;
  • Glottidali: prodotte dalle corde vocali.
  • /b/ → occlusiva bilabiale sonora
  • /p/ → occlusiva bilabiale sorda
  • /d/ → occlusiva dentale (alveolare) sonora
  • /t/ → occlusiva dentale (alveolare) sorda
  • /k/ → occlusiva velare sorda
  • /g/ → occlusiva velare sonora
  • /q/ → occlusiva uvulare sorda
  • /f/ → fricativa labiodentale sorda
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher polly_64 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Fontana Sabina.
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