Estratto del documento

Capitolo 1

La linguistica è un ramo delle scienze umane che studia le lingue storico-naturali, cioè quelle lingue che sono nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e che ancora oggi vengono utilizzate. Può essere utile partire dalla definizione di segno: un segno è qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro. Si possono distinguere tre tipi di comunicazione:

  • Comunicazione in senso stretto: sia l’emittente che il ricevente hanno l’intenzione di comunicare qualcosa.
  • Passaggio di informazione: l’emittente in maniera non intenzionale comunica ad un ricevente un’informazione (es. colpo di tosse comunica il raffreddore).
  • Formulazione di inferenze: in assenza di emittente, il destinatario capta un’informazione (case dai tetti aguzzi e spioventi = qui nevica molto).

Comunicare è quindi trasmettere in maniera intenzionale un’informazione: nei tre casi sopra elencati il codice di riferimento (cioè un insieme di corrispondenze fra qualcosa e qualcos’altro) che permette di interpretare l’informazione è via via meno forte e rigoroso. Esistono vari tipi di segni:

  • Indice: segno non intenzionale, basato sul rapporto causa/effetti (es. starnuto = raffreddore).
  • Segnali: usati intenzionalmente (es. sbadiglio volontario = sono annoiato).
  • Icone: motivati analogicamente, intenzionali, basati sulla similarità di forma o struttura, riproducono proprietà dell’oggetto designato (es. fotografia, onomatopee).
  • Simboli: motivati culturalmente, intenzionali (es. semaforo rosso = stop; colore nero/bianco = lutto).
  • Segni: non motivati ma convenzionali, intenzionali (es. linguaggio dei segni).

La lingua presenta diverse proprietà. La biplanarità è la capacità delle parole di avere due piani di analisi, quello del significante, cioè della parola in sé, e quello del significato, cioè del contenuto della parola. L’arbitrarietà è la capacità di scegliere e rendere convenzionale la corrispondenza tra un significante e un determinato significato. Attraverso il triangolo semiotico si stabiliscono i legami tra significante, significato e referente.

Con questo triangolo si intende creare un significante in modo tale da intendere un concetto, un significante, che faccia riferimento ad un oggetto della realtà, un referente. Esistono 4 livelli di arbitrarietà. La linea tra significante e referente è tratteggiata perché il loro legame dipende dal significato. La linea tra significante e significato è continua perché in maniera arbitraria si sceglie un significante per un significato. Ad un terzo livello di profondità c’è l’arbitrarietà tra forma e sostanza del significato, e allo stesso tempo tra forma e sostanza del significante. A questi principi di arbitrarietà ci sono delle eccezioni con onomatopee e ideòfoni: le onomatopee sono le riproduzioni nella loro sostanza di significante il suono che designano, mentre negli ideòfoni il significante esprime interiezioni descrittive che designano fenomeni naturali o azioni (usati nei fumetti, es. boom).

Secondo il fonosimbolismo c’è un legame tra la natura del referente e il significante, in quanto, ad esempio, spesso per esprimere qualcosa di piccolo si utilizzano lettere come la ‘i’, o ad esempio per esprimere oggetti grandi spesso si utilizza la ‘o’: questo non può però essere utilizzato come principio di creazione delle parole.

La doppia articolazione invece ci dice che le parole sono componibili su due ulteriori livelli: la prima articolazione prevede la scomposizione di una parola in due pezzi più piccoli che recano ciascuno un proprio significato (es. gatto = gàtt/o), chiamati morfemi. La seconda articolazione prevede la scomposizione in altre due unità che non sono portatrici di significato proprio (es. g, a, t, t, o): chiamiamo queste piccole unità fonemi. Questa della doppia articolazione è una delle proprietà fondamentali della lingua, in quanto permette una grande combinatorietà: con un numero limitato di unità di seconda articolazione si possono creare tantissime parole.

Una proprietà del solo significante è quella della trasponibilità di mezzo, cioè la possibilità di comunicare il significante sia oralmente tramite il canale fonico-acustico sia sotto forma di segni tracciati su carta. Tuttavia il carattere orale è prioritario sul canale visivo: lo è antropologicamente (rispetto al tempo) e ontologicamente (si impara prima a parlare e poi a scrivere).

L’oralità del linguaggio è notevolmente preferita alla scrittura, per diversi motivi:

  • Il canale fonico-acustico ha sempre la possibilità di esprimere il linguaggio in presenza d’aria, e permette di comunicare ad ampie distanze (di conseguenza di identificare la sorgente), producendo un messaggio che non permane nel tempo;
  • Non vengono ostacolate altre attività motorie, si può rispondere durante l’ascolto e l’energia utilizzata per formulare una frase e comunicarla è minima;

Un’ulteriore proprietà del significante è la linearità: con essa si intende affermare che la frase è interpretabile solo in seguito ad una sua completa lettura. Con la discretezza, invece, si intende affermare che la parola non costituisce un blocco unico, ma è formata dall’unione di varie parti distinte (le lettere) che insieme rendono un determinato significato. Proprietà generale del linguaggio è l’onnipotenza semantica, ovvero la possibilità di poter dare un’espressione a qualsiasi contenuto.

Secondo la plurifunzionalità con la lingua si possono mettere in atto tante funzioni diverse, descritte dallo schema Jakobson: la lingua ha funzione emotiva (per esprimere sentimenti), funzione metalinguistica (parlare della lingua), funzione referenziale (parlare della realtà), funzione conativa (per spingere qualcuno a fare qualcosa), funzione fática (per sottolineare le conversazioni e aprire il canale comunicativo) e funzione poetica (per sfruttare le potenzialità della lingua).

La lingua ha anche produttività, cioè fornisce una vasta gamma di parole da creare e messaggi da comunicare combinando le lettere. La ricorsività, invece, afferma che da una parola l’essere umano può crearne infinite modificando piccole parti. Sono proprietà della lingua anche il distanziamento e la libertà da stimoli, in quanto si può parlare di un evento a distanza di tempo e senza farsi condizionare da stimoli esterni. Di rilievo è la trasmissibilità culturale, cioè la possibilità di imparare la lingua in base alla nostra età ed all’ambiente in cui si cresce.

Importante è la complessità sintattica, cioè i criteri di formazione delle frasi, basati su: l’ordine degli elementi contigui, le relazioni strutturali, le incassature (frasi incastrate tra loro), ecc. La lingua è inoltre equivoca, perché spesso ad un significante possono corrispondere più significati: per questo, si può incorrere in malintesi. Questo non è un punto a svantaggio della lingua, anzi, sottolinea la sua flessibilità.

I sistemi di comunicazione non appartengono esclusivamente all’essere umano, tuttavia solo gli esseri umani hanno la capacità di utilizzare parti del cervello e del canale fonico-acustico per poter memorizzare e produrre suoni e parole diverse. Particolarmente coinvolta nel linguaggio umano è l’area di Broca, una zona dell’emisfero sinistro del cervello.

In definitiva, la lingua è un codice basato su un sistema di segni che permettono di esprimere ogni esperienza esprimibile. La lingua può essere valutata in due aspetti: la sincronia e la diacronia. La sincronia studia la lingua in un determinato momento storico e la sua relazione statica con le altre lingue, mentre la diacronia si occupa di analizzare il cambiamento progressivo della lingua, mettendo in evidenza l’etimologia delle parole.

Un’ulteriore distinzione si ha tra il sistema astratto e la realizzazione: nel sistema astratto si contengono le parole e le regole della lingua, mentre nella realizzazione si mette in pratica l’atto produttivo del suono. L’intermediaria tra la “langue” e le parole è la norma. L’asse paradigmatico e l’asse sintagmatico ci riferiscono la scelta di una parola piuttosto che un’altra e la sua collocazione all’interno di una frase: l’asse paradigmatico è un “serbatoio” da cui vengono prese le parole e l’asse sintagmatico le colloca nella posizione corretta.

Fondamentalmente nella lingua esistono 4 livelli di analisi:

  • La fonetica, la branca della che studia la produzione e la percezione di suoni linguistici, e le loro caratteristiche;
  • La fonologia, che è lo studio esclusivo dei fonemi (per es. fama, dal punto di vista della fonologia è parola composta di quattro elementi o fonemi);
  • La morfologia, cioè lo studio della flessione, della composizione e derivazione delle parole, della determinazione delle categorie e delle funzioni grammaticali, e quindi degli elementi formativi, desinenze, affissi e alternanze qualitative e quantitative;
  • La sintassi, ovvero l'insieme delle relazioni grammaticali tra le parole che costituiscono una frase o, in generale, un'espressione linguistica di più elementi.

Capitolo 2

La fonetica è quella parte della linguistica che studia le onde, cioè la componente fisica della comunicazione verbale. Essa si divide in:

  • Fonetica articolatoria, che studia il modo in cui vengono prodotti i suoni nell’apparato fonatorio;
  • Fonetica acustica, che studia i suoni dal punto di vista fisico e le sue modalità di trasmissione;
  • Fonetica uditiva, che studia i vari tipi di percezione dei suoni.

Analizziamo la fonetica articolatoria: innanzitutto, i suoni negli esseri umani vengono prodotti tramite emissione d’aria, quindi tramite l’espirazione. Il tratto vocale inizia nella laringe, dove l’aria incontra le corde vocali: esse possono contrarsi o tendersi avvicinandosi o allontanandosi tra loro, producendo rapidi cicli di aperture e chiusure che definiscono il meccanismo laringeo. Il flusso d’aria passa poi nella faringe, e di lì nella cavità orale: qui c’è la lingua (radice, dorso e apice), il palato (velo o palato molle, alveoli), i denti e le labbra.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Riassunto esame linguistica generale, prof. Savino, libro consigliato La linguistica. Un corso introduttivo - primi 5 capitoli Pag. 1 Riassunto esame linguistica generale, prof. Savino, libro consigliato La linguistica. Un corso introduttivo - primi 5 capitoli Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame linguistica generale, prof. Savino, libro consigliato La linguistica. Un corso introduttivo - primi 5 capitoli Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame linguistica generale, prof. Savino, libro consigliato La linguistica. Un corso introduttivo - primi 5 capitoli Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rgiustino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Savino Michelina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community