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Riassunto esame di linguistica generale

Capitolo 1: Il linguaggio verbale

Linguistica, lingue, linguaggio, comunicazione

La linguistica generale studia strutture di cui sono composte le lingue, con un aspetto prioritario sul parlato. La glottologia studia le lingue dal punto di vista diacronico. Il linguaggio è un sistema di unità, ovvero segni che servono per comunicare. Esso abbina contenuti (forma interna) ad espressioni (forma esterna).

Le lingue sono strumenti di comunicazione in costante cambiamento. Sono un codice che organizza un sistema di segni capaci di abbinare contenuto ad espressione. È un sistema astratto capace di esprimere un’esperienza a partire da un numero finito di elementi, usando segni linguistici con significato (forma interna) e significante (forma esterna).

Il linguaggio verbale umano è una struttura più complicata e si concretizza nelle diverse comunità che parlano lingue diverse. Le lingue storico-naturali sono sue espressioni. È prodotto intenzionalmente dall’emittente e interpretato dal ricevente. Alla base del linguaggio e della lingua c'è il principio comune di comunicare.

Grafemi: ogni grafema corrisponde a un suono, ad esempio, <c> e <ch> corrispondono al suono /k/.

Tipi di comunicazione

  • Comunicazione in senso stretto
  • Passaggio di informazione
  • Formulazione di inferenze

Intenzionalità: si ha comunicazione quando c’è un comportamento prodotto da un emittente al fine di far passare dell’informazione che viene percepita da un ricevente come tale.

Segni e codice

La motivazione è il rapporto tra significante e significato, variando da 1 a 5 sempre più convenzionale:

  • Indici: basati sul rapporto causa o condizione scatenante, motivati naturalmente, non intenzionali.
  • Segnali: motivati naturalmente, usati intenzionalmente.
  • Icone: basate sulla similarità di forma o struttura, riproducono proprietà dell’oggetto designato, termine non linguistico, motivato analogicamente, intenzionali.
  • Simboli: motivati culturalmente, intenzionali.
  • Segni: immotivati o arbitrari e intenzionali.

Il messaggio è un atto linguistico concreto.

Le proprietà della lingua

Il segno linguistico è un’unità biplanare composta da un significante (percepibile dai sensi) e un significato (contenuto non materialmente percepibile). Il principio di arbitrarietà implica che tra la natura di una cosa e la parola che la rappresenta non c’è alcun rapporto se non quello posto dalla convenzione del sistema linguistico. Il triangolo semiotico coinvolge significante, significato e referente. Il rapporto fra significante e referente è mediato dal significato.

Rapporti chiave nella lingua:

  • Tra segno (lingua) e referente (realtà), la realtà è identica per tutti i parlanti ma ogni lingua ha una categorizzazione diversa.
  • Fra significante e significato.
  • Fra forma (struttura) e sostanza (materia) del significato, ogni lingua ha una forma diversa rispetto a una sostanza.
  • Fra forma e sostanza del significante, nella sostanza concreta dei foni esistono molti foni prodotti concretamente.

Eccezioni come onomatopee (significante richiama significato), ideofoni (espressioni imitative), principio di iconismo (idea di pluralità), e fonosimbolismo (simbolismo legato a certi suoni) esistono.

Doppia articolazione

Il significante di un segno linguistico è articolato a due livelli:

  • Unità di prima articolazione: il significante di un segno linguistico è organizzato e scomponibile in unità che sono portatrici di significato e riutilizzabili per altri segni. Morfema lessicale e grammaticale.
  • Unità di seconda articolazione: i morfemi si segmentano in unità di rango inferiore costituite da elementi che hanno solo forma fonica - fonemi.

La economicità della doppia articolazione consente una grande economicità di funzionamento, con un numero limitato di unità di seconda articolazione si può costruire un numero grandissimo di unità dotate di significato.

Combinatorietà e linearità

La combinatorietà permette di combinare unità minori per formare un numero indefinito di unità maggiori. Linearità: il significante è prodotto e si realizza in successione, implicando la monodimensionalità del segno.

Discrezione ed equivocità

Discrezione: i segni linguistici sono differenziati dagli altri con un confine preciso fra un elemento e l’altro. Equivocità: esiste nelle lingue dei segni che possono avere proprietà di essere equivoci, un unico significante può corrispondere a più significati, contribuendo alla flessibilità dello strumento linguistico.

Plurifunzionalità

Secondo R. Jakobson, le funzioni del linguaggio possono avere proprietà diverse:

  • Funzione referenziale e designativa: descrivere un fatto reale.
  • Funzione fatica: comunicare al ricevente che il canale di comunicazione è aperto.
  • Funzione metalinguistica: parlare o descrivere la lingua stessa.
  • Funzione conativa: persuadere il ricevente a fare qualcosa.
  • Funzione espressiva/emotiva: esprimere stati emotivi, rivolta all’emittente.
  • Funzione poetica: utilizza tratti tipici della poesia.

Produttività e ricorsività

È sempre possibile creare nuovi messaggi e parlare di cose ed esperienze nuove, creando neologismi. Ciò è reso possibile dalla doppia articolazione che permette una combinatorietà illimitata di unità più piccole. La ricorsività permette di riapplicare lo stesso procedimento o regola un numero teoricamente illimitato di volte.

Trasponibilità del mezzo

Il significante dei segni linguistici può essere trasmesso per:

  • Priorità del parlato: fonicità.
  • Priorità antropologica: il parlato è prioritario antropologicamente rispetto allo scritto.
  • Priorità ontogenetica: relativa al singolo individuo.
  • Priorità filogenetica: relativa alla specie umana.

Distanziamento: la lingua può formulare messaggi relativi a cose lontane, permettendo di parlare di un’esperienza in assenza di tale esperienza o dello stimolo che l’ha provocata.

Libertà da stimoli: i segni linguistici rimandano a un’elaborazione concettuale della realtà esterna. La lingua è indipendente dalla situazione immediata e dalle sue costrizioni o stimoli.

Trasmissibilità culturale: ogni lingua ha una componente naturale innata e una componente culturale-ambientale, con un processo di interazione entro i 12/13 anni.

Complessità sintattica

Un messaggio linguistico può presentare un alto grado di elaborazione strutturale, percepibile nella sintassi. Tra gli aspetti rilevanti nella trama sintattica:

  • Ordine degli elementi contigui.
  • Relazioni strutturali e dipendenze fra elementi non contigui.
  • Incassature.
  • Ricorsività.
  • Parti del messaggio che danno informazioni sulla sua strutturazione sintattica.
  • Possibilità di discontinuità nella strutturazione sintattica.

Nella società moderna, lo scritto ha una priorità sociale. La realizzazione parlata e quella scritta dei segni linguistici non sono puramente una diretta rappresentazione l’una dell’altra, e parlato e scritto non sono la traduzione l’uno dell’altro su supporti fisici diversi.

Quindi, la lingua è un codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente fonico-acustico, fondamentalmente arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolati, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiorizzata che permette di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi.

Principi generali per l’analisi della lingua

Diacronia studia il mutamento della lingua nel tempo (etimologia), mentre la sincronia isola uno stato di lingua e studia le sue caratteristiche linguistiche. Nei fatti linguistici concreti, è impossibile separare nettamente le due dimensioni.

Sistema astratto e realizzazione concreta

Lang è il sistema astratto, un insieme di regole (sistema e competenza), cioè le conoscenze interiorizzate della lingua. È l’insieme delle conoscenze mentali e regole condivise che costituiscono le nostre capacità di produrre messaggi in una data lingua. La parol è la realizzazione concreta della lang, ovvero l’uso e l’esecuzione.

Tra queste due, il concetto di norma è la realizzazione delle possibilità previste dalla lang. La norma consente l’evoluzione diacronica delle lingue perché permette il mutamento della lingua. Ciò che interessa al linguista è la lang, tuttavia deve partire dalle parole che forniscono i dati osservabili per poter comprendere le leggi del sistema. Porre la lang al centro significa porre l’astrazione e l’idealizzazione come momento necessario dell’analisi scientifica.

Asse paradigmatico e sintagmatico

Asse paradigmatico: rappresenta le scelte a disposizione di un parlante, è astratto e riguarda le relazioni a livello del sistema. Asse sintagmatico: dove le scelte si concretizzano, riguarda le relazioni a livello delle strutture che realizzano le potenzialità del sistema.

Livelli di analisi linguistica

Relativi al significante

  • Fonetica/Fonologia: studia il significante dei segni, i suoni.
  • Morfologia: studia la forma delle parole e dei segni linguistici, i morfemi grammaticali.
  • Sintassi: studia la struttura della frase.

Relativi al significato

  • Semantica (+ lessico): studia il significato delle parole, i rapporti tra le parole e le caratteristiche del lessico.
  • Pragmatica: studia come fare cose con le parole.

Sistema rappresenta le relazioni paradigmatiche in absentia, è il patrimonio collettivo di una comunità, astratto come lang. Struttura è la sequenza delle unità linguistiche con collocazione sequenziale lineare, concretezza come parol.

Capitolo 2: Fonetica e fonologia

Fonetica

La fonetica studia i foni, trattando la componente fisica e materiale della comunicazione verbale. È divisa in:

  • Fonetica articolatoria: come vengono prodotti i foni delle lingue.
  • Fonetica acustica: consistenza fisica e modalità di trasmissione.
  • Fonetica uditiva: come vengono percepiti.

I foni sono unità concretamente prodotte dall’apparato fonatorio umano, un processo in cui si produce la fonazione. Gli organi fonatori per produrre i foni seguono un movimento egressivo per la lingua italiana, che parte dai polmoni e termina nella cavità orale o nasale.

  1. Glottide: dove ci sono le corde vocali.
  2. Cavità orale: contiene labbra (organo articolatorio mobile), denti, alveoli, palato (diviso in palato duro e palato molle con ugola e velo palatino), lingua (divisa in apice, dorso e radice).
  3. Cavità nasale: termina nelle fosse nasali; per produrre suono nasale si abbassa il velo palatino, permettendo all'aria di raggiungere le fosse nasali.

Il meccanismo laringeo è fondamentale nella produzione dei suoni del linguaggio, dando luogo alla voce nelle sue diverse manifestazioni. La frequenza fondamentale è il numero di cicli di chiusura e apertura della rima vocale che caratterizza l’onda sonora emessa, ed è un parametro acustico misurato in Hertz.

Analisi delle consonanti dell’italiano e delle vocali sono disponibili nel PDF tra i materiali del corso.

Classificazione dei suoni del linguaggio

Vocali: suoni senza frapposizioni di ostacoli. Consonanti: suoni con frapposizione di ostacoli. Tutti possono essere suoni sonori (prodotti con vibrazione delle corde vocali) o suoni sordi (prodotti senza vibrazione delle corde vocali).

Sistema per la trasformazione fonetica: l'alfabeto fonetico internazionale (IPA) utilizza grafemi IPA per la trascrizione dei foni, con simboli IPA tra parentesi quadre [d] e accento con apice in alto a sinistra prima della sillaba in cui cade. L'IPA trascrive foneticamente con lo stesso simbolo IPA tutti i foni identici e presenti in lingue diverse.

Consonanti

Le consonanti si producono attraverso un ostacolo all’aria, totale o parziale:

  1. Organi articolatori in contatto fra loro.
  2. Organi articolatori si avvicinano.

Parametri di identificazione delle consonanti

  1. Modo di articolazione
  2. Luogo di articolazione
  3. Presenza/assenza di vibrazioni delle corde vocali – sonori o sordi

Modi di articolazione

  • Consonanti occlusive: blocco totale.
  • Consonanti fricative: avvicinamento degli organi articolari provoca un rumore di frizione. Divise in approssimanti, dove l’avvicinamento degli organi articolatori non provoca frizione sensibile (semiconsonanti e semivocali).
  • Consonanti affricate: iniziano come occlusive e terminano come fricative.
  • Consonanti laterali: l’aria passa solo ai due lati della lingua.
  • Consonanti vibranti: si hanno rapidi contatti intermittenti tra la lingua e un altro organo articolatorio.
  • Consonanti nasali: l’aria passa anche attraverso la cavità nasale.

Energia articolatoria: la tensione muscolare con la quale vengono prodotte. Le occlusive sorde sono le più forti e le approssimanti le più deboli. L'aspirazione è un intervallo di tempo tra il rilascio dell’occlusione o della tenuta della consonante e l’inizio della vibrazione delle corde vocali, producendo una specie di soffio laringeale – consonanti aspirate.

Luogo di articolazione

  • Consonanti bilabiali: prodotte dalle labbra o tra le labbra.
  • Labiodentali: fra denti e labbra.
  • Dentali: a livello dei denti.
  • Palatali: lingua contro palato duro.
  • Velari: lingua contro o vicino al velo.
  • Uvolari: lingua contro o vicino all'ugola.
  • Faringali: fra base radice lingua e parte posteriore faringe.
  • Glottidali: nella glottide a livello delle corde vocali.
  • Consonanti retroflesse: flettendo all’indietro la punta della lingua verso la parte anteriore del palato.

Le consonanti devono essere considerate rispetto alla parte della lingua che toccano – coronali, apico-dentali, apico-alveolari.

Tabella delle consonanti

  • Occlusive
    • Bilabiali: [p] pollo, sorda e [b] bocca, sonora
    • Labiodentali: non esistono in Italia
    • Dentali: [t] topo, sorda e [d] dito, sonora
    • Velari: [k] cane, sorda e [g] gloria, sonora
  • Nasali: occlusione totale dell’apparato fonatorio, il velo palatino si abbassa
    • Bilabiale: [m] mare sonoro
    • Dentale: [n] naso sonoro
    • Palatale: [ɲ] bianco, zona centrale lingua si solleva fino a chiudersi sul palato duro, esce l’aria dal naso. Gn: gnomo, ognuno
  • Polivibranti: fono si articola mediante contatto tra determinati organi articolatori, contatto più volte in successione
    • Alveolari: [r] riva, sonora
  • Laterali: aria tra denti e guance
    • Alveolari: [l] lana, sonora
    • Postalveolare: [ʎ] gl/gli, sonora
  • Fricative: aria in una zona ristretta
    • Labiodentali: [f] faro, sorda e [v] varo, sonora
    • Alveolari: [s] spago, sorda e [z] sbafo, sonora
    • Postalveolare: [ʃ] scena, sciogliere, sorda
  • Affricative: un fono formato dall’abbinamento di due simboli (una occlusiva, una fricativa)
    • Alveolari: [ts] sorda, ozio, pazzia e [dz] sonora, zaino
    • Postalveolari: [tʃ] sorda, cielo, certo (suono ci) e [dʒ] sonora, gelo, garage (suono gi)

Vocali

Tutte le vocali sono sonore.

Grado di apertura vocalica

  • Vocali chiuse
  • Semiaperte/medie-basse
  • Semichiuse/medie-alte
  • Alte/chiuse

Luogo di articolazione

  • Palatali/Anteriori: zona anteriore della lingua in alto
  • Velari/Posteriori: zona posteriore della lingua in alto
  • Centrali: zona centrale si inarca verso il palato
  • Indistinte: (es. schwa in inglese)

Come si articolano le vocali? Procheile (arrotondate) mediante arrotolamento e protrusione delle labbra, aprokheile (non arrotondate) mediante labbra tese.

Nel trapezio vocalico, in italiano è sufficiente un triangolo rovesciato con 7 foni vocalici:

  • [i] pino, vocale anteriore o palatale, di massima chiusura, aprocheila
  • [u] puro, vocale posteriore o velare, massima chiusura, procheila
  • [a] mare, vocale di massima apertura, con zona centrale della lingua che si inarca minimamente, centrale, né procheila né aprocheila
  • [e] pesca (dal verbo pescare), luogo di articolazione anteriore o palatale, aprocheila, posizione tonica, grado di apertura medio-bassa o semiaperta
  • [ɛ] pesca (frutto), vocale anteriore, aprocheila, medio-bassa o semiaperta
  • [o] bocca, vocale posteriore o velare, procheila, semichiusa o medio-alta
  • [ɔ] uomo, vocale posteriore o velare, procheila, semiaperta o medio-bassa

Trascrizione fonetica e grafie alfabetiche

Non c’è un rapporto biunivoco tra suoni e unità grafiche. Allo stesso singolo suono possono corrispondere nella stessa lingua o in lingue diverse più grafemi differenti. L’ortografia italiana è abbastanza fedele alla fonografia. L’analisi linguistica deve essere precisa per comprendere le sfumature e le variazioni presenti nelle diverse lingue.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marydf00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Bombi Raffaella.
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