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La linguistica - Modulo A

Capitolo 1 - Il linguaggio verbale

La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua. Lo studio della lingua si può dividere in due sottocampi principali:

  • Linguistica generale, che si occupa di che cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue
  • Linguistica storica, che si occupa dell'evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti tra le lingue e fra lingua e cultura

Oggetto della linguistica dunque sono le cosiddette lingue storico-naturali, vale a dire le lingue nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani ora o nel passato: l'italiano, il francese, il cinese, il latino, il piemontese, ecc.

Tutte le lingue storico-naturali sono espressione di quello che viene chiamato linguaggio verbale umano. Il linguaggio verbale è una facoltà innata dell'homo sapiens ed è uno (e il più raffinato e complesso) degli strumenti e dei sistemi per comunicare.

Definizione di lingua

Occorre definire che cosa è una lingua. Possiamo definirla come un codice parlato tra più persone, un codice di comunicazione ovvero un sistema di comunicazione che può essere:

  • Naturale, spontaneo, verbale, non verbale
  • Artificiale, creato appositamente per comunicare

Le lingue come l'italiano, il francese, il cinese, il latino, il piemontese, sono lingue spontanee, quindi Naturali. Altro tipo di linguaggio spontaneo è quello non-verbale, riferito ai gesti: postura, paralinguistica, tonalità della voce, sguardo, ecc.

Ogni frammento di un messaggio verbale può essere tradotto in non-verbale, normalmente chiamato gesto. La comunicazione non-verbale è interculturale ma non assoluta per tutti i popoli.

Varietà delle lingue nel mondo

Difficile calcolare quante lingue nel mondo sono esistenti. In primo luogo occorre valutare quante varietà esistono, come ad esempio i dialetti. Inoltre non siamo in grado di conoscere le culture e le lingue delle zone socialmente inesplorate. A questo proposito il censimento ufficiale mondiale per valutare questi dati è regolarizzato attraverso il sito www.ethnologue.com circa 6800 varietà di linguaggi.

Il messaggio linguistico verbale è traducibile ed analizzabile per elementi interni, mentre quello non-verbale è più complicato. Nel primo caso ad esempio la frase: NON-HO-CAPITO è interamente analizzabile e riutilizzabile per altri messaggi. Si può dire che una frase può essere articolata all'infinito? Dipende dalla capacità del parlante di memorizzare e ripetere le parole in forma corretta.

Invece i gesti sono limitati e quindi non illimitati come nel caso di frasi strutturabili. Un messaggio si può diffondere nella LUCE (un gesto) o nell'ARIA (una esclamazione). Come ci muoviamo in questa dinamica? Sicuramente sappiamo che l'aria esiste sempre, mentre la luce ovviamente no. Di conseguenza il buio propensa un messaggio non di LUCE.

Trasponibilità di mezzo

Il messaggio come mezzo fisico di trasmissione può avere anche una importante caratteristica: TRASPONIBILITA' DI MEZZO, ovvero la possibilità di avere 2 canali linguistici:

  • Visivo
  • Fonico - Acustico

Un messaggio in lingua è convenzionale cioè non è possibile non interpretarlo, questo viene definito ARBITRARIETA': non c'è rapporto tra messaggio e ciò che si dice o si mima con gesto (UNIFICAZIONE CONVENZIONALE).

Altra proprietà delle lingue è che il messaggio in lingua è indipendente dalla situazione. Ad esempio si può dire "ieri non avevo capito", ma non si può esprimere con i gesti. Questa caratteristica è detta DISTANZIAMENTO, le lingue quindi possono comunicare situazioni nel tempo indipendentemente dalla situazione stessa.

Lingua parlata e scritta

Tutte le lingue sono parlate ma non tutte sono scritte. Prima viene la lingua parlata (PRIORITARIO), poi quella scritta. Lo scritto potremmo dire che è la traduzione grafica del parlato. A tal proposito per capire quante delle circa 6800 lingue parlate sono anche scritte si prende come riferimento la Bibbia, ovvero in quante lingue essa è tradotta. Per dare una risposta a questa domanda si faccia riferimento al fatto che sono 1/4 le lingue scritte rispetto quelle parlate.

Le tre categorie della comunicazione

  • Comunicazione in senso stretto
    • Emittente intenzionale
    • Ricevente intenzionale
  • Passaggio di informazione
    • Emittente non intenzionale
    • Ricevente (interpretante) intenzionale
  • Formulazione di inferenze
    • Nessun emittente
    • Interpretante

Lingua e linguaggio verbale umano

La lingua è il modo in cui si manifesta una comunicazione mediante messaggi formulati in una particolare lingua, cultura, società. Sono dei linguaggi verbali specifici paragonabili a moduli che ne permettono la loro interpretazione.

Il linguaggio verbale umano è una potenzialità dell'Homo Sapiens Sapiens di interpretare la lingua. Nonostante ciò ci sono dei casi eccezionali (es. ragazzi Lupo, una decina di casi in totale) in cui ragazzi giovani vissuti in isolamento con conseguente incapacità di esprimersi e apprendere. La facoltà di imparare si atrofizza se non attuata nei tempi opportuni.

Biplanarità dei segni

Tutti i segni hanno due piani fusi tra di loro:

  • Significante, segno che rappresenta il significato, cioè la parte grafica o il suono di un messaggio. È la parte materiale del messaggio.
  • Significato, informazione mentale associata al significante.

La capacità di associare i due piani descritti è data dal CODICE. Il modo in cui chiamiamo le cose è arbitrario. Ad esempio nel caso della parola "cane", non c'è rapporto tra l'animale cane e il suo modo di verbalizzarlo.

L'associazione tra significante e significato è il SEGNO SIGNIFICANTE/SEGNO SIGNIFICATO. Questa definizione è stata data da F. DE SAUSSURE, capostipite della Linguistica Generale ed è risalente al 1916. DE SAUSSURE diceva che i due aspetti del Segno erano le due facciate del foglio.

Il triangolo semiotico

Occorre introdurre una terza entità che riguarda il mondo esterno: IL TRIANGOLO SEMIOTICO. Quindi i segni sono relazionati e interpretati anche al REFERENTE, cioè al mondo esterno. Possiamo così sintetizzare:

  • Realtà linguistica --- SIGNIFICATO / SIGNIFICANTE
  • Realtà esterna ------- REFERENTE

Il significato è sempre associato al referente.

Concetto di arbitrarietà

Tra un referente ed un segno non c'è nessun rapporto. Nessuna ragione per cui viene chiamato un nome specifico. Linguisticamente possiamo definire i meccanismi che giustificano e che regolano questo concetto.

Il contenuto mentale si chiama SOSTANZA, ovvero uno spazio semantico che possiamo contenere nella nostra mente. Il segno espresso è la FORMA (secondo lingua specifica).

Non c'è relazione tra Forma e Sostanza, infatti ad esempio per uno stesso significato corrisponde a diversi significati nelle diverse lingue secondo contenuto mentale del luogo specifico.

Caratteristiche e definizioni di una lingua

  • FONEMI: suoni distintivi di una lingua
  • SOSTANZA FONICA: suono convertito nelle diverse variazioni all'interno di una lingua
  • ICONISMO: riproduce fattezze dell'oggetto, riferito ad aspetti esterni alle cose
  • ONOMATOPEE: aspetti che riconducono al significato in relazione al loro suono
  • IDEOFONI: esempio glu glu glu, zap, brrr, imitazioni della lingua che non fanno parte del vocabolario
  • FONOSIMBOLISMO: prospettiva che rappresentano i piccoli suoni (esempio la lettera "i" indica qualcosa di piccolo). Il loro significato non è comunque sostenibile dal punto di vista linguistico

Doppia articolazione

Una proprietà molto importante del linguaggio verbale umano è quella che viene chiamata DOPPIA ARTICOLAZIONE. La doppia articolazione consiste nel fatto che il significante di un segno linguistico è articolato a due livelli nettamente diversi.

  • Prima articolazione: A un primo livello, il significante di un segno linguistico è organizzato e scomponibile in unità (parti, pezzi, mattoni) che sono ancora portatrici di significato e che vengono riutilizzate per formare altri segni. Esempio: NON-HO-CAPITO
    • CAPITO (segmento, una parola del messaggio)
    • CAP (pezzo di significante che indica capire, capace, capiente)
    • IT (pezzo di significante che indica il participio passato di un verbo)
    • O (pezzo di significante che indica una parola maschile singolare)
  • Seconda articolazione: A un secondo livello, esse sono a loro volta scomponibili in unità più piccole che non sono portatrici di un significato autonomo. Prendendo l'esempio precedente: CAP è scomponibile in C-A-P, tali elementi che non sono più segni in quanto non hanno un significato e che chiameremo FONEMI, costituiscono le unità minime di seconda articolazione.

I MORFEMI possono essere scomposti in due sotto categorie: esempio nella parola GATTO:

  • GATT- Morfemi lessicali
  • -O Morfemi funzionali

Con più pezzi di seconda articolazione si possono formare diverse parole di prima articolazione: MA-MANO-MANOVRA-MANOVRATO-

La doppia articolazione dei segni linguistici costituisce un vero cardine del linguaggio verbale umano. Essa consente alla lingua una grande economicità di funzionamento: partendo da "mattoni" elementari di costruzione privi di significato, si può costruire un numero grandissimo di unità dotate di significato. È di conseguenza anche molto importante nella strutturazione della lingua il principio della combinatorietà, combinando unità minori si possono formare indefinite unità maggiori (segni).

Alfabeto Fonetico Internazionale

È detto BIUNIVOCO, ovvero lo stesso segno è rappresentato dallo stesso simbolo. Nel caso della parola, segno "capito" è così rappresentato, tenendo presente che tra le parentesi quadre viene indicato quando rappresenta e riproduce i suoni: [ Kπ'pito ]

Trasponibilità di mezzo

Il significante dei segni linguistici può essere trasmesso o realizzato sia attraverso il mezzo aria, il canale fonico - acustico (sotto forma di sequenza di suoni e rumori ad esempio) , sia attraverso il mezzo luce, il canale visivo - grafico (sotto forma di segni, disegni, lettere ad esempio).

Ex-cursus su lingua parlata e lingua scritta

Il parlato (= realizzazione del linguaggio verbale umano attraverso il mezzo fonico) è innanzitutto prioritario antropologicamente rispetto allo scritto (= realizzazione del linguaggio verbale umano attraverso il mezzo grafico). Tutte le lingue sono anche parlate, mentre non tutte le lingue parlate hanno anche una forma scritta.

Il parlato ancora, ha nelle nostre culture moderne una netta prevalenza statistica, nella vita quotidiana usiamo il parlato molto più dello scritto. C'è insomma una priorità ontogenetica (relativa al singolo individuo) del parlato: la fonia arriva prima della grafia nell'apprendimento.

Il difetto del parlato è che evapora, mentre lo scritto è permanente. Nelle società moderne, tuttavia, lo scritto ha una priorità sociale, avere una forma scritta è un requisito indispensabile per una lingua evoluta. Ha importanza e prestigio, è lo strumento di fissazione e ha validità giuridica.

Onnipotenza semantica

Consiste nel fatto che con la lingua è possibile dare un'espressione a qualsiasi contenuto, per lo meno nel senso che un messaggio formulato in qualunque altro codice o sistema di segni sarebbe sempre traducibile in una lingua, ma non ovviamente viceversa.

L'onnipotenza semantica si riferisce dunque al fatto che con la lingua si può parlare di tutto. Poiché però risulta a rigore difficilmente provabile che con la lingua si possa veramente dire tutto, è più prudente parlare piuttosto di plurifunzionalità. Per plurifunzionalità si intende che la lingua permette di adempiere a una lista molto ampia di funzioni diverse, tra le principali:

  • L'esprimere il pensiero
  • Il trasmettere informazioni
  • L'instaurare, mantenere, regolare rapporti sociali
  • Manifestare ed esternare i propri sentimenti e stati d'animo
  • Il risolvere problemi
  • Il creare mondi possibili

Lo schema di JAKOBSON

Modello di classificazione molto noto, si tratta dello schema di JAKOBSON, che identifica sei (classi di) funzioni, sulla base di un modello generale dell'evento comunicativo.

Funzione Esempio Significato
Emotiva o espressiva Che bella sorpresa Esprime sensazioni del parlante
Metalinguistica Ho detto pollo con 2 elle Specifica aspetti del codice
Referenziale o denotativa Il treno Intercity in partenza per Torino... Fornisce informazioni sulla realtà esterna
Conativa Chiudi la porta Far agire il ricevente
Fàtica Pronto? Ciao, Gianni! Verifica il canale di comunicazione tra i parlanti
Poetica Passo di Dante oppure ambarabbà cicci cocco... Mette in rilievo e sfrutta le potenzialità insite del messaggio

Produttività e ricorsività

Un'altra proprietà della lingua a cui si fa spesso riferimento, e che è connessa da un lato con la doppia articolazione e dall'altro con l'onnipotenza semantica, è quella della produttività. Con questo termine si allude al fatto che con la lingua è sempre possibile creare nuovi messaggi, mai prodotti prima, o anche di cose inesistenti.

La produttività è resa possibile in prima istanza dalla doppia articolazione, che come visto, permette una combinatorietà illimitata di unità più piccole, formanti un sistema chiuso, in unità via via più grandi e in numero teoricamente infinito.

La ricorsività è posseduta in maniera evidente dalla lingua ed è una proprietà formale molto importante della lingua; e significa che uno stesso procedimento è riapplicabile un numero teoricamente illimitato di volte, se sono date le condizioni in cui esso si applica. Da una parola posso ricavarne un'altra con l'aggiunta di un suffisso, e questa regola di suffissazione è ricorsiva: dalla parola ottenuta con l'aggiunta di un suffisso posso ottenerne un'altra, più complessa attraverso lo stesso procedimento, e così via.

Esempio:

  • ATTO
  • ATTUALE
  • ATTUALIZZARE
  • ATTUALIZZABILE
  • ATTUALIZZABILITA'

L'applicazione della ricorsività è in teoria illimitata, ma oltre un certo grado di lunghezza e complessità, provocherebbe grossi problemi nella memorizzazione, elaborazione e processazione del messaggio. In questo senso noi parlanti siamo utenti finiti di un sistema infinito.

Trasmissibilità culturale

Da un punto di vista antropologico, ogni lingua è trasmetta per tradizione all'interno di una società e cultura, come uno dei fatti costitutivi della cultura. Il linguaggio verbale è diverso dai linguaggi degli animali, i cui segni sono per lo più istintivi, trasmessi geneticamente. Questo non vuol dire che il linguaggio verbale umano sia un fatto unicamente culturale. In esso vi è infatti sia una componente culturale - ambientale, sia una componente innata. Il linguaggio è in tal senso universale, le lingue storico-naturali sono particolari.

Inoltre se entro l'età di 11-12 anni un essere umano non è stato esposto a stimoli linguistici provenienti dall'ambiente culturale in cui vive, lo sviluppo della lingua è in pratica bloccato (prepubertà linguistica).

Complessità sintattica

Altra proprietà della lingua molto interessante, consiste nel fatto che i messaggi linguistici, a differenza dei messaggi in altri codici naturali, possono presentare un grado di elaborazione strutturale, con una ricca gerarchia di rapporti di concatenazione e funzionali fra gli elementi disposti linearmente. Questa proprietà si può definire complessità sintattica. Fra gli aspetti che hanno rilevanza vi sono:

  • L'ordine degli elementi contigui, ci permette di capire chi fa che cosa
  • Le relazioni strutturali e le dipendenze che vigono fra elementi non contigui
  • Le incassature: in "il cavallo che corre senza fantino sta vincendo il palio", la parte del messaggio "che corre senza fantino" è incassata dentro la parte "il cavallo sta vincendo il palio"
  • La ricorsività
  • La presenza di parti del messaggio che danno informazioni sulla sua struttura sintattica la possibilità di discontinuità sintattica. Le costruzioni ammesse dalla lingua possono ammettere e richiedere che elementi o parti strettamente unite dal punto di vista semantico e sintattico non siano linearmente adiacenti.

I messaggi, segni possono avere le seguenti proprietà: LINEARITÀ, pezzi che si susseguono in una sorta di parti in successione DISCRETEZZA, sono ben distinguibili gli uni dagli altri. Attraverso l'alfabeto fonetico è possibile riconoscere i messaggi, segni, parole in relazione al loro suono: [ʃ] di sciocco è discreta e distinguibile rispetto la [s] di cosa.

Riepilogo proprietà della lingua

Sincronia e diacronia

I termini di sincronia (dal greco...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandro.lora-1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Berruto Gaetano.
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