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Capitolo 1: Il linguaggio verbale

La linguistica

La linguistica si occupa dello studio scientifico della lingua. È una disciplina che si suddivide a sua volta in due branche:

  • Linguistica generale
  • Linguistica storica

È una disciplina nomotetica perché non spiega come si deve parlare, bensì individua le regolarità della lingua; è una disciplina non osservativa perché la maggior parte dei fenomeni che studia non sono visibili; essa analizza il linguaggio come se fosse qualcosa di esterno; non si trova davanti qualcosa da studiare di già formato ma da formare; essa studia le lingue attraverso le lingue. Il comportamento linguistico reale è caratterizzato da fenomeni di disturbo (esitazioni, balbettii, ...) che sono chiamati rumore.

Oggetto della linguistica sono le lingue storico naturali, cioè quelle lingue che si sono sviluppate naturalmente lungo il corso della storia dell'uomo. Esse si oppongono alle lingue artificiali cioè quelle create in maniera intenzionale come ad esempio l'elfico di Tolkien. Esse sono espressione del linguaggio verbale umano, cioè la capacità di comunicare attraverso i segni linguistici associando due diverse entità:

  • Contenuti mentali significato
  • Contenuti sensoriali significante

Il requisito del linguaggio verbale umano è che il significante sia costituito da materiale sensoriale.

Il segno linguistico è qualcosa che sta per qualcos'altro e che permette la comunicazione. Essa non è altro che un'associazione sistematica di significanti verbali e significati. Ci sono 3 tipi di comunicazione:

  • Comunicazione in senso stretto: l'emittente e il ricevente sono intenzionali
  • Passaggio di informazione: l'emittente è non intenzionale e il ricevente è intenzionale
  • Formulazione di inferenze: nessun emittente, interpretante

Qualsiasi elemento che costituisce la realtà "significa" perché può essere interpretato. Questa ricchezza di senso prende il nome di significazione.

Proprietà del linguaggio verbale

Il linguaggio verbale ha varie proprietà:

  • Innato: è presente in ogni individuo sin dalla nascita
  • Immutabile: non cambia a causa di tempo, spazio, ...
  • Universale: tutti gli individui ne sono dotati
  • Inapprendibile: non può essere appreso ma è già presente
  • Incancellabile: non può essere dimenticato al contrario di una lingua
  • È indifferente al significante: lingue diverse esprimono lo stesso concetto (significato) con parole diverse (significanti)

Diversi tipi di segno linguistico

Esistono diversi tipi di segno linguistico:

  • Indici: non intenzionali e basati su un rapporto di causa-effetto (un'impronta di cavallo è un indice perché è di origine naturale, non volontaria e secondo un rapporto di causa ed effetto rimanda al fatto che un cavallo è passato in quel punto)
  • Icone: intenzionali e basati sulla similarità, riproducono l'immagine a cui fanno riferimento (un quadro che rappresenta un cavallo è un'icona perché rimanda al cavallo riproducendolo, creando qualcosa che assomiglia al cavallo reale)
  • Simboli: intenzionali e decisi per convenzione (il simbolo della pace è convenzionale, arbitrario, non c'è un motivo dietro alla scelta di tale simbolo per indicare il concetto di pace)

Per poter attribuire un significato a un segno è necessario conoscere il codice che non è altro che l'insieme di corrispondenze fissate per convenzione fra il segno e l'oggetto che esso indica. La formulazione di un codice prende il nome di codifica (quando noi parliamo stiamo compiendo un atto di codifica) mentre la sua interpretazione e comprensione viene chiamata decodifica (quando comprendiamo cosa ci viene detto stiamo di fatto decodificando un codice).

Le proprietà della lingua

Biplanarità

Il segno linguistico è dotato di biplanarità ed è quindi formato da due facce:

  • Il significante è la parte fisicamente percepibile (il suono emesso o i simboli scritti)
  • Il significato è il contenuto, la parte non percepibile, l'informazione veicolata

Arbitrarietà

Il rapporto tra significato e significante è del tutto convenzionale e può essere spiegato attraverso il triangolo semiotico. Il significato è il contenuto mentale convenzionalmente associato a un gruppo di suoni. Il significante è costituito dai suoni di cui è fatta la parola. Il referente è l'oggetto concreto in quanto tale.

Le lingue organizzano in modo indipendente il piano del contenuto e quello del significante. La forma è l'organizzazione che una lingua dà a una certa sostanza che può riguardare il piano del significato o il piano del significante. Il linguista Hjelmslev ha individuato 4 tipi di arbitrarietà:

  • Tra segno e referente: non c'è rapporto diretto tra la realtà esterna (referente) e il segno utilizzato per indicarla
  • Tra significante e significato: è arbitrario
  • Tra forma e sostanza del significato: la sostanza del significato rappresenta la totalità dei significati pensabili, mentre la forma del significato rappresenta la selezione che la lingua fa tra quei significati
  • Tra forma e sostanza del significante: la sostanza del significante rappresenta la totalità dei suoni producibili dall'apparato fono-acustico, la forma rappresenta invece la selezione che la lingua fa tra quei suoni

Ci sono però delle eccezioni all'arbitrarietà rappresentate da 4 elementi:

  • Ideofoni (fumetti)
  • Onomatopee
  • Plurale
  • Fonosimbolismo: in realtà il fonosimbolismo si divide in due categorie, mimetico (di cui fanno parte onomatopee e ideofoni) e sintetico (riguarda l'uso delle vocali e la loro associazioni a concetti di grandezza, come nel caso della "o", o di minutezza come nel caso della "i"; in realtà non sempre questa associazione è vera, basti pensare alla "i" in "big")

Doppia articolazione

Il significante di un segno linguistico è scomponibile in due unità:

  • Le unità di prima articolazione: i morfemi che sono portatori di significato (gatt-o)
  • Le unità di seconda articolazione: i fonemi che non sono più dotati di significato (g-a-t-t-o)

Alla doppia articolazione è collegato anche il concetto di economicità della lingua: una lingua è dotata di economicità perché tramite essa si possono creare infiniti messaggi a partire da un numero finito di elementi (morfemi e fonemi).

Trasponibilità nel mezzo

Il significante dei segni linguistici può essere trasmesso sia tramite l'aria grazie all'apparato fonico-acustico sia attraverso la luce tramite il canale visivo-grafico. Questa proprietà è chiamata trasponibilità nel mezzo. Il canale orale è tuttavia prioritario rispetto a quello visivo. Il parlato è prioritario antropologicamente poiché tutte le lingue scritte del mondo hanno anche una versione orale mentre non tutte le lingue orali hanno anche una versione scritta; è prioritario ontogeneticamente poiché ogni individuo impara prima a parlare e solo poi eventualmente a scrivere; è prioritario filogeneticamente poiché la scrittura si è sviluppata molto tempo dopo il parlare.

Il canale fonico acustico è preferibile perché esso è molto più semplice da utilizzare rispetto a quello visivo, inoltre il parlare può essere applicato in concomitanza con altre azioni, permette di trasmettere messaggi a più persone e permette di superare eventuali ostacoli che separano l'emittente e il ricevente, il messaggio inoltre non dura nel tempo, la ricezione e la produzione sono contemporanee, ...

Lo scritto ha però una priorità sociale (ufficialità).

Linearità

Il significante del segno linguistico viene prodotto e si realizza in successione nel tempo e nello spazio. Anche la decodifica avviene in maniera lineare. Tuttavia questa proprietà concede la possibilità di mettere in atto il cosiddetto stand by che permette di realizzare all'interno della frase delle sequenze sospese (Luca / prima di dormire / ha mangiato della cioccolata).

Discretezza

Se aumento il significante di un segno linguistico non aumenta anche il significato. La differenza fra gli elementi della lingua è assoluta e non quantitativa o relativa: le unità della lingua non costituiscono una materia continua ma c'è un confine preciso tra un elemento e l'altro. Ci sono delle eccezioni alla discretezza in alcune lingue che utilizzano la reduplicazione per formare il plurale.

Onnipotenza semantica

Con la lingua è possibile esprimere ogni contenuto. I limiti dell'onnipotenza semantica sono da individuare non nel linguaggio ma nella mente dell'individuo che lo utilizza.

Plurifunzionalità

Con la lingua si possono adempiere varie funzioni.

Riflessività

Con la lingua si può studiare la lingua stessa (metalingua).

Produttività

È sempre possibile creare nuovi messaggi mai realizzati prima tramite la lingua. È sempre possibile utilizzare in situazioni nuove messaggi già prodotti.

Ricorsività

Uno stesso procedimento linguistico è riapplicabile in maniera illimitata come nel caso della formazione di nuove parole tramite l'aggiunta di suffissi e prefissi.

Distanziamento

Si può trasmettere qualcosa di distante nel tempo e nello spazio.

Libertà da stimoli

Il linguaggio umano a differenza di quello animale può essere utilizzato anche se non c'è presenza di stimoli.

Complessità sintattica

Tramite la lingua si possono creare costrutti linguistici anche molto complicati. Tra gli aspetti che hanno rilevanza per quanto riguarda la complessità linguistica vi sono l'ordine, le dipendenze tra elementi non contigui della frase, e le incassature.

Equivocità

Non c'è rapporto biunivoco tra significante e significato di un segno linguistico. Questa proprietà si esemplifica nel fenomeno della polisemia che si ha quando ad uno stesso significante (parola) sono associati più significati (mano in quanto estremità del corpo umano oppure mano intesa come strato di pittura).

La lingua

La lingua è un codice che serve ad organizzare un sistema di segni arbitrari e doppiamente articolati veicolati principalmente attraverso il sistema fonico-acustico e posseduti come conoscenza interiorizzata che permette di trasmettere infiniti messaggi a partire da un numero finito di elementi.

I principi generali per l'analisi delle lingue sono 3:

  • La distinzione tra sincronia e diacronia: per diacronia (asse delle successioni) si intende lo studio delle lingue e della loro evoluzione nel corso del tempo mentre per sincronia (asse della simultaneità) si intende lo studio delle lingue effettuando come un taglio nella storia, le si studia in un preciso momento nel tempo.
  • La distinzione tra sistema astratto e realizzazione concreta che si articola in 3 diverse distinzioni individuate dai linguisti:
    • Saussure: langue/parole. La langue è astratta e sociale ed indica la lingua in quanto sistema astratto presente in ogni individuo. Parole invece è concreta e individuale e fa riferimento all'effettiva realizzazione dell'atto linguistico.
    • Hjelmslev: sistema/uso
    • Chomsky: competenza ed esecuzione

Con il primo termine di ciascuna coppia si fa riferimento all'insieme delle conoscenze mentali che sono alla base della creazione del messaggio (sistema astratto, potenziale), mentre con il secondo termine si fa riferimento alla effettiva produzione di un messaggio linguistico (realizzazione concreta, lingua messa in atto). La competenza di Chomsky è però astratta e individuale ed indica l'insieme delle conoscenze implicite che il parlante di una certa lingua possiede e che sta alla base di ogni sua produzione linguistica. L'esecuzione è invece concreta ma individuale poiché riguarda l'effettiva realizzazione dell'atto linguistico che viene portata a termine dal singolo individuo. Quindi langue non è del tutto sinonimo di competenza perché la prima è sociale mentre la seconda è individuale.

Alla competenza linguistica di Chomsky con cui si intende la conoscenza interiorizzata che un parlante ha della propria lingua materna viene associato il concetto di grammaticalità, cioè la capacità del parlante di produrre frasi grammaticalmente corrette. La competenza linguistica di Chomsky si contrappone però al concetto di competenza comunicativa di Hymes che indica con questo termine la padronanza del repertorio linguistico cioè l'insieme delle varietà di una lingua tra cui il parlante è in grado di scegliere in base alle situazioni comunicative. Alla competenza comunicativa sono associati i concetti di appropriatezza ed utilizzabilità.

  • La distinzione tra asse paradigmatico e asse sintagmatico: quando un individuo sceglie di utilizzare una determinata parola all'interno della frase sceglie quella determinata parola tra tante altre che potevano ricoprire la medesima posizione nella frase e che costituiscono un paradigma. La parola scelta ha con le altre parole del paradigma rapporti sul piano paradigmatico (piano delle scelte). La parola scelta deve inoltre coordinarsi con le altre parole che lo precedono o le seguono con cui ha rapporti sul piano sintagmatico (piano delle combinazioni).

L'analisi della lingua

Una lingua è una struttura molto complessa e per questo motivo esistono 4 livelli di analisi, tre per il significante e uno per il significato. Il significante viene studiato sia sul piano del significante come mero significante, sia sul piano del significante in quanto portatore di significato. Il primo livello di analisi riguarda lo studio delle unità di seconda articolazione che si concretizza nella fonetica e nella fonologia. Il secondo e il terzo livello di analisi riguardano invece lo studio dell'unità di prima articolazione e si concretizzano rispettivamente nelle discipline di morfologia e sintassi. Il piano del significato è infine studiato dal quarto livello di analisi della lingua che è rappresentato dalla semantica.

Capitolo 2: Fonetica e fonologia (primo livello d'analisi)

La fonetica

La fonetica si occupa di spiegare come sono fatti fisicamente i suoni. Essa si divide in 3 branche:

  • Fonetica articolatoria: studia i suoni e come sono articolati (processo di produzione del suono)
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinaorbacchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Gagliardi Gloria.
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