LA MORFOLOGIA
-È la forma, o meglio la struttura delle parole. La morfologia si occupa di parole; queste parole
nelle lingue sono soggette di modificazione ad es:
“libro” “ministro”
-FLESSIONE DELLE PAROLE: es si può riflette in libri oppure ministri,
ministra, ministre. La morfologia si intreccia sulla sintassi (morfosintassi) ambito della flessione.
-FORMAZIONE DI PAROLE NUOVE: Composizione, derivazione, prefissazione, in fissazione,
si intreccia con l’ambito del lessico.
PAROLA: La minima combinazione di elementi minori dotati di un significato, i morfemi
(costituiti da almeno un morfema), costruita spesso da una base lessicale. I criteri di definizione
della parola, possiamo menzionare: a) il fatto che all’interno della parola l’ordine dei morfemi
è
che la costituiscono rigido e fisso, inscindibile, ovvero, i morfemi non possono essere invertiti
“gatto”
o cambiati di posizione. Es (gatt-o) e non *ogatt (o-gatt). B) I confini di parola sono punti
è
di pausa del discorso. C) La parola di solito separata/separabile nella scrittura. D) la pronuncia
è è
di una parola non interrotta ed caratterizzata da un unico accento primario.
è
La parola un’unità fonologica, semantica e grammaticale. Rappresenta l’unione di una
particolare combinazione di suoni con un particolare significato, suscettibile di un particolare
è è
uso grammatico. DEFINIZIONE DI PAROLA: Dunque, tutto ciò che compreso tra due
spazi bianchi in un testo scritto. -Funziona solo per le lingue che hanno una forma scritta.
DEFINIZIONE FONOLOGICA: Tutto ciò che si raggruppa attorno a un accento primario. Es:
“daglielo, telefonale, dimmelo, gentiluomo, un bambino.
DEFINIZIONE SINTATTICA O DESTRIBUZIONALE: Unità della lingua che può essere usata
da sola, che può da sola formare un enunciato.
DEFINIZIONE MORFOLOGICA: Unità al cui interno non si può inserire dell’altro materiale
è
linguistico. (La parola una sequenza non interrompibile di morfemi).
è
Sul piano morfologico, una data combinazione di morfemi individuata come una parola sulla
base del grado di coesione interna. Per valutare la coesione tra morfemi, si mostrano
particolarmente determinanti alcuni criteri come: 1) LA NON INTERROMPIBILITA’ DELLA
COMBINAZIONE: Una parola non può essere liberamente interrotta da materiale morfologico.
2) LA POSIZIONE FISSA DEI SINGOLI MORFEMI: L’ordine dei morfemi che costituiscono
una parola non può essere modificato. 3) LA MOBILITA’ DELLA COMBINAZIONE: Una
parola può assumere posizioni diverse all’interno di un enunciato, nei limiti della relativa libertà
o rigidità si ordine dei costituenti di una data lingua. 4) L’ENUNCIABILTA’ IN ISOLAMENTO
DELLA COMBINAZIONE: Una parola può costruire un enunciato da sola.
“dentale”
MORFEMA: Scomposizione di una parola in pezzi più piccoli. Es. ha 3 morfemi:
“dent-” “al-” “e-”. “dent-” “Al-” è
Ritroviamo per es: dente, dentista, dentatura ecc. un morfema
“e-” è
che serve a ricavare aggettivi come stradale, mortale ecc. un morfema che esprime il
numero tipo gentile, abile, feroce ecc.
DEFINIZIONE: L’unità minima di prima articolazione, il più piccolo pezzo di significante di una
lingua portatore di un significato proprio, di un valore e una funzione precisi e individuabili, e
è
riusabile come tale. Il morfema la minima associazione di un significante e un significato.
SINONIMI DI MORFEMA: Un termine sinonimo di morfema a volte usato nella linguistica
è
europea "monema”. Gli autori che usano monema come termine per le unità minime di prima
“SEMANTEMI”
articolazione distinguono di solito due grandi classi di monemi che chiamano:
“MORFEMI”
quando sono elementi lessicali e quando sono elementi grammaticali e, infine, un
è “FORMATIVO”.
altro sinonimo
Nella morfologia c’è la distinzione tra morfema, morfo e allomorfo:
è
Il MORFEMA l’unità pertinente a livello del sistema;
è
Il MORFO un morfema inteso come forma, dal punto di vista del significante.
è
ALLOMORFO: la variante formale di un morfema, che realizza lo stesso significato di un altro
è
morfo equifunzionale con cui in distribuzione complementare. -è ciascuna delle forme diverse
in cui si può presentare uno stesso morfema, che sia suscettibile di comparire sotto forme
parzialmente diverse.
-ALLOMORFIA LESSICALE: “spostarsi
Il morfema lessicale col significa col significato avvicinandosi verso un luogo
determinato”, quello che troviamo nel verbo venire, appare in italiano nelle cinque forme ven-
(in venire, in venuto, in veniamo, ecc.), venn- (in venni, vennero, ecc.), veng- (in vengo,
è
vengono ecc.), vien- (in vieni, viene), ver- (in verrò, verrebbe, ecc.): ciascuna di esse un
allomorfo dello stesso morfema. Diremo allora che il morfema ven- (di venire) si presenta in
quattro allomorfi diversi.
-ALLOMORFIA GRAMMATICALE:
-abil, -ibil, -ubil, sono allomorfi di uno stesso morfema, col valore funzionale di formare aggettivi
con un significato di potenzialità (mangiabile, leggibile, solubile, ecc.). L’allomorfia può
“ven-”
riguardare sia i morfemi lessicali come nel caso e sia i morfemi grammaticali come nel
“-abil”.
caso
SUPPLETIVISMO:
-Casi in cui un morfema lessicale in certe parole derivate viene sostituito da un morfema (e
quindi rappresentato da un morfo) dalla forma totalmente diversa (e spesso di differente origine
etimologica) ma ovviamente con lo stesso significato: es. Il verbo andare (and-are) al presente
indicativo presenta forme come vado, vai (vad-o) (va-i), di diversa provenienza.
TIPI DI MORFEMI: Abbiamo 2 tipi di morfemi:
-CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE: in base alla funzione svolta, al tipo di valore che i
morfemi recano nel contribuire al significato delle parole.
-CLASSIFICAZIONE POSIZIONALE: basata sulla posizione che i morfemi assumono all’interno
della parola e sul modo in cui essi contribuiscono alla sua struttura.
|TIPI FUNZIONALI DI MORFEMI:
Abbiamo morfemi lessicali e grammaticali:
LESSICALI: Si trovano nel lessico, nelle parole di una lingua e sono una classe aperta, cioè
“liberi”
continuamente arricchibile di nuovi elementi. Essi sono morfemi in quanto possono
comparire anche isolanti ed avere comunque un significato.
GRAMMATICALI: Si trovano nella grammatica e costituiscono una classe chiusa, ovvero non
“legati”,
suscettibile ad accogliere nuove entità. Essi sono morfemi cioè non possono mai
comparire in isolamento, ma solo in combinazione con altri morfemi.
è
PAROLA PIENA: Non tale se non contiene un morfema lessicale; e un morfema lessicale da
solo può costruire una parola piena autonoma.
PAROLE FUNZIONALI: Spesso sono costruite da un solo morfema e sono invece parole vuote,
prive di significato lessicale. “affissi” è
MORFEMI GRAMMATICALI: Possono essere chiamati (un affisso ogni morfema che
si combini con una radice. Possono essere aggiunti a parole semplici e parole derivate, es
rileggere, soprabito, come parole derivate, es. Rilegatura, leggibilità (leggere-leggibile-
leggibilità). Abbiamo diversi tipi di affissi:
Prefissi: stanno prima della radice. I prefissi in italiano sono solamente derivazionali. Sarebbe la
negatività (in-).
Suffissi: stanno dopo la radice. Abbiamo suffissi valutativi: attraverso i quali si fa una valutazione
“casa”.
(casa-casina-casetta) la testa sarà
Desinenze: suffissi con valore funzionale.
Infissi: Sono quegli affissi che sono inseriti dentro la radice.
CIRCONFISSI (affissi che sono formati da due parti, una che sta prima dalla radice e l’altra che
sta dopo la radice, e che quindi contengono al loro insieme la radice
Transfissi: si incastrano alternativamente dentro la radice, dando discontinuità sia dall’affisso che
dalla radic
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