La serialità televisiva - Riassunto
Capitolo 1 – Terminologia
La golden age della serialità televisiva si colloca, in base alle statistiche, verso la fine del Novecento e l'inizio degli anni 2000. Ad oggi è diminuita la quantità di popolazione che utilizza strumenti come la tv per poter guardare serie televisive, ma sono in primo piano strumenti come Amazon e Netflix, che mettono a disposizione centinaia di serie tv e film visibili in qualsiasi momento. Di rilievo è comunque il fenomeno del binge watching, dove le persone preferiscono l'acquisto di dvd all'utilizzo di piattaforme streaming.
Innanzitutto bisogna distinguere il significato di episodio e puntata: l'episodio è l'unità narrativa, la puntata è l'unità di trasmissione: in una puntata possono esserci più episodi. Ad esempio, quando vengono trasmesse serie tv americane sui canali italiani, spesso vanno in onda due episodi da 40 minuti, in modo da adattare le tempistiche dello spettacolo americano a quello italiano.
In Italia la parola "serie" è utilizzata come un iperonimo, ma bisogna distinguere la serie dalla serie serializzata: la serie è caratterizzata da una narrazione verticale, mentre la serie serializzata ha una narrazione di tipo orizzontale: la narrazione verticale vede svilupparsi e concludersi una storia in un unico episodio, mentre la narrazione orizzontale vede nascere una storia che si conclude solo negli ultimi episodi della serie.
Passando alla terminologia televisiva, si utilizza il termine fiction per inquadrare un qualsiasi tipo di serie di tipo narrativo. Si utilizzano i termini soap opera e telenovela per indicare rispettivamente una serie tv priva di conclusione narrativa, tendenzialmente infinita (come Beautiful, in onda dal 1987), e una serie molto lunga registrata in paesi sudamericani, che ha però una lontana conclusione narrativa.
Per quanto riguarda la sitcom, essa è un formato televisivo di brevissima durata che trova larga condivisione tra i giovani: miniserie e film tv sono formati televisivi italiani. Particolari sono i film seriali, cioè quei film che narrano della storia di uno stesso soggetto in più film in uscita in anni anche molto distanti tra loro (es. Rambo, Rocky).
Si utilizzano i prequel, i sequel e gli spin-off per dare continuità ad una serie che ha riscosso particolare successo: nei prequel si parla di quello che avviene prima della serie madre, nei sequel si parla di ciò che avviene dopo e negli spin-off si racconta la storia di uno dei personaggi.
Il pilot, invece, è l'episodio iniziale di una serie, che è importante nella creazione del legame tra l'audience e la tv: vengono proposti centinaia di pilot, ma, dopo essere stati analizzati, solo alcuni arrivano alle selezioni finali.
Spesso vengono acquistati formati televisivi da altre nazioni, e si parla di scripted format (es. I Cesaroni). Particolare è l'utilizzo delle serie antologiche, cioè di brevi film apparentemente indipendenti tra loro che vengono riuniti sotto un'unica serie (es. Black Mirror).
Un atto spesso ripudiato dagli amanti delle serie tv è lo spoiler, cioè anticipare in modo inopportuno la conclusione di un'opera a chi non l'ha ancora vista.
A caratterizzare la struttura delle serie ci sono dei nodi testuali, cioè degli schemi fissi che vengono rispettati per la struttura degli episodi. Partendo dal principale, la sigla, che è un elemento di grande interesse: quelle italiane di solito precedono la narrazione e hanno una durata abbastanza lunga. Quanto alle tecniche di regia, esistono sigle di base molto semplici o sigle più elaborate: molto interessante è quella di Breaking Bad, in cui gli elementi della tavola periodica costituiscono i titoli di testa attraverso giochi di dissolvenza, e di rilievo è quella di Romanzo Criminale, in cui viene fornita una panoramica su soldi, droga e polizia, gli elementi su cui si concentra la trama della serie.
Peculiare è il caso di Better Call Saul, serie di Vince Gilligan che ha volutamente scelto di creare una sigla a bassa definizione, dichiarando di averla pensata per differenziarsi dalle sigle ben ricercate delle serie contemporanee. Molte serie decidono invece di non puntare sulla grandiosità della loro sigla, con il fine di focalizzare l'attenzione unicamente sulla storia raccontata: è il caso di Gomorra, la cui sigla ritrae il nome della serie in stampatello in color ruggine, simbolo di decadenza e del marcio.
Secondo elemento fondamentale delle serie è il riassunto degli episodi precedenti, chiaramente presente in serie orizzontali, con lo scopo di rinfrescare la memoria allo spettatore su determinati personaggi o sul filone narrativo.
Altro elemento importante è il teaser, un nodo testuale che ha la funzione di anticipare la narrazione vera e propria: quando esso si trova nell'episodio pilota di una serie, fa da introduzione all'intera serie. Better Call Saul è un esempio di questo, in quanto la storia di Jimmy McGill parte dalla scena in cui Saul Goodman guarda le sue vecchie videocassette di sport pubblicitari, da cui parte un flashback che dà vita allo spin-off.
Di indubbio rilievo è anche l'epilogo, ovvero la fine dell'episodio: se si tratta di serie orizzontali, non è rara la presenza di cliffhanger, cioè della creazione di momenti di tensione che verranno sciolti nella puntata successiva. Esiste il caso drammatico in cui una serie tv non vede la sua fine, per ragioni legate all'eliminazione della serie, ad esempio.
Molto spesso i finali delle serie orizzontali sono fortemente criticati, a causa dell'aspettativa creata nel pubblico: serie aspramente criticate per il loro finale sono state, ad esempio, How I Met Your Mother e Dexter, ecc.
Lo schema di una serie orizzontale può essere il seguente: riassunto degli episodi precedenti → teaser → interruzione del momento di tensione per dare spazio alla sigla → titoli di testa alla ripresa della narrazione → narrazione → epilogo.
Lo schema di una serie verticale può essere la seguente: teaser → sigla → primo atto → secondo atto (momento di svolta) → soluzione → epilogo.
Infine, lo schema di una sitcom può essere il seguente: breve teaser → conflitto/confusione → risoluzione → tag (scena conclusiva con la presenza dei titoli di coda).
Successivamente ci sono i nodi microtestuali, cioè elementi tecnici di regia: è presente lo sguardo in macchina, nel caso in cui il punto di vista di alcuni protagonisti coincide con quello della videocamera. Inoltre, si distinguono l'oggettiva, cioè quando lo sguardo della telecamera è esterno ai personaggi, e la soggettiva, in cui si vive la situazione dal punto di vista di uno specifico personaggio.
Peculiare è l'oggettiva dell'irrealtà, di marchio Vince Gilligan, che per primo ha fornito il punto di vista di un oggetto inanimato. Inoltre ci sono tre cambi di tempo: il flashback, il flashforward e il flash sideway. Il flashback è il nodo testuale più utilizzato, e fa riferimento ad elementi precedenti alla narrazione che sono utili per spiegare eventi successivi. Il flashforward comporta un salto in avanti nel tempo: si fa vedere parte della conclusione dell'episodio all'inizio per poi spiegare come ci si è arrivati. Il flash sideway, con marchio di fabbrica Lost, narra una realtà parallela alla narrazione: nella serie citata, si fa vedere come sarebbe stata la vita dei protagonisti se l'aereo non fosse precipitato.
Parlando delle ambientazioni sociali, in alcune serie come le sitcom prevalgono gli interni domestici, e le scene esterne sono pochissime: ce lo testimonia The Big Bang Theory, dove le scene non domestiche sono ambientate perlopiù in auto. Per il resto delle serie, l'ambientazione è libera: in Prison Break in ogni stagione è presente un penitenziario diverso, e si alternano scene in cella con scene di evasione, così come in 24 ogni episodio c'è un'ambientazione diversa.
Nelle serie americane è ricorrente l'ambientazione newyorkese, con l'utilizzo di parchi, università e ambientazioni tropicali. Importante è il concetto di work-family, secondo cui coloro che fanno parte di una serie, e che apparentemente non hanno tratti in comune tra loro, imparano a conoscersi e ad accettarsi, come accade tra i naufraghi di Lost o tra i galeotti di Prison Break.
Alcune serie presentano una prevalenza del protagonismo individuale (Jack Bauer in 24), e danno vita alle serie eponime, cioè che prendono il titolo dal nome del protagonista (Better Call Saul, Starsky & Hutch). Ma nella maggior parte dei casi è presente il protagonismo corale, in cui il protagonista basa la sua storia sugli episodi degli altri attori: in Prison Break, ad esempio, siamo tutti compagni di cella di Michael Scofield quando guardiamo la serie e speriamo di riuscire ad evadere da Fox River.
Un principio alla base della produzione seriale è l'autorialità collettiva, secondo cui la serie è frutto del lavoro di molti autori, in cui il più importante è lo showrunner, cioè colui che guida la serie dall'inizio alla fine, curando gli aspetti creativi ed organizzativi.
Per quanto riguarda le parole e i silenzi, molto importante è l'uso della parola nelle sitcom, mentre nelle serie di Vince Gilligan ci sono personaggi in silenzio per 6-7 minuti. Una possibilità di cui si avvalgono i registi è l'utilizzo del monologo della voce narrante, che spesso vengono preferiti alle conversazioni con cambio di turno, che risultano complessi ma ordinati, ovvero in assenza di sovrapposizioni di turni che caratterizzano la vita quotidiana: ovviamente anche in questo caso ci sono delle eccezioni alla regola. La realizzazione tecnica del dialogo è il primo piano con stacco: è frequente anche il walk and talk, che troviamo in Dr. House, in cui i medici dialogano tra loro mentre camminano nei corridoi per trovare soluzioni ai problemi dei propri pazienti.
Per informarsi su serie tv e film, ad oggi la rete ci permette di trovare dati sul web, tramite siti dedicati, le piattaforme come Wikipedia, ben forniti di notizie, e, in ultimo, informazioni tramite vecchi dvd che inglobano magari anche scene tagliate provenienti dal backstage.
Negli ultimi anni si stanno sviluppando anche serie in paesi europei e non che stanno cambiando gli equilibri della serialità: parliamo della stessa Gomorra, dopo la produzione di grande successo internazionale, della Spagna con La casa de Papel e dell'Israele con i suoi film d'azione e i suoi thriller.
Capitolo 2 – I generi della vita e della morte: il poliziesco, il legal drama, il medical
Sicuramente il genere poliziesco è di larghissima fortuna mondiale, e rappresenta da solo una fetta rilevantissima della serialità mondiale. Allo stesso modo anche il medical è un genere di grande longevità: in entrambi questi due generi vengono utilizzati senza risparmio elementi fondanti del thriller, cioè i falsi indizi, i colpi di scena, il ritmo molto alto, ecc.
Il nodo macrotestuale più di rilievo è quello dell'investigatore, che possiede la capacità di catturare dettagli e organizzarli in modo coerente per creare delle soluzioni. Con le serie tv odierne cambiano molti aspetti rispetto ai film polizieschi, in quanto non ci si affida più all'indagine solitaria del protagonista, ma ad un'indagine corale affidata ad un distretto di polizia. In questo senso è stato fondamentale il ruolo di CSI, la serie che ha cambiato questo genere: nata nel 2000, non ha più sparatorie e inseguimenti come nel passato, ma il pool di esperti incastrano il colpevole con l'ausilio della scienza e di macchine di ultima generazione. Caratteristica distintiva di CSI è l'utilizzo dell'iperrealismo, cioè...
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