Prima lezione di storia greca
L'occhio e l'orecchio
Erodoto, Gige e Candaule - I libro → Introduzione con la storia dell’occhio e dell’orecchio. Quando ha solo sentito Erodoto lo specifica → devozione all’autopsia.
Polibio ed Eraclito - Lo stesso dice citando Luciano di Samosata - prende in giro uno di Corinto che non ci ha mai messo piede ma dice di Marco Aurelio in Mesopotamia → Luciano, Storia Vera, parodizza gli imitatori e i narratori pretenziosi di aver visto tutto quando ne hanno visto solo una parte.
In incipit dice di non aver visto nulla e di scriverlo. Sosia nell’Anfitrione - dice di non aver visto e quindi di raccontare il falso. Truculentus - Diverso quello che dice di aver visto, a differenza di molti soldati bugiardi. Tucidide - invece proclama il suo racconto vero nella totalità, anche se minuziosamente ricostruito con testimonianze e spiega il suo metodo, anche se non la sua criticità.
Udito e vista
Udito e vista coincidono nella parola → es. Oratore lo senti e lo vedi. Ma dei discorsi pubblici ci rimane poco, molto invece dei discorsi dei re. Ecateo di Mileto opponeva il suo punto di vista a quello del sovrano.
Liu Xie, Tesoro delle lettere in oriente, nel suo raccontava di come lo storiografo fosse un funzionario e ce n’era uno a sinistra che registrava gli avvenimenti e quello a destra le parole.
Problema degli eventi passati vs contemporanei
Quelli passati possono andar perduti se nessuno li racconta perché pensa non siano meritevoli di attenzione poiché successivi a un Pentekontaetia grande evento (es. successiva alle guerra persiane). Liu Xie ed Eforo credono si debba parlare in modo coinciso del passato e in modo minuzioso del presente per risultare credibili.
Racconto e documento
Protagonisti non erano i documenti ma i testimoni diretti nell’antichità. Noi, per la scarsezza delle fonti primarie, dobbiamo considerare la storiografia un documento. Tucidide, purtroppo, come Churchill, ci dà un racconto "di parte" riguardo l’evento.
Certamente sono anche sopravvissute lastre di marmo, pietra, piombo (esposte al pubblico a differenza della pergamena che veniva conservata in archivio, tutelate dalla legge contro la casuale contraffazione). Il problema è che questo materiale ci è pervenuto e non è che un frammento della quotidianità greca nella sua interezza. Non facciamo altro che accostare queste fonti dirette a racconti storiografici senza spesso sapere a quali documenti gli storiografi abbiano fatto riferimento nel momento della selezione delle loro fonti e mischiamo casualmente pezzi spesso erroneamente.
Quando parlano le pietre
Spesso le epigrafi rispetto alle pergamene erano riassunte. Esse non avevano lo scopo di essere solo esposte al pubblico (per quello c’erano i sin legno che venivano esposte negli spazi dedicati al demos). Se si incideva su pietra si voleva rendere il documento duraturo: es. i trattati internazionali o gli onori ai singoli cittadini (probabilmente da loro esplicitamente richiesti con le relative spese in denaro).
IV secolo e le epigrafi funerarie
Louis Robert nota che dilagano numerose epigrafi funerarie, es. quella di Enoanda, tappezzata di scritti epicurei, unendo propaganda filosofica, gratitudine per il cittadino e ostentazione del prestigio, ma non possiamo collocarlo cronologicamente perché giuntoci senza intermediari.
Molte pratiche però sono emerse solo dalle epigrafi: es. Giudici stranieri per le contese tra classi Egesippo oppure testimonianze indirette sulla società, es. Pirateria grazie all’epigrafe su Antipappo che salvarono dalla schiavitù dei pirati 30 donne.
Cronaca di Paro III sec. a.C.
La ritrovata nel 1627 e conservata a Londra che arriva fino al Diodoro Siculo colmando il vuoto storico creatosi tra la storia pervenutaci tra Filippo V e Zeus Dosone in Caria.
La lettera di Res gestae di Augusto ci testimonia la conquista della Caria. Le Res gestae di Augusto ci danno una visione globale del suo principato.
La storia segreta
In Vita di Lisandro, Plutarco ci parla di una cintura di cuoio che avvolta ad un bastone era capace di scrivere messaggi crittografati. Cesare, Polibio - Svetonio riporta analogamente il caso di solo che a differenza di (ha sentito solo parlare del sistema ma non aveva letto sti messaggi) ne riusciva a decifrare il messaggio.
La vera storia, quella che racchiude le ragioni più profonde e autentiche, è proprio quella segreta, ma purtroppo è andata persa.
I falsi documenti
480 a.C - Tutto ciò risalente a prima del fu bruciato nella colmata persiana. Aristotele, Plutarco, Demostene, Gellio e Pausania non si interrogano sull’autenticità dei documenti che precedono quella data. Come facevano i 30 Solone? a conoscere le leggi di Solone e gli oligarchi Clistene?
Quelle di Solone durarono pochi mesi, probabilmente rifabbricate dopo la vittoria di Atene. Jameson, decreto di Temistocle → nel 1960 pubblica una realtà dove i Greci ripetevano numerose volte sulle lastre questo glorioso evento che gli faceva onore, specialmente nel IV sec. quando il panellenismo dilagava.
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