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Traduzione e semiotica

Legata alla semiotica, Lotman vede la lingua come un sistema modernizzante primario, inscindibile dalla cultura, essendone corpo. Mounin afferma che il punto di partenza e il prodotto finale della traduzione sono funzioni all'interno di una data cultura. Jackobson sostiene che è impossibile ottenere equivalenza; la traduzione è solo un'interpretazione adeguata degli elementi codificati per lui.

Approcci alla traduzione

Nida descrive il processo di codificazione e ricodificazione come: LP (Lingua di Partenza) -> analisi -> transfer -> ristrutturazione -> LA (Lingua di Arrivo). Ludskanov parla di trasformazioni semantiche, ovvero la sostituzione dei segni di un altro codice preservando le informazioni invianti rispetto a un sistema di referenza dato.

Relazioni linguistiche e culturali

Sausurre individua rapporti sintagmatici orizzontali (parola-parola) e verticali (parola-struttura linguistica). Sapir afferma che ogni lingua rappresenta una realtà distinta. Firth definisce il significato come un insieme di rapporti di vario tipo fra i termini che compongono un contesto situazionale.

Responsabilità del traduttore e tipi di equivalenza

Levy ritiene che il traduttore debba sempre trovare una soluzione funzionale per significato, forma e stile, avendo una responsabilità morale nei confronti del lettore. Dagut distingue tra riproduzione e traduzione, senza considerarne la trasformazione semiotica. Popovic identifica diversi tipi di equivalenza:

  • Linguistica: parola per parola
  • Paradigmatica: grammaticale (diversa da lessicale)
  • Stilistica: espressiva
  • Testuale: di forma e configurazione

Neubert studia la traduzione come processo e prodotto, evidenziando la necessità di una teoria dell'equivalenza. Broeck avverte che siamo troppo vincolati al concetto matematico di equivalenza. Nida distingue tra traduzione dinamica (messaggio uguale) e formale (corrispondenza frase-frase-concetto-concetto).

Nucleo invariante e equivalenza globale

Popovic parla di un nucleo invariante, cioè elementi semantici stabili, basilari, costanti. Le trasformazioni e le varianti non cambiano il nucleo del significato ma variano la forma espressiva. L'invariante è ciò che c'è di comune in tutte le traduzioni ed è dinamico. L'equivalenza globale si riferisce a:

  • Fra segni e segni
  • Fra segni e ciò che significano
  • Fra segni, ciò che significano e l'utente

Durisin afferma che l'equivalenza non riguarda tanto i linguaggi naturali quanto le procedure artistiche, che devono essere collocate nel preciso contesto culturale di cui fanno parte.

Considerazioni di Lotman e Catford

Lotman descrive il testo come limitato e strutturato secondo un'organizzazione interna, in cui i segni sono in relazione ed opposizione con i segni esterni. Un traduttore deve considerare sia gli aspetti autonomi che comunicativi. L'equivalenza è quindi una relazione dialettica tra i segni e le strutture interne ed esterne di LA e LP.

Per perdite ed acquisizioni, lo spazio e il tempo sono fondamentali. Le perdite si riscontrano quando un concetto è intraducibile in un'altra lingua. Catford distingue due livelli di intraducibilità:

  • Linguistico: quando LA non ha sostituti lessicali e sintattici per un elemento di LP
  • Culturale: mancanza nella cultura LA di tratti situazionali che possano rispecchiare il testo in LP

Popovic parla anche di due livelli di intraducibili, senza una netta distinzione tra linguistica e cultura: il primo indica la mancanza di connotazione o denotazione in LA, il secondo la mancanza di un'espressione del significato adatta (es. "Have a nice day").

Opinioni di Mounin e Levy

Mounin sottolinea che:

  • Esperienza personale è intraducibile
  • Le unità di base di due lingue non sono sempre comparabili
  • Per comunicare si deve considerare la situazione di parlante e ascoltatore o di autore e traduttore

La traduzione è un processo dialettico che può essere portato a termine con discreto successo. Levy considera la traduzione un atto intuitivo e creativo.

Cicerone, Orazio e la traduzione poetica

Cicerone e Orazio vedono il traduttore come poeta, con il dovere umanitario di diffondere la saggezza e l'arte di dare forma e vita a un poema. I Romani sono stati accusati di mancanza d'originalità a causa delle numerose traduzioni, creando una gerarchia di testi riflettente quella sociale basata sulla Ragione. Cicerone crede di non utilizzare la Ragione in modo da annientare e dominare il modello di partenza.

Cicerone e Orazio distinguono la traduzione parola per parola da quella di senso e usano la traduzione per aggiungere neologismi, anche se Orazio ne raccomanda la moderazione, sacrificando la fedeltà all'estetica. Il fatto che i Romani sapessero leggere il greco conferma la traduzione come arricchimento.

Traduzione biblica e impatto culturale

Con il trilinguismo e bilinguismo nell'impero, si ampliò il divario tra latino scritto e parlato. Un Anonimo del Sublime affermava che "l'imitazione del passato porta al sublime". La Bibbia fu tradotta per divulgare la parola di Cristo. San Gerolamo tradusse il Nuovo Testamento (di senso). Fino al sorgere degli stati nazionali, la traduzione biblica era centrale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/12 Lingua e traduzione - lingua inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher heiwa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e traduzione inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Fortunato Elisa.
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