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TRADUZIONE—>Legata alla semiotica

Lotman=lingua come sistema modernizzante primario, inscindibile dalla cultura, essendone corpo

Mounin=punto di partenza e prodotto finale della traduzione sono funzioni all’interno di una data

cultura

Jackobson=è impossibile ottenere equivalenza(la traduzione è solo un’interpretazione adeguate

degli elementi codificati per lui)

Nida=processo di codiciazione e ricodificazione

LP->analisi->transfer->ristrutturazione->LA

Ludskanov=trasformazioni semantiche (sostituzione dei segni di un altro codice preservando le

informazioni invianti rispetto a un sistema di referenza dato)

Sausurre=rapporti sintagmatici orizzontali (parola-parola) e verticali(parola-struttura linguistica)

Sapir=ogni lingua rappresenta una realtà distinta

Firth=significato come insieme di rapporti di vario tipo fra termini che compongono un contesto

situazionale

Levy=il traduttore deve trovare sempre e comunque una soluzione funzionale per significato,

forma e stile.Egli ha una responsabilità morale nei confronti del lettore.

Dagut=distingue riproduzione da traduzione senza considerarne la trasformazione semiotica.

Popovic=equivalenza

1.linguistica=parola x parola

2.paradigmatica=grammaticale(diversa da lessicale)

3.stilistica=espressiva

4.testuale=di forma e configurazione

Neubert=studio della traduzione come processo e prodotto, è necessaria una teoria

dell’equivalenza

Broeck=siamo troppo vincolati al concetto matematico di equivalenza

Nida= differenza tra traduzione dinamica (messaggio uguale) e formale (corrispondenza frase-

frase-concetto-concetto)

Popovic=nucleo invariante (elementi semantici stabili,basilari,costanti). Le trasformazioni e le

varianti non cambiano il nucleo del significato ma variano la forma espressiva. L’invariante è ciò

che c’è di comune in tutte le traduzioni ed esso è dinamico

Equivalenza globale=1)fra segni e segni 2)fra segni e ciò che significano 3)fra segni, ciò che

significano e l’utente

Durisin=equivalenza non tanto di linguaggi naturali ma di procedure artistiche, da collocare nel

preciso contesto culturale di cui fanno parte

Lotman=testo limitato, esplicito(espresso con segni precisi) e strutturato secondo

un’organizzazione interna.I segni del testo sono in relazione ed opposizione con i segni esterni al

testo.Un traduttore deve tener presente quindi sia gli aspetti autonomi che comunicativi

Quindi l’equivalenza è una relazione dialettica tra i segni e le strutture interne ed esterne di LA e

LP.

Per perdite ed acquisizioni lo spazio e il tempo sono fondamentali, le perdite si riscontrano

quando un concetto è intraducibile in un’altra lingua.

Catford=due livelli di intraducibili 1)Linguistico(Quando LA non ha sostituti lessicali e sintattici per

un elemento di LP) 2)Culturale(mancanza nella cultura LA di tratti situazionali che possono

rispecchiare il testo in LP). Se la cultura è dinamica anche la terminologia della struttura sociale lo

è, e questo Catford non lo considera.

Anche Popovic parla di due livelli di intraducibili, senza attuare una netta distinzione tra linguistica

e cultura: il primo indica la mancanza di connotazione o denotazione in LA 2)Mancanza di un

espressione del significato adatta (es.Have a nice day)

Mounin:1)Esperienza personale intraducibile 2)Le unità di base di due lingue non sono sempre

comparabili 3)Per comunicare si deve considerare la situazione di parlante e ascoltatore o di

autore e traduttore.

La traduzione è processo dialettico che può essere portato a termine con discreto successo

Levy=la traduzione è atto intuitivo e creativo.

Cicerone e Orazio->traduttore=poeta 1.universale dovere umanitario di diffondere la saggezza

2.straordinaria arte di dare forma e vita ad un poema

I romani sono stati accusati i mancanza d’originalità a causa delle numerose traduzioni

Crearono una gerarchia di testi riflettente quella sociale basata sulla Ragione

Cicerone crede però di non utilizzare la Ragione in modo che essa annienti e domini il modello di

partenza.Cicerone e Orazio distinguono la traduzione parola per parola da quella di senso. Usano

la traduzione per aggiungere neologismi (anche se Orazio ne raccomanda la moderazione)

sacrificando la fedeltà all’estetica.

Il fatto che i romani sapessero leggere il greco non va che riconfermare la traduzione come

arricchimento. In seguito trilinguismo e bilinguismo nell’impero ampliarono il divario tra latino

scritto e parlato. Anonimo del Sublime “‘imitazione del passato porta al sublime”

Bibbia=traduzione per divulgare la parola di Cristo. S. Gerolamo traduce il Nuovo Testamento (di

senso).Fino al sorgere degli stati nazionali la traduzione biblica era centrale (con lei crollò anche la

lingua latina) e la traduzione venne usata come arma di conflitti dogmatici e politici.

Wycliffe fece la prima traduzione inglese della Bibbia, si rivoluzionò il significato del testo nella

Chiesa:egli voleva garantire libero accesso al testo e fu etichettato lollardo. Nel prologo il

discepolo Purvey specifica le fasi traduttive: 1-raccolta bibbie 2-confronto 3-consultazione

significati parole 4-traduzione di senso corretta da collaboratori

L’obiettivo era chiarire gli errori delle versioni precedenti e rendere in un volgare soddisfacente

esteticamente e comprensibile il testo alla gente comune(si ripropose con Tyndale nel

1525,Lutero, Erasmo).Nel Rinascimento, dove la condanna a morte per eresia era ricorrente, il

senso letterale era fondamentale, ciò aveva però pari rilevanza dello stile volgare.

Alfredo il Grande (X sec.) crede che l’accesso ai testi debba essere per tutti, in modo tale che la

traduzione investa anche un ruolo didattico, morale, politico ed aiutava ad affinare le doti

oratorie.Quintiliano si sofferma su questo suddividendo in due le aree di studio: Trivium(lettere) e

Quadrivium(scienze) e sottolinea l’importanza della parafrasi come strumento didattico di analisi

testuale e sperimentale (bisogna prima farne una fedele e poi personalizzarla, anche dal greco al

latino e viceversa).

Folena (preceduto da Bacon e Dante): esistono traduzioni veritcali (dal latino al volgare) e

orizzontali (inglese-normanno).

Con l’avvento della stampa si giunse alla teorizzazione della traduzione per le nuove scoperte

geografiche e scientifiche.Il primo fu Dolet che credeva che il traduttore dovesse:1)Comprendere

significato dell’autore originale 2)Possedere perfetta conoscenza delle 2 lingue 3)Evitare di

rendere parola per parola 4)Usare espressioni comuni 5)Ordinare le parole appropriatamente.

Chapman lo riprende e nella traduzione dell’Iliade aggiunge di non fare traduzioni troppo libere,

basandosi sullo studio di versioni precedenti e mai mancare allo spirito originario dell’opera. In età

elisabettiana Matthiesson sottolinea la vivacità e l’immediatezza che si apportano al testo.

Wyatt nelle sue tradizioni petrarchiste si focalizza sul significato in relazione al lettore.

Holland traduce Livio in una lingua popolare, sacrificandone l’eloquenza (per suo spiccato

nazionalismo).Nel Rinascimento quindi il traduttore si poneva come rivoluzionario piuttosto che

come servitore del testo.

Il 1600 tra conflitti tra Monarchia e Parlamento e cristianesimo e scienza portò a nuove idee sulla

traduzione- Il metodo di Cartesio veniva riflesso nella formulazione di regole di produzione

estetica.Si cercò nel passato modelli di riferimento. In Francia si traducono i classici e si sviluppa

il teatro. In Inghilterra l’arte diventa ordine elegante ed armonioso della Natura. Denham metteva

traduttore e scrittore sullo stesso piano (il primo doveva enucleare il pensiero del secondo ed

esporlo in LA).Cowley aggiunge che non voleva far conoscere solo il pensiero ma anche il modo

di scrivere dell’autore. Jonh Dryden distingue tre tipi di traduzione:1-Metafrasi(parolaxparola) 2-

Parafrasi(secondo il senso) 3-Imitazione(allontanamento nella misura opportuna al traduttore).Egli

crede che il più idoneo sia il secondo e che bisogna essere poeti, aver padronanza linguistica in

entrambe le lingue e cogliere lo spirito di AP e conformarsi ai canoni estetici di LA(fa parlare ai

personaggi la lingua del proprio tempo). Nel 1700 Johnson:le aggiunte in un testo sono opportune

solo x far guadagnare eleganza e sostiene Pope quando dice che lo scopo di uno scrittore è

essere letto.In questo periodo il traduttore è pittore e imitatore con un dovere morale da assolvere

nei confronti di LP e nei lettori LA.Goethe ritiene che ogni letteratura attraversa tre generi di

traduzione che posso anche essere contemporanei 1-Conoscere l’estero dalla propria prospettiva

2-Appropriazione attraverso sostituzione e riproduzione 3-Identità perfetta tra TP e TA.

Alexander Fraser Tytler effettua il primo studio sistematico in inglese dei processi di traduzione:1-

Deve essere una trascrizione completa dell’idea dell’opera originaria 2-Lo stile e il modo devono


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heiwa

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher heiwa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e traduzione inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Fortunato Elisa.

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