1.La trasposizione
La trasposizione è il procedimento produttivo che consiste nel sostituire una parte del discorso, una categoria grammaticale, con un'altra.
Per esempio in italiano dalla stessa cosa dire: io credo che sia sbagliato>secondo me è un errore. Gli enunciati sono diversamente
organizzati, ma sinonimi tra loro: l'espressione dell'opinione viene talvolta da un predicato verbale (io credo, io non credo) da un
complemento di termine (a mio parere, secondo me). Nella trasposizione interna ad una medesima lingua la preferenza data ad una
forma piuttosto che ad un'altra è legata a ragioni stilistiche nel senso che generalmente testimonia una differenza di registro. Nel tradurre
invece, si tratta di rispettare il testo di partenza sia nel senso sia nello stile. Questo procedimento non riguarda solo tutte le parti del
discorso (articolo, nome, pronome, verbo, aggettivo, avverbio, preposizione, congiunzione, interiezione), tutte le categorie grammaticali
(predicato verbale, soggetto, complementi e così via), ma anche periodi di paragrafi interi con unificazioni e scissioni di enunciati e
slittamenti di proposizioni. Le più ricorrenti sono:
rapport!>Non
nome/verbo Aucun c'entra!
maximum massimo
nome/aggettivoLe de confort>Il confort
simplicitè>semplicemente
nome/avverbioAvec
verbo/avverbioContinue!>avanti!
intorno>Regarder autour de
avverbio/preposizioneGuardarsi soi
apertamente franche
avverbio/aggettivoUn atteggiamento ironico>une ironie
trasposizione locale semplicità>simplement,
La è una trasposizione interna ad una categoria grammaticale, esempio: con in cui
trasposizione a catena
all'interno di una locuzione avverbiale si registra una trasposizione nome/a per via. Si ha una quando una
Con la stessa semplicità,
trasposizione provoca un'altra, esempio: gli disse che facesse pure il bagno da solo> Tout aussi simplement
elle lui dit de prendre son bain.. La trasposizione nome/avverbio provoca un'altra trasposizione aggettivo/avverbio all'interno della
trasposizione locale a catena semplicità>tout simplement.
locuzione avverbiale; si tratta di una del tipo: con la stessa aussi
Trasposizione delle parti del discorso
• La trasposizione nome/verbo: Sin dall'ottocento la frase francese risulta invasa dalla costruzione nominale, il sostantivo
sostituisce il verbo, l'aggettivo, avvolte l'avverbio. In italiano tale fenomeno è molto più recente e più limitato. La costruzione
nominale esprime delle sfumature che il verbo non è in grado di rendere facendo emergere il fatto in modo più diretto, permette
di esprimere sinteticamente le informazioni presenti in un'intera frase. Esempio: "Una biscotte, un cafè. Au boulout." (frase di
stile diaristico)> "Je prends une biscotte, un cafè. je pars au boulot". L'aggiunta di qualche verbo non aggiunge niente al senso,
anzi lo appesantisce. Il messaggio denotativo risiede tutto nei sostantivi. Vengono abbandonati in francese molti verbi che si
trasformano in verbicopula a significato zero accompagnati da un sostantivo carico del significato, esempio: feliciter> faire ses
felicitations, visiter> rendre visite. defense
Vi sono frasi in cui all'uso del nome francese corrisponde spesso quello del verbo in italiano, es: de fumer
>vietato fumare. Nella traduzione in francese si tende a sostituire con un nome il verbo italiano, se si traduce invece dal
francese all'italiano si privilegerà il verbo rispetto al nome. L'italiano rispetto al francese, usa spesso il congiuntivo coniugato in
tutti i tempi, nel francese moderno è molto ridotto, rimane soltanto nel francese colto.
• La trasposizione nome/aggettivo: Il francese si mostra sobrio nell'uso dell'aggettivo e non esita a sostituirlo con parti del
discorso che non svolgono tradizionalmente un ruolo caratterizzante, es: "une entreprise de construction", anche qui c'è un uso
preferenziale del nome. L'italiano invece usa in modo ricorrente e ridondante l'aggettivo. Es: minorile>des mineurs,
Carducciano>de Carducci. Quindi nella traduzione in francese l'aggettivo italiano viene nominalizzato, mentre nella traduzione
in italiano sarà l'aggettivo a sostituire il sostantivo. La maggiore sobrietà francese rispetto all'italiano si nota anche nell'uso più
limitato dei superlativi. Gli 'issimi' italiani spesso scompaiono nella traduzione francese. Quello di contrassegnare un sostantivo
mediante un suffisso per precisarne la dimensione (stradona) o il valore positivo o negativo (stradina, stradaccia) è tipico
dell’italiano. Questo sostantivo viene sdoppiato dal traduttore in un nome più aggettivo, es: stradone>grande rue.
• La trasposizione nome/avverbio: Sia l’italiano che il francese fanno largo uso di avverbi e locuzioni avverbiali. Traducendo da
una lingua all’altra accade spesso che si renda un avverbio con una locuzione e viceversa, si ha in questo caso una
trasposizione locale, es: decisamente>avec resolution. Tale trasposizione è legata alla tendenza francese alla
nominalizzazione e alla sua riluttanza a usare gli avverbi in “ment” considerati pesanti.
• La trasposizione avverbio/verbo: L’italiano tende all’uso di avverbi deittici, del tipo: via, fuori, giù, avanti, indietro ecc. Servono a
rinforzare il verbo dando una indicazione concreta del movimento (andiamo via, esci fuori). Sono generalmente preceduti da
verbi essere, andare, mettere, portare. Il francese invece usa il verbo per esprimere un movimento, così la trasposizione più
ricorrente è quella avverbio/verbo. Quindi le espressioni italiane diventeranno: nous partons, sors! L’uso di un verbo a significato
più profondo che sostituisce l’avverbio deittico risulta di registro più sostenuto, es: venir fuori>jaillir. 1
• La trasposizione avverbio/preposizione: La propensione italiana a segnare il movimento con gli avverbi deittici si risolve spesso
in una trasp. avv/prep con l’avverbio deittico italiano sostituito da una preposizione di stato in luogo francese, es: gli viene
incontro>il vers derriere
se dirige lui. Viceversa nella trad. francese italiano si reintroduce l’avv. deittico: ils ont ri mon dos>i
dietro.
ragazzini mi hanno riso
• La trasposizione avverbio/aggettivo: L’avverbio che caratterizza il verbo italia
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