Palomar - Italo Calvino (1983)
Palomar è un libro anomalo e di non semplicissima lettura in quanto esce dai parametri soliti della letteratura: si presenta come una serie di racconti che hanno tutti lo stesso personaggio, il signor Palomar. Il suo nome è quello di un osservatorio astronomico americano, e l'argomento del libro è il "vedere".
I verbi del "vedere"
Esistono tre verbi italiani per indicare l’azione del "vedere":
- Vedere
- Guardare
- Osservare
Organizzazione del libro
Il libro è organizzato in maniera curiosa: è organizzato in forma triadica, con tre parti principali:
- Le vacanze di Palomar
- Palomar in città
- Il silenzio di Palomar
Ciascuna di queste tre parti è suddivisa a sua volta in 3 raggruppamenti, che hanno dei titoli leggibili nell’indice. Ognuno di questi raggruppamenti, poi, è nuovamente suddiviso in tre parti.
Esempio di suddivisione
"Le vacanze di Palomar" è suddiviso in tre parti, e ognuna di queste ha un titolo: ognuna di queste tre parti racconta un’esperienza legata a questo luogo.
- 1.1 Palomar sulla spiaggia
- 1.2 Palomar in giardino
- 1.3 Palomar guarda il cielo
A sua volta, ognuno di questi raggruppamenti è suddiviso in altri 3 capitoletti (Palomar sulla spiaggia, ad esempio, presenta i capitoli 1.1.1, 1.1.2 e 1.1.3).
Struttura numerica
I numeri hanno sempre una numerazione da 1 a 3 e rappresentano un gioco combinatorio.
- Dove c’è il numero 1, c’è un’esperienza visiva (il massimo della descrizione è presente nel capitolo 1.1.1). L’esperienza visiva ha come oggetti le forme della natura (l'onda ad esempio), e il testo tende ad essere principalmente una descrizione.
- Dove c’è il numero 2, il testo si compone di elementi di tipo antropologico e culturale (il massimo del racconto si trova nel capitolo 2.2.2). Il testo diventa un racconto.
- Dove c’è il numero 3, il testo presenta esperienze di tipo speculativo e mentale (il massimo della meditazione si ritrova nel capitolo 3.3.3). La dimensione prevalente è quella della mente e il testo tende alla meditazione.
Leggenda di Calvino
Per spiegare questo tipo di costruzione, Calvino ha realizzato una legenda che si trova nella pagina che precede l’indice. Racconto, descrizione e meditazione sono dei generi letterari: con la descrizione si trova una descrizione molto dettagliata, con il racconto c’è più storia e con la meditazione ci sono delle riflessioni che riguardano il tempo, l’infinito, il rapporto tra l’io e il mondo, il cosmo. Il libro si presenta come una serie di racconti che hanno un’organizzazione tematica abbastanza rigorosa.
Il motivo dell’organizzazione
Dove i numeri sono tutti uguali, abbiamo il massimo di ciascuno dei tre elementi. Il motivo di questo tipo di organizzazione ha una ragione: i racconti, prima che Calvino li radunasse e gli desse questa forma, erano apparsi su alcuni quotidiani e riviste, tra cui il Corriere della Sera e La Repubblica. Sui giornali aveva pubblicato molti più racconti, alcuni dei quali poi non sono stati inclusi nel libro. Quando li ha raggruppati e inseriti nel libro li ha riscritti e li ha portati dentro lo schema descrizione-racconto-meditazione, secondo la struttura che voleva dare al libro.
Differenza tra Palomar e Le città invisibili
Una struttura molto complessa e organizzata si trova anche nell’opera di Calvino Le città invisibili: esso è un testo che ha un maggior portato poetico, è un testo in prosa ma che tende ad un aspetto poetico. I racconti di Palomar, invece, tendono di più verso la prosa. All’interno dei racconti, però, ci sono dei passaggi, delle frasi e dei periodi la cui caratura letteraria è quella della poesia, sono dei testi più vicini alla poesia.
Palomar alter ego di Calvino
L’operazione di Calvino è quella di prendere un personaggio, il signor Palomar, che è il suo alter ego, a cui affida un compito, ovvero quello di esplorazione del mondo visibile. Il personaggio è un prolungamento del narratore, di Calvino, ma Calvino tiene comunque una certa distanza: a volte Palomar fa dei pensieri, identificabili attraverso le virgolette caporali. È chiaro che Palomar sia l’alter ego, ma l’autore entra nella testa di Palomar e vede i suoi pensieri, pensieri che spesso si distaccano dalla voce narrante.
Lo scopo di Palomar
Il libro tratta di tutta una serie di esperienze che compie il signor Palomar: egli ogni volta si concentra su un fenomeno isolato e lo considera come se non ci fosse né un prima né un poi, come se non esistesse altro al mondo che quello. Ad esempio parla del riflesso del sole sul mare o di un’onda. Palomar vuole mettere a fuoco questi oggetti, vuole capirli e comprenderli, cerca di svolgere un’attività di osservazione circoscrivendo al massimo il campo dell’esperienza per arrivare a un punto fermo: l’obiettivo è capire cosa è il fenomeno che sta osservando, l’esperienza visiva che compie. La conoscenza che ha dei singoli fenomeni però non è poi superiore a quella che aveva quando ha incominciato, è fallimentare.
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